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Bertolt Brecht: Erinnerung an die Marie A.

GLI EXTRA DELLE CCG / AWS EXTRAS / LES EXTRAS DES CCG


Lingua: Tedesco


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Lob des Lernens
(Bertolt Brecht)
Die Sonate vom Guten Menschen
(Gabriel Yared)


[1920]
Versi di Bertolt Brecht, nella raccolta “Hauspostille” pubblicata nel 1927.
Su di una melodia popolare di fine 800, probabilmente appresa dall’amico Karl Valentin (1882-1948), celebre cabarettista ed attore teatrale bavarese.

Bertolt Brechts Hauspostille

Voglio proporre, seppur come Extra, questa poesia di Brecht - o, piuttosto, canzone, che lo stesso autore amava cantarla accompagnandosi con la chitarra - perchè, insieme a Die Sonate vom Guten Menschen, fa parte della colonna sonora ed emotiva del film “Das Leben der Anderen” (“Le vite degli altri”), diretto dal regista tedesco Florian Henckel von Donnersmarck e vincitore del premio Oscar nel 2007.



Infatti sia la sonata che Brecht sono nel film legati al personaggio di Albert Jerska (interpretato da Volkmar Kleinert), un attore perseguitato dalle autorità della Germania Est e costretto all’inattività. E’ lui, poco prima di mettere fine ai propri giorni, che alla festa di compleanno del protagonista, l’amico scrittore Georg Dreyman (Sebastian Koch), gli regala lo spartito della sonata, ed è lui che in quell’occasione si sofferma nella lettura di un volume di Brecht... Un lascito spirituale, insomma, in musica e in poesia... Un testamento che muove definitivamente la sensibilità e la coscienza del capitano della Stasi Gerd Wiesler (Ulrich Mühe), in codice "HGW XX/7", che s’introduce nell’appartamento di Dreyman e sottrae la raccolta delle poesie di Brecht per leggerla... E leggendo la prima strofa di “Erinnerung an die Marie A.” e ascoltando, intercettandola, l’esecuzione della “Sonate vom Guten Menschen”, l’integerrimo ufficiale dei servizi segreti inizia il proprio cammino di diserzione e di redenzione, cominciando a proteggere la sua vittima anzichè perseguitarla.



Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l'amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d'estate
c'era una nube ch'io mirai a lungo:
bianchissima nell'alto si perdeva
e quando riguardai era sparita...


Il bello contro l’orrore; l’emozione, il sentimento contro la grigia e meccanica macchina della repressione e della morte. Tutto qua.

La canzone è stata interpretata da molti artisti, da Ernst Busch ad Hilmar Thate, da David Bowie a Konstantin Wecker, per citarne solo alcuni.
An jenem Tag im blauen Mond September
Still unter einem jungen Pflaumenbaum
Da hielt ich sie, die stille bleiche Liebe
In meinem Arm wie einen holden Traum.
Und über uns im schönen Sommerhimmel
War eine Wolke, die ich lange sah
Sie war sehr weiß und ungeheuer oben
Und als ich aufsah, war sie nimmer da.

Seit jenem Tag sind viele, viele Monde
Geschwommen still hinunter und vorbei.
Die Pflaumenbäume sind wohl abgehauen
Und fragst du mich, was mit der Liebe sei?
So sag ich dir: Ich kann mich nicht erinnern
Und doch, gewiß, ich weiß schon, was du meinst
Doch ihr Gesicht, das weiß ich wirklich nimmer
Ich weiß nur mehr: ich küßte es dereinst.

Und auch den Kuß, ich hätt ihn längst vergessen
Wenn nicht die Wolke dagewesen wär
Die weiß ich noch und werd ich immer wissen
Sie war sehr weiß und kam von oben her.
Die Pflaumenbäume blühn vielleicht noch immer
Und jene Frau hat jetzt vielleicht das siebte Kind
Doch jene Wolke blühte nur Minuten
Und als ich aufsah, schwand sie schon im Wind.

inviata da Bernart Bartleby - 15/3/2015 - 22:13




Lingua: Italiano

Traduzione italiana da “Bertolt Brecht, Poesie e canzoni”, a cura di Ruth Leiser e Franco Fortini, Einaudi 1961.
RICORDO DI MARIE A.

Un dì nel mese azzurro di settembre
quieto all'ombra d'un giovane susino
tenevo il quieto e pallido amore mio
fra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d'estate
c'era, ed a lungo la guardai, una nuvola.
Era assai bianca e alta da non credere
e quando la cercai non c'era più.

Dopo quel giorno molte e molte lune
con tante acque sono corse via.
Sono i susini già tutti recisi,
e dell'amore, mi chiedi, che fu?
E ti rispondo: non me ne ricordo.
Eppure, credi, so che cosa intendi:
ma quel suo viso, io, non lo so più.
Questo soltanto so: che la baciai.

E anche il bacio, l'avrei dimenticato
non fosse per la nuvola che andava.
Quella so ancora e sempre la saprò:
era assai bianca e mi veniva incontro.
Sono forse i susini ancora in fiore,
forse il settimo figlio già quella donna avrà.
Ma pochi istanti fiorì quella nuvola
e quando la cercai era già vento.

inviata da Bernart Bartleby - 15/3/2015 - 22:14




Lingua: Inglese

La versione inglese tradotta da Ralph Manheim e John Willett ed interpretata da David Bowie

Bowie la interpreta accompagnandosi al banjo nell'adattamento televisivo per la BBC di Baal di Brecht. Una versione più orchestrata è pubblicata nell'EP dell'82 "Baal"

Baal
REMEMBERING MARIE A.

It was a day in that blue month september
Silent beneath the plum trees' slender shade
I held her there, my love, so pale and silent
As if she were a dream that must not fade
Above us in the shining summer heaven
There was a cloud my eyes dwelled long upon
It was quite white and very high above us
Then I looked up
And found that it had gone

And since that day, so many moons in silence
Have swum across the sky and gone below
The plum trees surely have been chopped for firewood
And if you ask, how does that love seem now
I must admit, I really can't remember
And yet I know what you are trying to say
But what her face was like, I know no longer
I only know I kissed it on that day

As for the kiss, I long ago forgot it
But for the cloud that floated in the sky
I know that still and shall forever know it
It was quite white and moved in very high
It may be that the plum trees still are blooming
That woman's seventh child may now be there
And yet that cloud had only bloomed for minutes
When I looked up, it vanished on the air

15/3/2015 - 23:53




Lingua: Polacco

Versione polacca di Andrzej Kopacki da un raccolta di poesie di Bertolt Brecht intitolata "Ten cały Brecht" (Tutto questo Brecht) del 2012, nella quale quattro poeti e traduttori polacchi si cimentano con l'opera dello scrittore tedesco.

http://portliteracki.pl/wp-content/uploads/2014/11/Przystan_2014_12_30__Ten_ca%C5%82y_Brecht__top.jpg
WSPOMNIENIE O MARII A.


Owego dnia w modrym miesiącu wrześniu
W ciszy pod drzewem młodej śliwy
W ramionach mych tę cichą, bladą miłość
Jak sen uroczy tuliłem – szczęśliwy.
Nad nami obłok stał na letnim niebie,
Długom oderwać nie mógł odeń wzroku –
Tak biały był i tak wysoko bardzo.
A gdym wzniósł oczy, było po obłoku.

Od dnia owego cicho przepłynęło
Pomimo nas tak wiele już miesięcy
I drzewa śliw na pewno dawno ścięto.
Chcesz wiedzieć coś o tej miłości więcej?
Powiem: przypomnieć sobie jej nie mogę,
Lecz nie zaprzeczam, że wiem o kim mowa.
Ale jej twarzy, wierz mi, nie pamiętam,
Wiem tylko to, żem wtedy ją całował.

O pocałunkach zapomniałbym także,
Gdyby nie było owego obłoku.
Pamiętam go i będę już pamiętał –
Tak biały był i płynął tak wysoko.
Te śliwy może jeszcze teraz kwitną,
Owa kobieta może po raz siódmy matką.
Lecz obłok ten kwitł tylko minut parę,
A gdym wzniósł oczy, już unosił wiatr go.

inviata da Krzysiek Wrona - 16/3/2015 - 01:58


...vorrei ricordare la versione italiana interpretata da Milva al Piccolo Teatro Strehler nel 2005 e registrata nel suo cd "Milva canta Brecht live" edito nel 2010.

Flavio Poltronieri - 17/3/2015 - 06:46




Lingua: Finlandese

Versione finlandese di Brita Polttila
Finnish translation by Brita Polttila
Finnische Übersetzung von Brita Polttila
Suomennos Brita Polttila
MARIE A:N MUISTO

Syyskuussa kerran sinenkuultavassa
vaieten alla nuoren luumupuun
syliini suljin kainon lemmittyni
ja huulillani tunsin hennon suun.
Ja päämme päällä, taivaan kirkkaudessa
ui pilvi jota pitkään seurasin.
Se oli valkoinen ja ylettömän korkealla
ja häipyi pois kun sitä katselin.

On siitä nyt jo monen monta kuuta
hitaasti menneisyyteen vierinyt.
Kai luumupuut on kaadettu ja kysyt ehkä:
miten on rakkauteni laita nyt?
Ja vastaan näin: en muista sitä enää
vaan tiedän kyllä mitä tarkoitat.
Jos kasvot ovat poissa mielestäni,
enemmän muistan, muistan suudelmat.

Ja suudelmatkin unohtanut oisin
jos taivaalla ei ollut pilveä.
Sen muistan kyllä, muistan ikuisesti
niin vitivalkoisen niin ylhäällä.
Kukoistaa voivat vielä luumupuut;
on nainen ehkä äiti lapsen seitsemän.
Vain pilvi yksin kukki hetken verran,
kun katsoin ylös, näin sen häipyvän.

inviata da Juha Rämö - 19/3/2015 - 18:48


Thanks Juha Rämö, you're giving a remarkable contribution to the CCG/AWS!

Bernart Bartleby - 19/3/2015 - 21:48


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