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Les classes dirigeantes

Eugène Pottier


Lingua: Francese


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(Margot)


In “Chants révolutionnaires”, 1887 (edizione ampliata nel 1908)‎

Canzone che Pottier dedicò ad Ernest Vaughan (1841-1929), membro della Prima Internazionale, ‎comunardo, in seguito tra i fondatori del giornale L’Aurore, dove il 13 gennaio 1898 comparve il ‎famoso “J'accuse” di Émile Zola a proposito del “Caso Dreyfus”.‎

‎‎

Io invece la dedico ai Berlusconi, ai Monti e ai Renzi, i dirigenti di ieri, di oggi e di domani, senza i ‎quali la Terra ha continuato, continua e continuerà ancora a girare lo stesso…‎


chantsrev Eugène Pottier fu frequentatore di circoli rivoluzionari repubblicani già dal 1832 per poi approdare a quelli socialisti e fourieristi nel 1848, anno in cui partecipò alle rivoluzioni di gennaio e giugno: fu in questo periodo, frequentando anche i locali dove venivano declamate poesie e canzoni, che inizia a comporre canti di propaganda a sfondo politico-sociale stampati e diffusi su fogli volanti.

Tra i tanti testi è degno di nota quel “Propaganda delle canzoni” che rappresentava, all’epoca, il suo manifesto politico: In tempo di pace, l’esercito è una morsa / Nelle mani di chi governa, / Per serrare la gogna al collo / Del popolo senza giberne. / ... Aderì all’Internazionale e nel 1870 organizzò una Camera del lavoro con 500 membri aderenti anch’essi all’Internazionale, fu uno strenuo antimilitarista, oltre che pacifista; partecipò attivamente alla Comune di Parigi nel marzo 1871 ed alla sua caduta venne ricercato e condannato a morte in contumacia ma riuscì ad espatriare rifugiandosi prima in Belgio e poi a Londra e negli Stati Uniti dove soggiornò poi sette anni continuando il suo impegno sociale.
Rientrò in Francia nel 1880, in seguito all’amnistia. La raccolta “Chants rèvolutionnaires" fu pubblicato per la prima volta solo nel 1887, stampato in 1.500 copie qualche mese prima della scomparsa dell’autore. “Muore il 6 novembre 1887. Seimila persone seguono, il giorno dopo, il suo funerale (tra gli oratori, per gli anarchici, Luisa Michel), la polizia interviene perchè non sopporta la bandiera rossa dietro al feretro ma dovette cedere, di fronte alla protesta di quei vecchi cospiratori ex galeotti, ex garibaldini, poeti e ribelli, che conducevano al finale riposo la salma di tanto battagliero militante”

Caserne et forêt - Défends-toi, Paris !‎ - Don Quichotte - Elle n'est pas morte! - En avant la classe ouvrière - Guillaume et Paris - J’ai faim‎ - Jean Misère - L’anthropophage - L’auge - L'abolition de la peine de mort - L'insurgé - L'Internationale - La grève - La grève des femmes - La guerre - La mort d'un globe - Le pressoir - La Terreur Blanche - Laissez faire, laissez passer! - Le chômage - Le défilé de l'Empire - Le grand Krack - Le Moblot - Les classes dirigeantes - Leur bon Dieu - Madeleine et Marie‎ - N’en faut plus‎ - Propagande des chansons - Quand viendra-t-elle ?‎ - Tu ne sais donc rien ?‎


Tout un flot d’étoiles filantes
Sur ce globe s’est abattu,
Et, de nos classes dirigeantes,
Il ne reste plus un fétu.
Ceux qui nous guidaient dans l’impasse,
Nos hommes d’État creux et lourds,
Sont allés diriger l’espace…
Et la Terre tourne toujours !

Ils ne sont plus ! qu’allons-nous faire ?
Devant qui nous mettre à genoux ?
L’État tenait tout dans sa sphère,
Ces gaillards-là pensaient pour nous !
Sans eux, moutons, saurez-vous paître ?
Qui tiendra la bride aux amours ?
Quoi ! pas même un garde champêtre !
Et la Terre tourne toujours !

Où sont ces doctrinaires chauves
Qui, de père en fils, ont voté
Codes sauvages et lois fauves,
Pour sauver la société ?‎
Vous n’entendrez plus, prolétaires,
Couler l’eau trouble, en longs discours,
Des robinets parlementaires…
Et la Terre tourne toujours !

Quoi ! plus un seul capitaliste,
Plus d’escrocs par le code absous,
Dont le génie âpre consiste
À faire suer les gros sous !
Eh ! quoi le Travail et l’Idée
Sont soustraits au bec des vautours !
Quoi ! Rothschild, ta caisse est vidée ?
Et la Terre tourne toujours !

Pour des travaux de Pénélope
À coups de canon déchirés,
Plus d’ambassadeurs en Europe,
Ni crachats, ni cordons moirés.
Les peuples, las des vieilles trames
Et de l’eau bénite des cours,
Fraternisent par télégrammes…
Et la Terre tourne toujours !

Sachant mieux aboyer que mordre,
Où sont tant de chefs glorieux,
Qui se repliaient en bon ordre,
Pas plus morts que victorieux ?
Les coups d’État, mèche allumée,
N’ensanglantent plus nos faubourgs,
La paix se maintient sans armée…
Et la Terre tourne toujours !

Plus de gras curés, plus de pape !
Pas même un pieux sacristain ;‎
On ne rencontre plus Priape
En soutane d’ignorantin.
Le miracle ayant tué Rome,
Le Syllabus n’ayant plus cours,
La raison se fait Dieu dans l’Homme !
Et la Terre tourne toujours !

La Terre tourne et, plus fertile,
Nourrit des bras moins fatigués.
Dans les blés grands où croît l’utile,
L’alouette a des chants plus gais.
Le travail s’accomplit sans maîtres
Et, dans leurs loisirs de velours,
La poésie emplit les êtres,
Et la Terre tourne toujours !‎

inviata da Dead End - 22/10/2012 - 09:15




Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
28 dicembre 2012
LE CLASSI DIRIGENTI

Tutta un'ondata di stelle filanti
su questo globo s'è abbattuta,
e delle nostre classi dirigenti
non resta altro che un fuscello.
Chi ci ha condotto al vicolo cieco,
i nostri “statisti” pesanti e vuoti
sono andati a diriger lo spazio...
E la Terra continua a girare!

Non ci son più! Ora che faremo?
Davanti a chi ci inginocchieremo?
Lo Stato era onnicomprensivo,
quei tizi là pensavan per noi!
Senza di loro, o pecore, sapreste pascolare?
Chi mai imbriglierà l'amore?
Eh! Nemmeno un carabiniere!
E la Terra continua a girare!

Dove sono quei dottrinari calvi
che di padre in figlio han votato
codici selvaggi e leggi feroci
per salvaguardare la società?
Non sentirete più, proletari,
colar acqua torbida, in lunghi discorsi,
dai rubinetti parlamentari...
E la Terra continua a girare!

Eh! Non ci sarà più un capitalista,
più un truffatore assolto dal codice
il cui implacabile genio consiste
nel far cacare gran soldoni!
Ma come! Il Lavoro e l'Idea
sottratti alle grinfie degli avvoltoi?
Ma come! Rothschild, la tua cassa è vuota?
E la Terra continua a girare!

Per i loro giochetti estenuanti
‎massacrati a cannonate,
non più ambasciatori in Europa,
né patacche, né cordon d'onore.
I popoli, stanchi delle vecchie trame
e dell'acquasanta delle corti,
fraternizzano via telegramma...
E la Terra continua a girare!

Sanno abbaiar meglio che mordere,
ma dove sono tanti capi gloriosi
che si ritiravano in buon ordine
né morti e neppure vittoriosi?
I colpi di stato, miccia accesa,
non insanguinan più i nostri rioni,
la pace si mantiene senza eserciti...
E la Terra continua a girare!

Via i preti panzoni, via il papa!
Più manco un pio sagrestano;
non s'incontra più Priapo
in veste da Ignorantello.
Un miracolo ha ammazzato Roma
e il Sillabo è ormai fuori corso;
la ragione si fa Dio nell'Uomo!
E la Terra continua a girare!

La Terra gira, e più fertile ancora
nutre braccia meno stanche.
Nei gran campi di grano dove cresce il profitto
l'allodola canta più allegramente.
Il lavoro si fa senza padroni
e, nei loro piacevoli svaghi
la poesia empie gli esseri umani,
e la Terra continua a girare!

28/12/2012 - 20:04




Lingua: Italiano

Traduzione: Salvo Lo Galbo
Musica:Margot Galante Garrone


E LA TERRA GIRA ANCHE COSÌ

Una pioggia di stelle cadenti
su quest'orbe, un bel dì, si abbatté.
Delle nostre classi dirigenti
non ne rimase in piedi alcunché.
Condottieri dell'umano strazio,
re, statisti, estorsori del sì,
sono andati a diriger lo spazio.
E la Terra gira anche così.

Dello Stato, intelletto supremo
che pensava per noi, che ne fu?
No! Si è estinto! E ora cosa faremo?
A chi ci inginocchieremo più?
Chi ti insegnerà, o stolido cirro
di caproni, il tuo pascolo? Chi?
Neanche più uno straccio di sbirro!
E la Terra gira anche così.

Dove son quei dottrinari calvi
tramandàntisi l'eredità
di votare ogni legge che salvi
questo ordine di società?
Non sentirete più, proletari,
flussi di ciance color pipì
dagli scarichi parlamentari!
E la Terra gira anche così.

Non c'è un lurido capitalista
da nessun codice assolto più
il cui brillante genio consista
nello spremerci di sovrappiù?
Il lavoro sottratto ai corvacci
è possibile? Ebbene sì!
Il buon Rothschild è andato per stracci?
E la Terra gira anche così!

Niente più ambasciatori in Europa!
Niente democrazie messe su
con il sangue, e rase al battiscopa
quando le borghesie fanno ecciù.
Stanchi, i popoli, del vecchio dramma
delle corti e dei loro elisìr,
fraternizzano via telegramma.
E la Terra gira anche così.

Quello che abbaiò "O vittoria o morte!",
e che gli altri a morire spedì,
si è rinchiuso in quale roccaforte
ora che né trionfò né morì?
Abbiam disinnescato gli allarmi
contro i golpe; e a partire da qui
si mantiene la pace senz'armi.
E la Terra gira anche così.

E via i preti panzoni, via il papa,
trafficanti di santi e Gesù!
Non si senton più teste di rapa
straparlare di vizi e virtù.
Un miracolo bruciò ogni Duomo
ed il Sillabo si incenerì.
La ragione si fa Dio nell'Uomo.
E la Terra gira anche così.

E la Terra finalmente riesce
a nutrire ogni figlio che ha.
Nei gran campi di grano in cui cresce
il profitto per l'umanità,
si lavora senza più sovrani,
ed agli alberi dei mezzodì
la poesia riempie gli esseri umani.
E la Terra gira anche così.

inviata da Parvus - 16/8/2016 - 03:02


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