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Pochodnie

Jacek Kaczmarski


Lingua: Polacco

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jan palach


Una canzone del cantautore polacco dedicata al suicidio di Jan Palach, eroe della Primavera di Praga. Il titolo significa "Torce".
Pamięci Jana Palacha

Te pochodnie w pochodzie niesione przez mgły
Wyjaśniają nam tylko to, że my - to my.

Te pochodnie prowadzą nas przez mrok, przez mrok
I nie dają się wyrwać z odrętwiałych rąk.

Te pochodnie po prostu każą iść tym z nas
Którzy nie chcą pozwolić, żeby ogień zgasł.

Bo mamy je nie z pakuł, ani słomy, ani z drzew,
Nie smoła wrząca kapie z nich, lecz krew, lecz krew.

W tych pochodniach nie pancerz błyska, ani miecz,
Z tych pochodni cień pada na twarz i na rzecz.

Te pochodnie są po to, żeby przetrwać ćmę
I zobaczyć jak płoną we dnie, we dnie.

Być może zobaczymy wówczas, w blasku słońc,
Że nie pochodnia w dłoni płonie, ale dłoń.

I strącimy ze wstrętem rąk zwęglony pył
Na cztery strony świata, bez sił, bez sił.

Wypaleni w pochodzie, nie wiedząc, kto - my
Westchniemy do pochodni, do mroku, do mgły.

13/7/2012 - 22:42



Lingua: Italiano

Versione italiana letterale di Krzysiek Wrona
TORCE

Queste torce in corteo portate attraverso le nebbie
Ci spiegano solamente che noi siamo noi

Queste torce ci guidano attraverso il buio, attraverso il buio
E non si fanno strappare dalle mani intirizzite

Queste torce semplicemente mettono in cammino quelli di noi
Che non vogliono permettere che il fuoco si spenga

Perché non le abbiamo di capecchio, né di paglia, né di legno
Non è catrame bollente che grondano, ma sangue, ma sangue

Non risplende né corazza né spada in esse
Da queste torce cade l’ombra su facce e cose

Queste torce sono per resistere all’oscurità
E per vedere come bruciano al giorno, al giorno

Allora, forse vedremo nello splendore dei soli
Che non è la torcia ad ardere in mano, ma la mano stessa

E con ripugnanza faremo cadere il polvere carbonizzato delle braccia
A tutti i quattro punti cardinali essendo esausti, esausti

Bruciati in corteo, non sapendo chi siamo noi
Sospireremo alle torce, al buio, alla nebbia

inviata da Krzysztof Wrona - 16/1/2014 - 23:48


Propongo di sostituire il testo precedente in polacco con questo dal sito dedicato a Kaczmarski, perché contienne un errore, non grande, ma pur sempre "papy" non è lo stesso che "pakuł", cioé, c'è differenza fra "guaina" o come vuole il dizionario "carta catramata per coprire i tetti" e "capecchio", cioé "stoppa".È importante anche per la dedica e la data, visto che Jacek fu avvezzo a datare le sue poesie.
(Krzysztof Wrona)

Fatto.

17/1/2014 - 00:26


Bella, grazie Krzysztof per la traduzione!

Stanislava - 17/1/2014 - 13:19


Nel sesto verso dalla fine cambierei il presente in futuro, mi è sfuggito e non si capisce bene. Invece di "facciamo cadere" vorrei mettere " faremo cadere". Si potrebbe anche togliere gli ultimi due versi che sono la ripetizione. Nel video, Kaczmarski ripete alcuni versi, ma il testo in polacco non lo segue. Scusate intralcio...il satana é onnipresente da sempre : )

Krzysiek Wrona - 18/1/2014 - 01:24


é stato er minimo che mi sentì di fare, dopo le tue traduzioni e l'articolo con cui avevi dato il contributo al sito. Un saluto caloroso e qualche bonus universale...un cartone animato ceco, doppiato in polacco, per un sito italiano a difusione galattica : D

http://bajki-dladzieci.eu/zwirek-i-muchomorek-urzadzili-koncert-dla-wrozki/#more-436

Krzysiek Wrona - 18/1/2014 - 01:52


Ho cerchato di correggere il testo della traduzione. Così, basta sostituire la precedente con quella che mando adesso. Mi rendo conto che il mio italiano è ancora molto lontano dalla perfezione e anche per questo apprezzo tanto il lavoro di Stanislava. E allo staff vorrei ringraziare per la pazienza.

Krzysiek Wrona - 19/1/2014 - 00:27


Grazie Krzysiek per il tuo sforzo e per le belle parole. Comunque, come ho detto altre volte, anch'io non mi sento sempre sicura con l'italiano. La perfezione poi, a parte che la parola mi sta un po' antipatica in generale, in una lingua non esiste, secondo me. Una lingua è una realtà viva e in continua trasformazione e il fatto di parlarla bene o meno bene è sempre relativo. Importante è la voglia di comunicare.
E pensa un po', hanno doppiato in polacco "Křemílek a Vochomůrka".. I cartoni di Václav Čtvrtek.. Che nostalgia :) Altro che Walt Disney! Questo sì che è un residuo del mondo non globalizzato.

Stanislava - 20/1/2014 - 17:29


Hai ragione Stanislava, l'espressione: " molto lontano dalla perfezione" è poco felice, anche se volevo mettere l'accento sul "molto lontano". Come per un memento, leggendo ieri sera uno dei ultimi racconti di Erri De Luca intitolato "Il torto del soldato", mi sono imbattuto nel suscritto frammento: "A questa sua espressione mi tappavo la bocca per reazione. Il puro, la purezza: sono stati la divinità nazista, il loro traguardo della perfezione. La razza, lo spazio dovevano essere bonificati dal contagio di comunità inferiori. Così la purezza ha scavato le fosse comuni e intasato i forni crematori. L'aggetivo "puro" in bocca a mio padre mi facceva uscire dalla stanza."
Il vero problema della communicazione sta nell'essere precisi (comunque Pier Paolo Pasolini, lo ha detto meglio). Devo confessare, è il mio punto debole, specialmente, quando cerco di mettermi in contatto con il mondo attraverso l'italiano scritto ma anche in generale. La "grande bellezza" di questo sito sta nel fatto che uno può almeno tentare di farlo. A questo punto, posso solamente proclamare:

"Viva la lingua, la lingua viva, la lingua è viva!!!"
E con quel simpatico accento, vorrei salutarti con tutto il cuore : )

http://notizie.bol.it/wp-content/uploads/2012/05/erri-de-luca-200x133.jpg

Krzysiek Wrona - 22/1/2014 - 01:10


Tanto per sdrammatizzire : )

krzyś - 22/1/2014 - 03:26


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