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Constantine's Dream

Patti Smith


Lingue: Inglese, Italiano


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Album: "Banga" (2012)
Patti Smith - Banga

Words (improvised in Electric Lady Studios, New York) by Patti Smith
Music by Lenny Kaye
Overdubs recorded in Arezzo, Italy, with Casa Del Vento
Saint Francis Prayer: Stefano Righi

Piero della Francesca, Sogno di Costantino (1458-1466). Basilica di San Francesco, Arezzo.
Piero della Francesca, Sogno di Costantino (1458-1466). Basilica di San Francesco, Arezzo.
“Constantine’s Dream” è il pezzo più ambizioso dell’ultimo album di Patti Smith “Banga” (2012). Lunga poesia/canzone su base rock nella tradizione delle performance poetiche che hanno sempre caratterizzato la produzione di Patti Smith sin dai tempi di Radio Ethiopia, è una riflessione sulla religione, sull’arte e sulla natura e che riunisce in una struttura a scatole cinesi i sogni di diversi personaggi: la stessa Patti Smith, San Francesco, l’imperatore Costantino, Piero della Francesca e Cristoforo Colombo.

In una visita onirica alla basilica di San Francesco ad Arezzo l’artista si ritrova combattuta tra un’esperienza diretta dalla Natura, rappresentata da San Francesco, e la rappresentazione della bellezza in forma di arte. L’ispirazione diretta è il famoso affresco di Piero della Francesca “Il Sogno di Costantino” nella cappella maggiore della basilica di Arezzo, che fa parte del ciclo delle Storie della Vera Croce.
Piero della Francesca, affetto negli ultimi anni da una grave malattia agli occhi, muore il 12 ottobre 1492 proprio mentre le tre caravelle di Cristoforo Colombo approdavano nel Nuovo Mondo.
La cantante immagina che anche Colombo, sopraffatto dalla bellezza della Natura, faccia un sogno premonitore in cui scorge un futuro apocalittico, che è il nostro presente, segnato dalla catastrofe ecologica e (immagino) anche dalle nefaste conseguenze della sua impresa, tra cui lo sterminio degli originari abitanti del Nuovo Mondo.

“Anche se io stessa temo la catastrofe ambientale di questo secolo” - ha raccontato la cantante americana - “non volevo chiudere il disco su una nota così oscura. Volevo scrivere una canzone che fosse come un’alba, che portasse un messaggio disperanza. Poi mi è capitato di ascoltare After the Gold Rush di Neil Young. Ero seduta in un bar e ho pensato che almeno due delle strofe dicevano esattamente quello che volevo dire io perché la canzone è in un certo senso ottimista, ma anche ad un certo costo. Allora ho fatto cantare il finale della canzone di Neil ad un coro di bambini che, con tutta la loro innocenza e purezza, ho pensato potessero scacciare via il pericolo che avevo descritto nella canzone precedente.”.

Parte della canzone è stata registrata ad Arezzo con il gruppo aretino della Casa del Vento, che la Smith ha conosciuto durante una serata in favore di Emergency e in ricordo di Teresa Strada. C’è spazio anche per una voce che recita in italiano la Preghiera Semplice (attribuita, erroneamente, a San Francesco).

Perché una canzone del genere nelle CCG? Prima di tutto si tratta di una canzone ambientalista, e ce ne sono molte che solo per questo sono state accolte nel sito tanto che sarebbe forse opportuno un percorso sulla “guerra alla Terra (o alla Natura)”. Poi c’è la riflessione su Colombo e sulla sorte del Nuovo Mondo che rimanda ai temi già cari al Neil Young di Zuma. Inoltre è una canzone che pone molte domande ma dà ben poche risposte e lascia spazio all’immaginazione. Cosa avrà visto Colombo nel suo sogno? La sorte dei nativi americani, la bomba atomica, la guerra preventiva? quel futuro, il nostro presente apocalittico, diventa la sua “croce da portare”, mentre Costantino proprio portando una croce (In hoc signo vinces) trionfava su Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio.

Infine una parola sui temi religiosi e mistici nelle canzoni di Patti Smith. Sono sempre stati presenti, anche se in maniera a volte ben poco ortodossa (“Jesus died for somebody’s sins not mine”). Non penso che sia neanche il caso di chiedersi se Patti Smith sia cristiana, devota a San Francesco, buddista o che altro. Come lei stessa ha dichiarato: “Ho sempre avuto una mia relazione del tutto personale con Dio. Se dobbiamo giudicare qualcuno guardando se appartiene a una chiesa o a quell’altra, abbiamo sbagliato tutto.”
In Arezzo I dreamed a dream
Of Saint Francis who kneeled and prayed
For the birds and the beasts and all humankind.
All through the night I felt drawn in by him
And I heard him call
Like a distant hymn

I retreated from the silence of my room
Stepping down the ancient stones washed with dawn
And entered the basilica that bore his name
Seeing his effigy I bowed my head
And my racing heart I gave to him I kneeled and prayed
And the sleep that I could not find in the night
I found through him
I saw before me the world of his world
The bright fields, the birds in abundance
All of nature of which he sang
Singing of him
All the beauty that surrounded him as he walked
His nature that was nature itself
And I heard him - I heard him speak
And the birds sang sweetly
And the wolves licked his feet.

(O Signore, fa' che sia strumento della tua Pace:
Dove c’è odio, lascia che sia Amore.
Dove c’è offesa, Perdono.
Dove c’è dubbio, Fede.
Dove c’è disperazione, Speranza.
Dove c’è oscurità, Luce.
Dove c’è tristezza, Gioia.
fa' ch'io non cerchi tanto
di essere consolato, quanto consolare.
di essere compreso, quanto comprendere.
di essere amato, quanto amare.)


But I could not give myself to him
I felt another call from the basilica itself
The call of art - the call of man
And the beauty of the material drew me away
And I awoke, and beheld upon the wall
The dream of Constantine
The handiwork of Piero della Francesca
Who had stood where I stood
With his brush stroked The Legend of the True Cross
He envisioned Constantine advancing to greet the enemy
But as he was passing the river
An unaccustomed fear gripped his bowels
An anticipation so overwhelming that it manifested in waves

All through the night a dream drew toward him
As an advancing Crusade
He slept in his tent on the battlefield
While his men stood guard
And an angel awoke him
Constantine within his dream awoke
And his men saw a light pass over the face of the King
The troubled King
And the angel came and showed to him
The sign of the true cross in heaven
And upon it was written

In this sign shall thou conquer

In the distance the tents of his army were lit by moonlight
But another kind of radiance lit the face of Constantine
And in the morning light
The artist, seeing his work was done
Saw that it was good

In this sign shall thou conquer

He let his brush drop and passed into a sleep of his own
And he dreamed of Constantine carrying into battle in his right hand
An immaculate, undefiled single white Cross
Piero della Francesca, as his brush stroked the wall
Was filled with a torpor
And fell into a dream of his own

From the geometry of his heart he mapped it out
He saw the King rise, fitted with armor
Set upon a white horse
An immaculate cross in his right hand.
He advanced toward the enemy
And the symmetry, the perfection of his mathematics
Caused the scattering of the enemy
Agitated, broken, they fled

And Piero della Francesca waking, cried out
All is art - all is future!
Oh Lord let me die on the back of adventure
With a brush and an eye full of light
But as he advanced in age
The light was shorn from his eyes
And blinded, he laid upon his bed
On an October morning 1492, and whispered
Oh Lord let me die on the back of adventure
Oh Lord let me die on the back of adventure

And a world away - a world away
On three great ships
Adventure itself as if to answer
Pulling into the New World
And as far as his eyes could see
No longer blind
All of nature unspoiled - beautiful - beautiful
In such a manner that would have lifted the heart of St. Francis
Into the realm of universal love

Columbus stepped foot on the New World
And witnessed beauty unspoiled
All the delights given by God
As if an Eden itself, as if Eden had opened her heart to him
And opened her dress
And all of her fruit gave to him
And Columbus so overwhelmed
Fell into a sleep of his own
All the world in his sleep
All of the beauty, all of the beauty entwined with the future
The twenty-first century
Advancing like the angel
Advancing like the angel
that had come
To Constantine
Constantine in his dream
Oh this is your cross to bear
Oh Lord Oh Lord let me deliver
Hallowed adventure to all mankind
In the future
Oh art cried the painter
Oh art - Oh art - cried the angel
Art the great material gift of man
Art that hath denied
The humble pleas of St. Francis
Oh thou Artist
All shall crumble into dust
Oh thou navigator
The terrible end of man
This is your gift to mankind
This is your cross to bear
And Columbus saw all of nature aflame
The apocalyptic night
And the dream of the troubled King
Dissolved into light

inviata da Lorenzo Masetti - 7/7/2012 - 00:51



Lingue: Italiano, Inglese

Versione italiana (o piuttosto un tentativo di traduzione) di Lorenzo Masetti
La versione inglese della "Preghiera Semplice" è tratta da quella messa in musica da Leonard Lehrman.

Patti Smith sotto gli affreschi di Piero della Francesca nella Basilica di San Francesco ad Arezzo
Patti Smith sotto gli affreschi di Piero della Francesca nella Basilica di San Francesco ad Arezzo
IL SOGNO DI COSTANTINO

Ad Arezzo ho sognato
di San Francesco che si inginocchiava e pregava
per gli uccelli, gli animali e l’umanità intera.
Per tutta la notte mi sono sentita attrarre da lui
E l’ho sentito chiamare
come un inno distante.

Mi sono ritirata dal silenzio della mia stanza
ho sceso le antiche pietre bagnate dall’alba
e sono entrata nella basilica che porta il suo nome
Vedendo la sua effigie ho chinato la testa
E gli ho donato il mio cuore palpitante, mi sono inginocchiata e ho pregato
E il sonno che non avevo potuto trovare nella notte
l’ho trovato grazie a lui
Ho visto di fronte a me il mondo del suo mondo
I campi chiari, gli uccelli in abbondanza
Tutta la natura di cui aveva cantanto
che cantava di lui
Tutta la bellezza che lo circondava mentre camminava
La sua natura che era la natura stessa
E l’ho sentito - l’ho sentito parlare
e gli uccelli cantavano dolcemente
e i lupi gli leccavano i piedi

(Lord, make me an instrument of Thy peace;
Where there is hatred, let me sow love;
Where there is injury, pardon;
Where there is doubt, faith;
Where there is despair, hope;
Where there is darkness, light;
Where there is sadness, joy.
Grant that I may not so much seek
To be consoled as to console;
To be understood, as to understand;
To be loved, as to love)


Ma non ho potuto abbandonarmi a lui
Ho sentito un altro richiamo dalla basilica stessa
il richiamo dell’arte - il richiamo dell’umanità
e la bellezza della materia mi ha trascinato via
E mi sono svegliata, e ho scorto sul muro
Il Sogno di Costantino
l’opera di Piero della Francesca
che era stato dove stavo io
e col suo pennello aveva dipinto La Leggenda della Vera Croce
Immaginò Costantino che si avvicinava a incontrare il nemico
ma quando stava passando il fiume
un timore insolito gli attanagliò le viscere
un presagio così opprimente da manifestarsi come un’onda.

Durante la notte un sogno lo attrasse
come una Crociata che avanza
Dormì nella sua tenda sul campo di battaglia
Mentre i suoi uomini stavano di guardia
e un angelo lo svegliò
Costantino nel suo sogno si svegliò
E i suoi uomini videro una luce passare sopra il volto del Re
il Re tormentato
E l’angelo venne e gli mostrò
il segno della vera croce nel cielo
e sopra c’era scritto:

In hoc signo vinces

Lontano, le tende del suo esercito erano illuminate dalla luna
Ma un altro tipo di luce illuminava il volto di Costantino
e nella luce del mattino
l’artista vide quanto aveva fatto
ed ecco, era cosa molto buona.

In hoc signo vinces

Lasciò cadere il pennello e si immerse in un suo sonno
e sognò di Costantino che portava in battaglia nella mano destra
Un’immacolata, pura singola croce bianca
Piero della Francesca, mentre il pennello colpiva il muro
si sentì avvolgere dal torpore
e sprofondò in un suo proprio sogno.

Dalla geometria del suo cuore, lo progettò
Vide il Re alzarsi, coperto dall’armatura
Sopra un cavallo bianco
una croce immacolata nella sua mano destra.
Avanzò verso il nemico
e la simmetria, la perfezione della sua matematica
causò la disfatta del nemico
Turbati, distrutti, fuggirono.

E Piero della Francesca, svegliandosi, gridò
Tutto è arte - tutto è futuro
O Signore fammi morire cavalcando l’avventura
Con un pennello e un occhio pieno di luce
ma via via che l’età avanzò
la luce gli fu tolta dagli occhi
e accecato, morì nel suo letto
in una mattina di ottobre 1492, e sospirò
O Signore fammi morire cavalcando l’avventura
O Signore fammi morire cavalcando l’avventura.

E dall’altra parte del mondo - dall’altra parte del mondo
Su tre grandi navi
L’avventura stessa come a rispondergli
approdava nel Nuovo Mondo
E fin dove i suoi occhi potevano vedere
non più ciechi
Solo natura incontaminata - meravigliosa meravigliosa
una natura che avrebbe innalzato il cuore di San Francesco
nel regno dell’amore universale.

Colombo mise piede nel Nuovo Mondo
e vide una bellezza incontaminata
tutte le delizie create da Dio
Come se l’Eden stesso, come se l’Eden avesse aperto il suo cuore
ed il suo abito
e gli avesse donato tutti i suoi frutti
E Colombo così sopraffatto
Sprofondò in un suo proprio sonno
Tutto il mondo nel suo sonno
Tutta la bellezza, la bellezza intrecciata con il futuro
il ventunesimo secolo
che avanzava come l’angelo
avanzava come l’angelo
che era venuto
a Costantino
Costantino nel suo sogno
Oh questa è la croce che porterai
Oh Signore Oh Signore lasciami portare
l’impresa beata a tutta l’Umanità
nel futuro
Oh arte gridò il pittore
Oh arte Oh arte gridò l’angelo
Arte il grande dono materiale dell’uomo
Arte che ha negato
le umili preghiere di San Francesco
O tu Artista
tutto si ridurrà in polvere
Oh tu navigatore
La terribile fine dell’uomo
Questo è il tuo dono all’umanità
Questa è la croce che porterai
E Colombo vide tutta la natura in fiamme
La notte apocalittica
e il sogno del re tormentato
svanì nella luce.

7/7/2012 - 01:04


Gran bel pezzo. Grazie Patti Smith e grazie Lorenzo!

Enrico - 10/7/2012 - 10:31


Immensa

alessandro - 11/7/2012 - 21:25


Un brano meraviglioso emozionante.Grazie di cuore.Gioia

4/8/2012 - 19:33


...avere il tempo di imparare tutte le canzoni del mondo..eh magari!..e però..che meraviglia morire oggi con tutto quello che so e nello stesso istante,piangere della consapevolezza di non sapere di un testo come questo..grazie Patti di esistere

adriano - 24/2/2013 - 12:24


Luca Lanzi della Casa del vento racconta un aneddoto riguardo a questo brano, alla fine della registrazione Sauro Lanzi (il fisarmonicista) disse (alla toscana): "Bello questo brano, semmai un po' 'orto"

Dq82 - 24/10/2017 - 09:18


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