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Yeabsera figlio del mare

Rossoantico


Lingua: Italiano


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Feketre Alemu, la donna etiope che ha partorito sul barcone partito dalla Libia nel marzo 2011 con il figlio Yeabser
Feketre Alemu, la donna etiope che ha partorito sul barcone partito dalla Libia nel marzo 2011 con il figlio Yeabser


Non ho trovato il testo quindi l'ho trascritto io, spero di non aver fatto errori. Riporto anche le parole del video che spiegano bene gli antefatti, mettendo in chiaro il carattere "contro la guerra" della canzone che parla di migranti in cerca di lavoro, di aborti e di speranza, nuove vite "dono di Dio", battesimi improbabili di bambini non cristiani con acqua non dolce, ma piena di sale, non buona a bersi e neanche per far nascere bambini.

Da questa parte del mare "documenti non ce ne sono e quasi più niente da documentare, solo che un giorno di luna d'inverno tutta la piazza ha voluto il suo fiore" (Gianmaria Testa, Al mercato di Porta Palazzo)

Fortissime le parole: "senza nemmeno dovere rubare per terminare la notte in galera", ancora più forti perché "ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame"
Eccolo Yeabsera, il dono di Dio: l’hanno chiamato così la sua mamma e il suo papà. È il figlio del mare. Il figlio del mare. Il figlio del mare.

È nato in mezzo alle onde davanti a 350 migranti in viaggio verso l’Italia partorito sul primo barcone salpato dalla Libia in guerra. Libia in guerra. Libia in guerra.
Un’altra donna al terzo mese di gravidanza è stata soccorsa sullo stesso barcone, ma non ce l’ha fatta e ha abortito prima di arrivare a Lampedusa
A bordo Etiopi Eritrei Somali lavoratori in fuga dalla Libia in guerra. Libia in guerra. Libia in guerra


Venne alla luce sopra una carretta
battezzato con l’acqua salata
strinse la spugna di chi ha avuto fretta
scendendo prima della sua fermata
schizzi di pena disprezzo volanti
nemmeno un foglio che attesti chi era
senza nemmeno dovere rubare
per terminare la notte in galera
ma per chi è nato nel mare in tempesta
e la sua casa ha pareti di vento
tutta la vita è un giorno di festa
e non c’è mai un solo letto ma cento
disse tuo padre è fratello del vento
ne porti i segni nelle tue carezze
il suo colore colora il tuo accento
la sua mancanza le tue debolezze.

Ma un giorno disse a sua madre giochiamo
lei che giocare chiamava sta’ attento
meniamo vanto di quello che abbiamo
e rotoliamoci sul pavimento
presero a ridere giocando di niente
lui si sentiva ispirato ed in vena
e regalò degli schizzi di svago
a lei che finiva mai sveglia la cena
così le fece un disegno col mare
e lo scrutò scorse l’onda arrivare
seguì l’istinto il momento di andare
vide il suo scoglio e si volle tuffare
lui che era figlio della donna e del mare
chiese a una lacrima: “La devi cercare”
e quando arrivi in quello specchio di mare
chiedi allo specchio di portarla a ballare

inviata da mcb - 28/1/2012 - 22:55


ciao, sono l'autore del brano, il testo è corretto e vi ringrazio della bella citazione mi piacerebbe regalarvi il link per scaricare la canzone gratuitamente

antonio - 21/5/2013 - 16:57


Caro Antonio, grazie a te e complimenti per la bella e commovente canzone.

Se vuoi condividere l'mp3 puoi mandarci il link o, se ancora non e' disponibile in linea, puoi inviarcelo a antiwarsongs@gmail.com.

Grazie ancora

CCG Staff - 21/5/2013 - 17:11



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