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Iris e Silvio

Del Sangre


Lingua: Italiano

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[2006]
Testo e musica di Luca Mirti e dei Delsangre.

Silvio Corbari.
Silvio Corbari.
Iris Versari.
Iris Versari.



Una bellissima canzone da poco scritta dai Delsangre, fattami pervenire da Franco in un mp3 che ho trascritto all'ascolto purtroppo con alcune imprecisioni e lacune che spero di correggere. Una canzone dedicata alla storia di due partigiani, Silvio Corbari e Iris Versari, una storia di amore e morte. Una storia con cui proseguiamo il cammino della memoria a tutti i costi intrapreso da questo sito fin dal suo inizio.

La canzone è dedicata a Ada. Lei lo sa perché, lo sa benissimo. E' dedicata a lei e a suo padre. E a suo figlio. E gliela dedichiamo insieme, io e Franco, ed il perché di ciò lo sa meglio di ogni altra cosa. [RV]


Silvio e Iris
testo di Vladimiro Flamigni
da questa pagina

Nacque a Faenza il 10 gennaio 1923 di Domenico a Anna Ciani. Deceduto a Castrocaro il 18 agosto 1944. Impiccato assieme alla sua compagna Iris Versari.

Con l'occupazione tedesca a Faenza il 16 settembre 1944 un gruppo di circa una ventina di antifascisti si portò alla sorgente del fiume Samoggia dove fu successivamente raggiunto da militari sbandati e ex prigionieri fuggiti dai campi di concentramento raggiungendo ben presto l'elevato numero di 60 unità.
Nel corso del mese di ottobre sorsero in seno al gruppo discussioni sulla strategia da seguire e la disciplina a cui sottostare e alla fine del mese di ottobre il gruppo finì con lo scindersi in diversi gruppi. Uno di questi si portò verso le zone dell'8ª brigata Garibaldi attuando nella marcia di trasferimento un'azione all'albergo Alta Romagna d Santa Sofia che permise ai partigiani di venire in possesso dei piani di approntamento della Linea Gotica, che furono poi fatti pervenire agli alleati.
Anche Corbari, con una decina di uomini, divenuti una trentinca alla fine dell'anno, si rese autonomo dalla formazione iniziale. Purtroppo il gruppo di Corbari alla fine di gennaio fu attaccato e distrutto dai tedeschi a Ca' Morelli di Tredozio. Venti furono i partigiani catturati (sette saranno poi fucilati a Verona) due i morti in combattimento, il padre e la madre di Iris Versari inviati in campo di concentramento. Solo Corbari, Iris Versari e pochi altri partigiani non presenti a Ca' Morelli si salvarono.
La ricostruzione della formazione avvenne molto lentamente. A maggio contava 20 effettivi (il numero dei combattenti non superò mai le cinquanta unità), ma l'esiguità del gruppo non impedì a Corbari e a Iris Versari di attuare, nel corso della primavera, alcune azioni (tra le quali la più clamorosa fu l'uccisione del console della milizia Gustavo Marabini), da far credere all'esistenza di un distaccamento numeroso e ben organizzato. L'aumentato numero di partigiani e l'affluire di nuove reclute portarono alla formazione di un comando per affrontare i problemi politici, organizzativi, logistici, di armamento, e di una struttura organizzativa articolata in squadre logistacamente autonome. Venne ricercato un più stretto legame con la pianura e l'organizzazione, nella quale era impegnato Tonino Spazzoli, che consentì alla formazione di usufruire, nell'estate di un lancio di armi e materiali da parte degli Alleati, sul Monte Lavane, risoltosi però in un duro scontro con i tedeschi, che ne ebbero preventiva informazione.
Corbari, anche nella nuova realtà organizzativa della formazione, mantenne un ruolo autonomo e svolse azioni da lui decise e attuate con pochi uomini. Il 18 agosto 1944, tradito da una spia, venne catturato a Ca' Cornio di Modigliana assieme a Iris Versari, Arturo Spazzoli, Adriano Casadei I tedeschi e i fascisti diedero ampio risalto alla cattura di Corbari, divenuto un simbolo della lotta partigiana, tanto che la voce popolare lo faceva presente ovunque, ne ingigantiva le azioni e gliene attribuiva altre da lui mai compiute. Il risalto dato alla cattura e la messa in scena della ripetuta impiccagione esprimevano la volontà dei fascisti di uccidere, oltre al fisico, il mito rappresentato da Corbari e dai suoi compagni.
Dopo la morte di Corbari e degli altri tre partigiani la formazione si riorganizzò e combattè sino alla liberazione del territorio della zona del Tramazzo, dove operava.


La banda Corbari.
La banda Corbari.



Corbari, il film e la memoria.

Da un thread del newsgroup it.fan.musica.guccini del 25 settembre 2001.

[...]Solo una piccola cosa, fatta di parole, per il tuo compleanno: ieri sera mi è capitato di rivedere un vecchio film di valentino Orsini; "Corbari".
Ed anche se Giuliano Gemma era un pochino improbabile nei panni del protagonista (quando lo vidi la prima volta, nel 1971, non ci feci caso!), mi ha colpito l'incipit del film.
Quando Corbari ammazza il fascista, suo amico, con cui era andato a caccia, perchè gli vuole impedire di aiutare un ebreo che scappa nudo, inseguito dai cani e dalle pallottole dei fascisti.
Il cadavere dell'ex-amico viene lasciato davanti alla chiesa del paese con un cartello, scritto da Corbari, che dice:
"Io, Corbari, ho ucciso il fascista mio amico. L'amicizia a volte confonde. Ed io voglio assumermi le mie responsabilità".

Franco.

*

Toh, ma guarda. Indovina che ho guardato ieri sera alla televisione. Lo avevo letto quand'ero ancora all'Elba che davano "Corbari", che avevo visto a un cineforum tanti anni fa insieme a mio fratello (che mi faceva entrare di straforo). E me la ricordavo benissimo quella scena che hai raccontato. Minchia se me la ricordavo.
E avrei fatto lo stesso.

Riccardo.

*

E gaurda qua come tutto si collega e ricollega.
Tu Franco citi "Corbari" in un post dedicato a Riccardo.....
Bhe ricorderai certamente il mio post dedicato a mio padre, in un passo raccontavo di lui nascosto dietro a cespugli mentre guardava portare via dai fascisti i suoi amici partigiani. Bhe si trattava della cosidetta "Banda Corbari-Casadei", Silvio Corbari e Adriano Casadei, e i fratelli Spazzoli e tutti gli altri.....

Ada.


*

"Nel pomeriggio i corpi vennero trasferiti a Forlì e impiccati, per la seconda volta, nella centralissima piazza Saffi, come monito per la cittadinanza. L'indomani decisero di appendere anche i cadaveri di Arturo Spazzoli e di Iris Versari. Quel giorno, il 19 agosto 1944, uccisero Tonino, dopo averlo portato in piazza a vedere che fine avesse fatto suo fratello. Poi i carnefici scattarono diverse foto ricordo.
In quella che ritrae Iris mentre penzola da un lampione - scalza, le gambe scoperte, i lunghi capelli che nascondono l'oltraggio del cranio sfondato con i calci dei fucili - si notano a poca distanza due uomini in uniforme che la guardano e ridono sguaiatamente. Sono loro il dettaglio osceno di quell'immagine impietosa."

(da "Ribelli" di Pino Cacucci)

Franco.
Era il sale che bruciava
sopra i tagli con violenza,
erano lacrime di luna
dal cielo di Faenza,
erano un uomo ed una donna
pendenti da un lampione,
era il tributo di sangue
alla più bella storia d'amore.

Nell'inverno di Tredozio
quando Dio baciava il sole,
lui la vide, era il cuore
di coraggio e la passione
era Iris biancofiore,
forza di liberazione,
lui era Silvio il ribelle,
comandante, uomo d'onore.

Con la voce dei fucili
che parlava giorno e notte,
era il fuoco, era il coltello
era il destino tirato a sorte.
Comandava i suoi fedeli
col coraggio e l'incoscienza
Corbari l'imprendibile,
Corbari il re di Faenza.

Era fredda, era decisa
con in mano una pistola,
quanto dolce, quanto bella
come un bacio che ti sfiora,
Fianco a fianco, cuore a cuore
fino all'ultimo respiro,
guardavan sempre avanti
immaginando il futuro.

Era il giorno del castigo
quando Giuda tornò al mondo,
lo cercarono di notte
per saldare ogni suo conto.
Ma reagì con quella rabbia
di chi vuol farla finita,
difendendo il sogno
e la compagna ferita.

Fu così che per amore
lei si tolse anche la vita,
per aprire al Comandante
una nuova via d'uscita,
e sul loro ultimo bacio
che si chiuse la partita,
ed il silenzio cadde
con uno schiocco di dita.

Sessant'anni sono andati
ma il ricordo è ancora là
dei due amanti combattenti
morti per la libertà.
Ma qualcuno a Modigliana
per il venticinque aprile
giura di averli visti
di notte ballare e sparire.

inviata da Franco e Riccardo, per Ada. - 22/5/2006 - 15:16




Lingua: Inglese

English version by Riccardo Venturi
August 29, 2006

This English version is specially dedicated to Luca Mirti and Marco „Schuster“ Lastrucci. Dunno if it can be sung, but I made it with love, and comradeship, and something else I can’t say.
IRIS AND SILVIO

It was salt eating
violently into the cuts,
it was moon tears
from the sky over Faenza,
it was a man and a woman
hanging on a lamp post,
it was the blood tribute
to the most beautiful love.

In the winter of Tredozio
when God kissed the sun,
he saw her, it was his heart
full of boldness and passion.
she was Iris, white flower,
power of liberation,
he was Silvio, the rebel,
the commander, man of honor.

With the voice out of guns
that kept speaking night and day,
it was fire, it was the dagger
it was destiny drawn by fate.
He commanded his men
with courage and foolhardiness,
Corbari the uncatchable,
Corbari, the king of Faenza.

She was bold and cold-blooded
with a gun right in his hands,
but she was so fair and sweet
like a kiss skimming your lips,
Side by side, heart by heart
until the last breathe,
they looked always forward
imagining the future.

It was the day of punishment
when Judas came back to light,
they sought for him in the night
to square all accounts with him.
But he reacted with the rage
of those who want it finished
defending the dream
and his wounded comrade.

Then she, for love of him,
took her own life away
to open for the commander
a new way of escape.
And it was their last kiss
that put an end to the game
and then silence fell
with a snap of the fingers.

Sixty years have gone by
but their memory lingers on,
that of two fighters in love
who died both for liberty.
But someone in Modigliana
on April twenty-five
swears he’s seen them dance
and disappear in the dark.

29/8/2006 - 18:25




Lingua: Portoghese

Tradução portuguesa de Riccardo Venturi
22 de janeiro de 2007.
IRIS E SILVIO

Era o sal ardendo
nas feridas, com violência
eram lágrimas da lua
do céu de Faiança,
eram um homem e uma mulher
enforcados num lampião,
era o tributo de sangue
à mais bela história de amor.

No inverno de Tredozio
quando Deus beijava o sol,
ele a viu, era o coração
da coragem, da paixão
era a Iris branca flor,
força da libertação,
ele era Silvio o rebelde,
comandante, homem de honra.

Com a voz dos fusis
que falava noite e dia,
era o fogo, era a faca,
era a sorte sorteada.
Comandava seus fiéis
com coragem e inconsciência,
o Corbari, o impreendível,
o Corbari, o rei de Faiança.

Era fria, era decisa
com a pistola na mão
e tão doce, tão linda
como un beijo roçando leve.
Flanco a flanco, coração a coração
até o último suspiro
sempre olhavam para diante
a imaginar o futuro.

Era o dia do castigo
quando Judas voltou no mundo,
buscaram-no a noite
prá saldar todas as contas.
Mas reagiu raivosamente
como querendo acabar,
difendendo o seu sonho
e a companheira ferida.

Foi assim que por amor
ela também se matou
para abrir ao comandante
uma nova via de saída.
Foi com o seu último beijo
que acabou o jogo,
e o silêncio caiu
com um estalo de dedos.

Passaram sessenta anos,
a lembrança ainda mora
dos dois amantes combatentes
mortos pela liberdade.
Mas alguém em Modigliana
no vinte e cinco de Abril
jura que os viu a noite
dançar e desaparecer.

22/1/2007 - 23:36




Lingua: Francese

Version française – IRIS ET SILVIO – Marco Valdo M.I. – 2010
Chanson italienne – Iris e Silvio – Del Sangre - 2006

Silvio Corbari et Iris Versari venaient d'avoir vingt ans ou presque, étaient amants, résistaient ensemble, trahis ensemble par un Judas, ils moururent ensemble... furent pendus ensemble. Ils sont toujours ensemble plus de soixante ans plus tard.
IRIS ET SILVIO

Le sel brûlait
Avec violence les blessures;
Il y avait les larmes de lune
Dans le ciel de Faenza
Il y avait un homme et une femme
Pendants d'un réverbère
C'était leur tribut de sang
À la plus belle histoire d'amour.

Dans l'hiver de Tredozio
Quand Dieu embrassait le soleil
Il la vit, il était le cœur
Du courage et sa passion
Était Iris Blanchefleur,
Force de libération,
Il était Silvio le rebelle,
Commandant, homme d'honneur.

La voix des fusils
Parlait jour et nuit;
Il y avait le feu, il y avait le couteau
Le destin tirait au sort
Il commandait ses fidèles,
Courage et inconscience,
Corbari l'insaisissable
Corbari, roi de Faenza.

Elle était froide, elle était décidée
Le pistolet à la main
Si douce, si belle
Un baiser qui t'effleure.
Côte à côte, cœur à cœur,
Jusqu'à l'ultime soupir,
Ils regardaient toujours devant
Imaginant leur futur.

C'était le jour de la punition
Quand Judas revînt au monde.
Ils le cherchèrent la nuit
Pour lui régler son compte.
Il réagit avec cette rage
De celui qui veut en finir,
Défendant son rêve
Et sa compagne blessée.

Ainsi par amour
Elle se tira de la vie
Pour ouvrir au Commandant
Une issue de secours
Et sur leur ultime baiser
Finit la partie,
Le silence tomba
Comme un claquement de doigt.

Soixante ans sont passés
Mais leur souvenir est encore là
De ces deux amants combattants
Morts pour la liberté.
Mais chaque année à Modigliana
Le vingt-cinq avril
On les voit enlacés
Danser toute la nuit, puis disparaître.

inviata da Marco Valdo M.I. - 16/4/2010 - 21:01


CANZONE PER CURBARA
di Franco Senia
dalla mailing list "Brigata Lolli", 23 maggio 2006.

Una canzone .... tanto dolce e tanto bella, come un bacio che ti sfiora.

Ha fatto bene Luca a scrivere una canzone su Silvio Corbari! E ha fatto bene a scriverla come una canzone d'amore. E mi fa bene all'anima sentirgliela cantare ogni volta che posso. Sabato è stata la seconda volta, per me. Anche se l'aspettavo da tanto tempo, una canzone così. E non mi riferisco a quando, amareggiato per la stupida polemica con il Cangelli, Luca mi confidò che stava scrivendo una canzone su Corbari. Già una canzone su Corbari, un altro di quei partigiani, come "il comandante Facio" cantato da Davide Giromini, presumibilmente traditi e consegnati ai fascisti dai "comunisti"!

Una storia d'amore, dicevo. Una storia d'amore consumata sul letto sontuoso di una rivoluzione. Finita male. La storia d'amore, e la rivoluzione.
Tutte le grandi storie d'amore finiscono male, chiosava Tronti a proposito del libro di memorie della rossanda; solo le piccole vicende durano per sempre, trascinandosi.
I due amanti partigiani appesi ad un lampione, in una piazza. Iris già morta: si era ammazzata per far sì che corbari non si attardasse a cercare di soccorrere lei ferita. Inutilmente. Era arrivato in fondo alla sua strada, quel Corbari che, da ragazzo, segò e portò via il ciliegio di un contadino che aveva picchiato dei ragazzini del borgo, colpevoli di aver preso delle ciliegie da quell'albero.

Corbari, bollato come "anarcoide", politicamente inaffidabile, non accettò mai il commissario politico nella sua banda.

"Curbara" meritava una canzone come questa. Una canzone come una ballata western. Una canzone come fosse una canzone per Billy the Kid, per Butch Cassidy. Una canzone d'amore. Per amore. Una canzone alla salute di Iris e di Silvio. Sarebbe piaciuta anche ad Arturo Spazzoli e ad Adriano Casadei.
E, forse, piacerà anche ad Ada Assirelli. :-)

23/5/2006 - 14:49


FRATELLI A UN TEMPO STESSO AMORE E MORTE


Muor giovare colui ch'al cielo è caro.
Menandro


Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte
Ingenerò la sorte.
Cose quaggiù sì belle
Altre il mondo non ha, non han le stelle.
Nasce dall'uno il bene,
Nasce il piacer maggiore
Che per lo mar dell'essere si trova;
L'altra ogni gran dolore,
Ogni gran male annulla.
Bellissima fanciulla,
Dolce a veder, non quale
La si dipinge la codarda geme,
Gode il fanciullo Amore
Accompagnar sovente;
E sorvolano insiem la via mortale,
Primi conforti d'ogni saggio core.
Nè cor fu mai più saggio
Che percosso d'amor, nè mai più forte
Sprezzò l'infausta vita,
Nè per altro signore
Come per questo a perigliar fu pronto:
Ch'ove tu porgi aita,
Amor, nasce il coraggio,
O si ridesta; e sapiente in opre,
Non in pensiero invan, siccome suole,
Divien l'umana prole.

Giacomo Leopardi
1832.


Ancora un’immagine di Iris Versari.
Ancora un’immagine di Iris Versari.


La banda Corbari.
La banda Corbari.


Biglietto scritto e firmato da Silvio Corbari.
Biglietto scritto e firmato da Silvio Corbari.


La banda Corbari passata in rassegna dal tenente Usher delle forze alleate.
La banda Corbari passata in rassegna dal tenente Usher delle forze alleate.


Silvio Corbari impiccato dopo essere stato ucciso a Castrocaro Terme. Forlì, 18 agosto 1944.
Silvio Corbari impiccato dopo essere stato ucciso a Castrocaro Terme. Forlì, 18 agosto 1944.


I corpi impiccati di Silvio Corbari e Iris Versari. Forlì, 18 agosto 1944.
I corpi impiccati di Silvio Corbari e Iris Versari. Forlì, 18 agosto 1944.


…erano un uomo ed una donna / pendenti da un lampione, / era il tributo di sangue / alla più bella storia d'amore.
…erano un uomo ed una donna / pendenti da un lampione, / era il tributo di sangue / alla più bella storia d'amore.


La tomba di Silvio Corbari, Iris Versari e Adriano Casadei.
La tomba di Silvio Corbari, Iris Versari e Adriano Casadei.

Riccardo Venturi - 22/5/2006 - 17:04


Inno del Battaglione Partigiano "Silvio Corbari"

Italia, la vita che ci hai data
Noi siamo pronti a ridonar;
Per liberarti patria amata
Noi siamo pronti a tutto osar.
Una è la fede, l'ardimento
Per noi divisa ormai sarà
E correremo al gran cimento
Quando Lui vorrà.

Va, Corbari, va,
Niun ti fermerà;
La tua schiera ardita e forte
Pur la morte sfiderà.
Va, Corbari, va,
Niun ti fermerà;
L'Italia ti illumina il cammino.
Che il destino segnò.

Noi siam gli invitti partigiani
Dal cuore saldo nel pugnar,
Fuggite via repubblicani
E' duro il ferro dell'acciar.
Siamo gli alfieri della gloria
Che ormai s'irradia alle città,
Spicca già il volo la vittoria
Luce e civiltà.

Va, Corbari, va,
Niun ti fermerà;
La tua schiera ardita e forte
Pur la morte sfiderà.
Va, Corbari, va,
Niun ti fermerà;
L'Italia ti illumina il cammino.
Che il destino segnò.

Falange impetuosa e fiera
Tuoni possente il tuo cantar,
Alza nel sole la bandiera
che i traditori fa tremar.
Siamo i ribelli di Corbari
Bella e ridente gioventù,
Portiam dai monti fino ai mari
L'Italica virtù.

Va, Corbari, va,
Niun ti fermerà;
La tua schiera ardita e forte
Pur la morte sfiderà.
Va, Corbari, va,
Niun ti fermerà;
L'Italia ti illumina il cammino.
Che il destino segnò.

1/9/2007 - 15:03


Meu nome é sergio Corbari e gostaria da traducione desta musica para o portugues obrigado.

Sergio Corbari - 22/11/2006 - 00:55


ho potuto leggere le gesta del grande Silvio Corbari e sono rimasto veramente esterefatto da tanta astuzia audacia e attaccamento alla causa partigiana. Un grazie di cuore a Silvio, Iris e Casadei per averci liberato dai nazisti.


LA MEMORIA NON SI CANCELLA

MIRKO '78

MIRKO '78 - 16/1/2007 - 12:09


Obrigado pela tradução ..obrigado mesmo

Sergio Luiz Corbari Junior - 28/5/2007 - 22:31


Cari compagni che consultate il materiale storico su SILVIO CORBARI E IRIS VERSARI dovete sapere che esiste un particolare che rappresenta una mostruosa VERGOGNA: sul lampione dove furono appesi i corpi degli eroi della resistenza SILVIO E IRIS,in piazza Saffi a Forlì, è stato lasciato il macabro simbolo del fascismo. Sì, sul lampione di SILVIO E DI INES, oltre alla lapide che ricorda il loro eroico sacrificio c'è ancora lo stemma del fascio e nessuno, nè l'ANPI nè altri si sono adoperati per toglierlo. A me pare un oltraggio alla memoria dei nostri due eroi. (Potete constatare di persona recandovi in piazza Saffi a Forlì sotto al lampione posto nell'angolo nord-ovest verso via Diaz.)

BRUNO FUSARI - RAVENNA - 4/10/2007 - 16:35


Carissimo compagno Bruno Fusari,

Hai fatto bene a segnalare questa cosa. Ma molto, molto bene. Posso permettermi di dare un suggerimento assai pratico e spiccio?

Qualcuno prenda due rotoli di scotch da pacchi, di quello bello spesso. Si rechi in piazza Saffi, a Forlì, e lo avvolga ben bene a coprire quei simboli di oppressione e di morte.

Porti con se un cartello, con scritto questa cosa:

A questo lampione, il 18 agosto 1944, furono appesi i corpi di Iris Versari e Silvio Corbari, partigiani, una donna libera e un uomo libero. Su questo lampione si trovano ancora i simboli del fascismo assassino. Noi oggi li copriamo in modo da non danneggiare minimamente il lampione. Chi voglia rimuovere il nastro adesivo e riportarli alla luce, se ne assuma la responsabilità politica. Dei cittadini forlivesi e romagnoli antifascisti.

diciottoagosto


E lo lasci lì.

Saluti, Riccardo Venturi.

Riccardo Venturi - 4/10/2007 - 17:35


Bellissima questa canzone, non la conoscevo!
Complimenti..e a riguardo volevo segnalarvi il libro di Pino Cacucci "Ribelli".
Saluti a tutti

Kiocciolina - 12/4/2008 - 07:26


cose da brivido ! storie di immensa gloria

matteo - 14/4/2008 - 01:14


Sono veramente contenta di scoprire che dopo tanti anni ci sia ancora qualcuno che ricorda queste persone che hanno donato la loro vita per la libertà nostra e dei nostri figli
Io in prima persona sono onorata di essere una diretta discendente dei fratelli Antonio e Arturo Spazzoli che con le loro gesta hanno contribuito a liberare l'Italia dal fascismo.
Stefania Spazzoli - Forlì

Stefania Spazzoli - 4/5/2008 - 18:16


se siete interessati alle eroiche gesta della banda Corbari vi consiglio di andare a vedere una compagnia teatrale di soli amici che hanno messo su uno spettacolo riportando alcune fasi della breve vita di Silvio Iris e compagni nelle fasi più salienti
Questi ragazzi"teatranti" hanno anche un bellissimo sito con foto e si chiamano briacabanda

Sanzio Bissoni - 30/9/2008 - 22:51


La canzone dei Cheap Wine, A Pig On A Lead, segnalataci su questa pagina da Marco Diamantini dei Cheap Wine stessi, è stata opportunamente trasferita in una pagina autonoma interamente a lei dedicata.

CCG/AWS Staff - 27/4/2010 - 00:24


...commosso da tanto temerario coraggio e furore ....onore e gloria a giovani martiri che senza paura combattevano le ingiustizie...w i partigiani

moris - 16/7/2011 - 15:02


Grazie a tutti per il ricordo che deve essere imperituro per i nostri eroi morti per un ideale e spesso dimenticati.
W i partigiani - Mimmo Lo Giudice

Demetrio Lo Giudice - 21/1/2014 - 20:34


bella la lapide che li ricorda sul municipio di Forlì'.

Sergio celato - 25/4/2014 - 10:52


Un racconto della storia di Iris Versari, Silvio Corbari e Adriano Casadei si può trovare nel bel libro di Pino Cacucci: Ribelli
Ribelli

dq82 - 16/8/2015 - 22:20


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