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Cima Vallona

Caterina Caselli


Lingua: Italiano

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(Francesco Guccini)


[1968]
Testo di Francesco Guccini (?)

Il capitano dei Carabinieri Francesco Gentile, una delle vittime della strage di Cima Vallona. L'attribuzione del testo a Guccini è in questo caso certa (sebbene Wikipedia la riporti come tale).

La canzone ricorda la strage di Cima Vallona, dove il 25 giugno 1967 quattro militari italiani rimasero vittima di un attentato di terroristi sudtirolesi. Si trattava esattamente del capitano dei Carabinieri Francesco Gentile (nella foto), del sottotenente Mario Di Lecce e dei sergenti Olivo Dordi e Marcello Fagnani (incursori del battaglione "Col Moschin"). I primi tre morirono sul colpo, mentre Marcello Fagnani rimase gravemente ferito. Quattro militari uccisi in maniera stupida e vile da "indipendentisti sudtirolesi" che non avevano mai fatto mistero delle loro simpatie naziste; li vogliamo ricordare in questo sito certamente e fortemente antimilitarista per definizione, ma che è ben lontano dall'essere fanatico e assolutista. E lo facciamo con una canzone forse scritta dallo stesso autore di Auschwitz.

Come comunicatoci gentilmente dal sig. Giuseppe Colferai, Cima Vallona si trova in Veneto, precisamente in Comelico in provincia di Belluno, al confine con l'Austria.
Ci fu un tuono secco però non pioveva,
un lampo di fuoco da terra veniva.
E l'eco veloce si sparse lontano
riempiendo di fumo le valli ed il piano.

Ma il vento quel giorno era dolce e veloce
portò via quel fumo ogni grido e ogni voce,
e là sulla cima il silenzio tornava
e tutto tranquillo di nuovo sembrava.

Tornò dell'estate il rumore leggero
tornarono i falchi a volare nel cielo.
Restarono i quattro che a terra straziati
guardando quel cielo con gli occhi sbarrati.

Guardando le nubi vicine lassù
con occhi che ormai non vedevano più,
l'odore di morte era in quella giornata
soltanto una grande bestemmia insensata.

Portate dei fiori, portate parole,
portate canzoni, portategli il sole,
portate ogni cosa che serva per loro
a fare più dolce il sereno riposo.

Portategli il vostro sincero rimpianto,
portategli il vostro ricordo soltanto,
che sappiano loro che sono partiti
che noi tutti noi siam rimasti feriti.

Portategli i fiori, portategli il sole,
un bacio di donna, un ricordo d'amore.
Chi sa maledire o chi sa pregare
quei quattro ragazzi dovrà ricordare.

Voglio saper se la mano assassina
che ha mosso la terra, che ha messo la mina,
sa stringere un'altra, se sa accarezzare
se quella d'un uomo può ancora sembrare.

Nella strage di Cima Vallona morirono un carabiniere paracadutista e due incursori mentre un terzo rimase gravemente ferito. La squadra antisabotaggio del Reparto speciale era intervenuta per bonificare l'area e cercare indizi dopo che un alpino era morto in precedente attentato.

Adriano Sala - 12/8/2007 - 18:09


Le informazioni sull'attentato di Cima Vallona sono tremendamente errate.
(Charlie)

Provveda lei allora a mettere quelle giuste, e si firmi con nome e cognome. Saluti. [CCG Staff]

16/9/2007 - 00:05


Il Sig. Chiarlie ha ragione su un punto, manca il nominativo di un'altro caduto, era l'Alpino del Btg. Val Cismon Trasmettitore ARMANDO PIVA.
Mi chiamo Rescigno Alessandro di Carrara, ho fatto il Corso da Telegrafista a San Giorgio A Cremano con Armando,eravamo nella stessa camerata e vicini di branda e ci lasciammo alla Stazione di Verona per le diverse destinazioni, lui al Btg sopracitato ed io a Bressanone alla Caserma D'Angelo.Seppi dell'attentato a Cima Vallona, e della morte di Armando, il giorno 26 giugno 1967, ero in O.P. (Ordine Pubblico) da un nostro collega Alpino, che non ricordo il nome ma era di La Spezia,per via radio,anche lui dello stesso Corso Trasmissioni.

Rescigno Alessandro - 6/3/2010 - 17:37


Grande FrncezGùccio. O interpretato dai Nomadi o dall'Equipe, o dalla Caselli il suo stile è sempre inconfondibile!

Saverio - 9/3/2010 - 07:28


sig Rescigno, mi chiamo Piersergio Piva e sono nipote dell'alpino ARMANDO PIVA di anni 22 non ancora compiuti al momento del suo assassinio, io avevo solo 4 anni e non ricordo nulla di quei tristi giorni pero' mi raccontano di un ragazzo molto buono d'animo che mi portava le caramelle quando veniva a trovarci...mi puo' dire esattamente per che periodo lo ha frequentato?
Ringrazio fin d'ora per una sua cortese risposta.

27/6/2011 - 19:36


Buona sera, a quanti hanno scritto,Sono la Sorella di Armando Piva, volevo dire al sig. Piersergio Piva come si permette di spacciarsi per nipote di Armando! Alla sua morte non aveva alcun nipote!
Sig. Alessandro, Charlie conosce molto bene la tagedia, è mia figlia!
Sig. Sala quello che scrivi non è corretto!
Se qualcuno vuol conoscere esattamente come si sono svolti i fatti sono a disposizione! mi può contattare tramite ANA Valdobbiadene! Vi chiedo la coresia di scrivere fatti che conoscete! e non pagliacciate!spacciarsi per quello che non si è, è reato!Gabriella Piva

gabriella piva - 21/6/2013 - 23:20


Ogni anno l'ultima domenica di giugno in località "Cappella Tamai" nel Comune di San Nicolò di Comelico (provincia di Belluno) il sacrificio di Armando Piva, Francesco Gentile, Olivo Dordi e Mario Di Lecce, viene ricordato in una cerimonia ufficiale organizzata dalla Sezione Cadore dell'Associazione Nazionale Alpini. Alla cerimonia partecipano anche i parenti delle vittime, oltre a molte autorità civili e militari.

Livio Olivotto - Sezione Ana Cadore - 26/6/2015 - 18:14


"Erano le tre e mezza del 25 giugno 1967 quando un ordigno ad orologeria di circa dieci chili di donarite faceva saltare un traliccio dell'alta tensione in località Cima Vallona di San Nicolò Comelico, al confine italo-austriaco. Un reparto del btg.alp. Val Cismon si recava immediatamente sul posto per dare la caccia ai terroristi altoatesini autori dell'attentato, ma l'alpino ARMANDO PIVA di Valdobbiadene metteva un piede su una mina antiuomo e moriva poche ore dopo all'ospedale. Sul luogo venivano trasportati immediatamente con l'elicottero gli uomini di una pattuglia di forze speciali antiterrorismo guidata dal capitano dei carabinieri FRANCESCO GENTILE e composta, tra gli altri, da due paracadutisti della Folgore, il tenente MARIO DI LECCE e il sergente OLIVO DORDI. Effettuata l'ispezione, Gentile ed i suoi uomini scendevano lungo il sentiero quando deflagrava un'altra potente mina a strappo che investiva ed uccideva i tre militari, ferendo in modo grave il sottufficiale MARCELLO FAGNANI, sergente parà."

Noto, gentile CCG Staff,che in questi anni non avete ancora scritto le informazioni corrette. Se volete ricordare, almeno ricordate bene. Che io sia Charlie o Anna di certo non cambia il fatto che siano scritte delle informazioni approssimative ed incomplete, e che la voglia di informarsi sia ben poca.

Charlie - Anna Carlotta Salogni (Vera nipote di Armando Piva) - 11/6/2017 - 16:48


Gentile sig.ra Anna Carlotta Salogni (Vera nipote di Armando Piva), quando quasi dieci anni fa La avevamo invitata ad inserire le giuste informazioni in Suo possesso, intendevamo giustappunto questo. Siamo ben lieti di riceverle anche dopo questo lungo lasso di tempo, ma non vediamo come potevamo inserirle, tali informazioni corrette, se Lei non ce le aveva ancora comunicate. Converrà anche Lei che una semplice frasetta anonima del tipo "queste informazioni sono tremendamente errate", significa assai poco e non rappresenta nessun tipo di informazione e/o annotazione storica. La preghiamo quindi, nel pieno rispetto reciproco, a moderare i termini pur tornando a ringraziarLa sentitamente. Distinti saluti.

CCG/AWS Staff - 11/6/2017 - 22:21


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