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Inka Lied [El Condor pasa]

Franz-Josef Degenhardt


Lingua: Tedesco


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[1992]
Testo e musica di Franz-Josef Degenhardt

Franz-Josef Degenhardt.
Franz-Josef Degenhardt.
Simon & Garfunkel haben einen Schnulzentext gemacht auf das Lied El Condor Pasa. Aber das ist ein altes Inkalied und hat eine lange Geschichte. Die geht so:
Die Inkas hatten eine Menge Gold. Das interessierte sie aber nicht besonders. Sie lebten in kommunistischen Gemeinschaften. Dann passierte folgendes.
Die Großmacht Spanien hatte finanzielle Probleme. Man schickte deshalb ein Heer zu den Inkas mit dem Auftrag, sie vom kommunistischen Joch zu befreien. Der Befreiungsplan wurde später in das Schulungsprogramm des amerikanischen Geheimdienstes CIA übernommen. Man ging folgendermaßen vor. Gleich nach der Ankunft lud man den gesamten Oberen Rat der Inkas zu einem Gastmahl und liquidierte ihn während des Essens. Den Chef des Oberen Rates, Atahuallpa, behielt man als Geisel. Das Lösegeld mußte in Gold bezahlt werden. Als soviel Gold beisammen war, daß das Befreiungsheer mehr nicht transportieren konnte, wurde Atahuallpa ebenfalls liquidiert. Dann wandte man das Prinzip der verbrannten Erde an. "Uns blieb nichts anderes übrig", sagte der Chef der Befreiungsarmee.
Die Inkas begriffen das Ganze nicht. Sie wurden sprachlos. Und davon erzählt das alte Inkalied El Condor Pasa.

Der Condor hackt der Sonne Augen aus und fällt,
Feuer fällt auf das Land.
Im Schatten schwerer Flügel ruft kein Schrei zum Kampf,
und gelähmt ist die Hand.
Wie heißt die Gier nach Gold und Blut und Tod,
die noch nie einer sah?
Und graue Federn fallen auf die Stirn,
und die Nacht ist so nah.
El Condor pasa.

400 Jahre lang war es still im Land der Inkas. Dann passierte folgendes. Es gab zwar kein Gold mehr im Land der Inkas. Dafür gab es aber Eisen, Kupfer und Blei. Die Großmacht USA beschloß daher, das Land der Inkas vor dem Kommunismus zu schützen. Man errichtete Bergwerke und Minen und ließ unter der Aufsicht einiger Nachkommen der spanischen Eroberer die Nachkommen der Inkas darin für sich arbeiten. Das ging eine Zeitlang gut. Aber dann fanden die Inkas ihre Sprache wieder. Sie organisierten sich. Und jetzt operieren sie in kleinen Guerilla-Einheiten, vor allem in den größeren Städten. Und da muß auch schon mal Kreti und Spreti dran glauben. Diese Gruppen und alle Volksbefreiungsarmeen der Welt werden den Yankee-Imperialismus ausrotten. Und deshalb kriegt das alte Inkalied El Condor Pasa eine letzte Strophe:

Der Morgen brennt und aus den Bergen fällt der Schrei,
Schrei zum Kampf, auf das Land.
Und schwarze Panther stehn zum Sprung bereit, ah ja.
Überall liegt der Brand.
Zerhackt die Yankee-Gier nach Gold und Blut,
diese Gier wird nie satt.
Erst dann kann Frieden sein in jedem Land,
wenn man sie getötet hat.
Ah ja. El Condor pasa.

inviata da Riccardo Venturi - 18/5/2005 - 22:50



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
1° giugno 2005
Marina di Campo (Isola d'Elba)
CANZONE INCA (EL CONDOR PASA)

Simon & Garfunkel hanno fatto una canzonetta del cavolo sull’aria de "El Condor Pasa". Ma è un’antica canzone inca, e ha una lunga storia. La cosa sta così:
Gli incas avevano tanto oro. Ma non interessava loro particolarmente. Vivevano in comunità di tipo comunista. Poi accadde quanto segue.
La Spagna, grande potenza, aveva dei problemi finanziari. Gli incas si videro perciò spedire addosso un esercito, con il compito di liberarli dal giogo comunista. Il piano di liberazione fu poi adottato nel programma di istruzione della CIA, il servizio segreto americano. Si procedette in questo modo: subito dopo l’arrivo, l’intero Consiglio Maggiore degli incas fu invitato ad un banchetto di benvenuto, e fu liquidato durante il pranzo. Il capo del Consiglio Maggiore, Atahuallpa, fu trattenuto in ostaggio. Il riscatto doveva essere pagato in oro. Quando fu raccolto talmente tanto oro, che l’esercito liberatore non ne poteva trasportare più, anche Atahuallpa fu tolto di mezzo. Fu quindi utilizzato il principio della terra bruciata. "E non ci rimase nient’altro", disse il capo dell’esercito liberatore.
Gli incas non ci capirono nulla. Rimasero senza parole. E’ di questo che racconta l’antica canzone inca "El Condor Pasa".

Il condor strappa gli occhi al sole e fa cadere,
fa cadere fuoco sulla terra.
All’ombra di pesanti ali nessun grido chiama alla battaglia
e la mano resta paralizzata.
Come si chiama la bramosia d’oro, di sangue e di morte
che nessuno mai aveva visto?
E grigie piume cadono sulla fronte,
la notte è così vicina.
El condor pasa.

Per 400 anni niente è cambiato nella terra degli incas. Poi è successo qualcosa. Di oro non ce n’era proprio più nella terra degli incas; però c’erano ferro, rame e piombo. Gli USA, grande potenza, hanno quindi deciso di proteggere gli incas dal comunismo. Sono state costruite miniere d’ogni tipo, e i discendenti degli incas sono stati ci sono stati messi a lavorare sotto il controllo di alcuni discendenti dei conquistadores spagnoli. Per un po’ di tempo è andato tutto bene. Ma poi gli incas hanno ritrovato la loro lingua. Si sono organizzati. Ed ora agiscono in piccole unità di guerriglia, specialmente nelle grandi città. E non bisogna più credere alle frottole. Questi gruppi e tutti gli eserciti di liberazione del mondo sradicheranno l’imperialismo yankee; e all’antica canzone El Condor Pasa viene aggiunta un’ultima strofa:

Il mattino brucia e dalle montagne scende un grido,
il grido di battaglia sulla terra.
Pantere nere son pronte a balzare, eh sì.
Ovunque arde l’incendio.
Schiacciate la bramosia yankee di oro e di sangue,
altrimenti non saranno mai sazi.
Poi potrà esserci pace in ogni terra,
quando saranno stati uccisi.
Eh sì. El condor pasa.

1/6/2005 - 11:27


Canzonetta dal cavolo?
ma cosa caxxo capite di musica,ascoltatevi quelle caxxo di musiche Techno,oppure una canzone qualsiasi di questo tempo,canzoni fatte con i piedi dove ci sono solo rumori e testi senza senso

W Simon&Garfunkel - 6/3/2008 - 18:12


Mi pare una interpretazione totalmente campata in aria.

23/9/2008 - 00:37


Si puo essere comunisti e di sinistra ma si puo anche essere superficiali e ignoranti. Ma come si fa a banalizzare la storia dicendo che gli spagnoli liberavano dal giogo comunista etc etc....e la canzone non da nessuna interpretazione politico-economica semmai nostalgica per un un mondo ormai perduto. Per favore lasciate in pace gli incas, ve lo dice un italiano che ha scelto di vivere tra i discendenti degli incas

nicolas - 28/10/2008 - 22:32


è vero che questa canzone è stata suonata ai funerali di Che Guevara?

matteo88 - 1/6/2009 - 20:34


a tre mesi di distanza mi accorgo di aver scritto un'enorme cavolata...non mi riferivo a questa canzone tedesca, ma all'originale peruviano "el condor pasa"

matteo88 - 13/9/2009 - 11:33


infatti "El condor pasa" è una canzone 100% peruviana.

29/11/2010 - 11:30


ma io penso che sopratutto è il rispeto e questa canzone peruviane "el condor pasa " e molto bellisima a me piace moltisimo ♥ e una canzone delle ande del sudamerica è peruviana le MACHU PICCHU e montagne molto belle .una meraviglie del mondo

30/4/2012 - 14:34


sono approdato qua per un dubbio che avevo in merito all'operazione condor della CIA parzialmente chiarito dall'aggiunta dell'ultima strofa

ilovepeace - 19/1/2018 - 09:53


ho chiesto il significato del perché il pubblico si commuove quando sene EL CONDOR PASA, non mi interessa la politica.
La gente non piange per la destra o la sinistra. Nelle parole e nella musica di El Condor Pasa, deve esserci qualcosa che fa piangere il pubblico e non è certo la destra e la sinistra..
penso che sia lo scempio fatto dagli spagnoli nella cosiddetta "conquista del paradiso" da parte dei diavoli.

pietroformisano354@gmail.com - 5/4/2018 - 23:15


quelli che si spacciano garanti della democrazia garantisti della libertà non sono che guerrafondai e dove ci sono degli interessi propri anche se fuori dai confini nazionali non ci pensano due volte a dichiarare guerra a paesi il più delle volte poveri. La storia ci insegna che la grandezza di una nazione il più delle volte è sporca di sangue.

2/9/2018 - 10:14



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