Lingua   

The D-Day Dodgers

Hamish Henderson


Lingua: Inglese

Guarda il video

Loading...

Ti può interessare anche...

Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]
(Hans Leip)
The John MacLean March
(Hamish Henderson)
No Gods And Precious Few Heroes
(Brian McNeill)


[1944]

Hamish Henderson, che si era fatto tre anni di guerra combattendo anche in Italia col grado di capitano, raccolse questa canzone cantata dai soldati dell'ottava armata americana di stanza nel nostro belpaese. Aggiustò un po' il testo e lo propose sulla melodia di Lili Marleen (nella cui pagina era già presente questa versione, preferiamo però reinserirla autonomamente).
Il brano si riferisce ad una infelice uscita di un membro del parlamento inglese, la viscontessa Nancy Astor, che aveva definito le truppe impegnate in Italia come degli "imboscati" al confronto dei soldati che avevano affrontato il D-Day in Normandia...


Questa canzone, sulla musica di Lili Marleen, era cantata dalle truppe inglesi in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, accusate da Lady Astor (durante un discorso al Parlamento Britannico, anche se poi l'interessata smentì di aver pronunciato quelle parole) di essere dei D-Day Dodgers, cioè di aver evitato lo sbarco in Normandia per un servizio "più leggero" nella assolata Italia... La canzone è la risposta dei soldati.

La stessa Nancy Astor si dice che sia stata la protagonista di un celebre scambio di battute con Winston Churchill: "Signor Churchill, lei è completamente ubriaco!!" - "Sì, signora, e lei è bruttissima. Però a me domani passa...".

*

This satire is about one of the great gaffes of World War II. England's Lady Astor, while making a speech in Parliament after the Invasion of Normandy, referred to the British 8th Army (and indirectly to their American and Canadian allies) as "D-Day dodgers", insinuating that they had skipped the high profile invasion for light duty in Italy. The fact is that troops in the Italian campaign saw some of the bloodiest fighting of the war and they took exception to her ill-considered comment with the words of this song which they set to the tune of the then popular "Lily Marlene". The sharp tongued Astor met her match in several encounters with Winston Churchill. On one occasion she proclaimed, "Why, Sir Churchill, you are drunk!" Churchill replied, "Yes, and you, Madam, are ugly. But tomorrow, I shall be sober."

Jeanne (the post war baby boomer who's fascinated by this history ;o)
We're the D-Day Dodgers, way off in Italy
Always on the vino, always on the spree;
Eighth Army scroungers and their tanks,
We live in Rome, among the Yanks.
We are the D-Day Dodgers, way out in Italy
We are the D-Day Dodgers, way out in Italy

We landed in Salerno, a holiday with pay,
The Jerries brought the bands out to greet us on the way.
Showed us the sights and gave us tea,
We all sang songs, the beer was free
To welcome D-Day Dodgers to sunny Italy
To welcome D-Day Dodgers to sunny Italy

Naples and Casino were taken in our stride,
We didn't go to fight there, we went just for the ride.
Anzio and Sangro were just names,
We only went to look for dames
The artful D-Day Dodgers, way out in Italy
The artful D-Day Dodgers, way out in Italy

Dear Lady Astor, you think you're mighty hot,
Standing on the platform, talking tommyrot.
You're England's sweetheart and her pride
We think your mouth's too bleeding wide.
We are the D-Day Dodgers, in sunny Italy
We are the D-Day Dodgers, in sunny Italy

Look around the mountains, in the mud and rain,
You'll find the scattered crosses, some that have no name.
Heartbreak and toil and suffering gone,
The boys beneath them slumber on.
They are the D-Day Dodgers who stay in Italy
They are the D-Day Dodgers who stay in Italy

inviata da Alessandro - 30/9/2009 - 11:18



Lingua: Italiano

Versione italiana di Pino Mereu e Amleto Micozzi
da hhfolkclub.org
LA BALLATA DEGLI IMBOSCATI DEL D-DAY

Siamo noi gli imboscati del D-Day, noi qui in Italia
Non facciamo che trincare e godercela
A spese dell’ Ottava Armata e dei suoi carri armati.
Ce la spassiamo a Roma cogli Americani.
Siamo gli imboscati del D-Day, lontano in Italia

Siamo sbarcati a Salerno per una vacanza ben pagata
E i crucchi ci hanno accolto suonando la fanfara,
Portandoci a vedere i monumenti, offrendoci il thè
E tutti assieme a cantare, con la birra gratis,
Per darci il benvenuto nella bella Italia lontani dal D-Day.

Prendere Napoli e Cassino è stata una passeggiata:
Noi eravamo lì in gita, mica per combattere.
Per noi Anzio ed il Sangro non erano che due nomi,
Ci siamo andati solo per rimorchiare
Noi, i furbetti imboscati nella lontana Italia.

Nel viaggio per Firenze ci siamo assai divertiti,
Siam corsi a Rimini in pulman oltre la Linea Gotica,
Presto arriveremo a Bologna .E poi attraverseremo il Po,
Restando sempre alla larga dal D-Day qui in Italia.

Una volta corse voce che stessimo per tornare a casa,
Nella vecchia cara Gran Bretagna – basta gironzolare!
Poi qualcuno disse: “Voi andrete in Francia a combattere!”
E noi a lui: “Lèvatelo dalla testa, noi resteremo qui!”
(I vigliacchi imboscati vogliono fermarsi in Italia).

Carissima Lady Astor, lei crede di saper tutto,
Da quella sua piattaforma blatera di patriottismo.
Di lei, a cui l’Inghilterra tanto tiene,
Noi pensiamo che dica stronzate.
E siamo noi, gli imboscati, a dirle questo dalla lontana Italia.

Guardi tra quelle montagne, nel fango, sotto la pioggia,
Lì troverà le croci (alcune senza nemmeno il nome).
Lavoro, sofferenza, tristezza sono finiti per loro,
Quei ragazzi ora dormono sotto terra,
Sono loro gli imboscati che rimarranno per sempre in Italia.

inviata da Alessandro - 30/9/2009 - 11:20


Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org