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Daou dewezh eus Maria Otaegui

Gilles Servat


Lingua: Bretone


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[1976]
Paroles et musique de Gilles Servat
Testo e musica di Gilles Servat
Album: Le pouvoir des mots

fusilpaint


L'ultimo assassinio del boia
di Riccardo Venturi.

estamananaLa Maria Otaegui di questa canzone bretone di Gilles Servat è la madre di Angel Otaegi Etxebarria, o Ángel Otaegui Echevarría in grafia spagnola. Angel Otaegui fu tra i cinque, accusati dell'uccisione di un poliziotto, fatti fucilare con ostinazione da Francisco Franco, il 27 settembre 1975, in una caserma di Burgos. Fu l'ultima sentenza di morte del regime franchista e di tutta la storia spagnola; il “caudillo” morì circa mesi dopo, con la speranza che bruci per l'eternità tra le fiamme dell'inferno, e la pena capitale fu abolita in Spagna definitivamente nel 1978.

Così Franco, oramai ridotto ad uno spettro, rispose all'esecuzione del suo viceboia, Luis Carrero Blanco, avvenuta il 20 dicembre 1973 per mano e per bomba dell'ETA in uno spettacolare attentato. Il 2 marzo 1974 fu garrotato il giovane anarchico catalano Salvador Puig Antich; fu poi la volta dei cinque membri dell'ETA e del FRAP fucilati a Burgos.

“Franco assassino! Franco boia!”, gridavano migliaia di dimostranti per le strade di Parigi, nei più violenti scontri di piazza nella capitale francese da quelli del maggio '68. A Roma, Firenze, Milano e Bologna migliaia di dimostranti invasero i centri storici al grido di “Spagna libera!”, assaltando i consolati spagnoli. A Bruxelles la folla mise a fuoco l'ambasciata spagnola. In Gran Bretagna, il primo ministro laburista dell'epoca, Harold Wilson, fece adottare dal governo una risoluzione di “totale condanna”. A Amsterdam, il governo dei Paesi Bassi arrivò a dichiarare una giornata di “manifestazione nazionale” e i ministri del governo si unirono ai dimostranti. Enormi dimostrazioni di piazza si ebbero anche a Atene e a Lisbona, capitali di due stati che da poco si erano liberati dalla dittatura fascista. Da un capo all'altro d'Europa la gente scese in piazza contro la dittatura franchista.

refractaireFu tutto inutile. L'incendio di indignazione che si ebbe in tutta Europa non salvò la vita ai cinque condannati. Dovevano morire, colpevoli o innocenti che fossero del fatto loro addebitato, per la vendetta di un vecchio tiranno. Due di loro, Ángel Otaegui Echevarría, 33 anni, e Juan Paredes Manot "Txiki", 21 anni, erano membri dell'ETA; gli altri tre, Ramón García Sanz, 27 anni, José Humberto Baena Alonso, 23 anni, e José Luis Sánchez Bravo Solla, 21 anni, erano membri di un piccolo gruppo guerrigliero antifascista, il FRAP (Frente Antifascista Patriótico), nato dal Partito Comunista Spagnolo. Furono messi al muro un sabato mattina.

Tutta l'Europa poté quindi vedere come le sentenze di morte segnassero il ritorno ai giorni in cui Franco governava a colpi di morte e garrota. Fino al venerdì, quando Franco commutò la condanna a morte per sei altre persone (tra le quali una donna incinta), nelle carceri spagnole erano rinchiuse 11 persone in attesa di esecuzione, il numero più alto dal 1940. Tutte quante erano state condannate in base ad una nuova legge speciale “anti-terroristica”, emessa nel luglio del 1975, che rendeva la pena capitale automatica per chiunque fosse stato condannato per l'uccisione di un poliziotto. Durante i processi (che si tenevano in tribunali militari) crebbe la mobilitazione internazionale e la protesta antifranchista. A Roma e Parigi furono fatti saltare in aria gli uffici della compagnia aerea spagnola Iberia. Sempre a Parigi, la minaccia di una bomba piazzata al Louvre (la prima nella storia del museo) fece accorrere la polizia in mezzo ai sarcofaghi egizi e ai vasi orientali. La settimana prima dell'esecuzione, una delegazione di artisti e intellettuali francesi (tra i quali Yves Montand e Régis Debray) si recò a Madrid per protestare contro le sentenze, ma fu immediatamente espulsa dal paese. Persino Paolo VI pronunciò un appello al regime spagnolo per la clemenza nei confronti dei condannati; ma fu tutto completamente inutile. I cinque dovevano morire per mano di un cadavere già putrefatto.

La canzone di Servat, all'epoca forte indipendentista bretone e quindi per natura in συμπάθεια coi baschi, racconta dei fatti assolutamente veri. Nel modo narrato nella canzone fu trattata la madre di Angel Otaegui dopo che le ebbero ucciso il figlio. Dovette dargli addio nel modo esattamente descritto. Le restituirono il corpo nel modo esattamente descritto. Fu riportato a Nuarbe, paesino di 56 abitanti nel Gipuzkoa, nel modo esattamente descritto. Gli avevano sparato alla testa, nel modo esattamente descritto.
Ur c'habiten eus ar "Guardia Civil"
Zo bet e Nuarbe e bro Euskadi
Maria Otaegui deuit ganin me
Fuzuilhet 'vo ho mab pa darzho an deiz

Assemblez ganeoc'h ne fell ket din mont
Met e Burgos ez in gant ma zud me
Tal an toull bac'h nav eur gedet he deus
Digaret 'voe an nor da deir eur veure

'Vit gwelet ho mab diwiskañ zo red
Pa vefet e noaz furchet e vefet
Pemzek munutenn e pado ar wel
Ha pemp gward armet a vo e barzh ar gell

Goude ar c'himiad un ofiser gouez
Ar c'hourc'hemennas "Kit un hanter lev
Du hont ne glevfet ket ar fuzuilhoù
Korf an heni barnet ho po da zek eur"

D'an eur se ar vamm zo deuet en dro
Gortozet he deus pad an deiz a-bezh
Gortozet he mab he bugel marw
Kirri tan zo deuet er maes en diwezh

Tud eus Nuarbe zo e tal ar vered
'Vit ma ne vo ket douaret en deiz
Un distro hir bras a ra ar gwarded
Teñval eo ar noz pa erru an arched

Digoret ar vouest e tosta Maria
Anavezout e bugel ne c'hell ket
Anavezet he mab-hi ne deus ket
Ar soudarded a doa tennet en e benn.

inviata da Riccardo Venturi - 23/4/2009 - 22:54




Lingua: Francese

Version française tirée de Skingomz ar frankiz ("Radio Liberté")
Versione francese da Skingomz ar frankiz ("Radio Libertà")

homen
DEUX JOURNÉES DE MARIA OTAEGUI

Un capitaine de la Guardia Civil
Est venu à Nuarbe au Pays Basque
Maria Otaegui, venez avec moi
Votre fils sera fusillé demain matin

Avec vous je ne veux pas aller
Mais j'irai à Burgos avec mes parents
Devant la prison elle a attendu neuf heures
La porte s'ouvrit à dix heures du matin

Pour voir votre fils vous devrez vous déshabiller
Quand vous serez nue vous serez fouillée
Quinze minutes durera l'entrevue
Cinq hommes armés seront dans la cellule

Après l'adieu un officier rude
Ordonna: Partez à deux kilomètres
Là-bas vous n'entendrez pas les fusils
Vous aurez le corps du condamné à dix heures.

À cette heure-là la mère est revenue
Elle a attendu tout le jour
Attendu son fils, son enfant mort
Des voitures sont enfin sorties

Les gens de Nuarbe sont devant le cimetière
Pour qu'il ne soit pas enterré au jour
Les gardes font un grand détour
La nuit est sombre quand arrive le cercueil

La boîte ouverte Maria s'approche
Elle ne peut reconnaître son enfant
Elle n'a pas reconnu son propre fils
Les soldats avaient tiré à la tête.

inviata da CCG/AWS Staff - 27/4/2009 - 19:22




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
27 aprile 2009
(Dalla versione francese)
DUE GIORNATE DI MARIA OTAEGUI

Un capitano della Guardia Civil
È arrivato a Nuarbe, nei Paesi Baschi:
Maria Otaegui, venga con me,
Suo figlio sarà fucilato domattina.

Con lei io non ci vengo.
Andrò a Burgos coi miei genitori.
Davanti alla prigione ha aspettato nove ore,
La porta si è aperta alle dieci del mattino.

Per vedere suo figlio si dovrà spogliare,
Una volta nuda, sarà perquisita.
Il colloquio durerà un quarto d'ora.
Cinque guardie armate resteranno nella cella.

Dopo l'addio, un ufficiale scortese
Ha ordinato: Si allontani di due chilometri.
Laggiù non sentirà i fucili,
Avrà la salma del condannato alle dieci.

A quell'ora la madre è ritornata,
Ha dovuto aspettare tutto il giorno.
Ha atteso suo figlio, suo figlio morto.
Alla fine sono uscite delle macchine.

La gente di Nuarbe è davanti al cimitero.
Per non farlo sotterrare di giorno
Le guardie hanno preso la strada lunga.
La notte è buia quando arriva la bara.

Aperta la bara, Maria si avvicina,
Non sa riconoscere il figlio.
Non lo ha riconosciuto,
I soldati gli avevano sparato alla testa.

27/4/2009 - 19:55



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