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Che il Mediterraneo sia

Eugenio Bennato




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[2002]
Testo e musica di Eugenio Bennato
Lyrics and music by Eugenio Bennato
Album: "Che il Mediterraneo sia"

Napoli


Una bellissima canzone su quello che il nostro Mediterraneo dovrebbe essere e non è: un luogo di incontro di popoli, di marinai dello stesso mare, una fortezza senza porte, di scambi e di reciproco rispetto. Non un cimitero dove annegano i disperati che fuggono da guerre e da miseria per cercare di penetrare in una Fortezza Europa dalle porte sempre più chiuse.


mdtCHE IL MEDITERRANEO SIA
recensione di Antonio Rettura [2003] da rockit


Nell'ascoltare i dodici brani che compongono l'ultimo lavoro del cantautore napoletano si ha l'impressione che qualcosa sia cambiato, specie chi - come il sottoscritto - ha seguito Eugenio Bennato sin da quando faceva parte della storica Nuova Compagnia di Canto Popolare (pietra miliare, occorre ricordarlo della world music italiana ed europea). Si noterà sicuramente che la scelta musicale intrapresa in "Che il Mediterraneo sia" in qualche modo sembra divergere dallo stile cui il fondatore del movimento "Taranta Power" ci aveva abituato.
Ricca di melodie e motivi più orecchiabili anche per l'ascoltatore che non è necessariamente l'appassionato di musica etnica, quest'ultima opera è un prodotto dalla fruizione meno selettiva, quasi 'consumer' verrebbe da dire. Ma se questo, in sé, può essere ritenuto un fatto positivo, bisogna pur considerare che tutto ciò ha avuto un 'costo' notevole: manca infatti quasi del tutto quello spirito di ricerca che ha contraddistinto i capolavori musicali del Nostro, tanto che sembra essersi affievolito quello spirito 'filologico' che rendeva i brani portavoce di culture musicali altrimenti destinate ad una lenta ed inesorabile morte, rinchiuse dentro i corpi degli ultimi cantori e sotterrate nell'oblio.
Sia chiara però una cosa: "Che il Mediterraneo sia" non è un brutto disco, solo che probabilmente non è all'altezza delle aspettative; dall'artista partenopea - che ci aveva abituato fin 'troppo bene', facendoci ascoltare i pregiati suoni degli strumenti poveri suonati con una maestria rara - di certo non ci saremmo mai aspettati un pezzo come "Taranta sound" che poco si discosta da un brano a '140 bpm' del sabato sera, anche perché tutto ci sembra fuorché taranta. Quasi nostalgico, poi, appare il ricordo di tracce contenute nei precedenti lavori (nello specifico "Pizzica minore" o "Tarantella finale"), capolavori musicali talmente intensi da fare ribollire il sangue nelle vene e scatenare brividi.
Ma è pur vero che un disco non si può giudicare in base ai precedenti artistici dell'autore, poiché ogni opera ha una storia e vita propria. Quest'ultima, come avrete intuito, è decisamente più leggera delle precedenti, con un approccio alla materia più pop che 'popolare' (e il secondo aggettivo non è qui usato come traduzione del primo), suonata bene e dagli arrangiamenti accessibili ed orecchiabili, caratterizzata dai ritmi coinvolgenti di brani come "Popolo di tammurriata" o "Vola", fino alla dolcezza toccante di una "Ninnananna" cantata da una madre al proprio bambino lungo il viaggio su una carretta del mare diretta verso la terra che rappresenta la sopravvivenza - episodio, quest'ultimo, fra i più riusciti del disco.
Concentrando l'ascolto sui testi si percepisce una certa ripetitività (specie attorno ad una spesso evocata ma poco presente 'taranta'), dove si sente il peso di liriche a volte 'artificiose'. Tuttavia "Che il Mediterraneo sia" percorre sicuramente rotte nuove nell'espressività e nell'interpretazione del senso di 'musica etnica', ma sono pur sempre percorsi che rimandano ancora una volta ad una sensibilità e musicalità che appartiene alle terre toccate dal 'Mare Nostrum'. (06-09-2003)
Che il Mediterraneo sia
quella nave che va da sola
tutta musica e tutta vela
su quell'onda dove si vola
tra la scienza e la leggenda
del flamenco e della taranta
e fra l'algebra e la magia
nella scia di quei marinai
e quell'onda che non smette mai
che il Mediterraneo sia

Andare, andare, simme tutt'eguale
affacciati alle sponde dello stesso mare
e nisciuno è pirata e nisciuno è emigrante
simme tutte naviganti
allez, allez il n'y a pas de barrière
nous sommes tous enfants de la même mer
il n'y a pas de pirate il n'y a pas d'émigrant
nous sommes tous des navigants

Che il Mediterraneo sia
la fortezza ca nun tene porte
addo' ognuno po' campare
d'a ricchezza ca ognuno porta
ogni uomo con la sua stella
nella notte del dio che balla
e ogni popolo col suo dio
che accompagna tutti i marinai
e quell'onda che non smette mai
che il Mediterraneo sia

andare andare alla stessa festa,
di una musica fatta di gente diversa
da Napoli che inventa melodia
ai tamburi dell'Algeria
allez allez à la même fête
d'une musique qui va et jamais ne s'arrête
de Naples qui invente sa mélodie
aux tambours de l'Algérie

Che il Mediterraneo sia
quella nave che va da sempre
navigando tra nord e sud
tra l'oriente e l'occidente
e nel mare delle invenzioni
quella bussola per navigare
Nina, Pinta e Santa Maria
e il coraggio di quei marinai
e quel viaggio che non smette mai
che il Mediterraneo sia

(al baar al albiad al mutahuassed)

Che il Mediterraneo sia
quella nave che va da sola
tra il futuro la poesia
nella scia di quei marinai
e quell'onda che non smette mai
che il Mediterraneo sia.

è troppo bella questa canzone!!non smetterei mai di ascoltarla... BRAVO BENNATO!!!!

VITO PREZIOSO - 14/5/2006 - 19:50


Semplicemente trascinante, coinvolgente. Meravigliosa.

Attilia Boschetti - 24/6/2006 - 19:07


complimenti a questa canzone di bennato,trascinante coinvolgente e con un ritmo che ti prende, e un ringraziamento particolare a chi ha scritto questo testo che cercavo da parecchio

Danilo87 - 15/10/2006 - 22:25


Non ho parole per descrivere la poesia di questa canzone.
E' l'unica canzone in grado di farmi piangere, ridere e rabbrividire contemporaneamente! Sei un genio! non vedo l'ora di ascoltare le altre!

Raffaele Cianci - 11/11/2006 - 22:50


è una canzone che fa viaggiare la fantasia nei secoli delle grandi invenzioni e se chiudi gli okki x 1 momento sembra quasi di sentirne il profumo

ilaria90 - 4/12/2006 - 17:42


che bellezza il suo concerto a sestri levante...il palco sul mare e noi tutti che ballavamo con le gambe nell'acqua.
grazie bennato e grazie al mediterraneo che ci circonda e ci vizia.
Clara, una genovese

Clara - 25/1/2007 - 14:50


che dire... io non conoscevo questa canzone solo grazie al programa televisivo ho conosciuto un brano che e' davvero capace di emozionarmi...premettendo che io sono di una citta' con grande tradizione marinara. Inutile dire che non mi stanco mai di ascoltarla e semplicemente stupenda!!

vincenzo da Molfetta!! - 4/2/2007 - 09:09


........... G R A N D E..................

......QUANTO E' PICCOLO L'UOMO..........

ANTONELLA - 10/4/2007 - 18:00


SHUKRAN BENNATO

ANTONELLA - 10/4/2007 - 18:26


...finalmente ascoltiamo etnie che ti entrano dentro...sino a farti sentire ipnotizzato dalla sensazione cosi popolare e alternativa..di questa fantastica musica!

Feelo - 23/4/2007 - 16:54


l'ascolto sempre, cento volte di fila e non smetterei mai. mi fa volare via, mi fa sorvolare il mediterraneo per atterrare poi in qualche souk arabo e assaporare la bellezza della cultura araba. Grazie Eugenio.

15/6/2007 - 17:06


I would wait patiently on RAI International to hear this song so that my infant son could hear it, and then would watch him smile!

Louis Massimo M. Micolucci - 10/8/2007 - 20:11


I fratelli Eugenio e Edoardo Bennato?
Semplicemente ................. "Fantastici"!!!!!!!!

K@los60 - 10/9/2007 - 00:50


è una canzone meravigliosa ,sa trasportarmi nel mondo passato delle grandi navigazioni ,ma nello stesso tempo colgo il fascino e la bellezza del nostro mediterraneo

teresa,84 - 29/9/2007 - 10:47


è una canzone bellissima...se chiudi gli occhi senti anche l'odore del mare

massimo - 12/1/2008 - 18:19


Un anno di lavoro in mare ... anzi sotto, lunghe distanze da mia moglie e la piccola Alice ed un solo collante ... "Che il Mediterraneo sia".
Grazie Eugenio ... ci sentivamo più vicini!

Fabio - 5/2/2008 - 07:05


la cercavo da piu' di un anno,adesso non posso smettere d' ascoltarla

patrizia - 27/8/2008 - 10:36


semplicemente una canzone fantastica e stupenda...

adri - 30/8/2008 - 12:43


Canzone suggestiva e affascinante

13/9/2008 - 11:20


Bravo Bennato !! bellisimo brano..! che mi fa sentire l'italia dei miei nonnni.anche qui in Mar del Plata dove ci sono tantissime italiani chi lavoranno nel mare..

pascual - 24/10/2008 - 15:32


questo canzone è bellissima poi se si ascolta mentre si pesca fa veramente venire da piangere

andrea siracusa - 21/4/2009 - 22:57


Effettivamente la canzone di Eugenio Bennato è assai bella, ma il commento di Andrea da Siracusa è quanto di più...originale possa esistere. Non so se Andrea si riferisca alla pesca come attività lavorativa oppure da diporto, ma sicuramente tutto questo riporta comunque all'...uomo in mezzo al mare, e il Mediterraneo, almeno per me, è il mare per eccellenza, non ve ne sono altri. Mari del Sud, del Nord, dell'Ovest e dell'Est non mi attirano poi così tanto. Con questo ne approfitto anche per un saluto a Andrea e a tutta Siracusa: città bellissima dove, purtroppo, non sono mai stato. Ma, prima o poi, ci verrò.

Riccardo Venturi - 22/4/2009 - 11:10


questa canzone e molto bella ti fa pensare a tt quello che fai di sbagliato, e soprattutto ti incoraggia ad aiutare le persone in dificoltà,i poveri e tutti i bimbi africani che sn costretti a vivere nella miseria alzansi alle 6 di mattina per andare a prendere acqua che si trova molto lontani,quelli costretti vivere senza una famiglia,quelli che sn costretti a fare gli sciavi,a ki viene strappato dalle famiglie senza pietà,a ki muoreingiustamente durante le guerre,e chi specialmente nn può studiare.prepariamoci se noinn cambiamo il mondo va a finire che il mondo cambia noi...ciao
e speranza a tt il mondo

by anna

anna - 13/11/2009 - 20:11


Ho avuto il piacere si ascoltarti dal vivo ieri sera ed è stato bellissimo,musica che trasportava

Lucia Savo Sardaro - 26/6/2011 - 22:05


è il nostro disco dell'estate io e i miei figli la balliamo e cantiamo a squarciagola rimarrà per sempre nella nostra vita

nadia d'ubaldi - 7/8/2011 - 14:51


is there a translation into English of Che il Mediterraneo sia anywhere. Thanks and keep up the anti stance

mark harland - 10/9/2013 - 10:13


Un giorno non molto lontano il Meridione della gloriosa ed antica cultura greca prenderà coscienza delle vessazioni e dei soprusi subiti dai corruttori latini con la compiacenza degli ascari del sud. Ai carnefici della nostra amata terra che hanno costretto, allora i nostri padri, oggi i nostri figli ad emigrare, non resterà altro che scappare se faranno in tempo.
IIIT

IIITurri - 13/6/2014 - 14:30


E una canzone bellisima, ti porta nel tempo e mi fa imaginare ai mie avi, che sono arrivati alla Bassa California molti anni fa.

Daniel Ruiz Isais - 20/8/2016 - 19:44


Bellissima!!!!!!!
Corroborante!!!!
Piena!!
Corposa!!!!

Maria teresa - 1/3/2017 - 21:06


Semplicemente fantastica, non smetto di ascoltare. Grandissimo Eugenio!

6/5/2017 - 14:59


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