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Attenti, giovinotti!

anonimo
Lingua: Italiano (Toscano Fiorentino)


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[1901]
Strofe popolari fiorentine
(Sull'aria degli "Stornelli fiorentini" - molto simile a Italia bella mostrati gentile)
Interpretazione di Riccardo Marasco
In "Chi cerca trova" (1977)

lehman

Queste strofe, il popolo di Firenze le cantava nel 1901, quando c'era la crisi; Riccardo Marasco, però, disse d'averle sentite a Campagnatico (GR) da un'anziana donna, la "zia Maria". Anche se non conoscete la musica, leggetevele e poi vi faccio una domanda: a parte alcune cose "d'epoca", tipo il merciaio ambulante, ditemi dove sono le differenze sostanziali con la crisi attuale, quella del primo decennio del Dumila, cento e rotti anni dopo. Ci sono gli stessi soldi che non bastano a arrivare in fondo, anche se coi soldi che prende ora una famiglia standard, una famiglia del 1901 ci avrebbe campato da ricca; ci sono le banche; ci sono i giovani che, per mancanza di soldi e di lavoro, la famosa famiglia tanto strombazzata da politicanti e preti non riusciranno mai a formarsela, se proprio così va loro; c'è il risparmio che fondamentalmente non serve più a niente; ci sono i conti da pagare, i debiti, i chiodi; e ci sono i semplici motivi di tutto questo, come ben si vede in questi giorni in Francia dove i manageroni strapagati sono giustamente e opportunamente assediati e presi in ostaggio dai lavoratori inferociti. Insomma, come dire: i cent'anni e spara non è cambiato assolutamente un cazzo e questa canzone popolare può essere trasposta quasi automaticamente nel 2009 quasi senza cambiare una virgola: davvero un risultato eccellente per il capitalismo trionfante. E proprio per questo, per illustrarla, è stata scelta un'immagine simbolo: il managerino incravattato che esce con lo scatolone dopo il fallimento della "banca d'affari" Lehman Brothers, a New York, ottobre 2008. Questo, uditori, è il secolo presente; e, allora come oggi, c'è una ragione giusta e si capisce. Che è sempre la stessa. [CCG/AWS Staff]
Attenti, giovinotti, tutti quanti!
Ora siamo n'i' mille e novecento.
In questo mondo di dolori e pianti
si trova abbasso i' popolo sgomento.
Ogni voce mi dicea: "Poerino, è morto 'Drea!"
Hanno sbagliato:
Si trova nelle banche rinserrato.

I giovinotti che sono gli amanti
vorrebbero sposà la fidanzata,
ma di denaro son sempre mancanti
perché più non gli basta la giornata.
Anche a fà l'economia, come i' fumo vanno via:
questi denari,
a fin di settimana non son pari.

Poi c'è la Gigia e Rosa e la Viola
che sentano gridà: "Donne, i' merciaio!"
Vorrebbero comprassi la pezzola
ma sentite dov'è tutto i' guaio:
Se una lira gli è rimasta han da comprare pane e pasta,
sale e fagioli
pe' fà da cena a i' marito e a' figlioli.

Consideriamo i padri di famiglia
che vanno a lavorare innanzi all'alba:
c'è chi s'arrabbia stufo e chi sbadiglia,
a chi non resta pe' fassi la barba.
Dopo pagato i' fornaio ci sarebbe i' calzolaio,
e non saprei:
si prende uno e ce ne voglian sei.

Questo, uditori, è il secolo presente,
c'è una ragione giusta e si capisce:
c'è chi mangia, chi beve e non fa niente
e non pensano a noi che si patisce
nella squallida miseria, dentro e fora all'intemperia:
o Padreterno,
'n ci sei che te a levacci da st'inferno.

O Padreterno,
'n ci sei che te a levacci da st'inferno.

inviata da Riccardo Venturi - 31/3/2009 - 17:12


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