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La guerra di Peter

Riccardo Venturi
Lingua: Italiano


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(2004)

Liberamente ispirata a una nota canzone italiana.
Però si parla di una guerra più attuale.
Dormi frammisto al deserto lontano,
son morti i sogni, americano
e non c’è ombra, e non ci son fossi,
né tantomeno papaveri rossi.

Presso Fallujah e vicino al niente
ci sono incendi appena appiccati,
e sei cadaveri di soldati,
questa è la guerra del Presidente.

Questo vedevi sul tuo convoglio
e ripensavi magari al "cordoglio"
di quegli stronzi che ti han mandato
a macellarti per il mercato.

Fermati Peter, fermati adesso
e quella tuta lèvati di dosso
di tutti ‘sti morti le senti le voci?
dicon "vaffanculo mezzelune e croci".

Ma tu non le udisti e il camion passava
manco vedesti chi lo guidava
camion di marca giapponese,
ce ne son tanti in questo paese.

E mentre mangiavi la tua razione
ecco che arriva una strana esplosione,
un attimo e tutto salta per l’aria,
e questa, qui, è una cosa ordinaria.

Crepa, su, Peter, crepa, su, ora
che istante strano per l’ultima ora,
vedersi tutto bruciare e smembrare
in tempo per dirsi "Ma che ci sto a fare?"

E un pezzo finisce più in là nella sabbia,
come d’incanto si spegne la rabbia,
un altro pezzo si mischia al motore
un altro ancora è nel detonatore.

E mentre Peter finisce a brandelli
nella città ci si batte ai coltelli,
per tutto l’Iraq ci son bombe e fuoco,
e questo è della guerra il bel gioco.

Jennifer cara, son morto fra mille
mentre mangiavo come un imbecille,
Jennifer cara, qui ci son scintille
E avrei preferito morire a Nashville.

Ma neanche il deserto ti stava a sentire
e nelle mani, nessun fucile
ch’era anche quello in mille pezzetti
misto ad esofagi, a stomaci, a petti.

Dormi frammisto al deserto lontano,
son morti i sogni, americano
e non c’è ombra, e non ci son fossi,
né tantomeno papaveri rossi.

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