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Bella speranza (ti telefono da una guerra)

Ivano Fossati


Lingua: Italiano


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[1996]
Testo e musica di Ivano Fossati
da "Macramé"

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Nel 1995 Ivano Fossati, dopo diversi periodi di “eremitaggio” compositivo, finisce di scrivere con Fabrizio De Andrè “Anime salve”, uno dei capolavori assoluti della canzone d’autore italiana.

Se da un lato il periodo compositivo dei due autori era stato estremamente fruttifero, la collaborazione fra i due si interrompe in seguito a divergenze sulla produzione e l’arrangiamento dell’album. “Eravamo come due grossi asinoni che tirano in direzioni opposte” dichiarerà in seguito Fossati. Alla fine sarà proprio Fossati a cedere la titolarità dell’album a De Andrè, il quale affiderà la produzione a Piero Milesi.

Frustrato da quella rinuncia Fossati si rimette immediatamente a lavoro componendo “Macramé” . Nonostante la profusione di energie per la composizione di “Anime salve”, in questo album non c’ è traccia di stanchezza, e l’ autore propone brani di grande ricercatezza e gusto, riuscendo anche a rinnovare le sonorità dei precedenti album.

L’ascolto inizia con le percussioni inquiete de “La vita segreta”, canzone severa e diretta che manifesta (come in fondo tutto l’ album) una voglia di rinnovamento e una tensione intellettuale ed emotiva molto forte. La tensione si stempera un po’ con “Il canto dei mestieri”, canzone minimalista in cui Fossati, spogliandosi da qualsiasi ruolo, si dichiara alla propria amata. “L’ amante”, “L’angelo e la pazienza” e “L’orologio americano” mostrano invece tutta la sete di amore sensuale che può assalire un uomo, mostrando bozzetti di vita resi vivi da suoni scarni ma suggestivi, con sequenze ritmiche molto elaborate (in alcuni casi siamo in presenza di una raffinatissima sessione ritmica formata da Walter Kaiser, Trilok Gurtu, Naco, Claudio Fossati e Beppe Quirici, che unendo il loro istinto ritmico arrivano ad esiti talvolta sorprendenti).

L’album vede anche la partecipazione del grande bassista Tony Levin (vi dicono qualcosa, ad esempio i “King Crimson” o i “Liquid tension” ?) che qui stempera la propria “vena progressive” mostrando una grande versatilità musicale e componendo, insieme a Fossati, “Stella benigna” e “L’abito della sposa”. La prima è una canzone incalzante e cruda con un “ritornello” molto evocativo. La seconda è una canzone dal forte pathos drammatico, in cui la presenza di un narratore e dei due protagonisti del brano sembra spingerci all’ interno di una dimensione teatrale in cui si rispecchia uno dei mille drammi offerti dalla guerra. Ritroviamo una tensione emotiva simile in “Bella speranza (ti scrivo da una guerra)”, in cui è ancora una volta palpabile l’orrore per la guerra, reso forse più acuto per il fatto che allora accanto al nostro paese si svolgeva un terribile conflitto nella ex Jugoslavia. L’ album si conclude con “La scala dei santi” e “Speakering”. La prima è una dolce e intima canzone d’ amore dove è impossibile trovare un granello di banalità. “Speakering” invece è una malinconica strumentale per pianoforte attraversata da inserti sonori recuperati dalle radio e dalle televisioni di tutto il mondo.

Da DeBaser.
Scusa se non telefono
ma ho già il mio bel daffare a non morire
qui le donne non sanno più muovere
quel bellissimo mucchio di carne
che nasconde la Bella Speranza
la Bella Speranza
Adesso ho giorni buoni
e aria lunga
ma ho tanto desiderato essere nessuno
solo un grande scrittore fa muovere insieme
i vivi e i morti
e solo un grande dio può accudire i disperati
in un posto così
Ci sono luoghi dove il bisogno di violenza
è molto più forte della volontà
ci sono ore in cui il bisogno di violenza
è molto più alto della volontà
ed è ben altro che bastoni e coltelli
non essere visto e non vedere
essere piombo caduto fuso
sulla terra

Quanto a me vedi, le persone non cambiano
è che col tempo il tempo le complica
più di un po'
Così rimango a farmi fischiare le orecchie
fra questi alberghi lontani e devastati
in questi paesi poveri e salati
Vivo con prudenza
come un buon mercante in un grande affare
Più spesso, come i topi
sento la mia ombra fra i muri
scivolare.

Proprio oggi, a 15 anni dalla morte prematura del compianto De Andrè, ho avuto modo di riascoltare lo stupendo brano di Fossati "La bella speranza" tratto da Macramè del 1996. Anche se poco conosciuto,ritengo che il brano in questione per la profondità del testo, per l'atmosfera lividamente tragica che lo pervade e per i mirabili arrangiamenti a quattro mani di Fossati-Levin, possa di diritto essere annoverato tra le grandi composizioni sul tema "antiwar songs". Inoltre in
Macramè anche la quarta traccia (L'abito della sposa)è degna di nota per la drammatica tensione emotiva che si instaura tra i due esseri spogliati della loro dignità sullo sfondo di un insensato conflitto. Il disco termina con un originale pezzo strumentale (Speakering) con spezzoni audio tratti da telegiornali vari ma il risultato è ancora di altissimo livello.

PaoloRosazzaP - 11/1/2014 - 20:33


... Nn accenni però ai frammenti delle 'Lettere Portoghesi' al termine de 'L'abito della sposa ' e 'L'orologio Americano'...

un saluto caro

Irene



"Vi voglio scrivere una lettera ancora per farVi sapere che, forse, tra qualche tempo sarò più tranquilla.
Ho dimenticato ogni piacere e dolore e mi ricordo
in fine
di Voi
quando
Voglio
ricordarmene"

micromelia@gmail.com - 26/2/2014 - 23:11



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