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Album: Us Against the Crown [2006]

Us Against the Crown

Canzone dedicata a Camilo Ernesto Mejía (1975-), figlio di Carlos Mejía Godoy, il grande ‎artista nicaraguense cantore delle rivoluzione sandinista.‎



Figlio di cotanto padre, Camilo approfittò di una borsa di studio finanziata dall’esercito americano, ‎previo arruolamento, per trasferirsi a studiare negli USA. E invece lo spedirono a combattere in ‎Iraq. Dopo sei mesi di guerra, esaurito un breve periodo di permesso, Camilo avrebbe dovuto ‎tornare a combattere, ma si rifiutò. Fu arrestato, processato e condannato per diserzione ad 1 anno ‎di prigione e congedato con disonore.‎
Mentre scontava la pena nella prigione militare di Fort Sill a Lawton, Oklahoma, Amnesty ‎International lo ha riconosciuto come prigioniero di coscienza e l’organizzazione Refuse and Resist ‎lo ha insignito del premio “Courageous Resister”.‎
Dopo la liberazione Camilo Mejía ha scritto un libro di memorie intitolato “Road from Ar Ramadi: ‎The Private Rebellion of Staff Sergeant Mejía”.‎

"I say without any pride that I did my job as a soldier. I commanded an infantry squad in combat ‎and we never failed to accomplish our mission. But those who called me a coward, without ‎knowing it, are also right. I was a coward not for leaving the war, but for having been a part of it in ‎the first place. Refusing and resisting this war was my moral duty, a moral duty that called me to ‎take a principled action. I failed to fulfill my moral duty as a human being and instead I chose to ‎fulfill my duty as a soldier. All because I was afraid. I was terrified, I did not want to stand up to the ‎government and the army, I was afraid of punishment and humiliation. I went to war because at the ‎moment I was a coward, and for that I apologize to my soldiers for not being the type of leader I ‎should have been."‎




“Ammetto senza nessun orgoglio di aver fatto il mio lavoro di soldato. Ho comandato una ‎squadra in combattimento e non abbiamo mai mancato di portare a termine una missione. Ma quelli ‎che mi chiamano vigliacco hanno ragione: sono stato un vigliacco non per essermi rifiutato di ‎combattere ma per aver accettato di partecipare a quella guerra. Rifiutare ed oppormi a quella ‎guerra avrebbe dovuto essere fin dall’inizio un mio dovere morale e invece mi sono comportato da ‎soldato, perché ho avuto paura, ero terrorizzato, non ho avuto il coraggio di affrontare il governo e ‎l’esercito, ho avuto paura della punizione e dell’umiliazione. E’ vero, sono stato un codardo, ma ‎perché in guerra ci sono andato….” (Camilo Mejía)‎


(Bernart)
Woke him up with a barrel to his head
His eyes shut tight bracing for the blow
Resigning his life to the metal held
In another man's hand

Twenty days in a concrete fallout
What life have I to take your own
Oh my country won't you call out
Doorbells are ringing with boxes of bones
And from another land's war torn corners
To a prison cell in my own
Punish me for not taking your orders
But don't lock me up for not leavin' my home

Your words just a bloody fallacy
A house of cards you painted white
You tried to recreate Normandy
But you made up the reason to fight
And now red oil is spillin' down on the street
And your eyes too big for the belly is weak
Will you not refuse this currency
Or is blood money just money to you
Is blood money just money to you

Twenty days in a concrete fallout
What life have to take your own
Oh my country won't you call out
Doorbells are ringing with boxes of bones
From another land's war torn corners
To a prison cell in my own
Punish me for not taking your orders
But don't lock me up for not leavin' my home

Camilo
Camilo
Leavin' my home
Camilo

inviata da giorgio - 18/10/2008 - 15:21


‎“Figlio di cotanto padre”, ho scritto nell’introduzione…‎
Già, ma per l’appunto mi sorge un interrogativo: Camilo (da ‎‎Camilo Torres?) Ernesto (da ‎‎Ernesto Che Guevara?) Mejía non ‎è né un immigrato latinoamericano qualunque, un “indocumentado” come tanti miserabili che negli ‎USA se ne vengono in cerca di fortuna, e nemmeno un giovane statunitense di estrazione sociale ‎bassa, un “redneck” rozzo e ignorante oppure un ragazzo della metropoli stanco di pagarsi gli studi ‎con le mance del McDonald… Per giunta Camilo Ernesto Mejía è figlio di colui che compose ‎‎No pasarán, dedicata agli yankee, in doppiopetto e in grigioverde, che allora assediavano la sua patria ‎appena liberata dal giogo della dittatura…‎

Ma allora ti chiedo, caro Camilo Ernesto Mejía: chi cazzo te lo ha fatto fare?‎
Sei stato davvero un “courageous resister” o soltanto un grandissimo rompicoglioni, oppure uno che ha pensato bene come salvare il culo, oppure un "figliodicotantopadre" in cerca di una qualche notorietà "similpaterna"?!?‎

Domande legittime, credo...

Bernart - 29/8/2013 - 12:50


azzarderei un paio di ipotesi (naturalmente poco verificabili): 1) a vent'anni si e' stupidi davvero e neanche s'è posto il problema 2) desiderio di andare contro le convinzioni e gli ideali di "cotanto padre" (una ribellione giovanile conservatrice?).

Bisogna pero dire che si e' ricreduto e ha avuto il coraggio di difendere le sue idee, no?

Lorenzo - 29/8/2013 - 13:01


Beh, partire dal Nicaragua Sandinista, diventare un G.I. (=servo dell'imperialismo nordamericano) per poi fare dietro front e tornare quasi sulle orme paterne, oltre ad un'enorme perdita di tempo, mi pare proprio una bella stronzata... Parafrasando i Kortatu appena citati, 'sto Camilo mi pare un tanticchio "gachupino huevón hijo de la gran chingada"...

Comunque, sempre meglio un coglione vivo che un soldato morto, per carità...

Bernart - 29/8/2013 - 13:19



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