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Shipbuilding

Elvis Costello


Lingua: Inglese


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Punch the Clock (1983)
From / Da "Punch The Clock"
Testo di / Lyrics by Elvis Costello
Musica di / Music by Clive Langer
Robert Wyatt nel video della canzone
Robert Wyatt nel video della canzone
Scritta da Elvis Costello e Clive Langer al tempo della guerra delle Falklands, una canzone che affronta il controverso argomento dell'"indotto", sbandierato dai guerrafondai di tutti i tempi.
È storia, ad esempio, che la Seconda Guerra Mondiale sia stata il motore che ha "rilanciato l'economia" statunitense. Ma a che prezzo?

La canzone è scritta dal punto di vista di un lavoratore in un cantiere navale di una qualche zona economicamente depressa del Regno Unito (Liverpool, North East England, Belfast) per il quale la guerra vuol dire che, dopo un lungo periodo di disoccupazione, si costruiranno nuove navi. Forse si potrà permettere delle piccole cose che ora paiono un lusso irraggiungibile (un cappotto nuovo per la moglie, la bicicletta per il bambino). Ma un'alternativa ci sarebbe: potremmo tuffarci per pescare perle.

La canzone è stata interpretata originariamente da Robert Wyatt. Costello incise la sua versione in "Punch the Clock", con la partecipazione del trombettista jazz Chet Baker. Si dice che l'interpretazione di Baker in questa canzone sia la sua penultima registrazione.


Scheda con commenti e interviste a Costello e Wyatt: Sold on Song - BBC 2

La fine di una di quelle navi

Elvis has said in interviews that this was written from the perspective of workers in British shipbuilding seaports during the buildup to England's war with Argentina over the Falkland Islands in 1982, an event that then-prime minister Margaret Thatcher seized (as most politicians would) in order to use the cacophony of nationalistic fervor to drown out the groaning sounds of a crumbling economy.
The song is set in a region that's economically depressed, one where essentials like "a new winter coat for the wife" is hard to come by. But there's a "rumour" that the local shipyard will soon have work, building ships for a war. The townspeople want to be happy that they will soon have jobs, but it is at the expense of their own boys who must go fight the war.
Chet Baker plays the mournful, lonely trumpet solo on this ballad. It is rumored to be Baker's last recorded performance. (thanks, cheappuppet - Bellingham, WA, for all above)
Chet Baker was a very talented jazz trumpet player who fought a heroin addiction for much of his life. He died in 1988 after falling from a hotel window.
(from Songs Facts)
Is it worth it
A new winter coat and shoes for the wife
And a bicycle on the boy's birthday
It's just a rumour that was spread around town
By the women and children
Soon we'll be shipbuilding

Well I ask you
The boy said 'dad they're going to take me to task
but i'll be back by Christmas'

It's just a rumour that was spread around town
Somebody said that someone got filled in
For saying that people get killed in
The result of this shipbuilding

With all the will in the world
Diving for dear life
When we could be diving for pearls

It's just a rumour that was spread around town
A telegram or a picture postcard
Within weeks they'll be re-opening the shipyards
And notifying the next of kin
Once again

It's all we're skilled in
We will be shipbuilding
with all the will in the world
diving for dear life
when we could be diving for pearls

inviata da Riccardo Venturi



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
14 agosto 2005
COSTRUZIONE DI NAVI

È cosa buona e giusta
Un cappotto nuovo e scarpe nuove per la moglie
e una bicicletta per il compleanno del ragazzo
è solo una voce sparsa in città
dalle donne e dai bambini
presto costruiremo navi

Bene, vi domando…
Il ragazzo ha detto: "papà, mi chiameranno all’opera
ma saro’ di ritorno per Natale"

È solo una voce sparsa in città
qualcuno ha detto che qualcuno si è stufato
di dire che la gente viene ammazzata
come risultato di questa costruzione di navi

Con tutta la volontà del mondo
messa in ballo per prendere vite amate
mentre potremmo tuffarci per pescare perle

È solo una voce sparsa in città
un telegramma o una cartolina illustrata
tra qualche settimana riapriranno i cantieri
e comunicheranno la notizia al parente più stretto
ancora una volta

È tutto quello che sappiamo fare bene
costruiremo navi
con tutta la volontà del mondo
messa in ballo per prendere vite amate
mentre potremmo tuffarci per pescare perle

14/8/2005 - 17:42


Una curiosità: la traduzione di "Is it worth it" con "È cosa buona e giusta" è
- la traduzione letterale, "is it worth it" è l'equivalente dell'affermazione "è cosa buona e giusta" durante la messa
- una licenza poetica, al posto del significato originale di "Ne vale la pena?" si è scelto di tradurre con "È cosa buona e giusta"
- altro?

Sono sinceramente curioso :-)

Grazie
Marco

Marco - 3/1/2018 - 16:01


La seconda che hai detto: una "licenza poetica" (la chiamerei piuttosto "licenza traduttiva", o "di resa" ma va bene così).
Chiaramente, alla lettera l'espressione significa "ne vale la pena". Saluti e spero di avere appagato la tua curiosità !

Riccardo Venturi - 15/1/2018 - 19:22


Grazie mille Riccardo! Una risposta più che soddisfacente!

Ne approfitto per ringraziarti anche delle discussioni (e anche di qualche parola pesante) ai tempi di usenet. Mi hanno stimolato nel costruire una coscienza critica. Chissà se ci sono riuscito ;-)

Buonanotte
Marco

Marco Zanetti - 15/1/2018 - 22:59


Già, Usenet, ne è passato di tempo! Erano i tempi, ad esempio, in cui, magari, per costruirsi una coscienza critica potevano scapparci parole un po' pesanti; ora, in tempi di ben più sofisticati e capillari "social media", mi sembra che siano rimaste solo le parole pesanti (per usare un eufemismo) e una coscienza ridotta al gregarismo e ai minimi termini. Mi fa piacere leggere quel che hai scritto, Marco; colgo l'occasione per dirti che, sfogliando un po' le traduzioni che ho fatto per questo sito, di "licenze traduttive" del genere ne ho sempre fatte a bizzeffe, lanciandomi persino -a volte- in disquisizioni più o meno filosofiche sulla reale natura delle "traduzioni". Sarà stata "cosa buona e giusta"? Un saluto caro, e spero a presto!

Riccardo Venturi - 16/1/2018 - 07:58



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