Lingua   

¿Qué dirá el Santo Padre?

Violeta Parra


Lingua: Spagnolo


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violpar
[1965]
Testo e musica di Violeta e Isabel Parra
Lyrics and music by Violeta and Isabel Parra

Domandina. Chi è il signore di spalle?
Domandina. Chi è il signore di spalle?


Una canzone contro la falsa "pace" clericale che in realtà sostiene e fomenta ogni tipo di guerra.
Il riferimento nell'ultima strofa è al militante comunista spagnolo, Julián Grimau, condannato a morte e giustiziato dal regime franchista nel 1964. Per maggiori notizie sulla figura di Grimau si veda la Canción de Grimau, canzone della resistenza antifranchista interpretata da Margot.
Miren cómo nos hablan
de libertad
cuando de ella nos privan
en realidad.
Miren cómo pregonan
tranquilidad
cuando nos atormenta
la autoridad.

¿Qué dirá el santo Padre
que vive en Roma,
que le están degollando
a su paloma?

Miren cómo nos
hablan del paraíso
cuando nos llueven balas
como granizo.
Miren el entusiasmo
con la sentencia
sabiendo que mataban
a la inocencia.

¿Qué dirá el santo Padre
que vive en Roma,
que le están degollando
a su paloma?

El que ofició la muerte
como un verdugo
tranquilo está tomando
su desayuno.
Con esto se pusieron
la soga al cuello,
el quinto mandamiento
no tiene sello.

¿Qué dirá el santo Padre
que vive en Roma,
que le están degollando
a su paloma?

Mientras más injusticias,
señor fiscal,
más fuerzas tiene mi alma
para cantar.
Lindo segar el trigo
en el sembrao,
regado con tu sangre
Julián Grimau.

¿Qué dirá el santo Padre
que vive en Roma,
que le están degollando
a su paloma?

inviata da Riccardo Venturi



Lingua: Italiano

La presente versione italiana, ripresa dalla "Musica dell'Altraitalia", è probabilmente di Ignazio Delogu.
CHE DIRÀ IL SANTO PADRE?

Guardate come ci parlano
di libertà
mentre di essa ci privano
nella realtà.
Guardate come predicano
tranquillità,
mentre poi ci tormenta
l'autorità.

Che dirà il Santo Padre
che vive a Roma,
che gli stanno sgozzando
la sua colomba?

Guardate come ci parlano
del paradiso
mentre piovon proiettili
come grandine.
Guardate come sono entusiasti
della sentenza,
mentre sapevano che uccidevano
un innocente.

Che dirà il Santo Padre
che vive a Roma,
che gli stanno sgozzando
la sua colomba?

Quello che officiò la morte
come un boia
sta mangiando tranquillo
il suo pranzo.
Con ciò si son messi
la corda al collo,
Il quinto comandamento
non ha valore.

Che dirà il Santo Padre
che vive a Roma,
che gli stanno sgozzando
la sua colomba?

Più ci sono ingiustizie,
signor pubblico ministero,
più forza ha la mia anima
per cantare.
È bello mietere
il grano dal campo
bagnato del tuo sangue,
Julián Grimau.

Che dirà il Santo Padre
che vive a Roma,
che gli stanno sgozzando
la sua colomba?

come si può fare in questo mondo così folle a "vivere veramente"? le canzoni di Violeta sono meraviglise e tremende e dicono il vero.

rosa bartola - 6/1/2008 - 13:54


A proposito delle polemiche tra Vaticano e Israele circa l'annunciata - e ora, pare, rinviata - beatificazione di papa Pio XII, voglio solo riportare la poesia che gli dedicò Pier Paolo Pasolini, pubblicata nella raccolta "La religione del mio tempo" (Garzanti, 1961).

Vi invito a soffermarvi sulle ultime quattro righe...

"A un Papa", di Pier Paolo Pasolini.

Pochi giorni prima che tu morissi, la morte
Aveva messo gli occhi su un tuo coetaneo:
a vent’anni, tu eri studente, lui manovale,
tu nobile, ricco, lui un ragazzaccio plebeo:
ma gli stessi giorni hanno dorato su voi
la vecchia Roma che stava tornando così nuova.
Ho veduto le sue spoglie, povero Zucchetto.
Girava di notte ubriaco intorno ai Mercati,
e un tram che veniva da San Paolo, l’ ha travolto
e trascinato un pezzo pei binari tra i platani:
per qualche ora restò lì, sotto le ruote:
un po’ di gente si radunò intorno a guardarlo,
in silenzio: era tardi, c’erano pochi passanti.
Uno degli uomini che esistono perché esisti tu,
un vecchio poliziotto sbracato come un guappo,
a che s’accostava troppo gridava: “Fuori dai coglioni!”.
Poi venne l’automobile d’un ospedale a caricarlo:
la gente se ne andò, restò qualche brandello qua e là,
e la padrona di un bar notturno, più avanti,
che lo conosceva, disse a un nuovo venuto
che Zucchetto era andato sotto un tram, era finito.
Pochi giorni dopo finivi tu: Zucchetto era uno
della tua grande greggia romana ed umana,
un povero ubriacone, senza famiglia e senza letto,
che girava di notte, vivendo chissà come.
Tu non ne sapevi niente: come non sapevi niente
di altri mille e mille cristi come lui.
Forse io sono feroce a chiedermi per che ragione
la gente come Zucchetto fosse indegna del tuo amore.
Ci sono posti infami, dove madri e bambini
vivono in una polvere antica, in un fango d’ altre epoche.
Proprio non lontano da dove tu sei vissuto,
in vista della bella cupola di San Pietro,
c’è uno di questi posti, il Gelsomino….
Un monte tagliato a metà da una cava, e sotto,
tra una marana e una fila di nuovi palazzi,
un mucchio di misere costruzioni, non case ma porcili.
Bastava soltanto un tuo gesto, non hai detto una parola .
Non ti chiedevo di perdonare Marx!
Un’ onda immensa che si rifrange da millenni di vita
ti separava da lui, dalla sua religione:
ma nella tua religione non si parla di pietà?
Migliaia di uomini sotto il tuo pontificato,
davanti ai tuoi occhi, son vissuti in stabbi e porcili.

Lo sapevi, peccare non significa fare il male:
non fare il bene ,questo significa peccare .
Quanto bene tu potevi fare! E non l’ hai fatto:
non c’è stato un peccatore più grande di te.

Alessandro - 23/10/2008 - 12:52


"Alimenta e fomenta"?? Una visione un po' estremista, sia dell'imperfetto mondo clericale, sia della funzione della predicazione nel mondo...e se mi posso permettere una visione troppo estremista perfino delle parole della grande Violeta Parra.

Marco - 28/12/2008 - 15:15


Il Santo Padre ha già detto che questa è una foto sconcia e che non deve circolare... Per me è molto più decente di quelle che ritraevano il suo predecessore con Pinochet...
Comunque - se siete d'accordo - pubblichiamola anche noi, prima che la facciano sparire...
¿Qué dirá el Santo Padre? E chi c'importa?!?

tosk


papa Benedetto XVI bacia Ahmed Mohamed el-Tayeb, Imam della moschea di Al-Azhar al Cairo, foto(montaggio) di Oliviero Toscani per la campagna UNHATE di Benetton.

Bartleby - 17/11/2011 - 15:39


Io posso essere anche d'accordo, caro Bartleby; tenendo però anche conto che, in fondo, nel fotomontaggio si sbaciucchiano due vegliardi mentre, come è noto, i protetti da paparàzzingher (come certi vescovi bostoniani o certi parroci genovesi e anche fiorentini) preferiscono di gran lunga i ragazzini e le ragazzine. Continuo però a nutrire seri dubbi su queste immagini "scioccanti" fatte per vendere costosissimi maglioncini di merda, e sono sempre più fiero di quando, a Livorno, me ne disfeci bellamente di uno che mi avevano regalato per avvolgere sugli scali delle Cantine una mamma gatta e i suoi piccoli (mica potevo usare uno dei miei preziosi maglionacci del mercato da tre euri!). Non sono tipo da pulloverini di marca, ma almeno quello a qualcosa è servito per davvero. Quanto a Oliviero Toscani, è soltanto un ambiguo cronico come tutti i radicali pannelliani (nota la sua posizione quando si è candidato alle elezioni per il Consiglio Regionale Toscano nel 2010, dichiarandosi assieme a tutti i radicali "disponibile ad essere appoggiato dal centrodestra" e facendo anche le regolari dichiarazioni contro i campi nomadi eccetera). Chissà se Toscani, prima o poi, andrà a fare qualche "campagna fotografica scioccante" nelle fabbrichette delocalizzate dove si producono i maglioncini Benetton a mezza lira, rivenduti poi a spaventocinquanta euri; per ora non ne ho viste.

Riccardo Venturi - 17/11/2011 - 16:16


Sono d’accordirrimo con te, Riccardo, ma io intendevo soffermarmi soltanto sulla foto in sé e sulla ‎reazione stizzita quando non imbufalita di Santa Madre Chiesa e del suo A.D. E l’irritazione ‎scomposta ha le sue ragioni (pure sacrosante, in questo caso): infatti, se da una parte i baci fra i ‎Potenti della Terra vorrebbero promuovere una campagna contro l’odio (UN-HATE) e contro i ‎conflitti, guardandole non si può non pensare ai celebri ed intensi baci dell’epoca ormai lontana del ‎comunismo reale, uno su tutti, quello tra Breznev ed Honecker, effusioni che di certo non ‎evocavano scenari di pace ma piuttosto ricordavano certi codici comportamentali tipici dei nostri ‎padrini mafiosi, comunque di tutti i grandi predatori del regno animale.‎

Breznev-Honecker 1979


E poi il bacio tra il Pastore tedesco e l’Imam rivela l’imperiosità del musulmano e l’abbandono del ‎cristiano, cosa che deve aver fatto vieppiù incazzare la gerarchia cattolica… Chissà se nella realtà ‎‎“Bene[de]tton” è attivo o passivo? Mah?!?‎

Comunque, su Benetton e Toscani hai certamente ragione e quindi, per completezza rinvio qui ad ‎un interessante articolo di Andrea Bertaglio - Benetton vs Mapuche: United Colors of ‎Oppression - sulla resistenza dei nativi della Patagonia contro il vorace latifondista Benetton che ‎da quelle parti la fà da padrone né più e né meno come i grandi terratenientes e ‎‎ganaderos del passato…‎

E per par condicio posto qui una foto “pubblicitaria” che potrà dispiacerà invece ‎proprio al Benetton:‎

Bartleby - 18/11/2011 - 09:05


100 anni!!! Violeta ovunque tu sia, auguri da tutti noi. Consiglio di (ri)ascoltare Angel che canta le canzoni di sua madre in forma intima, con solo l'accompagnamento del pianoforte, è stato da poco ristampato il cd in Francia.




Flavio Poltronieri - 4/10/2017 - 17:50


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