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Gelem, gelem

Žarko Jovanović


Lingua: Romanes

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[1969]
Testo di Žarko Jovanović / Yarko Yovanovich e Jan Cibula
Lyrics by Žarko Jovanović / Yarko Yovanovich and Jan Cibula
Musica/Music: Tradizionale / Traditional

romaflag



INDICE RAPIDO DELLE VERSIONI DISPONIBILI (In 20 lingue sinora)
QUICK INDEX OF VERSIONS AVAILABLE (in 20 languages up to now)

Italiano 1Italiano 2SpagnoloFranceseTedescoPortogheseCroatoIngleseRussoCeco - Slovacco - Polacco - Macedone - Rumeno - Svedese - Catalano - Neerlandese - Ungherese - Finlandese - Esperanto - Siciliano

Italian 1Italian 2SpanishFrenchGermanPortugueseCroatianEnglishRussianCzech - Slovak - Polish - Macedonian - Romanian - Swedish - Catalan - Dutch - Hungarian - Finnish - Esperanto - Sicilian


"Gelem, Gelem si ekh gili kerdino le Yarko Yovanovichestar. Sas prinjardo sar o himno le Romengo ando 1971to bersh kai o Ekhto Mashkarthemutno Romano Kongreso." - rmy.wikipedia.

"Gelem, Gelem is the anthem of the Roma people. It is known by many (often similar names) including "Gyelem, Gyelem", "Dzelem, Dzelem", "Djelem, Djelem", "Ђелем, Ђелем", "Џелем, Џелем", "Джелем, джелем" (cyrillic), "Opré Roma" and "Romale Shavale". After the devastation suffered by the Roma during the Porajmos, Jarko Jovanovic composed the words and set them to a traditional melody. The Romany song was adopted by delegates of the first World Romani Congress in 1971." - en.wikipedia.

"Gelem, Gelem was inspired by Roma in the Nazi concentration camps of World War II. There are other verses by different authors, so there exist several versions of this song. The song Gelem, Gelem is also known by the names Djelem, Djelem, Opré Roma, and Romale Shavale." - National Anthems Forum.

Non molti giorni fa, proprio in questo sito, un tizio ha lasciato un "commento" su una canzone, non mi ricordo neppure quale. Scrivendo letteralmente che l'unica cosa buona che Hitler avrebbe fatto sarebbe stata lo sterminio degli zingari. Il commento è stato ovviamente cancellato con il massimo disgusto; ma, forse, sarebbe stato necessario approvarlo con un controcommento. Controcommento che vado qui a fare, su questa doverosa pagina dedicata all'inno del popolo Rom, Gelem, gelem, composto nel 1969 e ufficialmente adottato nel 1971 in occasione del 1° Congresso Mondiale dei Rom.

L'origine della melodia non è chiara, e su di essa esistono diverse ipotesi nonostante tutte quante la ritengano di derivazione popolare. Apparentemente fu raccolta per la prima volta dal musicista bulgaro Milan Ajvazov (nato nel 1922 a Plovdiv), che la avrebbe ascoltata da suo nonno. In base a tale ipotesi, Milan Ajvazov ricordava la melodia e il titolo ma aveva dimenticato le parole. Secondo altre ipotesi, la melodia sarebbe invece originaria della Romania, e che fu resa popolare in alcuni spettacoli di varietà parigini negli anni '20 e '30 del XX secolo. Ad ogni modo è certo che negli anni '60 era assai nota e diffusissima tra i gitani serbi.

skupperjaPer questo motivo venne inserita nella colonna sonora del film del regista jugoslavo Aleksandar Petrović, Skupljači perja (alla lettera, qualcosa come "piume raccolte"), la cui versione inglese fu intitolata I even met some happy Gypsies; il titolo inglese sarà la base per tutte le versioni nelle altre lingue (italiano Ho visto anche degli zingari felici). Uscito nel 1967, il film ottenne grande successo come sommo esempio della cosiddetta Black Wave jugoslava degli anni '60, e fu nominato alla Palma d'Oro al festival di Cannes del 1968 (ottenendo comunque un premio speciale della giuria). Interpretato da Bekim Fehmiu, noto in Italia per aver interpretato la figura di Ulisse in un celebre sceneggiato ispirato all'Odissea, il film aveva nel cast alcuni interpreti di etnia Rom che recitavano in romanes.

Sulla melodia trainante del film, il musicista Rom jugoslavo Žarko Jovanović (nome a volte riportato, in una grafia romanes standard, come Yarko Yovanovich) elaborerà nel 1969 un testo assieme al medico svizzero-tedesco Jan Cibula, pure di origine Rom; nel 1978 il testo fu sottoposto ad alcune modifiche, anche se già si erano sviluppate autonomamente delle varianti. Sia il testo che la musica furono unanimemente approvate sia dal 1° congresso mondiale dei Rom (tenutosi a Londra nel 1971) che dal 2° (1978); col passare del tempo, le diverse organizzazioni Rom di tutto il mondo (specialmente quelle dell'Europa centrale), al pari dell'opinione pubblica, hanno accettato il canto come inno ufficiale dei Rom, in particolare dopo che il notissimo musicista jugoslavo Šaban Bajramović ne ebbe effettuato alcune incisioni negli anni '80.


La canzone nel film Skupljači perja (1967)


Come detto, sia del testo che della musica esistono numerose versioni, anche nei vari dialetti romanes. Nel testo si fa riferimento preciso alla Kali Legiya, la "Legione Nera", alludendo alle uniformi nere delle SS che ebbero ovviamente una parte decisiva nel Porrajmos, il genocidio del popolo Rom durante la II guerra mondiale; ma la cosa può essere anche intesa simbolicamente come un ricordo della secolare persecuzione dei Rom.

Nel Porrajmos (o Porajmos) (parola che significa "devastazione" o "grande divoramento") perirono nei campi di concentramento del III Reich circa un milione di zingari, secondo le stime. Ma se per la Shoah la coscienza di quel che è avvenuto è generalizzata, persino nei nipotini degli sterminatori che oggi governano e si presentano allo Yad Vashem con la qippah in testa (ogni riferimento al fascista Fini è voluto), quella del Porrajmos è semplicemente proibita. Proibita perché i Rom sono brutti, sporchi, cattivi, non si integrano, rubano, e, ovviamente, rapiscono i bambini.

Basta un episodio assai dubbio, come quello di Ponticelli di pochi giorni fa, per scatenare un vero e proprio pogrom. E un pogrom approvatissimo. Un pogrom vero e proprio, con tanto di incendio. Fuoco alimentato dalla stampa, dai media, da tutti quanti. Un pogrom sfruttato necessariamente sul piano politico, senza alcuna distinzione di "schieramenti".

romlega romdemok



Un pogrom che fa persino portare l'Italia all'attenzione della corte di Strasburgo, assieme a tutti i suoi "pacchetti sicurezza". Ma non è soltanto questione italiana, sebbene in questo paese il livello generalizzato di razzismo più o meno strisciante (ma sempre meno) stia raggiungendo oramai i livelli di guardia.

E allora questa pagina, che si unisce idealmente a quella di Khorakhané (A forza di essere vento) di Fabrizio De André e di Rom Tiriac Rom (Tor de' Cenci) di Ivan della Mea, e che pone le basi per un percorso specifico, è un necessario atto di resistenza, di informazione, di opposizione. Chiunque si trovi a leggerla, si fermi un po' a meditare, a pensarci sopra. [CCG/AWS Staff]
a. Testo standard
a. Standard Lyrics


Gelem, gelem lungone dromencar
Maladilem baxtale Romencar
A Romalen kotar tumen aven
E chaxrencar bokhale chhavencar

A Romalen, A chhavalen

Sasa vi man bari familiya
Mudardas la i Kali Lègiya
Saren chhindas vi Romen vi Romnyan
Mashkar lende vi tikne chhavoren

A Romalen, A chhavalen

Putar Devla te kale udara
Te shay dikhav kay si me manusha
Palem ka gav lungone dromencar
Ta ka phirav baxtale Romencar

A Romalen, A chhavalen

Opre Roma isi vaxt akana
Ayde mancar sa lumaqe Roma
O kalo muy ta e kale yakha
Kamava len sar e kale drakha

A Romalen, A chhavalen

inviata da Riccardo Venturi - 21/5/2008 - 00:03




Lingua: Romanes

b. Testo standard (variante)
b. Standard Lyrics (a Variant)


Il Romanes è lingua dalle diversissime varianti e grafie, oltre che suddivisa in almeno sei dialetti principali. Il testo proposto come standard è nella grafia ufficiale utilizzata anche in rmy.wikipedia, ma la lingua può essere scritta, oltre che nelle sue varianti con l'alfabeto latino, anche con l'alfabeto cirillico e con l'alfabeto devanagari indiano (ricordiamo che il romanes stesso è lingua di lontana ma ancora chiara origine neoindiana). Questa versione proviene, senza modifiche, sia da rmy.wikipedia che da National Anthems.

gelemscore
GELEM, GELEM

Gelem, gelem, lungone dromensa
Maladilem bahktale Romensa
A Romale katar tumen aven,
E tsarensa bahktale dromensa?

A Romale, A Chavale

Vi man sas ek bari familiya,
Murdadas la e kali legiya
Aven mansa sa lumniake Roma,
Kai putaile e romane droma
Ake vriama, usti Rom akana,
Men khutasa misto kai kerasa

A Romale, A Chavale

inviata da Riccardo Venturi - 21/5/2008 - 00:40




Lingua: Romanes

c. Testo standard (ulteriore variante)
c. Standard Lyrics (a further Variant)


Ancora una diversa variante (testuale e grafica), proveniente da National Anthems.
GELEM, GELEM

Gelem, gelem lungone dromensar
maladilem baxtale Rromençar
A Rromalen kotar tumen aven
E chaxrençar bokhale chavençar

A Rromalen, A chavalen

Sàsa vi man bari familja
Mudardás la i Kali Lègia
Saren chindás vi Rromen vi Rromnien
Maskar lenoe vi tikne chavorren

A Rromalen, A chavalen

Putar Dvla te kale udara
Te saj dikhav kaj si me manusa
Palem ka gav lungone dromençar
Ta ka phirav baxtale Rromençar

A Rromalen, A chavalen

Opre Rroma isi vaxt akana
Ajde mançar sa lumáqe Rroma
O kalo muj ta e kale jakha
Kamàva len sar e kale drakha

A Rromalen, A chavalen

inviata da Riccardo Venturi - 21/5/2008 - 00:43




Lingua: Romanes

d. Variante "djelem" (grafia slavo-balcanica)
d. A "djelem" Variant (in Slavo-Balcanic spelling)


Una variante "djelem" (grafia slavo-balcanica), da sl.wikipedia.
DJELEM, DJELEM

Djelem, djelem, lungone dromensa
Maladilem baxtale Romensa
Djelem, djelem, lungone dromensa
Maladilem baxtale Romensa.
Ay, Romale, Ay, Chavale,
Ay, Romale, Ay, Chavale.
Ay Romale, katar tumen aven
Le tserensa baxtale dromensa
Vi-man sas u bari familiya
Tai mudardya la e kali legiya.
Aven mansa sa lumiake Roma
Kai putaile le Romane droma
Ake vryama - ushti Rom akana
Ame xutasa mishto kai kerasa.
Ay, Romale, Ay Chavale,
Ay, Romale, Ay Chavale.

inviata da Riccardo Venturi - 21/5/2008 - 00:47




Lingua: Romanes (Cyrillic Transcription)

e. Variante in grafia cirillica
e. A Variant in Cyrillic script


Il canto in grafia romanes cirillica (usata in Russia, Bulgaria, Serbia). Ripreso da ru.wikipedia.
ДЖЕЛЕМ, ДЖЕЛЕМ

Джелем, джелем, лунгонэ дромэнса,
Маладилэм бахталэ ромэнса,
Джелем, джелем, лунгонэ дромэнса,
Маладилэм бахталэ ромэнса.
Ай, ромалэ, ай, чявалэ!
Ай, ромалэ, ай, чявалэ!
Ай, ромалэ, катар тумэн авэн
Лэ церенса бахталэ дромэнса
Ви манса су бари фамилия
Мудардала э кали легия.
Авэн манса са лумниякэ рома,
Кай путайлэ лэ романэ дрома,
Акэ вряма — ушти ром акана
Амэ сутаса мишто кай кэраса.
Ай, ромалэ, ай, чявалэ!
Ай, ромалэ, ай, чявалэ!

inviata da Riccardo Venturi - 21/5/2008 - 00:49




Lingua: Romanes (Eastern Slavic)

f. Varianti in romanes slavo-orientale (1a strofa)
f. Variants in Eastern Slavic Romanes (1st Verse)


Le varianti nel dialetto romanes slavo orientale (Eastern Slavic Romanes), diffuso in Slovacchia. Da National Anthems. Le versioni si limitano alla prima strofa.
a. Romanes Slavo Orientale
a. Eastern Slavic Romanes


GEL'OM, GEL'OM

Gel'om – gel'om le bare dromenca
Arakhl'om man bachtale Romenca.
Jaj, Romale, khatar tumen aven
Le carhanca, bokhale c"havenca ?
Jaj, Romale ! Jaj, c"havale !

b. Dialetto della regione di Olaš
Olaš region dialect


GELEM, GELEM

Gelem gelem lugone dromenca
Maladílem bachtále Romenca.
Jaj, romale, khatar tuman aven
E cechrenca, bokhale šarvórenca ?
Jaj, Romale, Jaj, šavale !

inviata da Riccardo Venturi - 21/5/2008 - 00:54




Lingua: Romanes

g. Variante con lo "specchio turco"
g. A variant with the "Turkish mirror"


Altra versione con lo "specchio turco". Non presenta la strofa della "legione nera"; è ripresa da questa pagina.
GELEM, GELEM

Gelem Gelem lungone dromenca,
Maladilem chorore romenca.
Gelem Gelem lungone dromenca,
Maladilem baxtale romenca.

Ooo, romalen,
Ooo, chavralen.

Ala voliv lake kale jakha,
Kaj si gugle sar duj kale drakha.
Ala voliv lake kale jakha,
Kaj si gugle sar duj kale drakha.

Ooo, romalen,
Ooo, chavralen.

Kindem lake lolo dikhlo tursko,
Ni volil man achel latar pusto.
Kindem lake lolo dikhlo tursko,
Ni volil man achel latar pusto.

Ooo, romalen,
Ooo, chavralen.

inviata da Riccardo Venturi - 22/5/2008 - 14:35




Lingua: Romanes (Lovari)

h. Il testo in dialetto Lovari
h. The lyrics in the Lovari dialect


Infine, il canto nel distante dialetto lovari. Ripreso da National Anthems.
GELEM, GELEM

Gelem,gelem lungune dromenca
maladilem bahtale HTomenca,
ej HTomale katar tume aven?
e carenca bukhale shavohenca

a a HTomale,a a shavale
a aj HTomale,a aj shavale

vi man sas bari familija
mudardelen e kali legija,
care shinde vi HTomen vi HTomnjan
maškar lende vi cikne shavohen

a a HTomale,a a shavale
a aj HTomale,a aj shavale

putar Devla čire kale vudara
te shaj dikhav kaj si e manuša,
pale ka zhava lungune dromenca
thaj ka phirav bahtale HTomenca

a a HTomale,a a shavale
a aj HTomale,a aj shavale

opre HToma kaj si bah akana
uštalen vi tume suneske HToma,
o kalo muj thaj e kale jakha
me kamavle sar e kale drakha

a a HTomale,a a shavale
a aj HTomale,a aj shavale

inviata da Riccardo Venturi - 21/5/2008 - 00:56




Lingua: Italiano

1. Italiano / Italian (1 - Riccardo Venturi)

Versione italiana di Riccardo Venturi, 21 maggio 2008.

Non conoscendo il romanes mi sono basato sulla traduzione spagnola completa reperibile in es.wikipedia.
SONO ANDATO, SONO ANDATO

Sono andato, sono andato per lunghe strade,
ho incontrato romà fortunati.
Ehilà, romà? Da dove venite
con le tende e i bambini affamati?

Oh, romà! Oh, fratelli!

Anch'io avevo una grande famiglia,
l'ha sterminata la Legione Nera.
Uomini e donne furono squartati,
e tra di loro anche bambini piccoli.

Oh, romà! Oh, fratelli!

Dio, apri le nere porte
così che possa vedere dov'è la mia gente.
E tornerò a andare per le strade,
e vi andrò con uomini fortunati.

Oh, romà! Oh, fratelli!

In piedi, gitani! E' ora il momento,
venite con me, romà di tutto il mondo
il volto bruno e gli occhi scuri
mi piacciono tanto, come l'uva nera.

Oh romà! Oh, fratelli!

inviata da Riccardo Venturi - 21/5/2008 - 01:10




Lingua: Italiano

1. Italiano / Italian (2 - Il Manifesto Sardo)

Versione italiana da Il Manifesto Sardo
ANDANDO, ANDANDO

Andando andando lungo le strade,
ho incontrato romá felici.
Oh uomini da dove venite?
Con le tende e i bambini affamati?

Oh uomini! Oh bambini!

Aprimi padre celeste le nere porte
che io possa rivedere la mia famiglia.
Un’altra volta andrò per le strade
e andrò girando con i romá felici.

Oh uomini! Oh bambini!

Avevo una famiglia numerosa,
me l’ hanno sterminata quelli della lega nera
tutti sgozzati, uomini e donne,
in mezzo a loro c’erano piccoli bambini

Oh uomini! Oh bambini!

Alzatevi romá (uomini liberi)
è arrivato il momento, venite con me
e con tutti gli uomini liberi del mondo.
Labbra nere e occhi neri io amavo come l’uva nera.

Oh uomini! Oh bambini!

inviata da daniela -k.d.- - 21/5/2008 - 01:16




Lingua: Spagnolo

2. Spagnolo / Spanish (es.wikipedia)

La versione spagnola da es.wikipedia:
ANDUVE, ANDUVE

Anduve, anduve por largos caminos
Encontré afortunados romà
Ay, romà, ¿de dónde venís
con las tiendas y los niños hambrientos?

¡Ay romà, ay muchachos!

También yo tenía una gran familia
fue asesinada por la Legión Negra
hombres y mujeres fueron descuartizados
entre ellos también niños pequeños.

¡Ay romà, ay muchachos!

Abre, Dios, las negras puertas
que pueda ver dónde está mi gente.
Volveré a recorrer los caminos
y caminaré con afortunados calós

¡Ay romà, ay muchachos!

¡Arriba, gitanos! Ahora es el momento
Venid conmigo los romà del mundo
La cara morena y los ojos oscuros
me gustan tanto como las uvas negras

¡Ay romà, ay muchachos!

inviata da Riccardo Venturi - 21/5/2008 - 01:14




Lingua: Francese

3. Francese / French (Riccardo Venturi)

Non avendo reperito una versione francese, ne ho preparato una completa il 21 maggio 2008.
J'AI MARCHÉ, J'AI MARCHÉ

J'ai marché, j'ai marché par de longues routes,
j'ai même rencontré des Rom heureux.
Vous, les Romà! D'où venez-vous donc
Avec vos tentes et vos enfants affamés?

Oh Romà! Oh, frères!

Moi aussi j'avais une grande famille,
La Légion Noire l'a détruite.
Les hommes, les femmes ont été massacrées,
parmi eux il y avait même des petits enfants.

Oh, romà! Oh, frères

Dieu, ouvre les portes noires
et fais-moi voir où se trouve mon peuple.
Et je marcherai encore sur les routes,
Et j'y marcherai avec des hommes heureux.

Oh, romà! Oh, frères!

Debout, les Romà! Il est bien l'heure,
Venez avec noi, romà du monde entier.
La figure brune et les yeux noirs
Moi je les aime bien, comme le raisin noir.

Oh romà! Oh, frères!

inviata da Riccardo Venturi - 22/5/2008 - 12:24




Lingua: Tedesco

4. Tedesco / German (National Anthems)

La versione tedesca completa proveniente da National Anthems:
LANGE WEGE BIN ICH GEGANGEN

Lange Wege bin ich gegangen,
glückliche Roma habe ich getroffen.
Ach, ihr Roma, woher kommt ihr
mit euren Zelten, mit euren Kindern, die hungern?

Ach, ach, Roma! Ach, ach, ihr jungen Männer!

Ich hatte eine große Familie,
die schwarze Legion hat sie ausgelöscht.
Alle sind sie getötet worden, Männer und Frauen,
mit ihnen sogar die kleinen Kinder.

Ach, ach, Roma! Ach, ach, ihr jungen Männer!

Öffne, o Gott, deine schwarzen Tore,
damit ich sehen kann, wo die meinen sind.
Wieder werde ich lange Wege gehen
und ich werde mit glücklichen Roma wandern.

Ach, ach, Roma! Ach, ach, ihr jungen Männer!

Auf, Roma, jetzt ist der Augenblick,
erhebt euch, ihr Roma der ganzen Welt.
Das dunkle Gesicht und die dunklen Augen,
ich liebe sie, so wie die schwarzen Trauben.

Ach, ach, Roma! Ach, ach, ihr jungen Männer!

inviata da Riccardo Venturi - 21/5/2008 - 01:16




Lingua: Portoghese

5. Portoghese / Portuguese (pt.wikipedia)

La versione portoghese, completa, proveniente da pt.wikipedia
CAMINHEI, CAMINHEI

Caminhei, caminhei por longos caminhos
Encontrei afortunados roma
Ai, roma, de onde vêm
com as tendas e as crianças famintas?

Ai, roma, ai, rapazes!

Também tinha uma grande família
foi assassinada pela Legião Negra
homens e mulheres foram esquartejados
entre eles também crianças pequenas.

Ai, roma, ai, rapazes!

Abre, Deus, as negras portas
para que eu possa ver onde está minha gente.
Voltarei a percorrer os caminhos
e caminharei com os afortunados roma.

Ai, roma, ai, rapazes!

Avante, roma, agora é o momento,
Venham comigo os roma do mundo
Da cara morena e dos olhos escuros
Gosto tanto como das uvas negras

Ai, roma, ai, rapazes!

inviata da Riccardo Venturi - 22/5/2008 - 12:02




Lingua: Croato

6. Croato / Croat (National Anthems)

La versione completa in lingua croata, anch'essa proveniente da National Anthems.
GELEM, GELEM
IŠAO SAM, IŠAO

Išao sam išao dugim putovima
sretao sam sretne Cigane
ej Cigani odakle vi dolazite?
čergama i gladnom djecom

a a Cigani, a a djeco
a aj Cigani, a aj djeco

Imao sam i ja veliku obitelj
ubila ih Crna Legija,
čerge izrezali i Cigane i Ciganke
među njima i malu djecu

a a Cigani, a a djeco
a aj Cigani, a aj djeco

Otvori Bože tvoja crna vrata
da mogu vidjeti gdje su moji ljudi,
pa ću ponovo otići dugim putovima
da mogu hodati sa sretnim Ciganima

a a Cigani, a a djeco
a aj Cigani, a aj djeco

Gore Cigani, sada je tren sreće vaše
ustanite i Vi iz naših snova (mrtvi) Cigani,
o crno lice i crne oči
želim vas poput crnog grožđa

a a Cigani, a a djeco
a aj Cigani, a aj djeco

inviata da Riccardo Venturi - 21/5/2008 - 01:20




Lingua: Svedese

7. Svedese / Swedish (Riccardo Venturi)

Versione svedese di Riccardo Venturi, 22 maggio 2008.
JAG HAR GÅTT PÅ LÅNGA VÄGAR

Jag har gått, har gått på långa vägar,
jag har även mött lyckliga zigenare.
Hej Romà! Var kommer ni från
Med era tält och era hungriga barn?

Hej Romà! Hej bröder!

Jag också hade en stor familj,
Svarta Legionen utrotade den.
Män och kvinnor blev mördade,
mellan dem fanns det också småbarn.

Hej Romà! Hej bröder!

Gott, öppna de svarta dörrarna
och låt mig se var mitt folk är nu.
Och jag ska gå igen på vägarna,
tillsammans med lyckliga människor.

Hej Romà! Hej bröder!

Upp, zigenare! Tiden har kommit,
kom med mig, Romà uti hela världen.
Det bruna ansiktet, de svarta ögonen
tycker jag om som den svarta druvan.

Hej Romà! Hej bröder!

22/5/2008 - 14:18




Lingua: Neerlandese

8. Neerlandese / Dutch (Katharina Trauberghe)

Versione neerlandese di Katharina Trauberghe
IK BEN OP LANGE WEGEN GEGAAN

Ik ben, ik ben op lange wegen gegaan,
ach, ik heb zelfs gelukkige zigeuners gekend.
Hei, Romà! Waar komen jullie vandaan
met tenten en hongerige kinderen?

Ha Romà! Ha broeders!

Ik ook had één grote familie,
de Zwarte Legioen heeft iedereen vermoord.
Mannen en vrouwen worden geslacht,
daartussen ook kleinkinderen.

Ha Romà! Ha broeders!

God, open uw zwarte deuren
zodat ik zie, waar mijn volk is.
En ik zal op de wegen weer gaan,
en daar zal ik met gelukkige mensen op gaan.

Ha Romà! Ha broeders!

Sta op, zigeuners! Het is nu tijd!
Kom je met mij, Romà uit alle werelddelen!
Om bruine gezichten en zwarte ogen
geef ik zo zeer, als de zwarte druiven.

Ha Romà! Ha broeders!

inviata da Riccardo Venturi - 23/5/2008 - 13:47




Lingua: Catalano

9. Catalano / Catalan (National Anthems)

La versione catalana completa dal forum di National Anthems. E' stata ridisposta graficamente.
[HE CAMINAT TOTS ELS CAMINS]

He caminat tots els camins,
i he trobat gitanos afortunats.
Ai, gitanos! D’on veniu,
amb les vostres tendes i els vostres nens afamats.

Ai, gitanos! Ai, gitanes!

Tenia una gran família,
però va ser mutilada por la Legió Negra.
Van patir tots els gitanos i les gitanes,
i fins i tot els nens petits van ser condemnats.

Ai, gitanos! Ai, gitanes!

Obre, Déu, les teves portes!
Perquè jo pugui veure la meva gent,
perquè tornaré un altre cop als camins,
a caminar de la mà amb els gitanos.

Ai, gitanos! Ai, gitanes!

Aixequeu-vos, gitanos, ara és el moment!
Veniu amb mi tots els gitanos del món.
Perquè les cares morenes i els ulls negres
són tan dolços com el raïm negre.

Ole, gitanos! Ole, la meva gran família!

inviata da Riccardo Venturi - 22/5/2008 - 14:51




Lingua: Inglese

10. Inglese / English (varie fonti / different sources)

Le versioni inglesi disponibili sono incomplete, limitandosi a versioni più brevi del canto. Riprese da varie fonti (National Anthems e en.wikipedia in primis.)
a.

I WENT, I WENT

I went, I went on long roads
I met happy Roma
O Roma where do you come from,
With tents on happy roads?

O Roma, O fellow Roma

I once had a great family,
The Black Legions murdered them
Come with me Roma from all the world
For the Roma roads have opened
Now is the time, rise up Roma now,
We will rise high if we act

O Roma, O fellow Roma

b.

GELEM, GELEM

I have travelled over long roads
I have met fortunate Roma
I have travelled far and wide
I have met lucky Roma

Oh, Romani adults, Oh Romani youth
Oh, Romani adults, Oh Romani youth

Oh, Roma, from wherever you have come
With your tents along lucky roads
I too once had a large family
But the black legion murdered them

Come with me, Roma of the world
To where the Romani roads have been opened
Now is the time – stand up, Roma,
We shall succeed where we make the effort.

Oh, Roma adults, Oh, Roma youth
Oh, Roma adults, Oh, Roma youth

inviata da Riccardo Venturi - 21/5/2008 - 01:24




Lingua: Russo

11. Russo / Russian (ru.wikipedia)

La versione russa da ru.wikipedia. Segue una trascrizione in caratteri latini.
ЕХАЛ Я, ЕХАЛ

Ехал я, ехал долгими дорогами,
Я встречал счастливых цыган.
Ехал я, ехал долгими дорогами,
Я встречал счастливых цыган.
Ай, цыгане, ай, ребята.
Ай, цыгане, ай, ребята.
Цыгане, откуда вы едете
С шатрами по счастливым дорогам?
Прежде была и у меня большая семья,
Да убили её Чёрные Легионы…
Идёмте со мною, цыгане мира,
Открыты цыганские дороги!
Время пришло цыганам подняться,
Высоко мы поднимемся, если будем действовать.
Ай, цыгане, ай, ребята.
Ай, цыгане, ай, ребята.

EXAL JA, EXAL

Exal ja, exal dolgimi dorogami,
Ja vstrečal sčastlivyx cygan.
Exal ja, exal dolgimi dorogami,
Ja vstrečal sčastlivyx cygan.
Aj, cygane, aj, rebjata.
Aj, cygane, aj, rebjata.
Cygane, otkuda vy edete
S šatrami po sčastlivyx dorogam?
Prežde byla i u menja bol'šaja sem'ja,
Da ubili eë Čërnye Legiony…
Idëmte so mnoju, cygane mira,
Otkryty cyganskie dorogi!
Vremja prišlo cyganam podnjat'sja,
Vysoko my podnimemsja, esli budem dejstvovat'.
Aj cygane, aj, rebjata,
Aj cygane, aj, rebjata.

inviata da Riccardo Venturi - 22/5/2008 - 12:06




Lingua: Ceco

12. Ceco / Czech (cs.wikipedia)

La versione ceca da cs.wikipedia.
ŠEL JSEM, ŠEL JSEM

Šel jsem, šel jsem
Šel jsem, šel jsem, dlouhými cestami
Potkal jsem se se šťastnými Romy.
O, Romové, o chlapci,
O, Romové, o chlapci,
O, Romové, odkud přicházíte?
Se stany, po šťastných cestách?
I já jsem měl velkou rodinu.
Zabila ji černá legie.
Pojďte se mnou, Romové celého světa.
Kde se otevřely cesty Romům.
Teď je ta chvíle – povstaň člověče
Vyskočíme a bude dobře.
O, Romové, o chlapci,
O, Romové, o chlapci.

inviata da Riccardo Venturi - 22/5/2008 - 11:59




Lingua: Slovacco

13. Slovacco / Slovak (Amari Luma)

Versione slovacca da Amari Luma
Šiel som, šiel som
Šiel som, šiel som, dlhými cestami
Stretol som sa so šťastnými Rómami.
O, Rómovia, o chlapci,
O, Rómovia, o chlapci,
O, Rómovia, odkkiaľ prichádzate?
So stanmi, po šťastných cestách?
Aj ja som mal veľkú rodinu.
Zabila ju čierna légia.
Poďte so mnou, Rómovia celého sveta.
Kde sa otvorili cesty Rómom.
Teraz je tá chvíľa – povstaň člověče
Vyskočíme a bude dobre.
O, Rómovia, o chlapci,
O, Rómovia, o chlapci.

inviata da Krzysiek - 20/5/2015 - 22:36




Lingua: Polacco

14. Polacco / Polish (Adam Bartosz)

Versione polacca di Adam Bartosz da romopedia
IDĘ, IDĘ

Wędrowałem długimi drogami,
Napotkałem szczęśliwych Cyganów.
Ej Cyganie, skąd wy wędrujecie,
Dokąd głodni, zawędrować chcecie?
Miałem braci, miałem wielu bliskich
Przyszli Niemcy, zabili ich wszystkich.
Wszystkich razem chłopców i dziewczęta,

Zabili też małe niemowlęta.
Dobry Boże uchyl nieba bramy
Może ujrzę braci mych, Cyganów.

Może ruszą na wędrówkę ze mną
Na spotkanie szczęśliwych Cyganów.
Wstańcie bracia, chodźcie razem z nami,
By się spotkać z wszystkimi Romami.

Ciemni bracia, siostry czarnookie,
Kocham was jak winogrona słodkie.

inviata da Krzysiek - 20/5/2015 - 22:50




Lingua: Macedone

15. Macedone / Macedonian (Večer Online)

La versione macedone reperita su Beчep Online. L'originale romanes è stato interpretato dalla cantante macedone Esma Redženova-Teodosievska. Segue una trascrizione in caratteri latini. Sembra seguire la versione dello "specchio turco".
ШЕТАВ, ШЕТАВ

Шетав шетав низ долги патишта
се сретнав со среќни Роми
ааај Роми, ааај момци

Ама ги сакам нејзините очи
нејзините очи две црни грозја
ааај Роми, ааај момци

И купив црвено огледало турско
не ме сака да и остане пусто
ааај Роми, ааај момци

И јас имав голема фамилија
ја отепа црната легија
ааај Роми, ааај момци

Еј Роми од каде доаѓате
со шаторите и малите деца
ааај Роми, ааај момци.

ŠETAV, ŠETAV

Šetav, šetav niz dolgi patišta
se sretnav so sreķni Romi
aaaj Romi, aaaj momci

Ama gi sakam nejzinite oči
nejzinite oči dve crni grozja
aaaj Romi, aaaj momci

I kupiv crveno ogledalo tursko
ne me saka da i ostane pusto
aaaj Romi, aaaj momci

I jas imav golema familija
ja otela crnata legija
aaaj Romi, aaaj momci

Ej Romi od kade doaģate
so šatorite i malite deca
aaj Romi, aaaj momci.

inviata da Riccardo Venturi - 22/5/2008 - 12:46




Lingua: Rumeno

16. Romeno / Romanian ( Blogul Raţiunii / Gheorghe Florescu)

Una versione rumena reperita su Blogul Raţiunii ("Il blog della ragione"), il blog di Gheorghe Florescu. Segue una versione alternativa del testo originale; è stata introdotta la divisione in strofe.
[AM CĂLĂTORIT, AM CĂLĂTORIT]

Am călătorit pe lungi drumuri
Am găsit norocul
Am mers în lung şi lat
Şi am găsit şansa
Oh, rromi adulţi, oh rromi copii

De unde ai venit
Cu cortul pe străzile norocoase
Aveam şi eu odată o familie numeroasă
Dar legiunea neagră i-a omorât

Veniţi cu mine, rromi ai lumii
Acolo unde drumurile rromilor s-au deschis
Acum este timpul ridică-te
Vom avea succes acolo unde vom depune efort.

inviata da Riccardo Venturi - 22/5/2008 - 13:49




Lingua: Ungherese

17. Ungherese / Hungarian (Riccardo Venturi)

Versione ungherese di Riccardo Venturi, 27 maggio 2008
JÁRTAK, JÁRTAK
GYELEM, GYELEM

Jártak, jártak hosszú utakon,
találkoztam boldog cigányokkal is.
Hahó, cigányok! Honnan jöttök
sátraitokkal s éhes gyermekeitekkel?

Hahó cigányok! Hahó testvérek!

Nekem is nagy családom volt,
kiirtotta a Fekete Légió.
Embereket és nőket felkoncoltak,
közöttük, kisgyermekeket is.

Hahó cigányok! Hahó testvérek!

Isten, nyitsd meg a fekete kapukat
hogy látsak hol van a népem.
És az utakra oda menni fogok
boldog emberekkel együtt.

Hahó cigányok! Hahó testvérek!

Álljatok fel, cigányok! Itt az ideje,
gyertek velem, cigányok, az egész világból.
A barna arcot, a sötét szemet
nagyon szeretem, mint a fekete szőlőt.

Hahó cigányok! Hahó testvérek!

27/5/2008 - 14:58




Lingua: Finlandese

18. Finlandese / Finnish (Riccardo Venturi)

Versione finlandese di Riccardo Venturi
Riccardo Venturin suomennos

(Naturalmente, qualche collaboratrice o collaboratore di madrelingua finlandese può metterci liberamente le mani).
(Luonnollisesti, joku suomenkielinen avustaja/tar saa korjata sen vapaasti).

mustalaisia

Romanien kansallislaulu on kansainvälisesti Gelem, gelem!, joka suomeksi tarkoittaa Kuljen, kuljen!. Siitä on erilaisia sovituksia eri maissa paikallisia kulttuureita myötäillen, mutta romanit tunnistavat sen kaikkialla.
- Romanikulttuurin historiallisen taustan takia Gelem, gelem! on varsin surullinen ja mollivoittoinen sävelmä. Tarina on myös surullinen. Teksti kertoo isästä, joka on ollut hankkimassa elantoa perheelleen. Sillä aikaa kotona on vieraillut Musta Legioona, joka on surmannut naiset ja lapset. Kun isä palaa kotiin, hänellä ei ole muuta vaihtoehtoa kuin lähteä vaeltamaan ja etsimään heimoveljiään.

Mansemedia - Romanien kansallispäivää vietettiin Tampereella

In Finlandia esistono storicamente insediamenti rom nella città di Tampere. Nella foto una famiglia Rom nella Tuusulantie (via Tuusula) di Tampere nell'anno 1907.

Finnish Romà are mostly settled in the town of Tampere. The above picture shows a Rom family in Tampere's Tuusula street, 1907.
KULJEN, KULJEN

Kuljen, kuljen ympäri pitkiä teitä,
olen nähnyt onnellisia mustalaisiakin.
Hej, romanit! Mistä tulette
teltillänne, nälkäisten lasten kanssa?

Hej romanit! Hej veljet!

Minullakin oli suuri perhe,
Musta Legioona on surmannut sen.
Miestä ja naista tapettiin,
heidän keskellä pieniä lapsiakin.

Hej romanit! Hej veljet!

Jumala, aukaise mustat ovet
nahdakseni missä on minun kansani.
Ja kuljen uudestaan pitkiin teihin
ja kuljen onnellisten miesten kanssa.

Hej romanit! Hej veljet!

Ylle romanit! Nyt on hetki,
tulkaa minun kanssani, koko maailman romanit!
ruskeista kasvoista ja pimeistä silmistä
pidän niin paljon kuin mustista viinirypäleistä.

Hej romanit! Hej veljet!

23/6/2008 - 20:02




Lingua: Esperanto

19. Esperanto (Nicola Ruggiero)

Esperantigis Nicola Ruggiero, laŭ la itala traduko de Riccardo Venturi
MI IRIS, MI IRIS

Mi iris, mi iris laŭ longaj vojoj,
mi renkontis bonŝancajn romaojn.
Hej, romaoj? De kie vi venas
kun la tendoj kaj la malsataj infanoj?

Ho, romaoj! Ho, fratoj!

Ankaŭ mi havis grandan familion,
ĝin ekstermis la Nigra Legio.
Viroj kaj virinoj estis buĉitaj,
kaj inter ili ankaŭ etaj infanoj.

Ho, romaoj! Ho, fratoj!

Dio, malfermu la nigrajn pordojn
tiel ke mi vidu kie estas mia popolo.
Kaj mi reiros laŭ la stratoj,
kaj mi laŭiros kun bonŝancaj homoj.

Ho, romaoj! Ho, fratoj!

Ekstaru, ciganoj! Nun estas la momento,
venu kun mi, romaoj de la tuta mondo
brunan vizaĝon kaj malhelajn okulojn
mi ŝatas tre, kiel la nigran uvon.

Ho, romaoj! Ho, fratoj!

inviata da Nicola Ruggiero - 26/2/2009 - 00:25




Lingua: Siciliano

20. Siciliano / Sicilian (Turi Zappalà)

Traduzione in siciliano di Turi Zappalà (che ringraziamo oltremodo!)
HAJÂ FURRÏATU

Hajâ furrïatu na vita stŕati stŕati
hajâ ancuntratu zanni furtunati.
abbui, romà! d'unni jè ca viniti,
chî tenti e chî picciriddhi morti 'i fami?

Ai, romà, ai, carusi!

Ju macari havìa na famigghja ranni
mâ stirminau a Ligiuni Niura
masculi e fimmini foru squartarïati
e, nzemula cu iddhi, i picciriddhi nichi.

Ai, romà, ai, carusi!

Rapi, Signuruzzu, i porti niuri
pi quantu viju unni jè a mô genti.
Vogghju turnari a ghjiri stŕati stŕati
e furrïari tunnu chî zanni furtunati.

Ai, romà, ai carusi!

Forza romà, arrivau u mumentu!
viniti cu mìa zanni 'i tuttu u munnu!
A vostŕa peddhi niura e l'occhji scuri
mi piaciunu comu a racina niura.

Ai, romà, ai, carusi!

inviata da Turi Zappalà - 2/4/2009 - 16:42


Si noti che la frase del testo originale romanes, maladilem baxtale romencar, tradotta qui come "ho incontrato romà fortunati", può essere intesa anche come "Ho visto degli zingari felici". E' sicuramente questo verso alla base del titolo del film di Aleksandar Petrović nelle varie lingue europee. Non si può non menzionare il fatto che proprio da questo film, e quindi dal verso dell'inno dei Rom (come specificato dall'autore stesso) Claudio Lolli trasse il titolo della sua canzone Ho visto anche degli zingari felici (e dell'intero album).
zingarifelici

Riccardo Venturi - 21/5/2008 - 02:27


Vauro


Quest'amarissima vignetta di Vauro ci rimanda direttamente a Yellow Triangle, la canzone di Christy Moore ispirata a una poesia di Martin Niemöller. In realtà il triangolo riservato agli zingari era di colore marrone.

daniela -k.d.- - 22/5/2008 - 00:29


Gli zingari sono stati sempre emarginati, tuttavia penso che oggi lo siano più che mai. Nel passato, anche se visti come estranei, a volte venivano guardati almeno con un occhio romantico (la Carmen, le zingarelle della Traviata). La figura dello zingaro poteva, almeno nella letteratura, essere affascinante o invidiata per il tipo di vita libero da legami e costrizioni. Oggi non si salva più nemmeno quest'aspetto: sono odiati e basta. La gente sembra aver perso il senso della misura delle cose (ma che cavolo vuol dire l'insicurezza percepita? da dove arrivano queste misteriose percezioni?) e, cosa ancor più grave, la capacità di vedere i Rom come esseri umani eguali a noi.

Silva - 23/5/2008 - 16:04


Già, Silva. A questo punto vorrei riportare una semplice considerazione che mi ha fatto l'altro ieri mia madre. Mia madre è una persona semplice, si esprime con parole semplici e quelle che seguono sono semplicissime. Mi ha detto: Tempo fa c'era una trasmissione televisiva, un giochino serale, che si chiamava "La zingara". Ora come ora a nessuno verrebbe in mente di riproporre un gioco, nemmeno uno stupido gioco televisivo, con questo titolo, e perdipiù con una tizia davvero vestita da zingara.

Riccardo Venturi - 23/5/2008 - 17:05


Tua madre ha colto perfettamente la situazione. Dato che siamo a chiacchierare ti dirò anche che quando ero bambina per carnevale uno dei costumi preferiti era "da zingara", per la facile reperibilità degli indumenti: una gonna lunga arricciata, uno scialle colorato e un po' di bigiotteria. Certamente questo della zingarella era uno stereotipo, che comunque comunicava dei valori positivi: zingara=donna misteriosa e seducente. Lo stereotipo di oggi è zingaro=sudicio, ladro, sfaticato.

Silva - 23/5/2008 - 17:48


Ti sei dimenticata: zingara = donna che rapisce i bambini con conseguente pogrom alimentato dai modernissimi "media". I quali media non fanno che riprodurre le leggende medievali che portarono alla nascita dei pogrom; al posto degli zingari c'erano gli ebrei, ma tanto fa. Tanto sono finiti entrambi nei lager nazisti.

Riccardo Venturi - 23/5/2008 - 20:36


No al dilagante razzismo in Italia
Articolo di Alex Zanotelli.

Con Alex Zanotelli c'è stato in questo sito qualche scontro, o vivace scambio, in passato; ma oggi pubblichiamo più che volentieri questo suo articolo, bello e condivisibile. [CCG/AWS Staff].


Un paese che ha bisogno di stranieri ma che non li vuole integrare. Che dimentica il suo passato da migrante. Che si dice cattolico ma che non vuole seguire l'esempio di Cristo. L'appello di padre Alex Zanotelli.

È agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese.
I campi Rom di Ponticelli (Na) in fiamme, il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia, la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita delle ronde notturne… offrono un’agghiacciante fotografia dell’Italia 2008.

«Mi vergogno di essere italiano e cristiano», fu la mia reazione, da poco rientrato in Italia da Korogocho, all’approvazione della legge Bossi-Fini (2002). Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento del razzismo e della xenofobia nella società italiana, cavalcati dalla Lega (la vera vincitrice delle elezioni 2008 e incarnati oggi nel governo Berlusconi. Posso dire questo perché sono stato altrettanto duro con il governo Prodi e con i sindaci di sinistra, da Cofferati a Dominici...) Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano.
Mi vergogno di appartenere a una società sempre più razzista verso l’altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano, che è diventato oggi il nemico per eccellenza.

Mi vergogno di appartenere a un paese il cui governo ha varato un pacchetto-sicurezza dove clandestino è uguale a criminale. Ritengo che non sia un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale (l’11% della popolazione mondiale consuma l’88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere.
L’Onu prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un miliardo di “rifugiati climatici”. I ricchi inquinano, i poveri pagano. Dove andranno? Stiamo criminalizzando i poveri?

Mi vergogno di appartenere a un paese che ha assoluto bisogno degli immigrati per funzionare, ma che poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un linguaggio leghista da far inorridire.
Mi vergogno di appartenere a un paese che dà la caccia ai Rom, come fossero la feccia della società. Questa è la strada che ci porta dritti all’Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano Rom!). Abbiamo fatto dei Rom il nuovo capro espiatorio.

Mi vergogno di appartenere a un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti (“Quando gli albanesi eravamo noi”): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all’estero. I nostri migranti sono stati trattati male un po’ ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi? Cos’è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere?
Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro “Paradiso”? È la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell’Africa all’Europa.

Mi vergogno di appartenere a un paese che si dice cristiano, ma che di cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di Gesù di Nazareth, povero, crocifisso “fuori dalle mura”, che si è identificato con gli affamati, i carcerati, gli stranieri. «Quello che avrete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me».
Come possiamo dirci cristiani, mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i Rom? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza, mentre ci rifiutiamo di fare le “adozioni da vicino”?
Come è possibile avere comunità cristiane che non si ribellano contro queste tendenze razziste e xenofobe? E quand’è che i pastori prenderanno posizione forte contro tutto questo, proprio perché tendenze necrofile?
Come missionario, da una vita impegnato a fianco degli impoveriti della terra, oggi che opero su Napoli, sento che devo schierarmi dalla parte degli emarginati, degli immigrati, dei Rom contro ogni tendenza razzista della società e del nostro governo.

Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.
Vorrei ricordare le parole del pastore Martin Niemoeller della Chiesa confessante sotto Hitler:
«Quando le SS sono venute ad arrestare i sindacalisti, non ho protestato perché non ero un sindacalista. Quando sono venute ad arrestare i Rom, non ho protestato perché non ero un Rom. Quando sono venute ad arrestare gli Ebrei non ho protestato perché non ero un Ebreo. Quando, alla fine, sono venute ad arrestare me, non c’era più nessuno a protestare».

Non possiamo stare zitti: dobbiamo parlare, gridare, urlare. È in ballo il futuro del nostro paese. Soprattutto è in ballo il futuro dell’umanità. Anzi, della vita stessa.
Diamoci da fare perché vinca la vita!

CCG/AWS Staff - 28/5/2008 - 03:19


Grazie per l'esaustiva pagina, che mi è stata utile e di cui condivido pienamente le riflessioni... Segnalo però che lo spartito qui presente (e, per quanto ne so io, l'unico reperibile in rete) è completamente sbagliato, o meglio, non corrisponde a nessuna versione da me ascoltata (e sono parecchie),a cominciare da quella registrata dall'autore stesso nel 1972 (la si può trovare su myspace www.myspace.com/jagdino con il titolo "Opre Roma"). Addirittura sembra che le parole siano state sovrapposte alle note un po' a caso... di cane.
Purtroppo non è il primo né l'ultimo caso di spartiti a dir poco approssimativi presenti sul mercato, ma ovvierò volentieri a questa mancanza non appena avrò il tempo di trascrivere fedelmente la versione di Žarko Jovanović.
A presto,
Il Violinaro

Ilvio Linaro - 7/6/2009 - 03:21


QUESTO INVITO NON VUOLE ESSERE A SCOPO DI LUCRO



Canale di divulgazione video, musica, cultura e notizie sul popolo ROMANI'.

NESSUN FINE SECONDARIO SOLO FRATELLI, AMICI e CURIOSI DA TUTTO IL MONDO.

O Amal - 16/10/2009 - 11:02


Ho inviato il link alla pagina facebook "Atmosfere Gitane" e ho ricevuto critiche per il fatto che il nome di Žarko Jovanović è riportato da voi anche come Yarko Yovanovich.
Secondo loro, la pronuncia è in ogni caso con la j francese di jardin (mentre Jovanović si pronuncia con la j italiana di Jonio). Riporto la risposta testuale:
" Povero Žarko, l'han chiamato Yarko

Luigi Cozza - 11/1/2017 - 21:57


Cioè, fammi capire, Luigi Cozza... Di tutta questa enorme pagina, composta da ben 18 traduzioni, un'articolata introduzione e svariati commenti, tutto quello che hai ricevuto è una critica per un Ž - che pure c'è - al posto di un Y ?!?

Bernart Bartleby - 11/1/2017 - 22:49


Me lo stavo dicendo pure io :-) Ai suoi tempi, quando avevo preparato la pagina, mi ero premurato di metterci il più alto numero di varianti testuali possibili (il romanes non è certo una lingua unitaria...), e la grafia "Yarko Yovanovich" la avevo riportata, diciamo, solo "a complemento" visto che comunque in rete la si trova spesso...ivi compreso nella (purtroppo moribonda) Wikipedia in lingua romanes, cosa di cui gli amici di "Atmosfere Gitane" dovrebbero quantomeno tenere conto. Ma comunque pazienza, le critiche vanno accettate e si leverà lo Yarko. Tra l'altro questa pagina, mi accorgo, andava un po' ristrutturata. Saluti a tutti!

Riccardo "Yarko" Venturi - 12/1/2017 - 10:57


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