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After The Ceasefire

Marianne Faithfull


Lingua: Inglese


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[1998]
(Daniel Lanois/Frank McGuinness)
Album: "Vagabond Ways"

faithvaga


Vagabond Ways

da Rockol

«Oh, dottore, per favore/ bevo mi drogo/ amo il sesso e ho viaggiato molto/ ho avuto il mio primo figlio a 14 anni e credo sì credo di essere una vagabonda/…per favore non mi rinchiuda/ mi lasci andare/ se mi lascia uscire le prometto che non tornerò più/ prenderò una nave e attraverserò il mare/sono giovane, povera e ho anche paura/ ma rimarrò come sono e manterrò i miei modi da vagabonda…». Marianne Faithfull, chi altri? Chi può includere nei ringraziamenti dell’album Charles Baudelaire e Anita Pallenberg (la ex-signora Richards dei bei tempi andati), Oscar Wilde e il produttore Daniel Lanois, Arthur Rimbaud e Marcus Garvey, Herman Melville e Kate Moss? Il Rock torna maiuscolo in un album di ballad confessionali, di drinking songs autobiografiche, popolate di desiderio, nostalgia e rimpianti. Dove è lei l’unica protagonista e la grande sacerdotessa officiante: “Vagabond ways” dà soltanto il la ad un album intenso e ripiegato su stesso, anche se maggiormente distante dalle prove più spezzate e desolanti della sua produzione. L’ambientazione folk fornita a molti brani dall’assistenza di Mark Howard regala uno spessore più neutro al lavoro, ed è impreziosita dalla presenza, in tre brani, di Daniel Lanois, qui non nelle vesti bucoliche di “Acadie” ma in quelle più inquietanti di “For the beauty of Wynona”. Echi di gospel e di blues popolano le canzoni dell’album, che vive dell’interpretazione assoluta di Marianne Faithfull, della sua voce roca e scavata, a tratti nasale come quella di Dylan (“File it under fun from the past”) o sguaiata come quella di Jagger (“Wilder shores of love”). “Incarceration of a flower child” è un gioiellino firmato Roger Waters e risalente ai tempi dei Pink Floyd, anzi è l’archetipo della canzone angosciata che furoreggia su album come “The wall” e “The final cut”, e Marianne lo fa suo con una naturalezza che ha dell’incredibile. E riconoscereste mai in “For wanting you”, dall’incedere quasi funereo e l’apertura melodica spezzata, una tipica canzone firmata da Elton John & Bernie Taupin? Eppure è proprio così, ed è la stessa Marianne ad averla definita “un capolavoro”). E “Tower of song”, dal tocco cajun appena impreziosito dal suono di un Wurlitzer, rende onore al suo autore Leonard Cohen. E’ splendida “Electra”, deliziosamente folk-noir, e poi i tre brani realizzati con Lanois, “Marathon kiss” – dove compare anche la voce di Emmylou Harris, interprete della versione originale –, “Great expectations” e la conclusiva “After the ceasefire”, un brano di grande atmosfera su cui Marianne recita le parole del testo. E’ difficile spiegare la magia che si sprigiona da un album come questo, forse per merito di un’intensità che a tratti sembra appartenere ad altri tempi del rock’n’roll. Il viaggio fatto in anni precedenti nella musica di Kurt Weill e nelle parole di Bertold Brecht arricchisce “Vagabond ways” di una dimensione ulteriore, rendendolo simile a una testimonianza, a ricordi svelati affinché non vengano dimenticati. Un grande ritorno.
After the ceasefire that they swore would last
She had the bright idea "To hell with the past!"
That's where love lay bleeding licking at its wounds
The times were never changing sticking to their guns
She thought she really meant it, that's the honest truth
She felt it in her marrow, she felt it in her boots
After the ceasefire, after the ceasefire.

The man she married, he was something else
He adored the chaos, smashing all the delft
The man she married, he was something else
He had the sudden notion it's time to call a truth
It's time to lead a quiet life for the love of Jeeze
Let's sit down together and engage in talks of peace
After the ceasefire, after the ceasefire.

He was Irish Catholic, she had English blood
They met in a good restaurant, they gave the secret knot
She ordered fish and lentils, he the kidney stew
She played with bold impulses, wine turned his lips blue
They left in separate taxis to the same address
In case someone was watching, and there they did confess
After the ceasefire, after the ceasefire.

It was all the others' fault, they thought at any rate
After the ceasefire to put an end to hate
She was reaching for her knife, he a fork and spoon,
They sat about devouring the poison of the moon
Shared a fatal cigarette neither one would light
Their breath was flame enough, nobody said goodnight
After the ceasefire, after the ceasefire.

After the ceasefire that they swore would last
They had the strange idea of living in the past
That's where love lies bleeding licking at its wounds
The times are never changing sticking to their guns
They sit about devouring the poison of the moon
The times were never singing the same tune
After the ceasefire
After the ceasefire
After the ceasefire
After the ceasefire

21/4/2008 - 15:58



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
22 aprile 2008
DOPO IL CESSATE IL FUOCO

Dopo il cessate il fuoco, che giuravano avrebbe tenuto
Lei ebbe una brillante idea: "Al diavolo il passato!"
Perché dove l'amore giaceva sanguinante a leccarsi le ferite
I tempi non cambiavano mai, attaccandosi alle armi.
Lei penso di voler davvero questo, è la pura verità,
Se lo sentiva nel midollo, se lo sentiva nelle scarpe
Dopo il cessate il fuoco, dopo il cessate il fuoco

L'uomo che sposò era qualcosa di diverso,
Adorava il caos, fracassava tutte le ceramiche
L'uomo che sposò era qualcosa di diverso,
Capiva all'improvviso quando era tempo di dire una verità,
E' tempo di fare una vita tranquilla per amor di Cristo
Mettiamoci a sedere insieme e impegniamoci in colloqui di pace
Dopo il cessate il fuoco, dopo il cessate il fuoco

Lui era un cattolico irlandese, lei aveva sangue inglese,
S'incontrarono in un buon ristorante, intrecciarono il nodo segreto
Lei ordinò pesce e lenticchie, lui stufato di rognoni,
Lei giocava con impulsi arditi, il vino le macchiava le labbra
Si fecero lasciare da due taxi diversi allo stesso indirizzo
Nel caso qualcuno stesse guardando, e là confessarono di amarsi
Dopo il cessate il fuoco, dopo il cessate il fuoco

Era colpa di tutti gli altri, e pensavano in ogni caso
Dopo il cessate il fuoco, di mettere fine all'odio
Lei stava afferrando il coltello, lui una forchetta e un cucchiaio
E sedettero pensando di divorare il veleno della luna,
Si passarono una sigaretta fatale che nessuno dei due avrebbe acceso
Il loro respiro era abbastanza infiammato, nessuno diede la buonanotte
Dopo il cessate il fuoco, dopo il cessate il fuoco

Dopo il cessate il fuoco, che giuravano avrebbe tenuto
Ebbero la strana idea di vivere nel passato
Perché dove l'amore giace sanguinante leccandosi le ferite
I tempi non cambiano mai e si attaccano alle armi.
Siedono pensando di divorare il veleno della luna,
I tempi non stavano mai suonando la stessa musica
Dopo il cessate il fuoco
Dopo il cessate il fuoco
Dopo il cessate il fuoco
Dopo il cessate il fuoco

22/4/2008 - 10:29



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