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Retrato

Inti-Illimani


Lingua: Spagnolo


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(Inti-Illimani)


[1979]
Letra de Patricio Manns
Música de Horacio Salinas
Testo di Patricio Manns
Musica di Horacio Salinas

Album: Canción para matar una culebra

Desaparecidos
Desaparecidos


Questo "Ritratto" è quello di una donna, di una militante, di un essere umano che non cessa di essere mai se stesso e di militare, cioè agire per gli altri. Soprattutto nelle avversità, nella violenza, nella tragedia. Di una donna che desaparece, poi. Tutto lascia pensare che anche questa canzone sia dedicata a Marta Ugarte Román (che Vino del mar come la donna di questa canzone regresó de la mar) ma assieme a lei lo è a tutti coloro che scomparvero inghiottiti dalle dittature militari fasciste in tutto il Sudamerica. In Cile, in Argentina, ovunque. [RV]
De amplia miel era su
corazón en agraz
y su boca locuaz
como un viento fluvial.

La corriente total
de su sangre en acción
la arrastraba en turbión
convencido y caudal.

No fue extraña al telar,
por la usina pasó,
a la greda volvió,
regresó de la mar
y a mi lado durmió.

Germinó con aquel
resplandor maternal
que la hacía panal
y la henchía de ser.

Y aprendió a comprender
y comprendió al pensar
y pensó al militar
y militó al crecer.

No fue extraña al telar,
por la usina pasó,
a la greda volvió,
regresó de la mar
y a mi lado soñó.

Cuando ardió la ciudad,
cuando el tanque arrasó
y su pueblo cayó
traicionado otra vez

La vi mucho a través
de los meses actuar,
trabajar, ayudar,
desgarrarse los pies...

No fue extraña al telar
por la usina pasó,
a la greda volvió,
regresó de la mar
y... desapareció.

inviata da Riccardo Venturi - 14/12/2007 - 01:24




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
14 dicembre 2007
RITRATTO

Di vasto miele era
il suo cuore in erba
e la sua bocca loquace
come un vento fluviale.

La corrente totale
del suo sangue in azione
la trascinava in un vortice
convinto e copioso.

Non fu estranea al telaio,
passò per la fabbrica,
si rimise a far vasi di creta,
ritornò al mare
e dormì al mio fianco.

Germinò con quello
splendore materno
che la rendeva un alveare
e la riempiva di essere.

E imparò a capire,
e capì pensando,
e pensò militando,
e militò crescendo.

Non fu estranea al telaio,
passò per la fabbrica,
si rimise a far vasi di creta,
ritornò al mare
e sognò al mio fianco.

Quando bruciò la città,
quando il carro armato distrusse
e il suo popolo cadde
tradito un'altra volta

La vidi, col passare
dei mesi molto fare,
lavorare, aiutare,
consumarsi i piedi...

Non fu estranea al telaio,
passò per la fabbrica,
si rimise a far vasi di creta,
ritornò al mare
e...scomparve.

14/12/2007 - 01:45




Lingua: Italiano

Questa è la traduzione italiana che si trova in "inti-illimani 8, cancion para matar una culebra" distribuito in Italia nel 1983 da Errebiesse
RITRATTO

Il suo cure era in germinazione
era fatto di miele
e le sue parole
erano come un vento fluviale.

Il flusso incessante
del suo sangue vivo
la trascinava in un turbine
convinto e totale.

Conobbe il telaio,
lavorò in fabbrica,
fu di nuovo nei campi,
tornò al mare;
dormì al mio fianco.

Fiorì
con quel suo modo di essere tenera e materna
che la rendeva fonte di vita
e la riempiva di essere.

E imparò a capire,
capì nel pensare,
crebbe nella lotta,
lottò mentre cresceva.

Conobbe il telaio,
lavorò in fabbrica,
fu di nuovo nei campi,
tornò al mare;
sogno al mio fianco.

Quando la città andò in fiamme
e il carro armato portò la distruzione
e il suo popolo cadde
tradito ancora una volta:

L'ho vista spesso,
per mesi, agire,
lavorare, aiutare,
dare tutta se stessa.

Conobbe il telaio,
lavorò in fabbrica,
fu di nuovo nei campi,
tornò al mare;
ed è scomparsa.

inviata da Jacopo Capurri - 13/9/2012 - 12:57



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