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Narrazione

Marco Castello
Lingua: Italiano


Marco Castello


(2023)
Album: Pezzi della sera
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Per me partecipare significa avere la libertà di poter anche dissentire. Sono super felice che certe cose diventano una sorta di tendenza, perché penso che alla fine sia anche questo un modo di far passare dei messaggi. La mia preoccupazione però è che questi messaggi non vengano accettati e assorbiti perché passati al vaglio di una coscienza critica, ma solo perché vince la moda. E questo, secondo me, è pericolosissimo perché, se a un certo punto diventerà alla moda qualcos’altro, alla stessa maniera, si potrebbe seguire qualsiasi tendenza sbagliata. Per cui a me preoccupa il fatto che alla fine le battaglie diventano sempre di più una sorta di etichetta che ci si mette addosso, semplicemente per urgenza a schierarsi. Che poi è lo stesso motivo per cui c’è la tendenza a volersi identificare col proprio segno zodiacale, a voler fare la scheda a tutte le persone che si incontrano.

Come a dover soddisfare un bisogno di sentirsi parte di qualcosa piuttosto che preoccuparsi di avere i mezzi per poter dire questa cosa mi sembra giusta, questa cosa mi sembra sbagliata. E poi diciamo che per me tantissimi dei problemi contemporanei in realtà sono spesso e volentieri strumentalizzati per nascondere quella che in realtà è sempre, da sempre la problematica più grande di tutte a mio avviso e cioè la disparità economica assurda che c'è tra le persone.

Marco Castello Le Rane
Un'opinione illuminata
Per fare ombre sul muro
Pippare un po' di approvazione
Cambiare il mondo
Per non sentirmi solo
Ma vienimi a guardare
Sennò cosa cambio a fare?

Manco ho stutato lo schermo che già lo devo riaddumare
Mi studio bene i cori per andarmene a tifare
E non so per quale prodigio, ma vi vorrei fare notare
Che se ulula allo stadio, pure un fascio sa cantare

E il viaggio nato per scoprire
Diventa gita organizzata
E i reel con tutti i sottofondi
Ma che bei tramonti sulla spiaggia
Autoconvinti di essere tutti contenti
Col bicchiere e con il surf
Bere per niente da fare
Hai viaggiato per scoprire che ormai tutto il mondo è uguale

Manco ho stutato lo schermo che già lo devo riaddumare
Mi arruolo nell'esercito del segno zodiacale
E la scemenza della fede
E le oppressioni millenarie
Scacciate dalla smania di volersi etichettare
E non so cosa sia peggio
Né se dire: "Menomale"
Liberi di essere stronzi o costretti a benpensare

Ma di questo son sicuro, mi farà sempre cacare
La violenza, in ogni caso, pure se per denunciare
E non basterà lo yoga, né qualsiasi uso globale
Finché produrrà seguaci e altre minchiate da comprare
Finché tutto ci è nemico, chiunque voglia dialogare
Non mi guarderò allo specchio per non farmi giudicare
Il tutt'uno occidentale, mercimonio universale
Non so più da dove vengo e non so manco dove andare
Ma se tra buoni e cattivi il divario è sostanziale
Insegniamo ai bimbi che bisogna odiare il capitale

12/1/2024 - 15:38




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