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Ciro Lenzi: La Lungavia (Clara guarda la luna)

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Lingua: Italiano



[2007]
Testo e musica di Ciro Lenzi
Album: Canzoni da cortile

Ancora dalla serata di ieri sera a San Salvi, quella della Maremma dei Delsangre. Ciro Lenzi è un ragazzo di Montecatini Terme, che non avevo la fortuna di conoscere. E ribadisco la fortuna. Dice di se stesso, dalla sua pagina MySpace:

cirolenzi“Visse Scrisse E sperò che le cose che scrisse Durassero più del tempo che visse.” Il 14 aprile 2007, giorno del suo trentesimo compleanno, Ciro Lenzi tornò a casa dal lavoro e scrisse il suo epitaffio. Fino a quel momento, aveva suonato per una decina d’anni in vari gruppi musicali, passando da chitarrista ritmico in un gruppo blues (Big Mama Blues Band) a rapper in un duo hip hop (Altrolato), con una breve parentesi come batterista in un gruppo rock (Arcano). Il tutto rigorosamente da autodidatta. Negli ultimi 5 anni aveva cantato e suonato la chitarra nei Malegria (www.myspace.com/bandamalegria), quartetto acustico di folk d’autore, con i quali aveva scritto una ventina di canzoni, fatto una sessantina di concerti e registrato 3 demo. Poi il gruppo si era sciolto. Il 14 aprile 2007, giorno del suo trentesimo compleanno, dopo aver composto il suo epitaffio, Ciro Lenzi telefonò a Luca Barbieri, chitarrista dei Malegria e amico di sempre, e gli propose di registrare un disco. Stanno ancora registrando..."

E questa canzone? Riprendo la presentazione che ciro ne fa ancora sulla sua pagina MySpace:

"La storia di Riccardo e Clara e del loro viaggio a cavallo attraverso gli Appennini e le Alpi per ricostruirsi una vita insieme in Francia ha un che di epico e di intimo allo stesso tempo. Una specie di importante segreto confidato ad una sola, fidata persona. Non riuscivo ad immaginare che tipo di legame si potesse creare tra due persone che condividono una cosa del genere. O i sentimenti ed i pensieri che possono affollare la mente di un uomo che coinvolge la sua compagna in un'avventura di questo tipo. E' per questo che ci ho scritto una canzone. Per il gusto di provare ad immaginare.

"La Lungavia" è la prima canzone del demo che abbiamo registrato. E' stata la prima perchè parla di un viaggio verso un grosso punto interrogativo, e iniziare a registrare è stato proprio questo: un viaggio con incognite, entusiasmi, delusioni e sorprese. Credo che si senta, tra le pieghe delle note. Ci siamo arrangiati ad arrangiare, abbiamo giocato coi suoni. Luca ha strusciato per 4 minuti un pennello sulle corde di una chitarra che fino a qualche minuto prima io mi divertivo a percuotere. Quella è diventata la batteria.

Insomma, abbia cominciato. E lo abbiamo fatto partendo da una canzone strana, per me: è stata la prima che ho scritto dopo lo scioglimento dei Malegria. Non sapevo se avrei mai risuonato di nuovo in pubblico. Tutto è ripartito da questa canzone.

La fine del viaggio di Riccardo e Clara è stato l'inizio del mio. Della mia Lungavia..."


Riccardo e Clara. Uno si chiama come me; e, il tutto, chissà perché mi ricorda Reynaldo e Clara. Mi si affollano nella testa diverse cose, in questo momento (oltretutto per me del tutto particolare). Ad ogni modo una canzone che, a mio parere, merita di essere conosciuta ed ascoltata. Grazie a Ciro che l'ha scritta. Sono, anche queste, passioni che non hanno bisogno di tornare perché non se ne sono mai andate. [RV]
Sono terre di confine, sono strade di briganti
legno scuro degli abeti ed antichi silenzi
Qui anche il vento cambia voce e ti parla di coraggio
di cercatori di sogni a metà del viaggio...

Sciogli il morso e la sella ai cavalli e vieniti a sedere
abbiamo pane e ricotta ed un fuoco e tanta strada da fare...

Che siano forti le tue mani
e se stanotte sei stanca, ci pensiamo domani
Clara guarda la luna, guarda che notte che fa
Clara guarda la luna, accampiamoci qua...

C'è una linea sottile amore, tra il sogno e la follia
sottile come i crinali di questa nostra lunga via
e raccolgo ogni eco del cuore, di questo cuore di cavaliere
oggi il cielo era così vicino che si faceva toccare...

E saluto le pietre del fiume e l'ombra dei pastori
e i tuoi occhi che sanno curare i miei piccoli dolori...

Che siano forti le tue mani
e se stanotte sei stanca, ci pensiamo domani
Clara guarda la luna, guarda che notte che fa
Clara guarda la luna, accampiamoci qua...

inviata da Riccardo Venturi - 3/10/2007 - 21:04



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