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La historia esta

León Gieco


Lingua: Spagnolo


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(León Gieco)


[1979]
Palabras y música: León Gieco
Parole e musica di León Gieco

historiaesta


Questa canzone è l'ennesimo invito di León a prendere coscienza della situazione, a fare qualcosa, a non lasciare che la storia ci passi accanto e si scriva con il sangue delle persone che la pensano diversamente dal governo, ovviamente fu proibita durante la dittatura militare. [MR]

Racconta León Gieco stesso che, nell'inverno del 1980 il generale Montes, tipico esponente della dittatura militare argentina dell'epoca, lo fece convocare all'improvviso nel suo ufficio del I Corpo dell'Esercito. Alle 7 di mattina, con un vestito prestato dal suo amico Oscar Moro, che gli stava grande, si presentò all'ufficio del generale, che lo minacciò senza tanti preamboli: "Se lei canta ancora questa canzone, "La historia esta", le faccio saltare le cervella io stesso". Nemmeno trent'anni dopo il generale Montes è una dimenticata molecola di merda che viaggia in qualche fogna dell'universo, mentre León Gieco è un artista nobile e affermato che riempie i teatri, cantando anche questa canzone. [RV]
Alguna vez sentiste en un espacio
de tu imaginación
que el grito de los perdedores
es sordo y mudo
aunque griten juntos.

Alguna vez sentiste cuando un pueblo
chorrea de su sangre nueva
como se muere lento igual que el corazón
de un cuenta cuentos.

Déjate atravesar por la realidad
y que ella te grite en tu cabeza
porque es muy malo dejar pasar
por un costado a la historia esta,
porque es muy malo dejar pasar
por un costado a la historia esta.

Alguna vez sentiste mucha gente
tener quebradas sus fuerzas
o alzar del suelo un poema
que guardaba en un rincón
de su inocencia.

Alguna vez sentiste muy de cerca
avanzar a la tragedia
todo lo pisa y lo rompe
y en su lomo lleva
a una niña buena.

Déjate atravesar por la realidad
y que ella te grite en tu cabeza
porque es muy malo dejar pasar
por un costado a la historia esta,
porque es muy malo dejar pasar
por un costado a la historia esta.

inviata da Marcia Rosati - 29/9/2007 - 18:46



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
18 luglio 2008
QUESTA STORIA

Talvolta hai sentito in un pertugio
della tua immaginazione
che il grido dei perdenti
è sordo e muto
anche se gridano tutti insieme.

Talvolta hai sentito quando un popolo
gronda del suo giovane sangue
come si muore piano, uguale al cuore
di un raccontastorie.

Fatti attraversare dalla realtà
e che lei ti gridi nella testa
perché è un gran male farla
passare accanto, questa storia.
Perché è un gran male farla
passare accanto, questa storia.

Talvolta hai sentito tanta gente
con le sue forze rotte, spezzate
oppure innalzare una poesia
che teneva in un cantuccio
della sua innocenza.

Talvolta hai sentito da vicino
avanzare la tragedia,
tutto calpesta, tutto schianta
e però porta in collo
una bambina buona.

Fatti attraversare dalla realtà
e che lei ti gridi nella testa
perché è un gran male farla
passare accanto, questa storia.
Perché è un gran male farla
passare accanto, questa storia.

18/7/2008 - 02:06


Trovato qui, nel terzo disco del triplo album "León Gieco - Por Partida Triple" (2008).

ABSOLUTE CHICCAZZA!!! (pw para bajar: elblogdelabuenamusica)
La historia está (con todo la nueva triple compilaciòn!!!)

Alessandro - 17/7/2008 - 15:01


E' azione diretta anche passare i giorni ad approvare tutto quello che mandi? :-)
ADELANTE!!

adriana - 17/7/2008 - 15:08


Ciao Adriana! Beh, la tua azione è ben più diretta della mia perchè, come tutti gli altri admins, ti sei accollata una bella responsabilità che invece io ho sempre vigliaccamente rifiutato, visto che non sono un buon amministratore nemmeno di me stesso!
Grazie a te e a tutti gli admins per il vostro impareggiabile lavoro.

Alessandro - 17/7/2008 - 15:22


Perdonate l'ultima digressione, prima di tornare nell'ombra ad essere soltanto uno dei "cacciatori di mp3", ma è una buona notizia quella che voglio comunicarvi...

Oggi indossavo una maglietta alla Michael Stipe dei R.E.M., con stella rossa al centro e, uscendo di casa ho incrociato un ragazzino sui 15/16 anni - con tanto di Ipod - che, senza dirmi nulla, ha guardato la maglietta, mi ha guardato, mi ha sorriso e mi ha salutato a pugno chiuso... beh, una piccola bella notizia...
Saluti

Alessandro - 17/7/2008 - 20:34


Un suggerimento per quanto riguarda la "chiccazza" trovata da Alessandro: sbrigatevi a scaricare tutti gli album perché, purtroppo, i blog da cui si può scaricare musica durano poco. Già diverse volte blog interi sono stati fatti fuori, con la speranza che, chi lo ha fatto, arda per sempre tra le fiamme infernali (così, ovvìa, sono contenti anche gli affezionatissimi baciapile che ammorbano questo sito).

Riccardo Venturi - 18/7/2008 - 02:12


Purtroppo all'indirizzo fornito su filesend è scaricabile un archivio corrotto... alcuni mp3 non si sentono affatto, altri sono incompleti... per il momento l'alternativa è solo rapidshare che però è free solo per modo di dire...

Alessandro - 21/7/2008 - 08:08


Rettifica. Confermo l'integrità dell'archivio su filesend:

http://www.filesend.net/download.php?f=e99c4213e8b547f40428e4e83a91c3b1

(Scaricare e decomprimere inserendo la pw seguente, corrispondente all'indirizzo del sito "El Blog de la Buene Musica": http://elblogdelabuenamusica.blogspot.com/)

Alessandro - 23/7/2008 - 08:32


"Mire, Gieco, conmigo no se haga el vivo. Le juro que si usted vuelve a cantar canciones de protesta, yo personalmente me encargaré de pegarle un tiro."
Gen. Montes a León Gieco, 1980.

Para no olvidar.

Membri della Junta Militar Argentina, Alti Ufficiali e Ministri.

Alessandro - 6/8/2008 - 09:53


Trovata qui la testimonianza diretta di Gieco a proposito delle minacce ricevute durante la dittatura militare:

" [...] Un día me tocan el portero eléctrico y me dicen que tienen un mensaje para mí. Era un servicio, un cazador de guantes blancos, que me dice que un tal general Montes quiere hablar conmigo. Después me enteré que todo esto surgió después de un recital que hice a beneficio de los profesores de la Universidad de Luján, que los militares habían cerrado, donde canté "La cultura es la sonrisa" (el tema lo grabé dos años después para el LP "Pensar en nada"), que todavía tenía una estrofa, que después saqué, que decía "sólo llora en un país donde no la pueden elegir/ Sólo llora su tristeza si un ministro cierra una escuela / Llora por los que pagan con el destierro o mueren por ella... ". Parece que alguien estuvo en el recital y mandó un telex al Regimiento número 1 de Palermo diciendo que yo había cantado algo así como "el país no es feliz si Cachito cierra las escuelas ", o algo por el estilo. Es decir que mezclaron las letras de "Cachito, campeón de Corrientes" y "La cultura es la sonrisa". Como de costumbre, como hacen siempre, estaba todo mal. Cuando entré a la oficina del general Montes, iba a sentarme pero el tipo se quedó parado, sacó una pistola y me dijo que nunca más vuelva a cantar esa canción porque si lo hacía me iba a pegar un balazo en la cabeza. Eso fue todo. Mientras iba para la puerta, el tipo me dice "Gieco, usted a mí no me conoce y no me vio nunca...". Cuando salí de ahí, el que me había venido a buscar a mi casa me empezó a dar consejos. Me dijo que no era conveniente que cantara "Sólo le pido a Dios" ni "La cultura es la sonrisa" y que cantar una canción de paz en tiempos de guerra era un acto de subversión. Estaba muy asustado pero las seguí cantando, más que nada porque el público ya las pedía, especialmente "Sólo le pido a Dios". La estrofa que me cuestionaban de "La cultura es la sonrisa", en cambio, la saqué para siempre. A partir de allí no tuve más problemas. Y el general Montes, algunos años después, fue indultado junto con tantos otros militares. Otra cosa que pasaba en esa época era que en todos mis recitales había un par de monos jóvenes, con un poco mejor onda que este Montes, que me decían "acordate que no podés tocar "Hombres de hierro" ni "Sólo le pido a Dios", estamos acá para recordártelo ". Era una presión muy grande. [...]"

Alessandro - 6/8/2008 - 14:45


A questo indirizzo si può scaricare, in 8 parti via Rapidshare, il bellissimo film di Luis Puenzo "La Historia Oficial" sugli orrori perpetrati dalla giunta militare in Argentina... una pellicola coraggiosa girata nel 1984, ad un solo anno dalla caduta di quel governo fascista e assassino.

Alessandro - 7/8/2008 - 15:05


la cultura es la sonrisa

22/12/2009 - 12:13


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