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Patti Smith: Because The Night

GLI EXTRA DELLE CCG / AWS EXTRAS / LES EXTRAS DES CCG


Lingua: Inglese


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(Patti Smith)


[1978]
Written by Patti Smith and Bruce Springsteen
Scritta da Patti Smith e Bruce Springsteen
Album: Easter
Because the Night - Patti Smith Group

René Magritte, Les amoureux.
René Magritte, Les amoureux.


Come si dice di solito? "Fate l'amore e non la guerra". Bisognerebbe sempre dare un seguito a questo vecchio adagio; e in questo sito, contenente migliaia di canzoni che parlano di guerra (e, spesso, anche di amore e guerra), si sentiva a mio parere la mancanza di quella che è -a mio parere- la più bella canzone mai scritta sul fare l'amore. Sì, ci voleva proprio! Scritta da due autori ben presenti in questa raccolta, coverata da non so quanti singles e gruppi, persino utilizzata da Enrico Ghezzi come sigla del suo bellissimo programma di cinema notturno su RAI 3, "Fuori Orario" del quale sono stato sempre...ospite fisso a causa delle mie abitudini gufesche. Fra gli "Extra", ovviamente; ma un "extra" che sono molto, molto lieto di inserire (consigliando di scaricarsi il video dal vivo). E tanto che ci sono, la voglio dedicare a tutti noi...a Lorenzo e Monia, a Adriana e Valter, a Daniela -k.d.- e al suo compagno di cui non so il nome, a Nicola e a qualche esperantista, a Alessandro e alla sua o suo...che se magari anche non c'è, ci sarà. Because the night belongs to lovers, e sia detto da un animale notturno.

Sulla canzone in sé, qualche parola. Originariamente fu incisa dal Boss durante le sessioni di registrazione dell'album Darkness On The Edge Of The Town. La leggenda vuole che il gruppo di Patti Smith stesse incidendo Easter nella sala accanto, e che ci fossero stati inevitabili scambi di nastri. La versione originale di Springsteen era una sorta di lamento di un lavoratore, una vera e propria working song; ritenendo che non avesse posto nell'album, la cedette a Patti Smith. Facendola così divenire una delle canzoni più famose del XX secolo, non è esagerato dire.
Take me now baby here as I am
Pull me close, try and understand
Desire is hunger is the fire I breathe
Love is a banquet on which we feed
Come on now try and understand
The way I feel when I'm in your hands
Take my hand come undercover
They can't hurt you now,
Can't hurt you now, can't hurt you now
Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to lust
Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to us

Have I doubt when I'm alone
Love is a ring, the telephone
Love is an angel disguised as lust
Here in our bed until the morning comes
Come on now try and understand
The way I feel under your command
Take my hand as the sun descends
They can't touch you now,
Can't touch you now, can't touch you now
Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to lust
Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to us

With love we sleep
With doubt the vicious circle
Turns and burns
Without you I cannot live
Forgive, the yearning burning
I believe it's time, too real to feel
So touch me now, touch me now, touch me now
Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to lust
Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to us

Because tonight there are two lovers
If we believe in the night we trust
Because tonight there are two lovers ...

inviata da Riccardo Venturi - 9/7/2007 - 22:05




Lingua: Italiano

La versione originale di Bruce Springsteen
Bruce Springsteen's Original Version

bruce and patti
BECAUSE THE NIGHT

Take me now baby here as I am
Pull me close try an understand
I work all day out in the hot sun
Stay with me now till the mornin' comes
Come on now try and understand
The way I feel when I'm in your hands
Take me now as the sun descends
They can't hurt you now
They can't hurt you now
They can't hurt you now

Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to us
Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to us

What I got I have earned
What I'm not I have learned
Desire and hunger is the fire I breathe
Just stay in my bed till the morning comes
Come on now try and understand
The way I feel when I'm in your hands
Take me now as the sun descends
They can't hurt you now
They can't hurt you now
They can't hurt you now

Because the night...

Your love is here and now
The vicious circle turns and burns without
Though I cannot live forgive me now
The time has come to take this moment and
They can't hurt you now

Because the night...

inviata da Riccardo Venturi - 9/7/2007 - 22:21




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
(Patti Smith)
Firenze, 9 luglio 2007

Robert Mapplethorpe & Patti Smith. Just kids. Foto di Judy Linn.
Robert Mapplethorpe & Patti Smith. Just kids. Foto di Judy Linn.
PERCHÉ LA NOTTE

Prendimi ora qui come sto,
Stringimi forte, cerca di capire
Il desiderio è fame, è il fuoco che respiro
L'amore è un banchetto di cui ci nutriamo
Vieni qui ora, cerca di capire
Come sto quando sono nelle tue mani
Prendimi la mano, vieni sotto le coperte
Non ti possono fare del male ora,
Non possono, non possono farti del male ora
Perché la notte è di chi si ama,
Perché la notte è del desiderio
Perché la notte è di chi si ama,
Perché la notte è nostra

Se ho dei dubbi quando sono sola
L'amore è una suoneria, è il telefono
L'amore è un angelo travestito da desiderio
Qui nel nostro letto finché viene mattina
Vieni qui ora, cerca di capire
Come sto ai tuoi comandi
Prendimi la mano e scende il sole
Non possono toccarti ora,
Non possono, non possono toccarti ora
Perché la notte è di chi si ama,
Perché la notte è del desiderio
Perché la notte è di chi si ama,
Perché la notte è nostra

Con amore dormiamo,
Con il dubbio, il circolo vizioso
Si volge e brucia
Senza di te non posso vivere
Perdonami il desiderio bruciante
Penso che sia tempo, troppo vero da sentire
E allora toccami ora, toccami ora, toccami ora
Perché la notte è di chi si ama,
Perché la notte è del desiderio
Perché la notte è di chi si ama,
Perché la notte è nostra

Perché stanotte ci sono due che si amano
Se crediamo alla notte avremo fiducia
Perché stanotte ci sono due che si amano…

inviata da Riccardo Venturi - 9/7/2007 - 22:58


Grazie per la dedica, Riccardo.
Spesso, quando inserisco mp3 o testi o commenti sulle CCG/AWS, vengo preso dallo sconforto perchè l'argomento di cui ci occupiamo qui è doloroso. Dolore e rabbia sono i sentimenti che mi assalgono quando penso di cosa è capace l'essere umano contro l'essere umano...
Per fortuna ci sono la Musica, la Notte e l'Amore.
Nessuno ce li può togliere.

Alessandro - 10/7/2007 - 17:06


Il Paese dei Balocchi

patti-smith-robert-mapplethorpe


Grazie a te, Alessandro. E vorrei un po' ampliare il discorso perché è di nuovo notte, e la notte io sto sveglio. Tutti la notte dormono, e io non dormo mai..., cantava l'ometto che portava i ragazzi nel Paese dei Balocchi...

È vero che in questo sito parliamo di cose molto dolorose. Ma credo che dovremmo sempre sapere mantenerlo anche un meraviglioso Paese dei Balocchi. Lontano dagli intenti moralisteggianti del "Pinocchio"; Collodi aveva delle intuizioni geniali, ma le rovinava sempre con le sue mani. Il Paese dei Balocchi è invece l'antitesi del dovere, degli inquadramenti (la repressione comincia con la scuola, come giustamente cantava Edoardo Bennato in In fila per tre). In ultima analisi, il Paese dei Balocchi è l'antitesi della guerra! E, invece, cosa fece quel bischero di Collodi? Volle mostrare che, a baloccarsi, non si "diventa grandi" e, anzi, si "va in rovina". Ci si trasforma in asini. Che idiozia. Protesto anche a nome degli asini.

La vera rovina dell'essere umano è, invece, proprio quella di "diventare grande". Il gioco e il divertimento sono visti come "cose da bambini", mentre i grandi fanno le cose serie (tra le quali, giustappunto, la guerra; ma non ci scordiamo il suo perfetto compare, il lavoro). Si parla d'amore, ma l'amore altro non è che il più bel gioco del mondo. L'amore è nemico del "diventare grandi"; forse anche per questo lo hanno sempre voluto neutralizzare, data questa sua natura altamente sovversiva.

Neutralizzare con le istituzioni, con le morali, con gli dèi, con la "procreazione" (parola di merda), con le leggi, col "matrimonio" (si noti: "matrimonio" è formato come "patrimonio", ma alla donna il fare figli e all'uomo il fare soldi). Non parliamo neppure quando l'amore si manifesta nel suo modo più naturale, quello che viene comunemente chiamato in tutte le lingue "fare l'amore" (make love, Liebe machen, faire l'amour, göra kärlek, face drăgoste...); fare l'amore, e farlo per amore, è un reato se non lo si fa come vuole il potere. Con questo, il potere lo ha individuato come nemico. Quando i figli dei fiori cominciarono a dire "fate l'amore e non la guerra" non era solo un gentile slogan; era qualcosa che, grattata in profondo, sottintendeva cose assai più importanti e più rivoluzionarie.

Per questo, e lo dico con sempre maggiore convinzione, questo sito deve adempiere alla sua vera natura: mostrando il dolore espresso attraverso delle canzoni, essere un luogo di gioco e d'amore. In tutte le accezioni dei due termini, particolarmente quelle più sgradite a lorsignori. Il Paese dei Balocchi, certo, ma un Paese dei Balocchi fatto di ragazzine e ragazzini che giocando e amando (in tutti i sensi, anche scopando come ricci) fanno una delle pernacchie più terrificanti al potere, alle sue leggi, alle sue guerre. C'è chi disse: Lottavano così come si gioca...ed è quello che si deve esattamente fare.

Nulla mi toglie dalla testa che, quando la polizia ha fatto irruzione alla scuola Diaz trasformandola in "macelleria messicana", là dentro ci fossero in quel preciso momento anche ragazzi e ragazze che stavano amandosi. Così anche nell'Estadio Chile. Così dovunque. [RV]

Riccardo Venturi - 11/7/2007 - 03:19


Ahi! Come insegnante mi sento punto sul vivo! Sì, è vero spesso che la repressione comincia con la scuola.
Mi viene in mente "Centochiodi" l'ultimo bellissimo film di Ermanno Olmi; il maresciallo dei carabinieri chiede al protagonista (un insegnante che è scappato dalla scuola) se lui ha mai fatto parte di qualche associazione eversiva o terroristica, e lui gli risponde:
"Sì, facevo parte della classe docente"
E il maresciallo: "Ma questo non è un reato!"
E il prof: "Qualche volta sì".
Voglio dire (al di là di Olmi, che con quel dialogo intende secondo me qualche cosa di peggio della repressione) che qualche volta si riesce, come insegnanti, a trasmettere dei valori non propriamente repressivi. Io quest'anno (anche grazie a voi e al vostro sito) ho fatto un percorso sulle guerre del 1900 e sulle loro canzoni e a fine anno, nel tema scritto di italiano, un mio alunno (Nicola, ragazzo simpaticissimo) mi ha scritto: "Ringrazio il mio prof di italiano per avermi fatto cambiare idea sulla guerra".
Che abbia mentito per ruffianarsi con me? Oppure: gli ho fatto un lavaggio del cervello all'incontrario? Non credo nessuna delle due, dato che il ragazzo non era per niente malizioso ed io sono stato piuttosto neutrale nell'affrontare l'argomento.
Insomma, a me ha fatto piacere pensare che almeno uno ha raccolto qualche pensiero libero buttato là, da un povero cristo di prof che fa quello che è capace di fare per far ragionare dei ragazzi.
Tutto qua! Ciao a tutti

Renato Stecca - 15/7/2007 - 00:59


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