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All'Elba non c'è più Napoleone

Alberto Carletti
Lingua: Italiano


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Canzone composta da Alberto Carletti
Song composed by Alberto Carletti
Chanson composée par Alberto Carletti

3 maggio 1814: l'arrivo di Napoleone a Portoferraio.
3 maggio 1814: l'arrivo di Napoleone a Portoferraio.


Non sono, purtroppo, molte le notizie che sono riuscito a reperire su Alberto Carletti, chansonnier di Rio Marina che è anche l'autore di “Elba terra nostra” (scritta nel 1945), la canzone che un po' è riconosciuta come “inno dell'Elba”. Da quanto si trova in rete, Alberto Carletti è scomparso nel maggio del 2008 a Livorno; suo fratello Carlo Carletti (noto come Carlo D'Ego), anch'egli poeta e animatore culturale riese (e del Cavo), è scomparso pochi anni dopo. Le canzoni di Alberto Carletti, vale a dire questa che qui si presenta e l' “Elba terra nostra” di cui sopra, sono state interpretate e incise da Giorgio Onorato, cantante e interprete folk romano, in un disco 45 giri GEVOX (di un anno che non mi è stato possibile identificare, ma sicuramente tra gli anni '50 e '60), con orchestrazione del maestro Roberto Pregadio, famoso per la sua direzione d'orchestra nel programma radiofonico e televisivo “La Corrida” di Corrado Mantoni. Quanto segue sono alcune mie considerazioni e impressioni personali.

Da elbano di origine, a Napoleone ci ho fatto per forza di cose il “callo”. C'è stato un periodo, effettivamente (e senza contare il bicentenario della venuta di Napoleone all'Elba, caduto nel 2014), in cui perlomeno parecchie persone sbarcavano all'Elba per averne sentito parlare a proposito del “Grande Còrso”, di quei pochi mesi durante i quali ne era stato sovrano, del fatale destino, dei cento giorni e quant'altro. Pare che la prima vittima della battaglia di Waterloo fosse stata una cuciniera elbana, Maria Santelli, che Napoleone s'era portato dietro per le sue doti e che fu centrata dalla prima pallottola sparata il 18 giugno 1815. Quando all'Elba è arrivato il turismo più o meno di massa, che Napoleone ci sia o meno entrato, il “napoleonismo” per un po' l'ha fatta da padrone; bene o male, nei libri di storia l'Elba c'è entrata per quei pochi mesi, e il resto della sua storia millenaria è oggetto di interesse, purtroppo, di non molti. Fu tutto un fiorire di napoleoni: dall'acqua minerale (e dalle bibite) “Fonte Napoleone” (tuttora esistente) alle sardine in scatola “Napoleon”, dall'agenzia di viaggi “Napoleonelba” a non so quanti altri enti ed esercizi commerciali decorati con la “N”. Io ho sempre pensato che, tutto sommato, Napoleone Bonaparte avrebbe fatto meglio a restarci, all'Elba. Chissà che ne sarebbe stato, ma sicuramente si sarebbe evitato di finire i suoi giorni in un'altra isoletta, ben più piccola e sperduta dell'Elba.

Gli elbani, o perlomeno come mi è stato dato sempre di percepire, sono un po' tenacemente affezionati a Napoleone e un po' non lo sopportano più da mo'. Certo è che se ne sono “serviti” specialmente quando, dopo la guerra, gli stabilimenti di Portoferraio erano andati distrutti dai bombardamenti (e chiusi per sempre), e cominciava l'industria del turismo. Qualche turista francese, senz'altro, sarà stato attirato da quello Scoglio di fronte alla Corsica per motivi storici, senza contare che l'Elba ha comunque mantenuto legami storici con la Francia, di cui ha fatto parte per qualche tempo. Però, devo dire, non pochi elbani la pensano esattamente come me: in fondo, il “grande Còrso” è stato davvero un gran bìschero, lui e i suoi imperiali destini. Lo diceva anche zio Georges: Pauvres rois, pharaons, pauvre Napoléon..., e non a caso la mia Supplique è stata quella di essere seppellito sulla spiaggia di Galenzana. Noialtri, però, mica siamo imperatori; lui, che lo era dell'Elba e poteva godersi gli amori della Walewska alla Madonna del Monte, scelse invece di andare a prendere una bella batosta nel fango di Waterloo, in un diciotto di giugno invernale già per gli effetti dell'eruzione del Tambora. Buona Sant'Elena, caro Napoleone! Io, invece, all'Elba ci torno fra pochi giorni, tie'. E, come la giovane Serenella della canzone, che m'importa di Napoleone....? [RV]
Un bel mattino Serenella giunse all'Elba
Credendo di ritrovare Napoleone,
Ma con sorpresa e con grande delusione
Seppe che il còrso oramai non c'era più...

Triste e delusa pensò di ripartire,
Poi vide il sole e il mar e i verdi monti,
Vide le spiagge dorate e i bei tramonti,
Decise allora di non più ripartir...

All'Elba non c'è più Napoleone,
Ma ci son sempre i vecchi suoi sentieri,
Nella sua reggia règgiano i pensieri,
Che un giorno il mondo fecero tremar...

All'Elba non c'è più Napoleone,
Ma ci son mille cose da vedere,
Il mare azzurro, i monti e le scogliere
Un paradiso fatto per sognar.

Serenella, rapita dal colore di quel mare
Alle nebbie del Nord lassù non vorrebbe tornar...

Poi, alla sera, all'Elba s'addormenta,
L'azzurro mare canta ninna-nanna,
Spunta la luna, e dice a Serenella:
“Ma che t'importa di Napoleone...?
Ma che t'importa di Napoleone...?”

inviata da Riccardo Venturi - 14/7/2018 - 11:29



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