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Ease My Revolutionary Mind

Woody Guthrie
Lingua: Inglese


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[1946]
Parole e musica di Woody Guthrie
Una canzone mai incisa dall’autore, riprese recentemente da Tom Morello negli album di tributo collettivo “Note Of Hope: A Celebration Of Woody Guthrie” (2011) e “Woody Guthrie At 100! Live At The Kennedy Center” (2013)

Woody Guthrie At 100!

[Nell’immediato secondo dopoguerra] quella di Guthrie era una voce sempre più isolata che, dal deserto, invocava la ricostituzione della società americana e la distruzione del capitalismo. Nel luglio del 1946, scrisse così ad Asch:

“Questo è il sistema che vorrei vedere estinguersi. Ha ammazzato diversi membri della mia famiglia, ne ha gassati diversi e ne ha traumatizzati molti di più nell'ultima guerra mondiale e, in questa guerra mondiale appena passata, ne ha dispersi molti altri. Ha fatto fuggire famiglie di miei parenti e amici, centinaia di migliaia di persone, costringendole a vagare, senza una casa, peggio che se fossero cani, e a vivere tollerati meno di maiali, pecore, vacche. Questo è il sistema che ho iniziato a denunciare in tutti i modi possibili e immaginabili attraverso canzoni e ballate e persino poesie, storie, articoli di giornale, persino attraverso l'umorismo, la satira, il nonsense, la parodia e qualsiasi altro strumento su cui riuscissi a mettere le mani”.


Altri scritti di questo periodo riflettono lo smarrimento di Guthrie nell'assistere allo sgretolamento del movimento operaio intorno a sé. Scrisse nell'ottobre del 1946:

“La sensazione che si prova è un turbine confuso di follia, un mondo in rovina, una montagna di spazzatura, una sorta di folle e incasinata discarica, una visione richiamata da un foglio svolazzante, la pietra di un cordolo coperta di cartacce di chewing-gum, fiammiferi usati, tazze di carta vuote, l'odore di pattumiera, gli sguardi su tutti i volti, le spalle curve della gente, il modo in cui cammina, gironzola e striscia sui marciapiedi. Mi investe come una foschia che si stia alzando o una nebbia che si abbassi, come una campana che segnali un pericolo qui nel canale”.


Ecco, dunque, la solitudine ideologica che pervade il testo di “Ease My Revolutionary Mind”, un “blues lento e facile” scritto da Guthrie nel settembre del 1946.

(Tratto da “Woody Guthrie: American radical”, di Will Kaufman, 2011, traduzione italiana di Seba Pezzani, Arcana Edizioni, 2012)
Night is here again, baby,
I'm stretched out on my bed
Seeing all kinds of crazy notions
Running through my head;

I need a progressive woman;
I need an awfully liberal woman;
Ain't no reactionary baby
Can ease my revolutionary mind.

One hand is on my pillow
One hand is on my head,
I see a million nightmares
Tearing around inside my head;

I need a progressive woman
I need an awfully liberal woman
I need a social conscious woman
To ease my revolutionary mind.

If I could only make you see, babe,
I ache and pain and bleed,
I know you'd come a runnin'
If you blistered both your feet.

I need a progressive woman;
I need an awful liberal woman;
I need an open minded mama
To ease my revolutionary mind.

If you could see me here, baby,
Broke out with salty sweat;
No matter where you go I know
You never could forget

I need a progressive woman;
I need a liberal thinking woman;
I need an open hearted mama
To ease my revolutionary mind.

I ain't no lumpen proletariat,
And I ain't no petty bourgeoisie
But I'm gonna be a cold corpse
If you don't run here to me

I need a progressive shipmate;
I need a liberous nature lover,
But no reactionary female
Can ease my revolutionary mind.

If you're a republican or a democrat,
Or a white hood Ku Klux Klan,
No use to ring my doorbell
'Cause I'll never be your man

I want a union working woman
I want a progressive liberous woman,
I want a nice progressive mama
To ease my revolutionary mind.

inviata da Bernart Bartleby - 6/9/2017 - 15:49


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