Lingua   

Brutta gente

Enzo Jannacci


Lingua: Italiano


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[1974]
Testo di Enzo Jannacci e Beppe Viola
Musica di Enzo Jannacci
BRUTTAGENTE

A Daniela "k.d." diciamo un doppio grazie per aver contribuito alla raccolta con questa canzone. Prima di tutto per la canzone stessa; e poi perché ci dà modo di ricordare Beppe Viola, che è coautore del testo assieme allo stesso Jannacci. Ma avremmo dovuto farlo prima.

Beppe Viola.
Beppe Viola.


Riportiamo prima il testo della versione pubblicata su 45 giri nel 1974
Mettere tante divise,
servire tanti padroni,
scappare quasi sempre in posti sbagliati,
recitare troppe preghiere,
e vedere che intorno c'è sempre,
c'è sempre troppa, una strana allegria,
superbia piena di malinconia,
degli uomini ubriachi in miniera.

E poi mercanti vestiti di lino
che non potranno mai capire,
che non sapranno ascoltare
il canto delle osterie.
È brutta gente che cammina
e va sporcando la terra.
È brutta gente che cammina
e va sporcando la terra.

E dappertutto vedere
gente che guarda stupita
come mosche intontite
che non vedon neanche la torta
e conoscon solo la fretta
ma neanche un giorno di festa,

E se c'è il vino bevon il vino,
e se non c'è il vino, pazienza.
È brutta gente che cammina
e va sporcando la terra.

È brutta gente che cammina
e va sporcando la terra.

E un giorno, un giorno come un altro
credono di addormentarsi
senza capire che c'è sopra
c'è sopra un metro di terra

inviata da daniela (k.d.) - 15/3/2007 - 19:02




Lingua: Inglese

Versione tratta dall'LP "E allora...concerto" (1981)
BRUTTA GENTE

Mettere tante divise,
servire tanti padroni,
scappare sempre in posti sbagliati,
e poi recitare troppe orazioni,
e vedere che in giro c'è sempre,
sempre troppa allegria,
superbia piena di malinconia
degli uomini ubriachi di miniera.

E poi mercanti vestiti di lana
che non sapranno mai capire,
non potranno mai ascoltare
chi canta nelle osterie.

È brutta gente che cammina
e va sporcando la terra.
È brutta gente che cammina
e va sporcando la terra.

E dappertutto vedere
gente che guarda smarrita,
e come le mosche impazzite
che non vanno neanche più verso la torta
e non conoscon la fretta,
ma neanche un giorno di festa,
e non conoscon la fretta,
ma neanche un giorno di festa,
e se c'è il vino bevono il vino,
e se c'è il vino....
E se non c'è vino,
se non c'è vino, pazienza.

È la mia gente che cammina
dicon che sporca la terra.
È la mia gente che cammina
dicon che sporca la terra

È giusto un giorno come un altro
credono di, di addormentarsi,
senza sapere che c'è sopra
c'è sopra un metro di terra

6/12/2007 - 17:31




Lingua: Inglese

Versione dell'album "Come gli aeroplani" (2001)
BRUTTA GENTE

Vestire troppe divise,
servire troppi padroni,
star sempre in posti sbagliati,
recitare troppe orazioni,
e vedere che in giro c'è sempre,
sempre meno allegria,
superbia piena di malinconia
degli uomini ubriacati dalla guerra,
e poi mercanti che solcano il mare
facendosi scudo dei loro bambini
per qualche migliaio di lire
e la patente di assassini.

È brutta gente che cammina
e va sporcando la terra.
È brutta gente che cammina
e va sporcando la terra.

E dappertutto vedere
gente che guarda smarrita,
e come le mosche impazzite
che non van neanche più verso la torta
e non conoscono più neanche i figli,
conoscono solo e soltanto la fretta
al posto del cuore c'è solo un quiz
del televisore che è spento,
e se c'è il vino bevono il vino,
se c'è solo pane non mangiano niente,
aspettano solo un giorno di sole
e se non c'è il sole pazienza.

È la mia gente che cammina
dicon che sporca la terra.
È la mia gente che cammina
dicon che sporca la terra

È giusto un giorno come un altro
credono di addormentarsi,
senza sapere che c'è sopra
sopra c'è un metro di terra

6/12/2007 - 17:32


Qui si può ascoltare un commosso e fraterno ricordo di Beppe Viola, offertoci da Enzo Jannacci:

http://www.pagine70.com/jannacciviola.ram

Alberta Beccaro - Venezia - 27/1/2008 - 16:53


Il testo di questa bella canzone e' chiaramente ispirato a una famosa poesia di Antonio Machado musicata da Joan Manuel Serrat:

He andado muchos caminos,
he abierto muchas veredas;
he navegado en cien mares,
y atracado en cien riberas.

En todas partes he visto
caravanas de tristeza,
soberbios y melancólicos
borrachos de sombra negra,

y pedantones al paño
que miran, callan, y piensan
que saben, porque no beben
el vino de las tabernas.

Mala gente que camina
y va apestando la tierra…

Y en todas partes he visto
gentes que danzan o juegan,
cuando pueden, y laboran
sus cuatro palmos de tierra.

Nunca, si llegan a un sitio,
preguntan a dónde llegan.
Cuando caminan, cabalgan
a lomos de mula vieja,

y no conocen la prisa
ni aun en los días de fiesta.
Donde hay vino, beben vino;
donde no hay vino, agua fresca.

Son buenas gentes que viven,
laboran, pasan y sueñan,
y en un día como tantos,
descansan bajo la tierra.




Ho percorso molte strade,
ho aperto molti sentieri;
ho navigato in cento mari,
e attraccato a cento rive.

Dappertutto ho visto
carovane di tristezza,
superbi e melanconici
ubriachi di ombra nera,

e saccentoni dietro le quinte
che osservano, tacciono e pensano
di sapere, perché non bevono
il vino nelle osterie.

Brutta gente che va in giro
e appesta il mondo...

E dappertutto ho visto
gente che danza o gioca,
quando può, e lavora
i suoi quattro palmi di terra.

Mai, quando arriva da qualche parte,
domanda dove sia arrivata.
Quando viaggia, cavalca
in groppa a una mula vecchia,

e non conosce la fretta
neanche nei giorni di festa.
Dove c'è vino, beve vino;
dove non c'è vino, beve acqua fresca.

È buona gente che vive,
lavora, passa e sogna,
e un giorno qualunque,
riposa sotto terra.

Traduzione dallo spagnolo di Sergio Baldelli

Lorenzo - 21/2/2016 - 22:26



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