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Mein Gott, warum hast du mich verlassen? (Psalm 22)

Felix Mendelssohn Bartholdy


Lingua: Tedesco


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[III° sec. a. C. / Prima metà del XVI sec. d. C. / 1844]
Versione tedesca del Salmo 22 dal libro biblico dei Salmi, raccolta realizzata forse in Giudea nel III° secolo avanti Cristo ma con materiali anche di molto più antichi.
La versione tedesca che propongo è ripresa da Lieder.net e – se non ho capito male – l'autore sarebbe addirittura Martin Luther (1483-1546), il teologo iniziatore della riforma protestante.
Musica di Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847), compositore, direttore d'orchestra, pianista e organista tedesco, terza e ultima parte dell'Op. 78 (MWV B 51) del 1844.

Serata Colorata


Ho preferito attribuire il brano a Mendelssohn Bartholdy perchè la sua musica fu tra quella bandita dal nazismo, visto che l'autore non era ariano e, anzi, appartenente ad un'importante famiglia ebrea di Amburgo. Al contrario, la musica di Mendelssohn Bartholdy fu molto suonata nei campi in cui fascisti e nazisti rinchiusero, torturarono, uccisero e cercarono inutilmente di far sparire tutti gli ebrei d'Europa.
Infatti, come Lost in the Stars di Kurt Weill, anche questo Salmo 22 (il 21 nella numerazione greca), che inizia con l'invocazione “Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?”, fa parte del programma della “Serata Colorata – Musiche dal campo di internamento di Ferramonti”, concerto tenutosi il 26 gennaio scorso all’Auditorium Parco della Musica di Roma in occasione del Giorno della Memoria e interamente dedicato alle canzoni e alle musiche intonate e suonate dai prigionieri, in gran parte ebrei, in quel campo di concentramento che sorse nel comune di Tarsia in provincia di Cosenza.
Quello di Ferramonti è stato il principale (in termini di consistenza numerica) tra i numerosi luoghi di internamento per ebrei, apolidi, stranieri nemici e slavi aperti dal regime fascista tra il giugno e il settembre 1940, all'indomani dell'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale. Fu liberato dagli inglesi già nel 1943 ma definitivamente chiuso solo alla fine del 1945 (it.wikipedia).



Non conosco gran che le Sacre Scritture ma il “Dio mio, perchè mi hai abbandonato?” è l'invocazione di Cristo in croce nel Nuovo Testamento, la stessa che alcuni secoli prima il popolo ebraico emise durante l'esilio babilonese, registrata nell'Antico Testamento, e ancora la stessa disperata domanda che tanti ebrei gridarono rinchiusi nei ghetti e nei campi di concentramento e sterminio durante la seconda guerra mondiale... Lo stesso interrogativo che nella sua struggente “Lost in the Stars” si poneva Kurt Weill nel 1949, scampato allo sterminio dei suoi fratelli di fede in Europa...
Mein Gott, mein Gott, warum hast du mich verlassen?
Ich heule, aber meine Hilfe ist ferne.
Mein Gott, des Tages rufe ich, so antwortest du nicht;
und des Nachts schweige ich auch nicht.
Aber du bist heilig, der du wohnest unter dem Lob Israels.
Unsere Väter hofften auf dich, und da sie hofften, halfest du ihnen aus.
Zu dir schrieen sie und wurden errettet;
sie hofften auf dich und nicht zuschanden.
Ich aber bin ein Wurm und kein Mensch,
ein Spott der Leute und Verachtung des Volks.
Alle, die mich sehen, spotten mein, sperren das Maul auf
und schütteln den Kopf
Er klage es dem Herrn, der helfe ihm aus und errette ihn,
hat er Lust zu ihm!
Denn du hast mich aus meiner Mutter Leibe gezogen; du warest meine Zuversicht,
da ich, noch an meiner Mutter Brüsten war.
Auf dich bin ich geworfen aus Mutterleibe;
du bist mein Gott von meiner Mutter Leib an.
Sei nicht ferne von mir, denn Angst ist nahe;
denn es ist hie kein Helfer.
Große Farren haben mich umgeben,
fette Ochsen haben mich umringet;
ihren Rachen sperren sie auf wider mich
wie ein brüllender und reißender Löwe.
Ich bin ausgeschüttet wie Wasser; alle meine Gebeine haben sich zertrennet;
mein Herz ist in meinem Leibe wie zerschmolzen Wachs.
Meine Kräfte sind vertrocknet wie ein Scherben,
und meine Zunge klebet an meinem Gaumen;
und du legest mich in des Todes Staub.
Denn Hunde haben mich umgeben, und der Bösen Rotte
hat sich um mich gemacht; sie haben meine Hände
und Füße durchgraben.
Ich möchte alle meine Beine zählen.
Sie aber schauen und sehen ihre Lust an mir.
Sie teilen meine Kleider unter sich
und werfen das Los um mein Gewand.
Aber du, Herr, sei nicht ferne;
meine Stärke, eile, mir zu helfen!
Errette meine Seele vom Schwert,
meine Einsame von den Hunden!
Hilf mir aus dem Rachen des Löwen
und errette mich von den Einhörnern.
Ich will deinen Namen predigen meinen Brüdern,
ich will dich in der Gemeine rühmen.
Rühmet den Herrn, die ihr ihn fürchtet;
es ehre ihn aller Same Jakobs, und vor ihm scheue sich aller Same Israels!
Denn er hat nicht verachtet noch
verschmähet das Elend des Armen
und sein Antlitz vor ihm nicht verborgen,
und da er zu ihm schrie hörete er's.
Dich will ich preisen in der großen Gemeine;
ich will meine Gelübde bezahlen vor denen, die ihn fürchten.
Die Elenden sollen essen, daß sie satt werden,
und die nach dem Herrn fragen, werden ihn preisen;
euer Herz soll ewiglich leben.
Es werde gedacht aller Welt Ende, daß sie sich zum Herrn bekehren,
und vor ihm anbeten alle Geschlechter der Heiden.
Denn der Herr hat ein Reich, und er herrschet unter den Heiden.
Alle Fetten auf Erden werden essen und anbeten;
vor ihm werden Kniee beugen
alle, die im Staube liegen, und die, so kümmerlich leben.
Er wird einen Samen haben, der ihm dienet;
vom Herrn wird man verkündigen zu Kindeskind.
Sie werden kommen und seine Gerechtigkeit
predigen dem Volk, das geboren wird,
daß er's tut.

inviata da Bernart Bartleby - 2/2/2017 - 22:56



Lingua: Italiano

Traduzione italiana dal libretto di sala della “Serata Colorata”
SALMO 22. DIO MIO, PERCHÈ MI HAI ABBANDONATO?

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Urlo, ma il mio aiuto è lontano.
Dio mio, ti invoco di giorno, ma tu non rispondi;
nemmeno la notte taccio.
Ma tu sei santo, tu che abiti tra le lodi
di Israele.
I nostri padri hanno sperato in te;
e poiché hanno sperato li hai soccorsi.
Ti invocarono, e furono salvati;
hanno sperato in te e non sono rimasti delusi.
Ma io sono un verme, un non uomo,
vergogna delle genti, disprezzato dal popolo.
Si fanno beffe quelli che mi vedono,
storcono il naso, scuotono il capo:
Si rivolga al Signore, lui lo liberi e lo salvi,
se davvero lo ama.
Io sono come acqua versata,
sono slogate tutte le mie ossa.
II mio cuore è come cera che si scioglie tra le mie viscere.
Le mie forze sono aride come un coccio,
la mia lingua è attaccata al palato,
mi deponi su polvere di morte.
Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malvagi;
hanno legato le mie mani e i miei piedi.
Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu Signore, non stare lontano da me.
Mia forza, vieni presto in mio aiuto.
Salva la mia anima dalla spada,
libera il mio unico bene dai cani.
Salvami dalla vendetta dei leoni,
e dalle corna dei bufali.
Voglio annunciare il tuo nome ai miei fratelli,
voglio lodarti in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi che lo temete!
Lo lodi la discendenza di Giacobbe,
si prostri a lui la discendenza di Israele,
perché egli non ha disprezzato la sofferenza del povero,
non gli ha nascosto il suo volto
ed ha ascoltato il suo grido.
Voglio lodarti nella grande assemblea;
scioglierò i miei voti davanti a coloro che lo temono.
I poveri mangeranno e saranno saziati;
e coloro che chiedono al Signore lo loderanno;
il loro cuore vivrà in eterno.
Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra,
davanti a te si prostreranno tutte le famiglie dei popoli.
Perché del Signore è il regno,
è lui che domina sui popoli.

inviata da Bernart Bartleby - 2/2/2017 - 22:56


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