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Valerio Verbano (Roma, 25 febbraio 1961 – 22 febbraio 1980)
Valerio Verbano (Roma, 25 febbraio 1961 – 22 febbraio 1980)

Nella Roma degli “anni di piombo”, Carla Verbano ha visto morire il figlio Valerio, diciannovenne. Tre persone incappucciate si sono introdotte in casa sua, l’hanno immobilizzata e hanno atteso il ritorno del figlio per sparargli. Ancora oggi non si conosce il nome dei colpevoli


Il 22 febbraio del 1980, intorno alle 12:44, tre giovani armati e coperti da un passamontagna si introducono con una scusa in casa Verbano, al quarto piano di via Monte Bianco 114, nel quartiere romano di Monte Sacro. Spacciandosi per amici del figlio riescono a convincere i genitori di Verbano ad aprire le porte della loro abitazione; una volta introdottisi all'interno dell'appartamento, armati di pistole con silenziatore, i tre legarono e imbavagliarono i genitori che, immobilizzati con nastro adesivo, furono portati nella loro camera da letto. A quel punto, rimasero in attesa del rientro di Valerio, non ancora rincasato da scuola.

Al suo ritorno, intorno alle 13:40, aperta la porta di casa, Verbano viene subito assalito dai tre. Nella colluttazione che segue, riesce a disarmare uno degli assalitori e a tentare la fuga attraverso una delle finestre dell'appartamento. Viene però raggiunto da un colpo di arma da fuoco alla schiena che gli perfora l'intestino e lo fa cadere gravemente ferito sul divano del salotto. Quando gli aggressori si danno alla fuga, nella concitazione, lasciano nell'appartamento un passamontagna, una pistola calibro 38 con silenziatore, un guinzaglio per cani, un paio di occhiali da sole e un bottone di camicia.

Allertati dallo sparo, i vicini di casa accorsi nell'appartamento dei Verbano immediatamente dopo la fuga degli assassini, si attivano per liberare i genitori e per soccorrere invano il ragazzo che morirà poco dopo, ancor prima di essere caricato nell'ambulanza che lo avrebbe trasportato all'ospedale.

L'omicidio ebbe una grandissima risonanza cittadina, grazie anche alla militanza politica di Verbano. Il 25 febbraio, giorno dei funerali (e del suo compleanno), si registrarono diversi episodi di violenza dei gruppi legati all'Autonomia duramente repressi con cariche e lacrimogeni dalla polizia, fin dentro il cimitero del Verano, dove Verbano fu sepolto. Dalle finestre del commissariato di San Lorenzo, quartiere romano attiguo al cimitero, vengono addirittura esplosi diversi colpi di pistola sul corteo funebre.


Carla Zappelli Verbano morta a Roma il 6 giugno 2012 a 88 anni
Carla Zappelli Verbano morta a Roma il 6 giugno 2012 a 88 anni
Quel gattino di peluche è ancora sul divano
la tua foto che mi osserva o sembra guardare lontano
il tuo sguardo quello sguardo intenso dentro me
c'è un mistero c'è un delitto ma un colpevole ancora non c'è

Sono anni senza scampo sono giorni di violenza
rabbia piombo e morti uno stato che mostra impotenza
scrivi, scatti foto, sei graffiante, sei furtivo
sei fastidio, sei di troppo, adesso tu sei un obiettivo

Una scritta rossa gigantesca sopra un muro
ci racconta di una madre che ha trentanni nel dolore
ci ricorda storie truci, fuoco e sangue, assurde morti
per un eskimo indossato o leggendo l'Unità

I volti coperti e le pistole sono in tre
salgon lenti per le scale vengono per uccidere
suona il campanello, Carla apre ma non sa
che in un solo istante tutto quanto per lei cambierà

Terrore puro entra in casa e dentro lei
è sul letto imbarbagliata e spera che non tornerai
poi una lotta furibonda ed un colpo di pistola
ti hanno ucciso da vigliacchi lasciata per sempre sola

Una scritta rossa gigantesca sopra un muro
ci racconta di una madre che ha trentanni nel dolore
ci ricorda storie truci, fuoco e sangue, assurde morti
per un eskimo indossato o leggendo l'Unità

Per trent'anni c'è uno stato che non guarda chi ha paura
meglio cancellar la storia sotto un'ombra ignobile e scura
lapidi sfregiate, e tutt'intorno l'omertà
anche un giudice ammazzato per difendere l'impunità

Ma Carla non si arrende scende in strada nei quartieri
nelle piazze tra i palazzi ascoltando le storie di ieri
Carla morde ancora, non si abbassa ed è tenace
fredda fino a smascherare questo gesto fascista ed atroce

Non si ferma, non si stanca, cerca senza sosta
per avere finalmente giustizia e verità
forse un giorno l'assassino busserà di nuovo
Carla aspetta è sicura che quel giorno arriverà

Non si ferma, non si stanca, cerca senza sosta
per avere finalmente giustizia e verità
forse un giorno l'assassino busserà di nuovo
Carla aspetta è sicura che quel giorno arriverà

inviata da dq82 - 16/5/2016 - 12:16


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