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Benedetta la Sicilia

Fausto Mesolella


Lingua: Italiano


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(Fausto Mesolella)


2016

Fausto-Mesolella-foto-di-Alfredo-Buonanno


Fausto ha dedicato una canzone alla Sicilia e a Lampesusa in occasione della sua partecipazione al concerto del 1° maggio a Roma in diretta televisiva. La motivazione nasce dal fatto che tutti si lamentano per gli immigrati, persino Austria e paesi nordici. Tutti tranne la Sicilia, che è la prima meta di chi scappa dalle proprie terre, dalla povertà e dalla guerra. Questa estrema dignità ha spinto Fausto a raccontarne la storia attraverso persone che hanno resa orgogliosa la Sicilia, figli e non che l'hanno difesa con coraggio o celebrata con l'arte e la musica.
Benedetta la Sicilia
Che ci fa sognare
Benedetta la Sicilia
Che ci sa abbracciare
Benedetto Sciascia
Che la seppe raccontare
Benedetto Modugno
Che la seppe musicare
Benedetto Guttuso
Che la seppe disegnare
Benedetto Falcone
Benedetto Borsellino
Benedetti gli eroi
Dell'infame destino
Benedetto Livatino
Il giudice bambino
Benedetta la passione
Di Rosa Balistreri
Benedetta Lampedusa
A cui chiediamo scusa

Maledetta la barca
Maledetto il sale
Maledetta l'onda
Che ci fece affogare
Maledetti i soldi
Maledetti i padroni
Maledetto l'odio
Tra le religioni
Maledetto l'odio

Benedetto Battiato
Che l'ha saputa trasportare
Benedetto Tornatore
Che tornó da vincitore
Benedetto Franco
Benedetto Ciccio
Benedetti i pupi
Di Mimmo Cuticchio
Benedetta Lampedusa
A cui chiediamo scusa

inviata da dq82 - 2/5/2016 - 02:32


Addio a Fausto Mesolella, storico chitarrista della Piccola Orchestra Avion Travel
L'artista, nato a Caserta nel 1953, è deceduto oggi pomeriggio per infarto. Ha lavorato per moltissimi artisti, da Nada a Bocelli, salendo sul palco di Sanremo (e vincendo) svariate volte. Aveva 64 anni
VALERIA RUSCONI
30 Marzo 2017

È morto Fausto Mesolella, chitarrista, compositore, componente storico della Piccola Orchestra Avion Travel guidata da Peppe Servillo con cui vinse al Festival di Sanremo nel 2000 con Sentimento. Aveva 64 anni. Nato a Caserta il 17 febbraio 1953, è deceduto oggi pomeriggio nella sua città dopo essere stato colto da malore a Macerata Campania, dove abitava. Inutili i soccorsi chiamati dalla moglie e l'intervento del medico chiamato d'emergenza. Qualche anno fa era già stato colpito da infarto.

La notizia è stata lanciata su Twitter da Red Ronnie, che ha scritto: "Ciao @faustomesolella Sono allucinato. Com'è possibile?!? Ci incontreremo sicuramente nell'altra dimensione"), la notizia della morte è stata confermata da fonti vicine alla famiglia.

Fausto Mesolella comincia a suonare la chitarra da adolescente, quando ha 12 anni. Dalla - divertente - biografia sul suo sito ufficiale, si specifica: "Suona tutti i giorni feriali e festivi dalle 16.30 alle 17.30, durante l’ora di ricreazione consentita in un convitto nazionale, che frequenterà per molti anni". Alla domanda su che cosa rappresentasse quello strumento, Mesolella non aveva esitazioni: "Il termine compagna di vita per la mia chitarra è davvero molto indicato e, in quanto tale, dovrà esserlo fino alla fine, spero!". Nel 1968, ed esattamente il 4 agosto, Mesolella afferma di essere ufficialmente diventato un professionista: suona con il suo primo gruppo, i Condor, e l'occasione è particolare: il matrimonio di Ugo, il parrucchiere che taglia i capelli ai suoi compaesani, precisamente in via Roma, a Caserta.

Nel 1970, dopo lo scioglimento dei Condor, forma i Coronilla Varia, gruppo dura pochi mesi. Arrivano i La Prima Pagina, con i quali gira, localmente, feste privato, balere e ancora matrimoni. Poi, è stata musica per tutta la vita, su palchi piccoli e più grandi. E sempre più grande diventava il gruppo di musicisti con cui si accompagna: dal 1974 al 1975 fa parte dell’orchestra di Augusto Martelli poi, nel 1978, forma il trio I Mediterranea. Con loro incide l'album Ecce Rock. Scherza ancora, Mesolella: "Venne distribuito non in Italia ma solo in Giappone (non si sa perché)". Con I Mediterranea finisce anche a Sanremo, nel 1981, con un brano arrangiato per Umberto Napolitano.

Saranno però gli anni Ottanta a rappresentare, per lui, la vera svolta. Nel 1986 entra a far parte della Piccola Orchestra Avion Travel di Peppe Servillo. È il 16 gennaio: una data storica perché la stessa sera, dopo la prima prova, a Mesolella rubano il bene più prezioso: il suo strumento, la chitarra. Ma di chitarra ne arriverà presto un'altra e sarà con quella che, insieme agli Avion Travel, vince la prima edizione di Sanremo rock del 1987.

Tra un tour e l'altro, insieme a Paolo Belli e con gli Avion Travel, nel 1994 forma il Nada Trio. Sul palco dell'Ariston ci torna nel 1998 con gli Avion Travel, e vincerà: il brano si intitola Dormi e sogna, che riceve anche il premio della critica, il premio come miglior arrangiamento e quello come miglior canzone. Due anni dopo, nel 2000, è ancora vittoria, alla cinquantesima edizione del Festival con Sentimento. Mesolella è anche produttore: cura i lavori di Alessio Bonomo, Nada, Patrizia Laquidara, Giorgio Conte, mentre nello stesso anno compone Si voltò per l’album Cieli di Toscana di Andrea Bocelli. Nel disco c'è anche un altro brano, intitolato L'incontro, su cui Bocelli vuole Mesolella. La voce narrante è di Bono degli U2.

Lavora per Samuele Bersani, scrive il brano Na stella per Gian Maria Testa, Gianna Nannini lo chiama per una collaborazione. E ancora arrivano Tricarico, Maria Nazionale, Raiz degli Almamegretta, Fiorella Mannoia. Parte in tour con Mannarino. Compone la colonna sonora del film di Fabrizio Bentivoglio, Lascia perdere Jonny. Infine, ancora onorificenze: il 15 dicembre del 2007 riceve il premio Ennio Morricone come miglior compositore al Film Festival di Roma proprio per le musiche composte per il lungometraggio di Bentivoglio. Un anno dopo, arriva la nomination al David di Donatello. Non lo vincerà, ma la sua colonna sonora otterrà il Ciak d’Oro. Ancora colonne sonore: all'inizio del 2010 inizia a scrivere per il film muto del 1924 Il ladro di Bagdad, che esce nelle edicole in allegato con L’Espresso; poi, alla fine dello stesso anno, è autore della colonna sonora di Into Paradiso di Paola Randi che arriva fino al Festival di Venezia. Per Mesolella sarà la seconda nomination ai David di Donatello.

Era instancabile, Fausto Mesolella, ed era soprattutto umile. Aveva la pazienza di fermarsi a parlare con chiunque gli chiedesse il mistero della musica, della sua musica, e volesse sentirsi raccontare i segreti delle armonie musicali. Voleva suonare ancora, sperimentare. Spiegava in un'intervista del 2007: "Vorrei fare una cosa semplice. Dopo 40 anni di onorata carriera, di cui 26 con gli Avion Travel, vorrei farmi un piccolo regalo: vorrei fare un disco di chitarra, però, senza metterlo in vendita. Vorrei regalarlo a tutte quelle persone che mi hanno permesso, con la loro stima e il loro affetto, di fare il mestiere che tutt’ora faccio… il chitarrista".

repubblica.it

Dq82 - 31/3/2017 - 07:07


Krzysiek - 31/3/2017 - 17:11



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