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La Avenida de los Tilos

Luciana


Lingua: Spagnolo


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(Karel “Kajuh” Destovnik)
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(Sui Generis)
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(E.A. Mario)


[1976]
Parole di María de la A, pseudonimo di María Wérnicke (1930-2013), poetessa e scrittrice nativa di Buenos Aires ma che visse fino alla morte a Mar del Plata
Musica di Carlos Eduardo Rodríguez Montoya, in arte Marco Montoya, o semplicemente Marquito, compositore argentino marplatense.
In “Luciana 3”, LP di Ana Matilde Alsina, in arte Luciana (1942-) pubblicato nel 1976

Luciana 3

Il Viale dei Tigli, o Diagonal Pueyrredón, fa parte di un’area verde nel centro di Mar del Plata.

Una canzone che non sarebbe stata altro che una delle tante canzoni romantiche d’amore perduto se all’epoca non ne fosse stata vietata ogni trasmissione da parte della Giunta militare, che vi leggeva delle allusioni - forse non del tutto involontarie - alla repressione, alle sparizioni forzate, alla paura, all’“autunno senza voce” che le bestie sanguinarie protagoniste del cosiddetto “Proceso de Reorganización Nacional” stavano portando avanti già da qualche anno, anche se formalmente solo dal golpe del marzo di quell’anno.



Proprio a Mar del Plata, per esempio, gli squadroni della morte della “Triple A”, l’Alleanza Anticomunista Argentina, agivano impuniti già da parecchio tempo...
Nell’aprile del 1975 uomini armati e incappucciati scesi da una macchina senza targa prelevarono da casa sua Hernan Rocca, un ragazzo la cui unica passione era lo sport, essendo mediano di mischia nella locale squadra di rugby, il La Plata Rugby Club, detti Los Canarios, per via della maglia completamente giallo canarino... I rapitori avevano scambiato Hernan per suo fratello Marcelo, un militante dei Montoneros, organizzazione armata della sinistra peronista, ma non si fecero scrupoli e lo ammazzarono lo stesso. Il corpo del rugbista fu ritrovato con le mani legate dietro la schiena, crivellato di colpi.
La domenica seguente i Canarios erano impegnati in una partita con la squadra uruguaya del Club Champagnat... Chiesero ed ottennero un minuto di silenzio per il compagno assassinato ma al fischio d’inizio nessuno di loro si mosse, e con loro restarono immobili e silenziosi gli avversari ed il pubblico... Il minuto di silenzio divennero dueminuti, poi quattro, sette, fino a dieci, dieci interminabili minuti, un silenzio che era diventato un urlo di rabbia contro gli assassini sanguinari che ancora operevano nell’ombra ma che di lì a qualche mese si sarebbero impadroniti del potere e delle vite di un’intero popolo...
La “provocazione” dei giovani atleti non sfuggì ai carnefici, che decisero per la punizione collettiva.
Tra l’estate del 1975 e quella del 1978 furono rapiti e fatti sparire ben 16 titolari della squadra, quasi l’intera formazione... l’unico sopravvissuto fu Raul Barandiaran, oggi architetto.

I nomi dei desaparecidos, giovani tra i 20 e i 30 anni:
Otilio Pascua, Santiago Sánchez Viamonte, Mariano Montequín, Pablo Balut, Jorge Moura, Rodolfo Axat, Alfredo Reboredo, Luis Munitis, Marcelo Bettini, Abel Vigo Comas, Eduardo Navajas, Mario Mercader, Pablo del Rivero, Enrique Sierra, Julio Álvarez, Hugo Lavalle.

La Plata Rugby Club

Della storia dei rugbisti marplatensi cui fu tolta la voce e la vita in quel paese sprofondato nel freddo di un autunno d’odio - così come cantava Luciana - hanno parlato il giornalista argentino Gustavo Viega nel suo libro “Deporte, desaparecidos e dictatura” (2006, in seguito diventato una miniserie documentaria) ed il nostro Claudio Fava nel suo “Mar del Plata” (2013, diventato recentemente uno spettacolo teatrale)
Ayer he caminado más que sola
ayer he caminado sin vos
y estaba la Avenida de los Tilos
tan largamente triste que pensé
que el otoño es igual que este color
de ese color, de caminar sin vos.

Ayer he caminado más que sola
ayer he caminado sin vos
y estaba la avenida como un río
de otro país tan pobremente frío
tan largamente triste, en que pensé
que el otoño es igual que el desamor.

Ayer he caminado sin vos
y todo lo que he visto no lo he visto
apenas he mirado porque tuve
mucho miedo, aquí en el corazón.

Ayer he caminado más que sola
ayer he caminado sin vos
y estaba la Avenida de los Tilos
tan largamente triste que pensé
¿en que país estoy, si estoy sin vos
en que país, hecho de desamor?

Ayer he caminado sin vos
y todo lo que he visto no lo he visto
apenas he mirado porque tuve
mucho miedo, aquí en el corazón.

Ayer he caminado más que sola
ayer he caminado sin vos
y estaba la Avenida de los Tilos
tan largamente triste que pensé
¿en que país estoy, si estoy sin vos
en que país, hecho de desamor?

inviata da Bernart Bartleby - 2/1/2016 - 23:31


Aggiungerei la canzone, se siete d'accordo, al percorso sulle Canzoni d'Amore Contro la Guerra...

Aggiungo anche che il destino di "La Avenida de los Tilos" mi pare molto simile a quello di un'altra canzone, che è Rasguña las piedras: entrambe volevano forse raccontare qualcos'altro, vicende più intime, e invece alla luce della realtà sono assurte a "Canzoni Contro la Morte", come ben diceva Riccardo a commento della sua traduzione del brano dei Sui Generis di Charly García: "È una canzone contro la morte. È questo il nostro vero tema"

Bernart Bartleby - 3/1/2016 - 16:20


Non mi ero accorto che c'era già una canzone, contribuita pure di recente, sulla vicenda dei giovani rugbysti argentini, Ellos nos han separado...
Grazie DQ82!

Bernart Bartleby - 8/2/2016 - 13:03



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