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Allende

Mario Benedetti


Lingua: Spagnolo


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[1983]
Poema de Mario Benedetti
Música de Mario Benedetty y Daniel Viglietti
Poesia di Mario Benedetti
Musica di Mario Benedetti e Daniel Viglietti


vigliettibenedetti


Mario Benedetti scrisse Allende nel 1983, pubblicando la poesia sulla rivista Punto Final. Fu poi musicata da lui stesso e da Daniel Viglietti, che la cantò e incise nell'album "Daniel Viglietti - Mario Benedetti a dos voces".
Para matar al hombre de la paz
para golpear su frente limpia de pesadillas
tuvieron que convertirse en pesadilla,
para vencer al hombre de la paz
tuvieron que congregar todos los odios
y además los aviones y los tanques,
para batir al hombre de la paz
tuvieron que bombardearlo hacerlo llama,
porque el hombre de la paz era una fortaleza

Para matar al hombre de la paz
tuvieron que desatar la guerra turbia,
para vencer al hombre de la paz
y acallar su voz modesta y taladrante
tuvieron que empujar el terror hasta el abismo
y matar mas para seguir matando,
para batir al hombre de la paz
tuvieron que asesinarlo muchas veces
porque el hombre de la paz era una fortaleza

Para matar al hombre de la paz
tuvieron que imaginar que era una tropa,
una armada, una hueste, una brigada,
tuvieron que creer que era otro ejercito,
pero el hombre de la paz era tan solo un pueblo
y tenia en sus manos un fusil y un mandato
y eran necesarios mas tanques mas rencores
mas bombas mas aviones mas oprobios
porque el hombre de la paz era una fortaleza

Para matar al hombre de la paz
para golpear su frente limpia de pesadillas
tuvieron que convertirse en pesadilla,
para vencer al hombre de la paz
tuvieron que afiliarse siempre a la muerte
matar y matar mas para seguir matando
y condenarse a la blindada soledad,
para matar al hombre que era un pueblo
tuvieron que quedarse sin el pueblo.

inviata da adriana - 15/12/2006 - 16:07



Lingua: Italiano

Versione italiana ripresa dal blog di Alessio Lega
ALLENDE

Per uccidere l'uomo della pace
per colpire la sua fronte senza incubi
dovettero diventare loro l'incubo,
per vincere sull'uomo della pace
dovettero invitare tutto l'odio
e poi anche i bombardieri e i carrarmati,
per abbattere l'uomo della pace
dovetterlo bombardarlo, farlo fiamma,
perchè l'uomo della pace era una fortezza.

Per uccidere l'uomo della pace
dovettero scatenare la guerra torbida,
per vincere sull'uomo della pace
e far tacere la voce modesta e trapanante
dovettero spingere il terrore fino all'abisso
e uccidere di più, per continuare a uccidere,
per abbattere l'uomo della pace
dovettero assassinarlo molte volte
perchè l'uomo della pace era una fortezza.

Per uccidere l'uomo della pace
dovettero immaginare che era una truppa
un'armata, una banda, una brigata
dovettero credere che era un altro esercito
ma l'uomo della pace era solo e solamente un popolo
con in mano un fucile ed un mandato
e furono necessari più carrarmati e più rancore
più bombe e bombardieri, più obbrobbrio
perchè l'uomo della pace era una fortezza.

Per uccidere l'uomo della pace
per colpire la fronte senza incubi
dovettero diventare loro l'incubo,
per vincere sull'uomo della pace
fecero un patto eterno con la morte:
uccidere e uccidere per continuare a uccidere
e condannarsi in solitudine blindata,
per uccidere un uomo che era un popolo
dovettero restare da soli.

inviata da adriana - 15/12/2006 - 16:30


‎"Aquella lente destrozada",installazione che per qualche tempo, nel 2003, ha campeggiato davanti alla Moneda a Santiago del ‎Cile. Purtroppo non so chi sia l’autore di questo bell’omaggio ad Allende.‎



Bartleby - 1/12/2011 - 09:00



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