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Classe '58

Pooh


Lingua: Italiano


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Dall'album "Boomerang" (1978)
Boomerang

Anche questa è una canzone contro la guerra, quella “guerra” subita anche in tempo di pace da tanti giovani. La guerra non esiste solo quando si combatte, ma anche quando si prepara: decidendo strategie economiche e militari, stanziando fondi, costruendo armi e costruendo soldati. Poi, magari, sono soldati che, grazie a Dio, non combatteranno mai una guerra vera, ma intanto avranno passato un anno della loro vita a marciare avanti e indietro e a ripetere parole e gesti dei quali probabilmente avrebbero volentieri fatto a meno. Oggi, anche in Italia, la difesa militare è affidata a soldati di professione, ma fino a pochi anni esisteva la leva obbligatoria e c’era chi – come questo ragazzo di questa canzone dei Pooh – si trovava a fare i conti con questa realtà. E’ una canzone, con la musica e le parole tipicamente popolari dei Pooh, che fotografa tante cose che ormai non ci sono più e che sono pezzi di autentica memoria storica. A molti, riascoltandola, verranno magari in mente tutte le volte che si sono chiesti: “Ma io cosa ci faccio qui con questo fucile in mano? E a cosa sto facendo la guardia?”
Un biglietto del tram, mille lire di film
e così se ne va
la tua libera uscita, il tuo colpo di vita in città
se ne va.
Sotto la luna, le donne tra i fuochi di gomme di periferia,
al tuo sguardo di gatto sperduto han sorriso e han risposto:
ragazzo, fa presto.
E ora torni a dormire con gli altri, col cuore per terra
aspettando le guerra,
Soldato d’Italia che guardi la notte in silenzio dai vetri del tram.
Una birra un juke box, la Domenica Sprint
e così se ne va
anche il giorno di festa e l’angoscia è rimasta con te
più che mai.
Tutta la gente lì intorno alla fine del giorno
ha il suo letto di casa,
mentre tu butti un anno di vita appoggiato a un fucile
di guardia a un cortile.
La tua casa ha i balconi sul mare c’è odore di viole
nei giorni di sole.
Un cespuglio di luci si specchia nel porto stasera
che è giorno di fiera,
Soldato d’Italia che ascolti il Silenzio
parlando a una fotografia.

inviata da i.fermentivivi - 21/11/2006 - 08:13


canzone bellissima, nel 1989 anche io ho buttato un anno per lo stato italiano per fare la leva obbligatoria, certo che comunque è stato un anno bellissimo perche' ho conosciuto molti amici di tutta italia, forse stavamo meglio prima...grazie x il testo

cosimo 70TA0756

cosimo laneve - 5/9/2015 - 16:56


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