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3. Oktober '91

Reinhard Mey


Lingua: Tedesco

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Alerta antifascista
(ZSK)
Die Ballade von Antonio Amadeu Kiowa
(Konstantin Wecker)
The Day The Nazi Died
(Chumbawamba)


[1992]
Parole e musica di Reinhard Mey
Nell’album intitolato “Alles Geht!”

Alles Geht!

Non so se Reinhard Mey si riferisse ad un episodio specifico... Certamente in “3. Oktober '91” - primo anniversario della riunificazione tedesca - parla della violenza neonazista, razzista e xenofoba nella Germania postunitaria.
Dopo il macello nazista e fino al 1980 in Germania Ovest cadde una spessa coltre di silenzio sulle azioni dei gruppi neonazisti, anche perchè per anni l’attenzione dell’opinione pubblica fu artatamente dirottata sul terrorismo di sinistra e della Rote Armee Fraktion (RAF), gruppo Baader-Meinhof, in particolare. Eppure tra il 1980 - quando il problema entò nelle statistiche ufficiali - e la riunificazione, non furono meno di 20 gli attentati e gli agguati mortali portati da neonazisti contro militanti di sinistra, immigrati, omosessuali e senzatetto.

Neonazisti tedeschi


Dopo la riunificazione - così come testimoniava Reinhard Mey già nel 1992 - la violenza neonazista si è di molto intensificata, causando almeno 184 morti secondo la stima della Fondazione Amadeu Antonio, intitolata ad un giovane immigrato angolano che nel novembre del 1990 fu assassinato da un gruppo di skinhead ad Eberswalde, nel Brandenburgo (si veda la canzone Die Ballade von Antonio Amadeu Kiowa di Konstantin Wecker). Le stime ufficiali sono invece molto più basse (60 morti, tre volte di meno) ma solo perchè sono più selettive, limitandosi a prendere in considerazione gli episodi di violenza strettamente politica e non anche quelli imputabili a razzismo, xenofobia, omofobia e attacchi contro persone senzatetto (tipologia di crimine d’odio sempre più frequente, anche da noi, che però non ha ancora un suo termine descrittivo sintetico).
Ein ungewohnter Hauch von Feiertag liegt auf der Stadt.
Kein Stau, kein Lärm, die Schienen der Straßenbahn glänzen matt
In der Vormittagssonne. Noch ein Spätsommeridyll!
Die Läden sind geschlossen, all die Fahnen hängen still.
Seit vierundzwanzig Jahr‘n ist Mehmet in der Gießerei.
Seit vierundzwanzig Jahr‘n kommt er hier jeden Tag vorbei.
Heut hat er keine Eile. Er kann im Vorübergehn im
TV-Shop im Schaufenster die Feierstunde sehn:
Dreidutzendfach der Präsident von einer Monitorwand,
Und es geht um Recht und Freiheit – für jeden in diesem Land.

Mehr als die Hälfte seines Lebens arbeitet er hier.
Zwei Töchter und ein Sohn sind aufgewachsen im Revier.
Seine Kollegen mögen ihn, still und gewissenhaft,
Drei Zimmer und ein Ford Escort, ja, Mehmet hat‘s geschafft,
Mit Überstunden auch mal ein Besuch in der Türkei.
Ein Angetrunk‘ner streift ihn, eine kleine Rempelei,
Und lallend dreht der Mann sich um, bierdünstend und verschwitzt,
Und Mehmet sieht die Klinge nicht, die hinter ihm aufblitzt,
Und grundlos, wie von Sinnen, sticht der Fremde auf ihn ein,
Und das Fernsehbild wird dunkelrot und er fällt wie ein Stein.

Und die Leute auf der Straße? Alle haben sie‘s gesehn,
All die unbescholt‘nen Bürger, die im Halbkreis um ihn stehn.
Keiner hat ihm beigestanden, keinem kommt es in den Sinn,
Ihm zu helfen, ihn zu trösten, keiner kniet sich zu ihm hin.
Und im Fernsehn singen sie die Strophe von der Einigkeit.
Und der Notarztwagen kommt nach einer halben Ewigkeit.
Und sie reinigen das Pflaster, dort, wo er noch eben lag.
Und eigentlich war heut für alle doch ein guter Tag –
Doch seit den Vier-Uhr-Nachrichten ist der Tag nicht mehr gut,
Da sind nur noch Schmerz und Trauer, und mir ist zum Heul‘n zumut‘.

inviata da Bernart Bartleby - 15/2/2015 - 12:17




Lingua: Inglese

Traduzione inglese di Celal Kabadayı da LyricsTranslate
OCTOBER 3, '91

An unusual breath of holiday is situated on the city.
No traffic, no noise, the rails of the tram shine dimly
in the morning sun. Still a late summer idyll!
The shops are closed, all the flags are still.
for twenty-four years Mehmet has been in the foundry.
for twenty years he has been here every day.
Today he has no hurry. He can see the ceremony in a TV-shop on the shop window in passing there.
three dozen times the President from the monitor wall,
and it is a question of law and freedom - for everyone in this country

More than half of his life he works here.
Two daughters and a son grew up in the Ruhr area.
The gentlemen like him, still and conscientiously,
three rooms and a Ford Escort, yes, Mehmet did it,
with overtime Money he had also a visit to Turkey.
an inebriated's touches on him, a small pushing,
and the man turns back by babbling, stinking beer and sweaty,
and Mehmet doesn't see the blade flashing behind him
for no reason, and, like one demented, the stranger stabs at him,
and the picture is dark red and it falls like a stone.

And the people on the street? All of them have seen
all the respectable citizens, who stand in a semi-circle around him.
No one has helped him, nobody thought to help him,
to comfort him, no one kneels to him.
and on the TV they sing the verse of the unity.
And the emergency ambulance comes after a whole eternity.
And they clean the patch, where he was just yet.
And in fact, it was for all but a good day today -
but since the 24 hour news is the day not good anymore,
since there are only pain and grief, and I just want to cry.

inviata da Bernart Bartleby - 15/2/2015 - 12:18




Lingua: Turco

Traduzione turca di Celal Kabadayı da LyricsTranslate
3 EKIM 1991

kentin üzerinde alışılmadık bir bayram havası
ne trafik var ne de gürültü, tramvayın rayları belirsiz biçimde parlıyor
sabah güneşinde, pastırma yazı mutluluğu
dükkanlar kapalı, bayraklar dingin
yirmi dört yıldır dökümhanede çalışıyor Mehmet
yirmi dört yıldır her gün buraya geliyor
bugün acelesi yok. geçerken bir TV mağazasının vitrininde gösterileri izleyebilir
monitör duvarında kaçıncı kezdir konuşuyor başkan
ve konu hukuk ve özgürlük- bu ülkedeki herkes için

yaşamının yarısından fazla süredir burada çalışıyor
iki kızı ve bir oğlu Ruhr bölgesinde büyüdü
arkadaşları sever onu, sakin ve vicdanlı biri
üç odalı bir ev, bir Ford Escort, evet başardı Mehmet
fazla mesaiden aldığı parayla bir kez de Türkiye'ye gitti.
bir sarhoş dokunur ona, küçük bir itme
ve sonra geri döner boşboğazlık ederek, bira kokusuyla ve terli
Mehmet arkasında parlayan bıçağı görmez
ve nedensiz bir deli gibi yabancı bıçaklar onu
ve resim koyu kızıla döner bir taş gibi yere düşer o

ya caddedeki insanlar? hepsi görmüştür olayı
hepsi saygıdeğer vatandaşlar, onun çevresinde toplanırlar
hiç biri yardım etmedi ona, hiçbirinin aklına gelmedi
ona yardım etmek, sakinleştirmek, hiçbiri eğilmedi onun yanına
ve televizyonda birlik şarkıları söylüyorlar
ve ambulans geliyor uzun bir süre sonra
onun biraz önce yattığı yerde sargı bezini temizliyorlar
ve aslında bugün herkes için iyi bir gündü
ama 24 saat haberlerinden beri gün hiç de iyi değil artık
çünkü yalnızca acı ve hüzün var, ve ben ağlamak istiyorum

inviata da Bernart Bartleby - 15/2/2015 - 12:18




Lingua: Italiano

Versione italiana di Federico Mastellari
3 OTTOBRE '91

In città c'è un'insolita aria di festa,
nessun ingorgo, nessun rumore, i binari del tram scintillano debolmente
nel sole del mattino. Ancora un idillio di fine estate!
I negozi sono chiusi, le bandiere pendono tranquille.
Da ventiquattro anni Mehmet è in fonderia,
da ventiquattro anni passa di qui ogni giorno.
Oggi non ha fretta. Passando davanti ad un negozio di televisori
può vedere nella vetrina le ore di festa:
il presidente moltiplicato per tre dozzine di volte da una parete di monitor,
si parla di diritto e di libertà - per ognuno in questa nazione.

Lavora qui da più di metà della sua vita.
Due figlie e un figlio sono cresciuti in questa zona.
I suoi colleghi gli vogliono bene, è tranquillo e coscienzioso,
tre stanze e una Ford Escort, si, Mehmet ce l'ha fatta,
con gli straordinari anche una visita in Turchia.
Un tipo un po' brillo lo sfiora, un piccolo spintone,
l'uomo si volta biascicando, con l'alito di birra e impregnato di sudore,
e Mehmet non vede la lama che balena alle sue spalle,
e senza motivo, fuori di sé, l'estraneo lo trafigge
e lo schermo televisivo diventa rosso scuro, e lui cade come una pietra.

E le persone in strada? Tutti hanno visto,
di tutti gli integerrimi cittadini, che stanno intorno a lui in semicerchio,
nessuno lo ha soccorso, a nessuno è passato per la mente
di aiutarlo, di confortarlo, nessuno si mette in ginocchio vicino a lui.
E in televisione cantano le strofe dell'unità.
E l'ambulanza arriva dopo una mezza eternità.
E puliscono il selciato, là, proprio dove stava.
E in realtà oggi è stato certamente un bel giorno per tutti -
però non lo è più dopo il notiziario delle quattro,
ci sono solo dolore e tristezza, e ho solo voglia di piangere.

inviata da Federico Mastellari - 17/3/2017 - 13:14


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