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1977

Ana Tijoux


Lingua: Spagnolo


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(2009)
Parole e musica di Ana Tijoux
dall'album "1977"

Ana Tijoux 1977


Il primo successo di Anita Tijoux, che l'ha fatta conoscere fuori dal Cile, la canzone con cui è tuttora identificata. Identificazione totale, perché si tratta di una sincera canzone totalmente autobiografica. Il 1977 infatti è l'anno in cui Ana Tijoux nasce a Parigi da genitori cileni in fuga quattro anni prima dal regime di Pinochet. Anno del Serpente secondo la tradizione cinese, l'anno in cui nasce la serpiente (femminile in spagnolo) che, come si dice nel frammento introduttivo, evolve molto velocemente.

Le strofe presentano la vita di Ana, dalla prima infanzia segnata da un padre assente che si limita a darle un nome tradizionale, Ana María, forse in omaggio al paese che ha dovuto lasciare, alle prime esperienze - ancora bambina - del mondo competitivo e crudele delle banlieue francesi, fino agli anni bizzarri dell'adolescenza, con gli ormoni a mille, il corpo che va in una direzione e la testa in quella opposta.

Poi la folgorazione: l'hip-hop, il rap che - come racconta Anita in un'intervista - è la musica dei senza terra, degli sradicati. Nato nella comunità afroamericana, è ormai la musica di una generazione (almeno di parte di una generazione) in tutto il mondo, dalla Francia al Senegal, dall'Algeria alla Palestina, al Cile. Lo scontro con il mercato musicale che vuole semplicemente lanciarla come la Lauryn Hill sudamericana, la prima rima ascoltata che è il "no, no" contro la monotona parata militare, grazie a quel referendum inaspettatamente vinto che mette fine a diciassette anni di dittatura, l'inizio di una ricerca musicale che è anche impegno e ribellione. Una canzone autobiografica che però ha tanto da dire sulla realtà di questi anni.
Cuando las serpientes se evolucionaron
Más rapido que muchos... --
Noten la diferencia entre una serpiente venenosa y otra que no lo es por las marcas que dejan...


Mil novecientos setenta y...
Mil novecientos setenta y...
Mil novecientos setenta y...
Mil novecientos setenta y...

Nací un día de Junio del año 77
Planeta Mercurio y el año de la serpiente
Signo patente tatuado ya en mi frente
Que en el vientre de mi madre marcaba el paso siguiente
Nacer, llorar, sin anestesia en la camilla
Mi padre solo dijo es Ana María
Así sería el primer llanto que me probaría
Quemando las heridas y dándome la batería

Solía ser entonces como un libro abierto
Pero leí la letra pequeña del texto
Como un arquitecto construyendo cada efecto
Correcto, incorrecto, se aprende todo al respecto
Saber que algunas personas quieren el daño
Subir peldaño toma tiempo, toma año
Con mi peluche mirando lo cotidiano
Dibujos transformaban el invierno en gran verano
Papá me regaló bajo mi insistencia
Un juego que trataba de compartir la solvencia
Pero en el patio quisieron la competencia
Fue cuando sentí mi primera impotencia

Mil novecientos setenta y shh...
Mil novecientos setenta y shh...
Mil novecientos setenta y shh...
Mil novecientos setenta y siete, no me diga no
Que no lo presiente, todo lo que cambia lo hará diferente
En el año que nace la serpient shh...
Mil novecientos setenta y siete, no me diga no
Que no lo presiente, todo lo que cambia lo hará diferente
En el año que nace la serpient shh...

Mi adolescencia fue una etapa bizarra
El cuerpo es batería y la cabeza guitarra
La orquesta narra una tonada quebrada
Para la mirada de una niña que solo talla espada
Hormona disparada, sobrepobladas
Y formación que cambian en temporadas, caminas encrucijada
Cada cual en su morada preparaba la carnada
La sagrada diablada de mirada encabronada
Mi fila la verdad nunca buscó su silla
Mi búsqueda fue mero proceso de pura pila
Pupila de poeta que marcó nuestra saliva
En la cordillera que miraba la salida
La parada militar de paso monótono, colores policromo, los uniformes de poco tono
Detonó mi cuestionamiento, la voz hizo no, no
Mi primera rima que sonó y me enroló
Mi búsqueda no fue para mi cosa de escenario
Fue algo necesario que marcaba ya mi fallo
Así que tú hablas más de lo necesario
Fue cuando entendí que todos quieren ser corsario.

Mil novecientos setenta y shh...
Mil novecientos setenta y shh...
Mil novecientos setenta y shh...
Mil novecientos setenta y siete, no me diga no
Que no lo presiente, todo lo que cambia lo hará diferente
En el año que nace la serpient shh...
Mil novecientos setenta y siete, no me diga no
Que no lo presiente, todo lo que cambia lo hará diferente
En el año que nace la serpient shh...

8/2/2015 - 12:53



Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Lorenzo Masetti

1977


La maggior parte delle traduzioni che si trovano in rete sono indegni copia e incolla di google translate. Fanno eccezione una buona traduzione inglese che corregge anche alcune trascrizioni errate del testo originale e un bel video italiano con una trasposizione in prosa però poco letterale. Io ho cercato di essere più fedele possibile al testo originale e di chiarire alcuni punti controversi. Naturalmente ogni suggerimento è benvenuto.
1977

Quando i serpenti si sono evoluti
Più velocemente di molti altri... --
Si può distinguere un serpente velenoso da uno che non lo è dalle tracce che lasciano dietro di sé


Millenovecentesettanta...
Millenovecentesettanta...
Millenovecentesettanta...
Millenovecentesettanta...

Sono nata un giorno di giugno dell'anno 77
Nel segno di Mercurio e nell'anno del serpente
Segno evidente già tatuato sulla mia fronte
Che nel ventre di mia madre marcava il prossimo passo
Nascere, piangere, senza anestesia nella brandina
Mio padre disse solo "si chiamerà Ana María"
Così è stato il primo pianto che mi ha provata
Bruciando le ferite e dandomi la carica

Allora ero come un libro aperto
Poi però ho letto le scritte in piccolo nel testo
Come un architetto che costruisce ogni effetto
Corretto, scorretto, si impara tutto al riguardo
Sapere che ci sono persone che vogliono farti male
Salire gli scalini prende tempo, prende degli anni
Con il mio peluche guardavo la vita quotidiana
I disegni trasformavano l'inverno in una bella estate
Papà mi regalò dietro mia insistenza
un gioco che insegnasse a condividere quel che si ha [1]
Ma nel cortile volevano la competizione
Fu allora che provai la mia prima impotenza

Millenovecentosenttanta... shh...
Millenovecentosenttanta... shh...
Millenovecentosenttanta... shh...
Millenovecentosenttantasette, non dire di no,
che non hai un presentimento, tutto ciò che cambia ti renderà diverso [2]
Nell'anno che nasce il serpent... shhh...
Millenovecentosenttantasette, non dire di no,
che non hai un presentimento, tutto ciò che cambia ti renderà diverso
Nell'anno che nasce il serpent... shhh...

La mia adolescenza è stata una tappa bizzarra
Il corpo è una batteria e la testa una chitarra
L'orchestra narra una melodia spezzata
Agli occhi di una bambina che intaglia solo spade
Ormoni sparati a mille, sovrappopolati
E formazioni che cambiano nel giro di stagioni, tu cammini ai crocevia
Ognuno nella sua dimora preparava l'esca
la sacra danza del diavolo con sguardi incazzati
La mia fila in verità non ha mai cerato di calmarsi
La mia ricerca è stato un mero processo di pura carica
Pupilla di poeta che ha marcato la nostra saliva
Sulla cordigliera che guardava l'uscita
La parata militare di passo monotono, colori policromi, le uniformi di poco tono
fece esplodere le mie domande, la voce fece no, no! [3]
La mia prima rima che suonò e mi arruolò
La mia ricerca non fu per me una cosa da palco
fu qualcosa di necessario che marcava già il mio errore
Così che tu parli più del necessario
Fu allora che capì che tutti vogliono ingannarti.

Millenovecentosenttanta... shh...
Millenovecentosenttanta... shh...
Millenovecentosenttanta... shh...
Millenovecentosenttantasette, non dire di no,
che non hai un presentimento, tutto ciò che cambia ti renderà diverso
Nell'anno che nasce il serpent... shhh...
Millenovecentosenttantasette, non dire di no,
che non hai un presentimento, tutto ciò che cambia ti renderà diverso
Nell'anno che nasce il serpent... shhh...
[1] Nel video si vede una scatola di Anti-Monopoly, un gioco da tavola alternativo al "capitalista" Monopoli

[2] Ovviamente letteralmente non sarebbe "ti renderà diverso" ma "lo renderà diverso", ma ho interpretato l'oggetto implicito come "tutto ciò che ti circonda, la tua relazione col mondo" ed in fondo se tutto cambia intorno a te e' perché tu sei cambiato...

[3] Riferimento al referendum che estromise dal potere Pinochet. Anita aveva undici anni.

8/2/2015 - 12:54


Grazie per questa traduzione.
Complimenti per la serietà, passione e professionalità.

elle - 30/1/2018 - 06:40


per quel verso su "la parada militar de paso monótono" sarei quasi tentato di toglierla dagli extra... anzi la tolgo sicuramente.

Lorenzo - 30/1/2018 - 10:36



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