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Perdimos

Satélite Kingston


Lingua: Spagnolo


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[2006]
Nell’album intitolato “Algo tiene que pasar”

Algo tiene que pasar

Una canzone che racconta della sanguinosa storia argentina degli anni 70 e 80, quella iniziata con il massacro di Trelew del 1972 (l’uccisione sommaria e la sparizione di molti militanti politici che avevano tentato l’evasione dal carcere di Rawson) - atto che costituì l’annuncio di ciò che sarebbe capitato tre anni più tardi con l’avvento della feroce dittatura di Videla & soci - e conclusasi con la battaglia de La Tablada del 1989 (l’assalto ad una caserma dell’esercito a Buenos Aires, finito con la strage degli assalitori, militanti del Movimiento Todos por la Patria, in gran parte ex guerriglieri dell’ERP, sandinisti e montoneros), il canto de cigno della guerriglia di marca guevarista e sandinista.



Perdimos
nuestros hombres se retiran malheridos
atacaron cuando estabamos dormidos
no hubo nada que pudieramos hacer

Vencidos
nos lamemos las heridas en trincheras
bombardeadas por el odio y la miseria
nuestra unica reserva es el rencor

Y nadie escucha
nadie escucha este lamento desde el fondo
de la fosa en que quedamos unos pocos
nadie escucha

Y ahora vienen
a llevarse lo que queda
lo que quieren
y marchamos de rodillas a la muerte
que nos mira y sonrie igual que vos

Y nadie escucha
nadie escucha este lamento desde el fondo
de la fosa en que quedamos unos pocos
nadie escucha

Y nadie escucha
nadie escucha este lamento desde el fondo
de la fosa en que quedamos unos pocos
nadie escucha
nadie escucha

inviata da Bernart Bartleby - 13/1/2015 - 22:37



Lingua: Italiano

Versione italiana di Maria Cristina Costantini
ABBIAMO PERSO

Abbiamo perso
i nostri uomini si ritirano feriti
hanno attaccatto mentre dormivamo
non abbiamo potuto fare niente

Vinti
ci lecchiamo le ferite nelle trincee
bombardate dall'odio e dalla miseria
la nostra unica risorsa è il rancore

E nessuno ascolta
nessuno ascolta questo lamento dal fondo
della fossa in cui siamo rimasti in pochi
nessuno ascolta

E ora vengono
a prendersi quello che resta
quello che vogliono
e andiamo in ginocchio verso la morte
che ci guarda e sorride come te

E nessuno ascolta
nessuno ascolta questo lamento dal fondo
della fossa in cui siamo rimasti in pochi
nessuno ascolta

E nessuno ascolta
nessuno ascolta questo lamento dal fondo
della fossa in cui siamo rimasti in pochi
nessuno ascolta
nessuno ascolta

inviata da Maria Cristina Costantini - 17/1/2015 - 17:45



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