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Los rebeldes

Judith Reyes


Lingua: Spagnolo


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[1966?]
Parole e musica di Judith Reyes
Nel disco intitolato “Messico oppresso”. La ragione del titolo in italiano è che fu pubblicato da noi, dai soliti “I Dischi del Sole”

Messico oppresso

Una canzone che ho provato a datare al 1966 per via del nome che compare nella sesta strofa, quello del giornalista Víctor Rico Galán, tra i fondatori del Movimiento Revolucionario del Pueblo (MRP), una delle tante sigle del México Insurgente negli anni 60, un’organizzazione che precorse il movimento del 68 e gruppi guerriglieri più famosi come il Partido de los Pobres di Genaro Vázquez Rojas e Lucio Cabañas. L’MRP - composto sopratutto da medici e maestri rurali - ebbe breve esistenza: infiltrato pesantemente dalla forze di sicurezza, venne decimato nel 1966, dopo solo un paio d’anni di attività.



Sono passati quasi 50 anni ma il Messico è ancora oppresso, come e più di allora. Il governo, non riuscendo più a far fronte alla protesta sociale, ha completamente sdoganato le sue componenti più feroci, da sempre operanti in modo più o meno latente, quelle del sodalizio col narcotraffico e con i grandi gruppi multinazionali saccheggiatori di risorse. Così come è recentemente accaduto ad Iguala, Guerrero (proprio lo Stato del Partido de los Pobres di cui sopra, ma anche più recentemente della matanza del Aguas Blancas e dell’Ejército Popular Revolucionario), dove la polizia insieme ad una banda di narcos tagliagole, assoldati dal sindaco del luogo, hanno fatto sparire 43 studenti della scuola rurale di Ayotzinapa, protagonisti di clamorose proteste contro gli annunciati tagli alle scuole come la loro, a beneficio di quelle localizzate nelle aree urbane. I desaparecidos di Iguala mi hanno ricordato subito l’esordio del regime dittatoriale in Argentina nel 1976, quando i primi con cui i militari se la presero furono dei giovanissimi studenti che avevano osato protestare per ottenere l’abbonamento dell’autobus a gratis o meno caro. L’orrore che riservarono loro è raccontato in canzoni come Noche de los lápices o Rasguña las piedras.



Al momento non si sa se i 43 giovani desaparecidos della scuola Ayotzinapa siano stati uccisi. Le autorità hanno cercato di convincere le famiglie che alcuni corpi ritrovati - torturati, uccisi, sfigurati e bruciati - siano quelli dei loro figli. Ma le famiglie non ci credono e hanno chiesto ed ottenuto un’indagine forense indipendente. Finchè questa non avrà fatto il suo rapporto, o finchè non salteranno fuori altre risultanze i ragazzi dell’Ayotzinapa sono vivi: “¡VIVOS SE LOS LLEVARON, VIVOS LOS QUEREMOS!”



A loro, alle loro famiglie straziate e ai loro compagni che continuano a lottare, nonostante tutto l’orrore, mi permetto di dedicare questo vecchio corrido.
Voy a decir lo que pasa
En este México enfermo
De la miseria que al pueblo
Le regaló su gobierno.

Yo vivo en una colonia
Sin agua, luz ni drenaje,
Y desconozco el progreso
Del que habla un gran personaje.

Mis hijos no se alimentan
Con huevos, leche, ni carne,
No gano para zapatos
Ni puedo alfabetizarme.

Aunque trabajo y trabajo
Yo sigo siendo muy pobre,
No soy como el funcionario
Roba y engorde, y engorde.

Hoy ví a una indita en la calle
Que zollozando decía:
«¡No me recojas la fruta,
Por Dios, señor policia!».

Voy a escribirle una carta
Y mi problema sabràn
La pluma y el pensamiento
De Víctor Rico Galán.

Este gobierno de ricos
Nunca nos trató a la buena,
Hay que pagarle al maldito
Con esa misma moneda.

Ya nos volvímos rebeldes,
Y va cresciendo la mata,
De norte a sur ví la sombra
De otro Emiliano Zapata.

Peones del campo y empleados,
Costureras y albañiles,
Pa' hacer valer sus derechos
ya necesitan fusiles.

Obrero que andas peleando
Demanda que no se gana,
Hoy ni una huelga respeta
La autoridad maxicana.

Por eso somos rebeldes
Mal vistos por el gobierno,
Ese que premia gorilas
Cuando ametrallan al pueblo.

Ya no queremos promesas
Ni demagogia catrina;
Si esto se arregla con balas
Ya tengo mi carabina.

inviata da Bernart Bartleby - 17/11/2014 - 21:52


Si veda anche la bella canzone di Carmina Cannavino Versos de Ayotzinapa.

Bernart Bartleby - 17/11/2014 - 22:05



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