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El changuito cañero

Palito Ortega


Lingua: Spagnolo


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[1964]
Letra y música: Palito Ortega
Testo e musica: Palito Ortega
Lyrics & Music: Palito Ortega

Palito Ortega Palito Ortega Autoretrato:




La cancion está basada en parte en la vida de Palito Ortega.
Questa canzone è in parte basata sulla vita di Palito Ortega.
This song is in part based upon Palito Ortega's life.

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Curioso tipo, Ramón Bautista Ortega detto “Palito”. Nato nel 1942 a Lules da una famiglia poverissima (quella di cui parla in questa canzone), ha davvero lavorato duro fin da bambino e davvero nei campi a raccogliere canna da zucchero, sognando però sempre di diventare un cantante. Sembra fosse un fan di Elvis Presley. Nel '56 se ne andò a Buenos Aires, dove campava vendendo caffè nei parchi cittadini e per le strade; per farsi notare, mise su un chioschetto vicino all'angolo della strada dove si trovava Canal 7, la tv pubblica di Buenos Aires. Parecchi uomini di spettaclo si fermavano da Palito a prendere un caffeino, e così conobbe molte rockstar argentine dell'epoca. Così ripetette il trucco del chioschetto di caffè, mettendosi vicino a Radio Belgrano, dove conobbe e fece amicizia con altri artisti. Da lì partì la sua carriera: nel 1963 era già sotto contratto con la RCA, e stava per lanciarsi anche come attore cinematografico divenendo un autentico idolo dei teenagers argentini. L'Elvis Presley argentino, insomma. Cominciarono anche le tournées all'estero, negli anni '70: in una di queste arrivò anche in Italia, dove era diventata abbastanza famosa la sua canzone “Sombras”. Nel 1981 organizzò lo spettacolo argentino di Frank Sinatra, ma la svalutazione del peso argentino dovuta al collasso economico che precedette di poco la caduta della giunta militare, dovuto al “genio” ultraliberista di José Alfredo Martínez de Hoz, gli fece perdere un milione di dollari per pagare Sinatra e lo rovinò. Nel 1985 si trasferì con la moglie e la famiglia (sei figli!) a Miami; lo si ricorda per aver cantato l'inno USA nel 1986 prima del match di pugilato tra Marvin Hagler e John Mugabi. Ortega ritornò poi in Argentina, ma con una diversa veste: si era buttato in politica. E con un discreto successo: nel 1991 fu eletto governatore della provincia di Tucumán, sconfiggendo l'ex governatore militare Antonio Bussi (sostenuto, peraltro, da uno dei fratelli di Palito Ortega). L'ex scugnizzo raccoglitore di canna da zucchero era un sostenitore accanito dell'ex presidente Carlos Menem, e pur essendo stato rovinato economicamente dalle politiche ultraliberiste della giunta militare, si era convertito pure lui all'ultraliberismo sfrenato: da governatore privatizzò la Banca de Tucumán e l'azienda pubblica dell'acqua. Particolarmente tale misura gli alienò il favore popolare, ma Palito Ortega si era fatto notare anche per aver fatto condurre indagini di polizia sul movimento studentesco della provincia e su alcuni sindacalisti. Nel 1995 Ortega perse le elezioni governatorali, ma fu eletto al Senato argentino. Il Partito Giustizialista di Menem lo candidò alla vicepresidenza dello Stato nel 1999, ma tutti furono trombati clamorosamente. Fu così che, nel 2002, Ortega lasciò la politica dopo aver combinato non pochi danni, e tornò a fare il cantante. Piccoli avvertimenti, insomma, prima di pigliare questa canzone, che è famosissima in Argentina e altrove. Parla di chi ha lavorato duro da bambino, seppure, va detto, con accenti un po' sdolcinati. Quel che è venuto dopo non fa che confermare l'estrema attenzione che va sempre fatta a chi, in gioventù, è stato povero in canna. Magari ti privatizza l'acqua e ti fa pure spiare. [RV]
Por la mañana temprano
se va el changuito 1 con su papá,
van rumbeando pa´l surco
a pelar cañas del Tucumán
van rumbeando pa´l surco
a pelar cañas del Tucumán.


La chinita cocina
mientras su mama lavando está,
y a lo lejos se escuchan
los machetazos al cañaveral
y a lo lejos se escuchan
los machetazos al cañaveral.


Su tata 2 va cortando
y el changuito juntando va,
pa´ cargar a los carros,
que pa´ el Ingenio la llevarán
pa´ cargar a los carros,
que pa´ el Ingenio la llevarán.


Se ha terminado el día,
ahí vuelve el chango con su papá,
y en el rancho le esperan,
mate 3 cocido y caliente el pan
y en el rancho le esperan,
mate cocido y caliente el pan.
NOTAS / NOTE / NOTES

Español/Spanish/Spagnolo:
[1] Changuito: Monito, en otros países es un pequeño cuervo.
[2] Tata: Padre o abuelo. En Arahuaco es también abuelo al igual que la palabra Aroco, Aroko o Oroco para los Taínos, que equivale también simplemente a un anciano.
[3] Mate: Bebida de hierba de Té de mate.

Italiano/Italian/Italiano:
[1] Changuito: Una scimmia, in altri paesi è un piccolo corvo.
[2] Tata: Un babbo o nonno. In Arawak, è anche un nonno, lo stesso che la parola Aroco, Aroko o Oroco per i Taino, anche è semplicemente equivalente a un anziano.
[3] Mate: Bevanda d'una erba, un tè.

English/Inglés/Inglese:
[1] Changuito: A monkey, in other countries, it is a small crow.
[2] Tata: Father or grandfather. In Arawak, is also a grandfather, the same as the word Aroco, Aroko or Oroco for the Taino, also it is simply equivalent to an elder.
[3] Mate: A Herbal drink, A tea.

inviata da BorikuaTainoGuerrero - 31/10/2014 - 08:18



Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
31 ottobre 2014

Si vedano le note alla traduzione.
LO SCUGNIZZO RACCOGLITORE DI CANNA DA ZUCCHERO

Verso mattina presto
parte lo scugnizzo 1 col suo papà,
sono diretti al campo 2
a pelar canne del Tucumán,
sono diretti al campo
a pelar canne del Tucumán.


La sorellina 3 cucina
mentre sua mamma sta lavando,
e si senton lontano
i colpi di machete nel canneto, 4
e si senton lontano
i colpi di machete nel canneto.


Suo padre 5 sta tagliando
e lo scugnizzo fa i fasci di canne
per preparare i carri 6
che porteranno allo zuccherificio, 7
per preparare i carri
che porteranno allo zuccherificio.


È finita la giornata,
torna a casa lo scugnizzo col suo papà,
e nel rancho lo aspettano
mate bollito e pane caldo,
e nel rancho lo aspettano
mate bollito e pane caldo.
NOTE alla traduzione

[1] La spiegazione data da BorikuaTainoGuerrero (v. le note al testo) non rende esattamente il significato di changuito in castigliano argentino (e cileno): si tratta del “ragazzino vivace”, del “monello” o dello “scugnizzo”, come mi è stato suggerito di tradurre dall'oramai famosa concortilaja di Tucumán (che di mestiere fa la psicanalista lacaniana) prendendo a prestito una parola napoletana conosciuta da tutti. Ha aggiunto che suo padre era soprannominato “Chango” !

[2] Alla lettera: “al solco”. Forse sarebbe stato meglio tradurre “piantagione”.

[3] L'appellativo di cinesina (chinita) è comune per “ragazzina, bambina” sia in Argentina che in Cile: Ven mi chinita y cantemos, ven y siéntate a mi la'o, attacca un canto andino, A vos te ha'i pesar, cantato in un terrificante cileno dialettale (una di quelle cose che canto sempre a chi mi dice di “sapere lo spagnolo”):



Qui ho tradotto “sorellina” per forza di cose.

NB. Però, quando sono particolarmente carogna, a chi mi dice di "sapere lo spagnolo" canto il Sirviñaco (dove fra l'altro c'è pure il changuito, toh):



[4] Naturalmente non va inteso qui come “canneto selvatico”: è la piantagione di canna da zucchero. Si scopre così che cosa significava in origine il famoso Cape Canaveral della NASA, ovvero Cabo Cañaveral. Lo preferivamo come canneto.

[5] Termine, direi, pan-latinoamericano. E anche italiano meridionale: per nulla da escludere che sia stato portato da immigrati italiani. In Cile si dice anche taita, però.

[6] Mi avverte la vicina di casa che non saprebbe decidersi se siano “carri” veri e propri, o camion. Potrebbero essere tutte e due le cose.

[7] Con ingenio si intende una serie di cose: in primis il “macchinario” (come l'inglese engine), ma qui -a meno che il macchinario per la trasformazione della canna non si trovasse direttamente sul campo- è probabilmente da intendersi come la fabbrica adiacente alla piantagione, lo zuccherificio.

31/10/2014 - 09:51


E' davvero un mondo globalizzato, c'è poco da fare. Del "mate" per il quale l'amico BorikuaTainoGuerrero si è sentito di fare una nota, ne ho comprato un pacchetto da 1 kg pochi giorni fa al supermercato a 100 metri da casa mia, all'Isolotto a Firenze. E ho pure la "bombilla" per berlo! :-) Palito Ortega è stato per alcuni anni governatore di Tucumán, in Argentina, e la mia vicina di casa (esattamente la porta accanto nel cortile) indovinate di dov'è? Di Tucumán. E a volte pure "tomamos mate" assieme :-PP Che meraviglioso pollaio, il mondo... Appena la vedo oggi, le faccio vedere questa canzone, credo che sarà aria di casa per lei :-) Poi aggiungiamo anche che mia cognata, la moglie di mio fratello, è argentina di Buenos Aires e di un barrio che si chiama "Palermo" (ma la sua famiglia sta a Tandil)...

Riccardo Venturi - 31/10/2014 - 08:52


Thank you very much! Grazie per spiegare questa canzone. Lui è uno dei miei cantanti preferiti.

Veramente, a volte in Porto Rico ed in altri luoghi la gente chiama "Macaco" ad un bambino in modo affettuoso. Avevo dimenticato di aggiungere sulla spiegazione. Una "Chinita" è una ragazza coi capelli ricci, in Colombia particolarmente. Forse potrebbe essere referenza a ciò che lui parla. Anche in Colombia, "Taita", è una figura paterna. Sembra' strano come alcuni indigeni Colombiani hanno usato il termine "Tata" anche per un anziano così da secoli. A proposito del "Mate", è un peccato che alcune persone possono confondere questo con qualcos'altro poiché in Puerto Rico si chiama d'un modo diverso. Il Mate a volte non è lo stesso Mate in Porto Rico. Di tanto in tanto, alcuni nomi si modificano, da un luogo all'altro e seconda il paese.

BoricuaTainoGuerrero - 1/11/2014 - 08:35


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