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Una storia senza onore né gloria

Rino Cammilleri


Lingua: Italiano


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Ieri ho fatto una scoperta. Io sono un cretino.
Scoperta che ha modificato la mia interpretazione della storia: Re di Puglia si trova in Friuli Venezia Giulia.
Ho sempre creduto che il sacrario militare di Re di Puglia, si trovasse in Puglia.
Sacrario militare di Redipuglia

Eh, si: alle volte sono così ingenuo! Ed alle volte ho delle enormi lacune in geografia!
Un esame di storia contemporanea con tanto di corso monografico sul 1°conflitto mondiale, non mi ha minimamente fatto mai balenare il dubbio che Re di Puglia fosse nelle vicinanze di Gorizia.

Certo: anch’io mi ero posto il problema del perché seppellire così lontano dall’Isonzo e dalla Bainsizza, i militi della prima guerra mondiale.La domanda me l’ero posta una dodicina d’anni fa, accantonando per più di due lustri l’argomento “cimiteri militari”.
Mi ero risposto che fosse stato un atto di riguardo verso i congiunti dei militi meridionali.
Immaginate le povere madri calabresi che per portare un fiore sulla tomba del proprio figlio morto sul Carso, avrebbero dovuto attraversare l’Italia intera. Perché non trasportarli in Puglia?
Per me Re di Puglia poteva presumibilmente trovarsi nei pressi di Margherita di Savoia!

Vorrei spiegare un attimo perché "Redipuglia" si chiama così, perché è una storiella altamente illuminante. In realtà la Puglia proprio non ci ha nulla a che vedere. "Redipuglia" è una delle famose italianizzazioni forzate di un toponimo di origine non italiana. Si tratta dello sloveno Sredi Polje, che si pronuncia "srèdi pòglie", ove polje è il comunissimo nome per "campo", proprio di tutte le lingue slave (l'intera espresione significa "campo di mezzo"). Come tutti sanno, le italianizzazioni forzate dei toponimi delle cosiddette "terre irredente" furono decise in massa (assieme a quelle dei nomi di famiglia), toh, dal regime fascista: così Redopolje divenne Redipuglia, Basovica divenne Basovizza, Sterzing divenne Vipiteno, Glurns divenne Glorenza, il monte Champ Berton divenne (sic) "Gatto Bertone" e così via. Fior di glottologi, tra i quali il famoso Carlo Battisti, furono gli autori di questi autentici scempi, che tra le altre cose dimostrano spesso una conoscenza linguistica più che approssimativa. Di pari passo, come detto, andò per i nomi di famiglia: fu così che i Mittempergher divennero "Mezzomonti", i Vukotic divennero "Vucoticci" (o "Vulcoticci") e così via. [RV]
Se vai a Redipuglia dove dormon gli eroi, tra le migliaia di croci una ne troverai
c'è scritto: “Soldato Giovanni Scimè”, nato ad Acireale, classe ' 93
Ma può essere logico vederti così, col mare negli occhi e poi trovarti qui
a fare l'alpino su questi monti non tuoi, cantare "ta-pum" e non capirsi mai
Anche questa è una storia senza onore né gloria, la trincea la grappa e ta-pum
Tu sei nato col mare negli occhi, l’aria della Sicilia e poi
Morire qui
Giorni e giorni di treno e una guerra per chi, se lo chiedevano anche quelli che abitavano lì
le terre irredente e D'Annunzio chi è, non sapevi nemmeno chi fosse il tuo re
E tu che non capivi la stessa lingua dei tuoi, quei monti e la neve che non hai visto mai
questa guerra col fango e la maschera antigas, Francesco Baracca gli aerei ed i Mas
Anche questa è una storia senza onore né gloria, la trincea la grappa e ta-pum
Tu sei nato col mare negli occhi, l’aria della Sicilia e poi
Morire qui
Seguivi un pensiero e il cecchino sparò, e la Madre di Dio i tuoi capelli baciò
il serbo-croato guardò e si segnò, "chissà chi era quel povero Cristo" pensò
Che stupida morte commentarono poi, come se morte furba spettasse agli eroi
e chi passa di qui non si ferma perché, sei Milite Ignoto Giovanni Scimè
Anche questa è una storia senza onore né gloria, la trincea la grappa e ta-pum
Tu sei nato col mare negli occhi, l’aria della Sicilia e poi
Morire qui

inviata da W/B - 16/9/2006 - 19:11


Aiutatemi sto cercando Francesco Penna dovrebbe essere sepolto qui, è morto nella prima guerra mondiale in prima linea, penso sia morto a Col di Lana nel Veneto, era caporal maggiore
(Elisa Petrangeli)

Cara Elisa, sarà purtroppo un po' difficile che ti possiamo aiutare in questa ricerca. Ti rimandiamo per qualche informazione al Sito della Pro-Loco di Fogliano-Redipuglia a cui ti consigliamo di rivolgerti (nonché, probabilmente, ai competenti uffici dell'esercito italiano). Puoi anche contattare direttamete la direzione del Sacrario a questo numero telefonico: 0481-489024.

8/9/2007 - 14:39


se fosse ancora vivo la leggerei a mio nonno che aveva 4 anni quando suo padre parti da napoli enon vi fece piu ritorno era della brigata Mantova il suo nome sara scitto su qualche lapide? non lo sappiamo quella e' stata la piu crudele delle guerre ha portato via con se gli uomini e anche le loro storie grazie

giovanni calone - 5/11/2007 - 19:33


La mia famiglia ha perduto uno zio ,penso che sia sepolto nel sacrario di re di puglia ,è possibile avere notizie più certe e veriterie ,della sua sepoltura ? il suo nome era Boddi Noè nato scarperia Firenze nel 1897(presumo)
(luca.65@live.it)

Per questo bisogna rivolgersi direttamente al Sacrario di Redipuglia. E' possibile contattare la direzione del Sacrario a questo numero telefonico: 0481 489024. [RV]

28/11/2007 - 10:51


Una cosa che gli italiani amano ignorare, è che i morti di Redipuglia non "liberavano" nessuno, perchè gli irredentisti di Trieste erano il 1,9% della popolazione, quelli di Gorizia ancora meno e non ce n'era nemmeno uno nei paesi del medio e dell'alto Isonzo, come anche nella Kanalthal (Valcanale), nella provincia di Postojna che arrivava fino a 7 km da Liublijana.

Nemmeno in Istria erano molti più del 2%, stimando gli annessionisti in base al numero dei volontari; meno di 200 per l'Italia, un battaglione per l'AU. Nella bassa friulana del Litorale, comuni sotto la Provincia Autonoma di Gorizia, la popolazione era totalmente italofona. Eppure, ci furono poche decine di volontari per l'Italia e centinaia per l'AU.

L'Italia dovette "internare" quasi 500 abitanti di Cervignano non appena la occuparono nel maggio del 1915, il paese era considerato il più "irredentista" del Friuli austriaco. Li internarono perchè erano "sinceramente austriacanti" e dimostravano aperta ostilità agli occupanti. 4-500 internati in un paese di poco più di 2000 abitanti, dei quali tutti i maschi dai 18 ai 52 anni era in guerra, mi sembra una bella percentuale. Non trovate?

A Villesse, nel giugno del 1915, gli ostaggi presi dal Regio Esercito furono decimati, perchè gli ufficiali così si pararono il culo nei confronti dei superiori, a proposito delle scorribande di pattuglie austro ungariche. Furono ammazzati 1 su 10, stessa percentuale dei nazisti, e ben prima che Cadorna avesse ordinato le decimazioni nell'esercito.

La stessa cosa accadde a Lucinico, mentre sotto le falde del Monte Nero, furono bruciati 6 paesi e decimati i civili; perchè secondo gli ufficiali, la popolazione uccideva i soldati italiani feriti. Naturalmente non era vero, si paravano il culo da Cadorna, perchè non erano riusciti a conquistare gli obbiettivi assegnati pur essendo in maggioranza numerica di 5 a 1.

A Kobarid (tradotto ilarmente in Caporetto) fu fucilato un triestino, che si nascondeva nel fienile del suocero avendo sposato una ragazza del luogo molti anni prima. Il fienile era diventata la mensa degli italiani, quindi era certamente una spia.

Molte altre fucilazioni spicciole non sono documentate, oppure sono state tramandate senza dati essenziali per verificarle. Sempre a Kobarid, l'ufficiale comandante aveva aperto un casino per ufficiali, dove faceva prostituire le ragazze del luogo, comprese delle minorenni. Faceva anche commercio di fotografie pornografiche.

Tutti i nomi sloveni delle località occupate, furono immediatamente italianizzati, spesso in modo ridicolo. Così Avšček divenne Rio Auzzana, Kobilek divenne Monte Cavallo, Logatec divenne Longatico, Voglari divenne Carbonari. Se non ci credete, cercate le cronache italiane della Prima Guerra mondiale. Il 99% degli italiani preferisce credere che quelle terre erano "italiane" e che i toponimi furono "slavizzati" in seguito.

Migliaia di italiani vanno a Redipuglia ad onorare i propri avi, e sono fieri di loro. Invece dovrebbero vergognarsi, e scrivere con lo spray sotto le magniloquenti lapidi:

"Mandato a morte dallo Stato più reazionario, imperialista e colonialista d'Europa, per occupare ed italianizzare dei popoli che si difesero strenuamente".

Sandi Stark - 18/12/2011 - 12:53


"Mandato a morte dallo Stato più reazionario, imperialista e colonialista d'Europa, per occupare ed italianizzare dei popoli che si difesero strenuamente".

Germania ed Inghilterra no invece eh?

Ferrante - 18/12/2011 - 14:08


Che mi frega di Germania e Gran Bretagna (l'Inghilterra non è mai stata uno Stato)? Le mie terre sono state aggredite ed occupate dall'Italia, non dalla Germania o dalla GB.

Sandi Stark - 9/2/2013 - 16:03


Tuttavia molti indicatori storici "piazzavano" l'Italia in testa ai Paesi reazionari. Nè in Francia nè in GB ci furono tante repressioni anti contadine ed anti operaie come in Italia, che aveva addirittura organizzato il proprio esercito per questa specifica funzione, spedendo le reclute agli antipodi del Paese in modo che non avessero legami con i civili che dovevano reprimere.

Per la cronaca le rivolte contadine iniziarono nel veronese l'anno successivo della "liberazione", nel 1867. Ma altri episodi di "rivolte" sono segnalati anche nel 1858 ed altri episodi di malcontento sono segnalati addirittura nel 1848, dal comasco fino al Piemonte stesso.

Il popolo veniva tenuto delibratamente nell'ignoranza in modo che il suffragio elettorale rimanesse in mano alle classi propugnatrici del "Risorgimento", in stragrande maggioranza borghesi che miravano a ricostruire uno stato giacobino su loro misura e quasi tutti massoni. Le vittime delle rivolte per la tassa sul macinato sono centinaia, qualcuno stima anche migliaia. Le vittime delle rivolte operaie di fine secolo, sono invece più conosciute.

Ancora ai tempi di Giolitti e cioè fino al 1913, le elezioni erano decise dai Prefetti, che eliminavano le opposizioni arrestando tutti i potenziali elettori socialisti e spesso anche clericali. Una costante dal Risorgimento alla Prima Guerra Mondiale, è lo sfruttamento delle classi più povere. A metà del 1800 i contadini erano il 99% della popolazione. Ebbene, i contadini storicamente "coccolati" dall'Austria, divennero il bersaglio preferito delle nuove classi dirigenti instaurate dai Sardi.

I "poveri" pagavano le tasse sui consumi, inevadibili. I ricchi potevano investire i loro averi nei "titoli al portatore", totalmente esentasse. Solo Mussolini promise di eliminare questo obbrobrio ma se ne dimenticò. Nel 1913 i contadini di Cortina d'Ampezzo austriaca pagavano il 7% di tasse. I loro parenti ed amici cadorini dall'altra parte del confine, pagavano il 400% di più.

Crearono milioni di emigranti da un anno all'altro grazie alle "privatizzazioni" delle terre comuni comunali e/o clericali sulle quali avevano servitù di usufrutto per ricavare le loro risorse. La Chiesa provvedeva loro anche per una specie di "assistenza sociale", ma non potè più provvedervi grazie agli espropri. La mole di espropri e cause legali formò la classe leguileia che ancora infesta l'Italia: a fine del 1800 Giustino Fortunato scriveva che l'Italia, il Paese + analfabeta d'Europa aveva tuttavia la più alta percentuale di iscritti a Giurisprudenza e Medicina. Oggi è ancora così.

L'assistenza pubblica venne delegata ai Comuni, dove specie nel meridione, il potere veniva preso da agrari e possidenti, che obbligavano al voto i loro schiavi che gradualmente entravano nel suffragio faticosamente allargato. O voto o fame, questa era l'alternativa. Poi c'era la terza opzione: l'emigrazione. Altra geniale trovata dell'Italia crispiana per liberarsi di milioni di bocche da sfamare ed ormai insfruttabili, e godere al tempo stesso delle loro rimesse valutarie.

Credimi: l'Italia era il paese più reazionario, inferiore forse solo alla Russia zarista. Il fascismo non nacque a caso da voi.

Sandi Stark - 9/2/2013 - 16:23


Lo stato più guerrafondaio, militarista, nazionalista e repressivo di tutta Europa era l'impero asburgico.


"È noto come il cosiddetto impero austro-ungarico abbia progettato la totale distruzione dell’italianità del Trentino, della Dalmazia e della Venezia Giulia. La verbalizzazione della decisione imperiale espressa nel Consiglio dei ministri il 12 novembre 1866, tenutosi sotto le presidenza dell’Imperatore Francesco Giuseppe. Il verbale della riunione recita testualmente:
“Sua maestà ha espresso il preciso ordine che si agisca in modo deciso contro l’influenza degli elementi italiani ancora presenti in alcune regioni della Corona e, occupando opportunamente i posti degli impiegati pubblici, giudiziari, dei maestri come pure con l’influenza della stampa, si operi nel Tirolo del Sud, in Dalmazia e sul Litorale per la germanizzazione e la slavizzazione di detti territori a seconda delle circostanze, con energia e senza riguardo alcuno”

continua...

Pace per i popoli - 23/11/2013 - 21:54


L'ultima è una balla, un colossale falso storico individuato e smentito proprio dal sottoscritto, con l'aiuto della dr. Ratti. Se ne è occupato anche lo storico e giornalista Marzo Magno: http://www.linkiesta.it/trieste-wikipedia

Bella roba l'Italia, che a distanza di 100 anni ha ancora bisogno di inventare falsi storici su personaggi storici nati due secoli fa per giustificare l'occupazione di terre che non hanno mai voluto far parte dell'Italia e che per la parte di cittadini originali scampati alle pulizie etniche ed alle emigrazioni coloniali, ancora non la vuole.

Lei non dovrebbe scrivere qui, è solo un povero nazionalista italiano. Tenga presente che l'unica guerra fatta dalla vecchia Austria negli ultimi due secoli della sua esistenza fu quella in Bosnia, su mandato degli Stati del Congresso di Berlino. L'Austria non era entrata in Italia tramite guerre, semmai l'aiutò a liberarsi da Napolone. Ed inoltre, era l'unica potenza europea non colonialista.

In quanto alla "repression", Mussolini scriveva da Trento nel 1909 che la polizia italiana era molto più repressiva e che le carceri erano infinitamente migliori.

Ignorante.

Sandi Stark - 13/9/2014 - 18:30


mio nonno marinaio tiratore scelto sulla Viribus Unitis, mi raccontava che Francesco Giuseppe era durato tanto tempo col suo impero proorio perche rispettava i suoi sudditi; li chiamava: i miei italiani, imiei sloveni ecc.ecc.
é stato invece il buon Mussolini che cominciò a storpiare nomi e cognomi nomi di città e paesi e a spingere gli insegnanti a sputare in bocca ai bambini che a scuola avessero parlato in sloveno.Provate a leggere "Figlio di nessuno" di Boris Pahor, cosi sentirete anche l'altra campana. Cerchiamo ,comunque di vivere in pace poichè cosa fatta capo ha,e non vale la pena di rinvangare fatti passati a cui non si può porre rimedio. fulvio pertot

16/9/2014 - 18:16


Ciao Sandi, e bentornato su queste pagine.

Non te la prendere troppo, sai bene quanti danni la retorica patriottarda e nazionalista ha prodotto e continua a produrre in ogni dove, specie nella nostra (ormai poco) ridente penisola, che ne è sempre molto affetta... Basti pensare alla tremenda "narrazione tossica" dei due marò trattenuti in India per omicidio...

E poi da uno che si firma "Pace per i popoli" e che cita come fonte un blog intitolato "L'Italia è la mia patria - Non lasciatemi sola ad esaltarla", cosa ti puoi aspettare?!?

Ora sulle CCG c'è un percorso sulla Grande Guerra: prova a ficcarci il naso per veder che non ci sia qualche strafalcione nazionalista... Purtroppo non siamo tutti storici e l'"inquinamento" su quella pagina di Storia (come su tante altre) è sempre stato molto intenso...

A proposito, riprendendo l'intervento di Fulvio Pertot che narrava del suo nonno, marinaio nella k.u.k. Kriegsmarine, la ricostruzione riportata su it.wikipedia della cosiddetta "impresa di Pola" (con l'affondamento della SMS Viribus Unitis a guerra quasi finita e quando l'unità non era più nemmeno austriaca) è attendibile?

Hai visto qualcosa del racconto della Grande Guerra fatto da Paolo Rumiz? Che te n'è parso?

Certo che tu in Rete sei come il prezzemolo! Perdonami il parallelismo, ma sulle loro rispettive "cause" solo gli israeliani e i neoborbonici sono più presenti di te!

Saluti

Bernart Bartleby - 16/9/2014 - 22:42


Io però ci andrei parecchio cauto con gli “strafalcioni nazionalisti”. Certo, in un sito con migliaia di canzoni come questo tutto è possibile, ma non penso che siano presenti canzoni di esaltazione nazionalista, italiana o di altri paesi. Se ne fosse scappata qualcuna, garantisco che ci avrei già calato la mannaia sopra, ultimamente mi sento ancora peggio disposto verso i nazionalismi di qualsiasi latitudine. Comunque anche io andrò a dare un'occhiata complessiva al percorso sulla “Grande Guerra”, e mi preparo al mese di maggio del 2015 avvertendo fin da ora che ogni tentativo patriottardo su questo sito sarà sbriciolato senza pietà. Saluti.

Riccardo Venturi - 17/9/2014 - 11:38


Non mi riferivo tanto alle canzoni in sè, quanto ad introduzioni e commenti... E' già capitato in passato proprio al sottoscritto, per esempio a margine di Pòvri avans 'd la guèra infausta. Allora con Sandi ci fu una vivace discussione su alcune ricostruzioni storiche e mi accorsi di diversi "inquinamenti" da far risalire almeno in parte alla propaganda di allora e alla storia per come ce l'hanno propinata per decenni...
Ciao, o Patrio Sbriciolatore!

Bernart Bartleby - 17/9/2014 - 11:49


Mi ero perso lo scambio sulla canzone da te segnalata; purtroppo non è che posso stare dietro a tutto. Certo è che il discorso sul propinamento della Storia, a partire dalla "scuola", è realmente agghiacciante e capisco bene quello che dici. Credo che da tutto questo sia derivato, ad esempio, il mio antinazionalismo totale. A maggior ragione constatando l'ancor più ridicolo nazionalismo italico di questi ultimi frangenti, il quale -naturalmente- è soltanto parte di un sistema di controllo più generale. Suggerirei a tutti di farne strame con ogni mezzo possibile, ognuno nel suo piccolo.

Riccardo Venturi - 17/9/2014 - 12:25


Canzone dell'impiegatino asburgico
di David Riondino

Nota. Ci ha scritto il nostro celebre (e perfido) amico Riccardo Scocciante, ma stavolta non per proporre una sua composizione, bensì per segnalare questa ineffabile opera di David Riondino. "Come sapete, ho come codice-autore in questo sito il 1815, anno del Congresso di Vienna; indi per cui mi sento particolarmente legato a tematiche asburgiche. Vi pregherei quindi di accogliere questo mio modesto contributo, possibilmente su qualche pagina un po' kaiser-und-königlich; sono certo che farete del vostro meglio. - Il vostro Riccardo Scocciante." Come non accontentarlo? Ed ecco quindi questa "Canzone dell'impiegatino asburgico, tratta dal ponderoso saggio La chansonlong e la chansoncurt e una nota sullo Sgurz, scritto nei remoti anni '80 del secolo scorso dallo chansonnier e cabarettista fiorentino. Premettiamo la nota che accompagna la canzone:

"Con la diffusione dei libretti dell'Adelphi, venimmo a conoscenza di criminali scrittori mitteleuropei i quali, descritto in poche pagine d'inizio un personaggio generalmente di ceto impiegatizio, quasi sempre di cultura medio-bassa, senza grandi vocazioni e desideroso solo di vivere tranquillo lo scorcio del secolo, nelle successive cartelle lo massacrano mettendolo a confronto con problemi pressoché insolubili, la guerra, l'esistenza di Dio, la questione ebraica, le nevrosi ossessive; il poveretto, che per come loro lo hanno descritto non ha i modi di reagire, soccombe in meno di trenta pagine; il resto è un calvario inutile (diventa uno scarafaggio, si uccide in modi fantasiosi). Alle vittime innocenti di quella letteratura dedico questo pensiero malinconicamente danubiano."

Canzone dell'impiegatino asburgico

Disperso tra Vienna e Trieste
vestito di vesti piuttosto modeste
con l'aria piuttosto sguarnita
compila registri di doppia partita.

Beve Gewürztraminer
ama l'imperatore
poi resta fermo per ore
nella stanzetta in affitto
da solo col raffreddore
con gli occhi fissi al soffitto.

Chi è? Chi è? Chi è?

È l'impiegatino asburgico
nell'Austria di fine secolo
sicuro di morir tisico
che naufraga dentro un'epoca.

La notte faceva gli incubi
e sogna che lo depilano
sarà che ha la mamma bulgara
o il fatto che non comunica.

Quell'impiegatino asburgico
che un giorno morì di forfora
e sempre soffrì di sciatica
convinto che fosse l'anima.

Riccardo Venturi - 28/9/2014 - 13:05



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