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Sai com'è

Gang


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2014
Giovanni e Nori una storia di amore e di Resistenza
Testo di Claudio Lolli, musica di Marino Severini

Giovanni-e-Nori

Il grande Claudio Lolli ha scritto per lo spettacolo una canzone molto emozionante, “Sai com’è”, che è una lettera post mortem di Giovanni a Nori.  Daniele Biacchessi
Canzone di Resistenza e canzone d'amore, forse delle più belle che i Gang abbiano mai cantato

Giovanni Pesce, comandante partigiano responsabile dei Gap di Torino e di Milano, è stato un protagonista della Resistenza e della Liberazione. Giovanissimo ha aderito al Partito comunista e combattuto nelle Brigate internazionali contro Franco. Tornato in Italia, è catturato e mandato al confino. Per lui, giovane proletario emigrato con poca cultura, l’incontro a Ventotene con il fior fiore dell’antifascismo diventa fondamentale. Liberato intorno all’estate del 1943, dopo l’arresto di Mussolini e l’armistizio dell’8 settembre, inizia la clandestinità, prima a Torino, poi a Milano.Per Giovanni, primula rossa dell’antifascismo italiano, saranno mesi di azioni militari avventurose, leggendarie, coraggiose, drammatiche.

Proprio nella Milano occupata dai nazisti, stremata, affamata, disseminata di luoghi dell’orrore, avviene l’incontro di una vita: i due partigiani Giovanni e Nori si conoscono, si innamorano e non si lasciano più. Le loro vite si intrecciano indissolubilmente con la lotta antifascista: i Gap colpiscono, attaccano e fanno azioni di guerriglia, i tedeschi arrestano, torturano, uccidono. Nella città crocevia di spie e delatori al servizio del nemico, Nori cade in un’imboscata e viene deportata. È l’ultima separazione perché insieme, Giovanni e Nori, rimarranno tutta la vita, condividendo e facendo sulla propria pelle la storia di quegli anni. Il fortunato libro Giovanni e Nori, una storia di amore e di resistenza, pubblicato da Laterza nella collana «i Robinson / Letture» e giunto alla seconda edizione, diventa un cd di Daniele Biacchessi, Gang e Gaetano Liguori, registrato dal vivo il 24 gennaio 2014 a Milano, teatro Edi Barrio’s da Alessandro Bettinzoli, mixato ed editato da Jono Manson, disegnato e impaginato da Luca Guerri.
Sai com'è sarà forse il fatto che passano gli anni
e la testa ha un ricordo che non si ferma mai
un cinema muto che ancora mi parla di eroi e di malanni
una spina dorsale che pende soltanto sui nostri guai
poi quei campi affollati di morti e di sangue
e gli schioppi e i colpi brucianti nel cielo sereno
con un vento scontroso spaurito inesperto ed esangue
con quel vento che forse avrebbe fatto di meno
con quel vento che forse avrebbe fatto di meno

Ma ricordo non solo la guerra e il terrore
e in quei campi in montagna ho visto dei fiori
un miracolo assurdo che invita all'amore
e di tutti quei fiori il più bello eri tu, era la Nori
e poi il tempo di fare all'amore lo abbiamo trovato
e di nuovo in campagna e in città era la giovinezza
basta poco all'amore nel buio un letto od un prato
basta poco all'amore purché sia tenerezza
basta poco all'amore purché sia tenerezza

Aspettavo sul ciglio guardando le stelle
fissi gli occhi per sempre la strada non cambia
aspettavo da sempre le notti più belle
aspettavo e arrivava la Sandra compagna
ci son buchi nel cuore che non sai come dire
com'è stato difficile saperti lontana
tra le mani di gente che avrei fatto morire
prigioniera di gente che non sa chi si ama
prigioniera di gente che non sa chi si ama

Ecco qua ora ho memoria che ormai non si quiete
e cavalca e galoppa e mi fa stare male
ecco qua il nuovo mondo e le sue sirene
che non riesco davvero a pensarne uno uguale
sai com'è sara forse il fatto che passano gli anni
ma anche se sono morto per te sarò sempre Giovanni, Giovanni
ma anche se sono morto per te sarò sempre Giovanni, Giovanni

inviata da DonQuijote82 - 8/4/2014 - 12:15



Lingua: Italiano

La versione pubblicata da Claudio Lolli

[2017]
Album : Il grande freddo

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Claudio Lolli (voce)
Nicola Alesini (sax soprano)
Giorgio Cordini (bouzouki)
Felice Del Gaudio (contrabbasso con arco)
Roberto Soldati (chitarre)
Danilo Tomasetta (sax tenore e tamburo lucano)
Sai com’è sarà forse il fatto che passano gli anni
e la testa è un ricordo impazzito e non si ferma mai
un cinema muto che mi parla ancora di eroi e di malanni
una spina dorsale che pende solamente verso i nostri guai

Poi nei campi affollati di morti e di sangue
e gli schioppi ed i colpi brucianti nel cielo sereno
con un vento scontroso, inesperto ed esangue
con quel vento che avrebbe potuto anche fare di meno
con quel vento che avrebbe potuto anche fare di meno

Ma ricordo non solo la guerra e il terrore
in quei campi in montagna io ho visto dei fiori
un miracolo assurdo che invita all’amore
e di tutti quei fiori il più bello eri tu, era la Nori

E poi il tempo di fare all’amore l’abbiamo trovato
ed il luogo in campagna e in città era la giovinezza
basta poco all’amore, del buio o un letto od un prato
basta poco all’amore purché sia tenerezza
basta poco all’amore purché sia tenerezza

Aspettavo sul ciglio guardando le stelle
fissi gli occhi per sempre la strada in montagna
io aspettavo da sempre le notti più belle
aspettavo e arrivava la Sandra compagna

Ci son buchi nel cuore che non sai come dire
ma come è stato difficile saperti lontana
tra le mani di gente che avrei fatto morire
prigioniera di gente che non sa chi siamo
prigioniera di gente che non sa chi siamo

Ecco qua ho una memoria che oramai non si tiene
che cavalca, galoppa e mi fa stare male
ecco qua il nuovo mondo e le sue sirene
e non riesco davvero a pensarne uno uguale

Sai com’è sarà forse il fatto che passano gli anni
ma anche se sono morto per te sarò sempre Giovanni
anche se sono morto per te sarò sempre Giovanni

inviata da dq82 - 21/5/2017 - 10:05


Bellissimo pezzo resistente. Grandissimo Claudio Lolli e grandissimi i fratelli Severini.

P.S. Non è "un miracolo assurdo e in vita l'amore/e di tutti quei fiori il più bello eri tu era noi" ma "un miracolo assurdo che invita all'amore/e di tutti quei fiori il più bello eri tu,era Nori".

Luca - 15/4/2014 - 17:59


Grazie Luca, corretto

donquijote82 - 15/4/2014 - 19:45


Per portare avanti le memorie, le storie, la verità riguardanti la Resistenza.

Perchè è così che funziona, le persone si incontrano, si scoprono affini, nascono amori amicizie collaborazioni, nascono Storie che come semi fanno germogliare altre storie, altri semi.
Ci si incontra in tanti luoghi, uno di questi è stato la città di Alba, nella sala Fenoglio in occasione dello spettacolo “Giovanni e Nori: una storia d' Amore e Resistenza.
La Storia viene narrata da Daniele Biacchessi e la sua voce è la voce di un amico che racconta qualcosa che gli appartiene, non solo un "sentito dire ben riportato", ma proprio qualcosa che in qualche modo si è vissuto, la sua voce non recita, non legge, in realtà la sua voce è la voce che testimonia, che partecipa.
Con lui sul palco illuminati da luci discrete ci sono Gaetano Liguori al pianoforte, che con delicata sensibilità ci trasmette la sensazione di essere partecipi di un evento; così anche Marino Severini e la sua 12 corde, Marino e suo fratello Sandro Severini alla chitarra elettrica ci regalano le loro canzoni di resistenza e di resistenti, storie di vite che si intrecciano: le Storie raccontate da tanti palchi, che però ora, qui, diventano immagini grazie a Giulio Peranzoni, che cattura le parole di Daniele e Marino, e le trasforma in segni e colori che le rendono vive. Immagini che vediamo apparire sotto i nostri occhi, per poi trasformarsi in altre parole, altre storie, quasi una magia, un sogno che ingloba le storie, le vite dei personaggi raccontati e quelle di chi sul palco racconta.
E noi, il pubblico che partecipa con emozione, che diventa parte a sua volta di una storia da raccontare, come questa, la storia di una sera di maggio ad Alba, quando un palco, un semplice palco è diventato una finestra su quel passato che non vogliamo dimenticare.
Che bello e che onore uscire di casa per andare ad uno spettacolo, e rientrare con la consapevolezza di aver condiviso un evento. Che bello sentirsi coinvolti e partecipi, lasciare che la nostra Storia si intrecci a quella di altri individui, e tornare a casa sentendosi diversi, con quel senso di appartenenza ad un Umanità che non si arrende. Umanità che resiste.
Luciana Monaci
Sai com'è

Luciana Monaci - 11/5/2016 - 21:32


Giovanni e Nori, il film

dq82 - 8/9/2016 - 16:00


La canzone è stata scritta da Lolli nel testo, da Marino Severini nella musica, ma visto che la versione dei Gang anticipa di tre anni la pubblicazione di Claudio Lolli, la lasciamo attribuita ai Gang

dq82 - 21/5/2017 - 10:11


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