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Dopo Ardisun

Collettivo Ticino Riva Sinistra


Lingua: Italiano (Lombardo Milanese)


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Registrazione: 1980
Parole e musica del Collettivo Ticino Riva Sinistra

ardiz


Ancora una ballata (in milanese) su Giovanni Ardizzone, lo studente ucciso il 27 ottobre 1962 durante una manifestazione per la pace (per maggiori notizie si veda La ballata dell'Ardizzone). Ardizzone era di Castano Primo, centro operaio dell'hinterland milanese in cui anche il Collettivo Ticino Riva Sinistra si era formato. Il testo, irreperibile in rete, è stato trascritto all'ascolto da Massimiliano Cazzaniga ("Max Van Loon") sulla mailing list "Brigatalolli", e lo ringraziamo di cuore per questo prezioso contributo. Riportiamo anche la sua breve introduzione:

Oramai avrete capito che mi ci sono preso la malattia per questo sconosciutissimo gruppo, e l'ennesima manifestazione di questa bella malattia è stata la mia trascrizione (con almeno tre o quattro buchi di significato, segnalati da "?" ) della ballata per l'Ardisun. Dopodiché ovviamente mi ci sono messo a provare di suonarla, ma il giro che hai indicato non mi riesce di cucirglielo addosso Gualdo, non è che provi a mettere gli accordi nel testo, e verificare che siano corretti, ascoltando l'originale?

Giovanni Ardizzone:
La ballata dell'Ardizzone
Quatr'asüs par l'Ardizôn
Ventasel che i bei tusan
te ghe sulevet i sutan
e magari per dispett
propi intant che pasa un pret

Ventasel o palandran
ma te smetet de fa el rufian
dai che proeuvum e sulevà
un belo steso in sul pasaa

Ghe voeur giust un come ti
liber d'es, d'andà e venì
sensa debit né duver
con questo o quel cento poter

Vun che lu i guai del poi
mica rischiando come noi
a nomm d'un mort te provi a dì
come i gobi dritti dritt

A nom del Gianni, sai L'Ardisun
sto mort trà la, in un cantun
scomund a destra e a mansina
a chi con l'idea se riemp la tasina

Figlio di famiglia bene
lu che l'ha prest i ball piena
dei balosat de la sua class
e insema a numm l'è 'gnu a schierass

E insema a numm in piassa domm
Gianni el vusava "Yankee go home"
che "viva Cuba, viva Fidel"
dio la madona gh'han fat la pell.

Ventises d'utuber
milnovcentsessantaduu
in pieno centro li a Milan
capitale morale de noen italian

Gh'an fat la pel quei assassit
del terzo celere, brut caìt
int'una jeep in piumbà adoss
che l'han ridott a un mucc de oss.

Un mucc de oss che al lato pratic
imbarassava gli apparati
che adess la linea del partit
era per gli Usa e gli URSS unit

Ventasell che i fiur dei sces
t'avean dispers su figliulet
salven vun per l'Ardisun
caduto sembra sensa resun

Sui to al d'argent
porta in gir el nostr lament
per quel che mass e moeur a vent'ann
mentre su in alt se dan la man.

Ventasel fa curr la vus
che seminare lut e cruss
se finiss poi col ragoeuil
spine, urtigh, gramigna e loeui

Ventasell fai stremì
digh che il Gianni l'è ancora qui
e per un Gianni che lur massen
in des, il Beppe ghe rimpiassen!!

E per un Gianni che lur massen
in cent, il Piero che rimpiassen!!
e per un Gianni che lur massen
in milan, il Mario che rimpiassen!!

inviata da Riccardo Venturi - 27/8/2006 - 21:00



Lingua: Italiano

Versione italiana di Massimiliano Cazzaniga ("Max Van Loon")
28 agosto 2006, mailing list "Brigatalolli"
Grazie ancora a Max.
DOPO ARDIZZONE

Venticello che alle belle ragazze
tu sollevi le sottane,
e magari per dispetto
proprio mentre passa un prete.
Venticello o palandrana [?]
ma la smetti di fare il ruffiano,
dai che proviamo a sollevare
un bel velo sul passato,
che ci vuole giusto uno come te,
libero di essere, di andare e di venire
senza debiti o doveri
con questo o quel centro del potere,
uno per cui i guai del futuro
mica per chi rischia come noi,
a nome di un morto ti provo a dire,
son come gobbi dritti dritti.

A nome del Gianni, sai l'Ardizzone
questo morto gettato la, in un angolo,
scomodo a destra ed a sinistra,
a chi con l'ideologia si riempie la tazzina,
figlio di famiglia bene,
lui che ha presto le palle piene
dei pirlotti della sua classe
e insieme a noi è venuto a schierarsi,
e insieme a noi in piazza del duomo
Gianni gridava "Yankee go home"
che "viva Cuba, viva Fidel",
dio la madonna, gli han fatto la pelle.
Ventisei ottobre millenovecentosessantadue
in pieno centro li a Milano
capitale morale di noi italiani.

Gli han fatto la pelle quegli assassini
del terzo celere, luridi cagnacci
con una jeep gli son piombati addosso
e l'han ridotto un mucchio di ossa.
Un mucchio di ossa che al lato pratico
imbarazzava gli apparati
che adesso la linea del partito
era per gli USA e gli URSS uniti.
Venticello che i fiori [...?]
t'avean dispers su firules [...?]
salvane uno per l'Ardizzone
caduto sembra senza motivo.
Sulle tue ali d'argento
porta in giro il nostro lamento
per chi ammazzato muore a vent'anni
mentre su in alto si danno la mano.
Venticello fai correre la voce
che a seminare lutto e croci
si finisce poi col raccogliere
spine, ortiche, gramigna e loglio.
Venticello falli spaventare
di loro che il Gianni è ancora qui
e che per un Gianni che loro ammazzano
in dieci, il Beppe gli contraccambiano!
e per un Gianno che loro ammazzano
in cento, Il piero gli contraccambiano!
e per un Gianni che loro ammazzano
in mille, il Mario gli contraccambiano!

inviata da Riccardo Venturi - 28/8/2006 - 12:54



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