Lingua   

Aire libre

Víctor Manuel San Josè


Lingua: Spagnolo


Ti può interessare anche...

‎¿Qué será que todos piden?‎
(Víctor Manuel San Josè)
Me queda la palabra
(Paco Ibáñez)
La puerta de Alcalá
(Víctor Manuel San Josè)


‎[1958]‎
Versi del poeta Blas de Otero, ‎dalla raccolta intitolata “En castellano” pubblicata nel 1960.‎

Blas de Otero


blas-de-otero-en-castellano

Musica di Víctor Manuel, dall’album intitolato “Víctor Manuel 10” pubblicato nel 1976.‎

Víctor Manuel 10

Un inno all’amore e alla libertà di rara bellezza e potenza. Ed è pure una CCG DOCG perché negli ‎ultimi versi il poeta, per aggirare la censura, trasforma “los curas”, i preti, in “los tundras” (con ‎l’articolo non concordante, che tundra è femminile anche in spagnolo… e poi l’uso di quel ‎sostantivo non avrebbe alcun senso nel contesto…) e “los militares” in “los similares”. La censura, ‎meschina, non si accorse di essere stata buggerata, ma colpì comunque i versi più esplicitamente ‎erotici contenuti nella seconda strofa…‎



Era quindi sul clero e su militari, sui cardini del franchismo che Blas de Otero sputava… all’aria ‎libera. (fonte: Blas de otero y la ‎censura española desde 1949 hasta la transición política”, di Lucía Montejo Gurruchaga, UNED – ‎Madrid)‎
Si algo me gusta, es vivir.
Ver mi cuerpo en la calle,
hablar contigo como un camarada,
mirar escaparates
y, sobre todo, sonreír de lejos
a los árboles...‎

También me gustan los camiones grises
y muchísimo más los elefantes.
Besar tus pechos,
echarme en tu regazo y despeinarte,
tragar agua de mar como cerveza
amarga, espumeante.‎

Todo lo que sea salir
de casa, estornudar de tarde en tarde,
escupir contra el cielo de los tundras
y las medallas de los similares,
salir
de esta espaciosa y triste cárcel,
aligerar los ríos y los soles,
salir, salir al aire libre, al aire.‎

inviata da Bernart - 3/10/2013 - 15:49



Lingua: Italiano

Versione italiana come recitata da Arnoldo Foà nel disco “Poesia d'amore spagnola contemporanea” ‎‎(1963), con l’accompagnamento musicale di Mario Gangi.‎
Anche Arnoldo Foà mantiene lo stratagemma originario, che pure nell’Italia degli anni 60 certe ‎cose certo non sfuggivano alla censura, per quanto democristiana…‎

Poesia d'amore spagnola ‎contemporanea
ARIA LIBERA

Se qualcosa mi piace, è vivere
vedere il mio corpo nella via
parlare con te come a un compagno
guardare le vetrine
e, soprattutto, sorridere da lontano
agli alberi.‎

Mi piacciono i camion grigi
e moltissimo ancora gli elefanti
Baciarti
gettarmi nel tuo grembo e spettinarti
acqua di mare inghiottire come birra
amara, spumeggiante.‎

Tutto ciò che sia uscire
di casa, starnutire di sera in sera
sputare contro il cielo delle tundre [dei preti]
nelle medaglie dei simili [dei militari]
uscire
da questo spazioso e triste carcere
alleggerire i fiumi e i soli
uscire, uscire all’aria libera, all’aria.‎

inviata da Bernart - 3/10/2013 - 15:50



Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org