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Dobře míněná rada (Běž domů Ivane)

Jaromír Vomáčka


Lingua: Ceco


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Josef Koudelka - Praga, agosto 1968. L'invasione.
Josef Koudelka - Praga, agosto 1968. L'invasione.


Questa è una canzone ceca di protesta datata 1968, perciò il riferimento storico è subito chiaro. L'atmosfera che accompagnava l'occupazione sovietica della Cecoslovacchia è già stata magistralmente resa all'interno di questo sito da Riccardo Venturi nell'articolo introduttivo alla Primavera di Praga di Guccini a cui rimando anche per le note storiche. Con questo contributo, vorrei mettere a disposizione di chi ha interesse o curiosità un testo che per via della barriera linguistica è praticamente del tutto sconosciuto oltre i confini dell'ex Cecoslovacchia.

La canzone dimostra una resistenza con spirito di umorismo, cercando il lato comico di una situazione tragica. La reazione della popolazione all'accaduto fu tempestiva e uno dei modi in cui la gente comune affrontava questi fatti fu proprio il risveglio dell'inventiva popolare in chiave umoristica. Infatti, la maniera più diffusa di manifestare l'opposizione all'invasione era la creazione di slogan, battute, frasi di protesta che venivano poi scritti su pezzi di carta con cui furono tappezzati i muri della capitale. E molte di queste scritte avevano, come dire, classe: non erano semplici frasi di odio o slogan copiati e ricopiati, come ci si potrebbe immaginare. C'era in esse un forte carico di fantasia: piccole filastrocche in rima, giochi linguistici, allusioni celate, riferimenti a personaggi storici, adattamenti dei brani di autori classici ecc.

Il testo di questa canzone prese spunto dallo slogan diventato poi quello più conosciuto, di fatto il simbolo della resistenza del '68. Secondo quanto riportato da un articolo commemorativo uscito nel giornale Týden il 22 agosto 2008, l'autore dello slogan fu Václav Mikolášek, cittadino di Praga. Egli ricorda: “Con il mio amico […] abbiamo preso la carta da pacchi e i pennarelli e abbiamo cercato di inventarci le migliori battute.” La sua frase “Vai a casa Ivan, ti aspetta Nataša” suscitò l'autentico sorriso dei passanti che videro la scritta esposta in vetrina di un negozio di alimentari. Quello che fece colpo in questa battuta fu l'approccio umano all'aggressore: viene scelto un nome tipico russo, Ivan, ovvero un soldato russo qualunque, e si fa l'appello ai suoi sentimenti umani, cioè gli si rammenta la donna che lo aspetta a casa (Nataša – sempre uno stereotipo di nome russo). Si rispecchiava così la situazione reale: molti dei soldati sovietici si sentirono spiazzati nel loro ruolo di “protettori del socialismo”, non capivano la situazione in cui si erano ritrovati né il motivo della propria presenza. (Tra gli episodi buffi si ricorda come molti di loro, provenienti dalle zone arretrate e molto povere, furono attratti dagli orologi di polso che costituivano per loro merce di lusso. Con il fucile in mano ovviamente era semplice farseli “regalare” dalla gente. Taluni poi furono visti con le braccia praticamente coperte da orologi.) Lo slogan “Vai a casa Ivan” conquistò la notorietà grazie al cantautore Jaromír Vomáčka che ci scrisse sopra questa canzoncina divenuta in breve un vero e proprio canto di protesta popolare. Originariamente Běž domů Ivane fu il titolo della canzone ma, come si può capire, in quel modo non sarebbe mai stato possibile trasmetterla nei mezzi ufficiali, quindi fu inventato un titolo sostitutivo per ingannare almeno per poco la censura. Il titolo originale apparve successivamente nei giornali post-regime come riferimento per parlare del '68, come titolo di raccolte di canzoni di protesta e dei documentari che ricordavano quegli avvenimenti.
Rec.
Vážení přátelé, píseň kterou právě slyšíte, jsme nazvali Dobře míněná rada.

Běž domů Ivane,
čeká tě Nataša,
běž domů Ivane,
tady tě holky nemilujou.
Běž domů Ivane,
čeká tě Nataša,
běž domů Ivane a už se nevracej.

Rec.
Ivan byl původně moc hodnej hoch.
Bydlel v jedný malý vesnici,
no jo ale potom ho poslali do úplně jiný vesnice někam daleko,
a on tam chudák musel nechat koho?
No Natašu!

Běž domů Ivane,
čeká tě Nataša,
běž domů Ivane,
tady tě holky nemilujou.
Běž domů Ivane,
čeká tě Nataša,
běž domů Ivane a už se nevracej.

Rec:
No tak Ivane, co je s tebou,
děláš jako že neslyšíš,
přece nenecháš Natašu aby si ti vzala Voloďu!

Běž domů Ivane,
čeká tě Nataša,
běž domů Ivane a už se nevracej.
NIKDY!

inviata da Stanislava - 6/9/2013 - 16:41



Lingua: Italiano

Versione italiana di Stanislava
CONSIGLIO DATO CON BUONE INTENZIONI (VAI A CASA IVAN)

Recitato:
Cari amici, la canzone che state sentendo in questo istante l'abbiamo intitolata Consiglio dato con buone intenzioni.

Vai a casa Ivan,
ti aspetta Nataša,
vai a casa Ivan,
qui le ragazze non ti amano.
Vai a casa Ivan,
ti aspetta Nataša,
vai a casa Ivan e non tornare più.

Recitato:
Ivan in fondo era proprio un bravo ragazzo.
Abitava in un piccolo villaggio,
sì beh ma dopo lo hanno mandato in tutt'un altro villaggio, lontano, da qualche parte,
e lui poveretto ci ha dovuto lasciare chi?
Ebbè, Nataša!

Vai a casa Ivan,
ti aspetta Nataša,
vai a casa Ivan,
qui le ragazze non ti amano.
Vai a casa Ivan,
ti aspetta Nataša,
vai a casa Ivan e non tornare più.

Recitato:
E allora, Ivan, che c'è?
Stai facendo finta di non sentire..!
Non permetterai mica che Nataša si sposi con Voloďa (Vladimir)!

Vai a casa Ivan,
ti aspetta Nataša,
vai a casa Ivan e non tornare più.
MAI PIù!

inviata da Stanislava - 6/9/2013 - 16:45


Bella, non la conoscevo

Krzysiek Wrona - 9/9/2013 - 20:27



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