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Spence Broughton

Ewan MacColl
Lingua: Inglese


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‎[fine 700 / inizio 800]‎
Una “broadside ballad” di autore anonimo incisa da Ewan MacColl con Peggy Seeger nel ‎disco del 1957 intitolato “Bad Lads And Hard Cases - British ballads of crime and criminals”‎

BadLadsHardCases

Una canzone sulla ferocia della “giustizia”, tanto più cattiva quanto più sfigato è colui sul quale si ‎abbatte, così crudele da inseguire le proprie vittime anche dopo la morte per esecuzione…‎

Spence Broughton era un contadino del Lincolnshire, sposato con tre figli.‎
Ad un certo punto, intorno ai 40 anni, probabilmente decise che si era scassato le palle di quella vita ‎di stenti, mollò la famiglia e si trasferì a Sheffield vivendo di gioco d’azzardo e piccoli furti.‎
All’inizio del 1791 Spence Broughton decise che era venuto il momento di dare una svolta alla sua ‎meschina carriera criminale e con un complice progettò una rapina alla diligenza postale che serviva ‎tra Sheffield and Rotherham. I due “highwaymen” ebbero successo, nessuno si fece male ma il ‎bottino non fu gran che: un assegno di 123 sterline. Spence Broughton ed il suo sodale si recarono a ‎Londra per incassarlo senza dare nell’occhio e, già che c’erano, fecero un altro paio di piccole ‎rapine. Furono quasi subito arrestati e incarcerati. Il complice evase e fece sparire le sue tracce e ‎così Broughton rimase l’unico ad andare a processo.‎


‎Le catene con cui fu “gibbeted” Spence Broughton, conservate ‎presso il Weston Park Museum di Sheffield.‎
Le catene con cui fu “gibbeted” Spence Broughton, conservate ‎presso il Weston Park Museum di Sheffield.‎


Nel marzo del 1792 Spence Broughton, rapinatore, certo, ma che non aveva mai torto un capello a ‎nessuno, fu condannato a morte per impiccagione nel corso di un’udienza che durò un’oretta. Il ‎giudice stabilì anche una pena accessoria, che il corpo senza vita di Broughton fosse in seguito ‎‎“gibbeted”, cioè “ingabbiato” e nuovamente appeso nel luogo preciso dove era avvenuta la rapina, ‎ad Attercliffe.‎
I resti di Spence Broughton rimasero lì a penzolare in catene non per alcuni giorni, non per alcune ‎settimane e nemmeno per alcuni mesi… quel che rimaneva del rapinatore Spence Broughton rimase ‎esposto al pubblico per ben 36 (trentasei) anni, fino al 1827, quando il nuovo proprietario di quelle ‎terre decise che era venuto il momento di smetterla con quella pena senza fine e di dare una degna ‎sepoltura al povero Spence.‎

Una storia di orribile accanimento della giustizia che, per certi versi, ricorda quella nostrana ‎dell’anarchico Giovanni Passannante, fatto marcire in carcere e i cui resti (cranio e cervello) hanno trovato pace ‎solo nel 2007, dopo essere stati esposti per 70 anni presso il museo criminologico di Roma. ‎
To you my dear companions accept these lines I pray;
A most impartial trial has been occupied this day.
‎'Tis from your dying Broughton, to show his wretched fate,
Pray make your reformation before it is too late.‎

The loss of your companion will grieve your hearts full sore,
I know that my fair Ellen will my wretched fate deplore;
Thinking of those happy hours that now are past and gone,
That I, unhappy Broughton, would I had ne'er been born.‎

One day unto St. James's with large and swelling pride,
Each man had a flash woman walking by his side,
And at night we did retire unto some ball or play;
In these unhappy pleasures our time did pass away.‎

Brought up in wicked habits which wrought in me no fear,
How little did I think that my time had been so near;
But now I'm overtaken, and bound, condemned and cast to die,
Exposed a sad example to all those that pass me by.‎

O that I had but gone unto some far and distant clime,
That a gibbet post for Broughton would never have been mine;
But as for such like wishes they are vanity and vain,
Alas, it is but folly and madness to complain.‎

One night to try and slumber I closed my weeping eyes,
I heard a foot approaching which struck me with surprise;
I listened for a moment, a voice made this reply,
‎’Prepare thyself, Spence Broughton, tomorrow thou must die.’‎

O awful was the messenger, and dismal was the sound,
Like a maniac in distraction I rolled upon the ground;
My tears now flow in torrents, with anguish I am torn,
O poor unhappy Broughton, would I had ne'er been born.‎

Farewell, my wife and children, to you I bid adieu,
I never should have come to this had I stayed at home with you;
But I hope through my Redeemer to gain the happy shore;
Farewell, farewell for ever, Spence Broughton is no more.
Spence Broughton is no more.‎

inviata da Bernart - 25/7/2013 - 13:14


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