Lingua   

Cristo al Mandrione

Gabriella Ferri


Lingua: Italiano (Laziale Romanesco)


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[1960]
Versi di Pier Paolo Pasolini
Musica di Piero Piccioni
Composta per un recital di Laura Betti intitolato “Giro a vuoto”, uno spettacolo di cabaret letterario dove la Betti interpretava testi scritti da amici scrittori ed intellettuali - con Pasolini, Flaiano, Moravia e Arbasino, tra gli altri - musicati da compositori di pregio, come Piero Piccioni, Fiorenzo Carpi e Piero Umiliani.

Giro a vuoto

Interpretata da Laura Betti anche nell’album “Gabriella, i suoi amici... e tanto folk” del 1972, con Gabriella Ferri, Otello Profazio, Laura Betti e Luisa De Santis.

Gabriella, i suoi amici... e tanto folk

In seguito dalla stessa Gabriella Ferri nel disco “...E adesso andiamo a incominciare” del 1977.

...E adesso andiamo a incominciare

“Cristo al Mandrione” (“Jésus-Christ au Mandrione”) est une des chansons en romanesco (le dialecte romain) écrites par Pasolini pour Laura Betti (sur une musique de Piero Piccioni) au début des années soixante. Le Mandrione était dans les années cinquante une des zones les plus pauvres de Rome. Le nom de ce qui était alors une borgata vient de la rue qui la traverse (Via del Mandrione), où passaient autrefois les troupeaux ("mandrie" en italien) que l'on conduisait aux pâturages. Juste après la seconde guerre mondiale, c'est dans ce quartier que se réfugièrent des rescapés des bombardements, des tziganes et des gens venus du Sud de l'Italie, à l'intérieur de baraques construites sous les arcs du grand aqueduc qui traverse cette zone. Aujourd'hui, le quartier populaire du Mandrione a bien changé, à la suite d'une grande opération dite de "réhabilitation" ; il ne ressemble plus du tout à ce qu'il était quand Pasolini a écrit cette chanson. (dal blog Fine Stagione)



“Cristo al Mandrione” è una delle canzoni in dialetto romanesco scritte da Pasolini per Laura Betti (con la musica di Piero Piccioni) all’inizio degli anni 60. Il Mandrione era negli anni 50 una delle zone più povere di Roma. Il nome della borgata deriva da quello della strada che l’attraversa, via del Mandrione, dove un tempo passavano le greggi e le mandrie dirette ai pascoli. Subito dopo la seconda guerra mondiale è in quella borgata che si rifugiarono sfollati che avevano perso tutto sotto i bombardamenti (in particolare quello di SanLorenzo del 1943), zingari e tanta gente venuta dal Sud. Le loro baracche erano costruite sotto l’arco del grande acquedotto che attraversa la zona. Oggi, il quartiere popolare del Mandrione è tutto cambiato, in seguito ad una grande operazione di riqualificazione, e non assomiglia più per nulla a quello raccontato da Pasolini in questa canzone.



Aggiungo a quanto scritto, un po’ stringatamente, sul blog Fine Stagione che protagonista della riqualificazione del Mandrione fu tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli 80 una coraggiosa insegnante, psicologa e pedagogista, Linda Zammataro. Trovatasi ad affrontare il problema dell’integrazione a scuola dei bambini della comunità Rom del Mandrione, la Zammataro comprese subito che era inutile anche solo provarci se prima non si cambiavano le terribili condizioni di vita delle famiglie di quei bambini. Fu una lunga battaglia condotta in prima persona dagli zingari del Mandrione i quali, alla fine, si videro assegnare dal Comune di Roma delle abitazioni decenti nel quartiere Spinaceto. L'abbandono del Mandrione da parte dei suoi abitanti coincise con l'abbattimento delle baracche per impedire che le stesse venissero occupate da altri disperati. Da quel momento ha avuto inizio il processo di riqualificazione e di recupero del territorio. (it.wikipedia)
Ecchime dentro qua
tutta ignuda e fracica
fino all'ossa de guazza
'ntorno a me che c'è?
Quattro muri zozzi, un tavolo, un bidè

Filame se ce sei Gesu Cristo,
guardeme tutta zozza de pianto,
abbi pietà de me!
Io che nun so gnente
e te er Re dei re!
Lavorà senza mai rifiatà
moro ma l'anima nun sa

Filame se ce sei
Gesu Cristo!

inviata da Dead End - 4/3/2013 - 23:16



Lingua: Francese

Traduzione francese dal blog Fine Stagione
JESUS-CHRIST AU MANDRIONE

Et je me retrouve encore ici,
dans la boue, nue et trempée jusqu'aux os,
autour de moi, il n'y a que ces quatre murs sales,
une table et un bidet.

Si tu m'entends, aide-moi, Jésus !
Regarde-moi, salie par mes pleurs,
aie pitié de moi, qui ne suis rien,
ô toi, le Roi des Rois !
Je travaille sans relâche,
je meurs, mais mon âme n'est pas en paix.

Jésus, si tu m'entends,
aide-moi !

inviata da Dead End - 4/3/2013 - 23:18



Consegna della posta al Mandrione, 1964

Dead End - 4/3/2013 - 23:19



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