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Chiesa Chiesa

Giovanna Marini
Lingua: Italiano


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[1967]

Album :Chiesa Chiesa

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Chiesa, Chiesa
m’hai creato e m’hai distrutto
ma Dio io non l’ho raggiunto
piazzata tra me e lui
come una pietra tombale
mi tratti da morta
per potermi un giorno resuscitare.

Sono nata cattolica e cattolica credente,
ho solo un pensiero fisso nella mente
distruggere la Chiesa
andavo a scuola, a scuola dalle suore
e a Messa portavo al posto del messale
le piccole edizioni foderate uguale
con Ippolito Nievo
Pirandello, Pavese,
gli amanti di Lady Chatterley
scritto in inglese
per non accettare tranquilla di fare
quello che vuole la Chiesa nostra madre
non per Dio, non per noi, ma per la propria sopravvivenza.

Chiesa, Chiesa
m’hai creato e m’hai distrutto
ma Dio io non l’ho raggiunto
piazzata tra me e lui
come una pietra tombale
mi tratti da morta
per potermi un giorno resuscitare.

Non si scappa dalla Chiesa
corri forte come il vento
ma la trovi lì in attesa
indulgentissima ventosa
scoprirai che non c’è offesa
che la possa disarmare
sempre pronta a contrattare
perdonare riassorbire.
Dici:
«ecco, guarda ho peccato
e non mi importa
stando alle tue regole
l’anima mia è morta
lasciamela in pace
come con una defunta»,
ma ci sarà il prete
illuminato
dice: «hai fatto bene
a peccare se hai peccato»
e ti ritrovi
con questo Cristo risorto
ma non era meglio se restava morto.

Fingi di non vedere
le infinite vie d’uscita
che non sono compromesso
anzi, ti spiegano,
grandezza della Chiesa:
sono le chiavi per aprire le porte
che ti accolgono cattolico
fino alla morte
fingi di non vederle
fai l’ottuso, il cristallino
esigi pane per il pane
vino per il vino
dopodiché t’accorgi che così sei più
cattolico di prima
anzi, il meglio, il fior fiore, la crema
cattolico di prima
anzi, il meglio, il fior fiore, la crema.

Chiesa, Chiesa
m’hai creato e m’hai distrutto
ma Dio io non l’ho raggiunto
piazzata tra me e lui
come una pietra tombale
mi tratti da morta
per potermi un giorno resuscitare.

Guardi ai cattolici con scherno e disprezzo
quelli San Vincenzo e dieta il Venerdì
che leggono l’Osservatore Romano
e rubano senza che gli tremi la mano
fanno la comunione ostentatamente
sentendosi gli eletti tra tutta la gente
gridano allo scandalo se due innamorati
fanno l’amore senza essere sposati
associano il concetto di peccato e di offesa
solo con quello di carne lesa
usano a sangue freddo un sacramento
pur di avere un appalto o una poltrona
in parlamento
gridi «farisei, impostori»
poi ti accorgi che questo lo gridava anche Cristo
morto e risorto per ritrovarsi
solo cattolico di sinistra.
Ma allora,
come ne usciremo noi
come faremo a distruggere
la tomba
che sapientemente la Chiesa
dopo secoli di governo
ha imparato a forza
di dogmi a costruirci
attorno.

Poi, ho conosciuto
lui, l’abate,
un povero vecchio prete
da tutti scartato
come un appestato
perché era un prete
spretato.
È venuta persino
la polizia
a chiedere perché
lo ospitavo
a casa mia
lui che era un prete
spretato.
Papa Pacelli
lo aveva esiliato
Papa Giovanni
lo aveva richiamato
e lui tra papa
e papa sballottato
sperava, cercava,
soffriva.
Così mi ha insegnato,
il prete spretato
a amare di essere viva
e con la vita
la verità
cercarla
senza viltà.
Mi spiava con un
sorriso curioso
stupiva che credessi
all’Inferno
«Se ami Dio
non puoi accettare
che viva il suo vuoto
in eterno».
«Se ami Dio
non puoi accettare
che viva il suo vuoto
in eterno».

Prete spretato da quando ti ho incontrato
sento così vivo il mio corpo forte
come se avesse vinto persino la morte.

Perché dovrei tremare
perché aver paura
quando siamo tanti
da un solo blocco solo
cresciuti, perfezionati
mai morti e mai nati.
Sarebbe bello sapere
su quale strada andare
sicura sin da prima
invece di cercare
giorno dopo giorno
e scegliere magari
quella che pare
a tutti la peggiore.
Vorrei sentirmi dire
in quella casa è Dio
senza ogni volta trovare
un io più grande del mio.
Perché dovrei tremare
perché aver paura
quando siamo tanti
da un solo blocco solo
cresciuti, perfezionati
mai morti e mai nati.
È meglio non sapere
su quale strada andare
sicuri sin da prima
è meglio cercare
giorno dopo giorno
e scegliere magari
quella che pare
a tutti la peggiore.
Perché dovrei tremare
perché aver paura
quando siamo tanti
da un solo blocco solo
cresciuti, perfezionati
mai morti e mai nati.

Prete spretato da quando ti ho incontrato
sento così vivo il mio corpo forte
come se avesse vinto persino la morte.

Certamente
conosciamo
il cattolico romano
quello col naso aquilino
e le lunghe bianche ossa
quello con l’assicurazione
ereditaria alla vita eterna
ereditaria come le tare
della sua famiglia nera
quello che della salvezza
è certo, non spera
ben sapendo che gli spetta
per rango e per onore
quello che disprezza chi vive
sempre sull’orlo di perdere l’anima
e sta aggrappato alla sua e non sa
che lui l’anima non ce l’ha.
Quello che dice che pratica
la carità cristiana
e che grida all’infamia
se un povero disoccupato
si è comprato un bel vestito
o rifiuta un pacco dono
quello che vicino a sé
non ha proprio nessuno
circondato come è
da uno spessore di due metri almeno
tutto pieno di virtù
dogmi, crismi e catechismi.
Quello che dice che Cristo
era il primo socialista
che si accosta alla Samaritana
e una sera si è chinato
e ha lavato i piedi a Pietro.

Ma Cristo è la Samaritana, è Pietro, è te, è me, è solo vita, è noi
che siamo nati eterni e andiamo a morire
Cristo è Antigone, è Giocasta, è Bruto, è Caligola,
è il bandito Giuliano
è Leonardo Cimino.

Chiesa, Chiesa
m’hai creato e m’hai distrutto
ma Dio io non l’ho raggiunto
piazzata tra me e lui
come una pietra tombale
mi tratti da morta
per potermi un giorno resuscitare.

Chiesa, Chiesa come hai potuto
cambiare l’amore in colonne di potere.
I tuoi progressi da alunno intelligente
tutto sommato non mi dicono niente.
Spero che un giorno tu voglia capire
se vuoi salvare Dio devi scomparire
se vuoi salvare Dio devi scomparire
se vuoi salvare Dio devi scomparire.

inviata da adriana - 16/2/2013 - 09:19


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