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Canzone per Vladimir Pravik

Alex Cambise


Lingua: Italiano


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pravik-volodimir

Vladimir Pravik era il Tenente dei Vigili del Fuoco a capo della prima squadra che, il mattino del 26 Aprile 1986, arrivò a Cernobyl con il comando di spegnere un incendio causato da un corto circuito. Non era stato informato della tossicità dei fumi e del materiale caduto dopo l'esplosione nell'area circostante la centrale. Pravik morì il 9 maggio 1986, 13 giorni dopo l'esplosione e così morirono gli altri vigili in azione quella mattina.
Dimmi perché sento un silenzio he il fuoco non ha fatto mai
ma oggi qui a un passo da Pryp'jat' lo conoscerai
Fin da bambino fare il pompiere era il mio sogno la mia via
ora porto a morire un gruppo di eroi e non ne ho neanche idea

E il fumo sale, il fumo sale, il fumo sale
ad abbracciare migliaia di vite e portarle altrove

E' quasi l'alba e tra poco vedrai avremo di nuovo vinto noi
lui non si arrende, non soffoca mai l'ira degli dei
vento che entra dentro la pelle per non uscirne mai più
tutto il male del mondo e la rabbia di chi muore ancora qui

E il fumo sale, il fumo sale, il fumo sale
ad abbracciare migliaia di vite e portarle altrove
Il fumo sale quasi lieve e nessuno che parli di lui
soltanto sperare

Il fumo sale, Il fumo sale, Il fumo sale
ad abbracciare migliaia di vite e portarle altrove
Il fumo sale quasi lieve e nessuno che parli di lui
soltanto negare
Il fumo sale quasi lieve
e risale nei figli dei figli questo dolore, questo dolore

31/10/2012 - 12:22


La notte del 26 aprile 1986, come da fatti noti, il reattore numero 4 esplode e rilascia nell'atmosfera particelle e gas altamente radioattivi. Immediati sono i soccorsi che giungono da Vladimir Pravik e dalla sua squadra. Lui e i sui compagni tentano di domare l'incendio ma vengono rapidamente colti da nausea e vomito, i primi sintomi di avvelenamento radioattivo.

In un primo momento i pompieri e gli impiegati della centrale vengono inviati all'ospedale di Pripiat. La loro pelle era annerita a causa delle intense radiazioni a cui erano stati sottoposti. Solamente più tardi vengono trasferiti all'ospedale numero 6 di Mosca.

Vladimir Pravik arriva all'ospedale durante il periodo di latenza di questa malattia delle radiazioni. Il suo stato di salute peggiora rapidamente. La sua morte è stata decisamente atroce; le radiazioni lo hanno consumato dall'interno, si potrebbe quasi dire che si è decomposto vivo. Nessuno dei membri della sua equipe è sopravvissuto, sono tutti morti in maniera simile alle sua all'ospedale numero 6 di Mosca. Non è dato di sapere con esattezza la dose precisa di radiazioni che lui e i suoi compagni hanno assorbito ma si ipotizza che sia tra i 500 e i 2000 Roentgen.

Lui e i suoi compagni sono seppelliti a Mosca in una bara circondata di plastica e metallo in un caveau. Questa misura drastica è stata adottata poiché, al momento della morte, la radioattività dei loro corpi era paragonabile a quella dei prodotti radioattivi. (it.wikipedia)

Bernart Bartleby, "The Copypaster" - 8/1/2014 - 10:19



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