Lingua   

I Ribelli: Pugni chiusi

GLI EXTRA DELLE CCG / AWS EXTRAS / LES EXTRAS DES CCG


Lingua: Italiano


Ti può interessare anche...

Pugni Chiusi
(Tj DJ)
Inca
(Pooh)
Danni Collaterali
(Ricky Gianco)


1967
testo di Luciano Beretta
musica di Ricky Gianco e Gianni Dall'Aglio
Pugni-chiusi-1967


Pugni chiusi è il titolo di un brano di musica leggera musicato su testo di Luciano Beretta da Ricky Gianco e da Gianni Dall'Aglio, batterista del complesso de I Ribelli.

Si tratta del primo disco singolo pubblicato dai Ribelli con la nuova casa discografica, la Dischi Ricordi (SRL 10451). Il 45 giri presentava sul lato B La follia, cover della canzone Friday on My Mind del gruppo australiano Easybeats.

Forte dell'interpretazione del suo autore, il brano fu portato ulteriormente al successo - e registrato dalla critica come uno dei migliori di quell'anno - al Cantagiro del 1967. Raggiunse in settembre il quindicesimo posto nella classifica dei dischi più venduti.

Un estratto della loro esibizione è contenuto nel film La più bella coppia del mondo di Camillo Mastrocinque.

Se la linea melodica del brano - impostata su riff fra la ballata ed il blues - è enfatizzata dalla voce di Demetrio Stratos, al tempo cantante del gruppo, poi passato agli AreA, il testo è quello tipico di una canzone d'amore: l'interprete canta l'amore perduto, nel buio della notte è impietrito nel suo dolore, stringendo a forza i pugni per lo sconforto; soltanto il ritorno della persona amata potrà restituirgli la pace perduta togliendolo dalle pene d'amore

Negli anni seguenti la sua pubblicazione, Pugni chiusi è stata incisa o eseguita in concerto - anche come omaggio alla voce di Stratos - da diversi altri cantanti e gruppi, fra cui I Corvi, Iva Zanicchi, Piero Pelù, i Timoria, i Pooh e Francesco Renga.

Asinara Pugni Chiusi


Un anno e 4 mesi all'Asinara
la storia degli operai è un film

Negli splendidi paesaggi dell'isola sarda, il racconto di una protesta. Le canzoni, la solidarietà da tutta Italia, la famiglia. Per i nostri lettori, ecco l'opera di Fiorella Infascelli, premiata al Festival di Venezia
di MARIA PIA FUSCO

Pugni Chiusi Regia di Fiorella Infascelli Prodotto da Angelo Barbagallo

ROMA - "Abbiamo fatto il massimo senza nessuna violenza". Pietro, Andrea e gli altri operai degli impianti della Vinyls di Porto Torres, in cassa integrazione dal 23 novembre 2009, parlano con orgoglio della scelta di una forma di lotta pacifica e particolare - l'occupazione del carcere dell'Asinara - nel documentario di Fiorella Infascelli Pugni chiusi, prodotto da Angelo Barbagallo, premiato nella sezione Controcampo alla Mostra di Venezia 2011. Un film che oggi Repubblica.it e Repubblica Tv (alle 13,30; 16,30; 19,30) mostrano in esclusiva a lettori e spettatori.

Il titolo si è quasi imposto, sia perché qualcuno degli operai canticchia la canzone dei Ribelli degli anni Sessanta, sia perché tra le tante lettere di solidarietà inviate all'Asinara, oltre a quella del presidente Napolitano, c'è un commovente messaggio di Pietro Ingrao che, "sia pure a fatica per gli acciacchi del tempo", conclude con l'immagine del pugno alzato.

Nel documentario, sullo sfondo della natura selvaggia e magnifica dell'Asinara, dominata dall'azzurro del mare in contrasto con le bianche mura del carcere, gli operai raccontano le loro storie, parlano degli affetti lontani, della speranza che qualcuno acquisti gli impianti di Vinyls e si ritorni alla normalità del lavoro, dell'attesa del week end quando arrivano i famigliari, del disagio di lunghe giornate inoperose interrotto da qualche calcio al pallone, dalla manutenzione degli spazi, dai pasti in comune. A spezzare la solitudine sull'isola c'è il computer, da cui ricevono migliaia di messaggi di solidarietà e con cui comunicano ogni giorno con gli altri operai del Petrolchimico di Porto Marghera e di Ravenna, legati alla stessa sorte, la cassa integrazione. "Ognuno ha la sua Asinara", dice Pietro nel film, ricordando l'occupazione delle Torri a Porto Marghera e il gruppo di operai saliti sui tetti dei silos a Ravenna.

Nessuno ha avuto la resistenza degli operai di Vinyls, rimasti all'Asinara un anno e quattro mesi, motivati dalla certezza di lottare non solo per loro ma per tutti gli italiani allontanati dal lavoro, come ripetono nel film, e grazie al sostegno della Sardegna, le istituzioni e la gente comune, come il fornaio di Sassari che ogni giorno invia pane fresco. "Senza l'appoggio delle mogli e delle famiglie forse non saremmo riusciti", dicono. Una di loro, Margherita, la moglie di Pietro, è rimasta sull'isola e malgrado il dolore per la lontananza dai figli, è una presenza forte, incoraggiante, come quella di Silvia, una giovane insegnante senza lavoro, che ha sentito anche sua la loro lotta.

Oggi le speranze per l'acquisto degli impianti di Vinyls e la ripresa del lavoro si sono spente, restano in piedi le proposte di acquisto del materiale ferroso. La cassa integrazione è scaduta a settembre e - anche se da giugno non ricevono soldi - gli operai sono impegnati nel presidio di sicurezza obbligatorio, con turni che si alternano giorno e notte a 110 metri di altezza. La reclusione volontaria all'Asinara un piccolo successo l'ha ottenuto: ha permesso che nello stabilimento di Porto Torres siano iniziati i lavori per la riconversione in chimica verde. Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso: sono le parole di Che Guevara che hanno accompagnato la permanenza all'Asinara e che restano lo slogan degli operai di Vinyls. Se entro breve tempo non riceveranno risposte positive per una ricollocazione abbandoneranno il presidio mettendo a rischio la sicurezza degli impianti.

La Repubblica
(DQ82)
Pugni chiusi non ho più speranze
in me c'è la notte più nera

Occhi spenti nel buio del mondo
per chi è di pietra come me

Pugni chiusi...
perduto per sempre!
Non ha più ragione la vita

La mia salvezza sei tu
sei l'acqua limpida per me
il sole tiepido sei tu amore
torna
torna qui da me

Pugni chiusi non ho più speranze
in me c'è la notte più nera

Viene l'alba
e un raggio di sole disegna il tuo viso per me

Mani giunte
tu sei qui con me
e abbraccio la vita con te

inviata da DonQuijote82 - 25/10/2012 - 11:29



Lingua: Italiano

Versão portuguesa
PUNHOS FECHADOS

Punhos fechados não tenho mais esperanças,
em mim há a noite mais negra.

Olhos apagados no escuro do mundo,
para quem é de pedra como eu.

Punhos fechados..
perdido para sempre!
Não tem mais razão a vida.

A minha salvação és tu,
és a água límpida pra mim.
O sol tépido és tu, amor.
Volta, volta
aqui pra mim.

Punhos fechados não tenho mais esperanças,
em mim há a noite mais negra.

Chega o amanhecer
e um raio de sol desenha o teu rosto pra mim.

Mãos juntas,
tu estás aqui comigo
e abraço a vida contigo!

inviata da giorgio - 26/10/2012 - 08:53


Grandissimo Demetrio! Dovevo proprio contribuirla, anche se non c'entra nulla... BELLIRRIMA!!!

Mio padre disse:
"Ragazzo mio
se vuoi andare,
addio".
Mia madre disse:
"Bambino mio
ti guidera' Iddio".
La solitudine
si paga in lacrime
e l'ho pagata
anch'io
ma se ho vissuto poi
se sono un uomo ormai
lo devo a lei,
la donna che
e' insieme a me.
Perche' lei
e' vicino a me
nel sole, nel vento
nel sorriso e nel pianto,
lei e' vicino a me
con tutto il suo cuore,
con tutto il suo amore
in ogni istante,
in ogni momento. Ooh...ooh
Io sono un uomo ormai
non piango quasi mai
e' tutto questo
lo devo a lei
lo devo a lei
perche' lei e' vicino a me
nel sole nel vento
nel sorriso e nel pianto
lei e' vicino a me
con tutto il suo cuore
con tutto il suo amore
in ogni istante
in ogni momento
lei e' vicino a me
nel sole nel vento
nel sorriso nel pianto lei...



(scritta da Battisti e Mogol...)

Dead End - 13/2/2013 - 13:38



Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org