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A Tricase nu se canta cchiui

Aramirè


Lingua: Italiano (Pugliese Salentino)


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‎[2004]‎
Album “Mazzate pesanti”‎
Testo e musica di Roberto Raheli

Mazzate pesanti

A Tricase, provincia di Lecce, regione delle Serre salentine, il 25 maggio del ‎‎1935 una manifestazione di lavoratori del tabacco venne repressa nel ‎sangue (cinque morti, tre ‎donne e due uomini) dai fascisti e dalla forza pubblica.‎

Tricase, lapide ai morti della ‎rivolta, ‎assassinati da fascisti e polizia
Tricase, lapide ai morti della ‎rivolta, ‎assassinati da fascisti e polizia


‎“Siamo in pieno periodo fascista. Ma il popolo, i contadini, i cafoni, chi vive nell'estremo Sud, non ‎sa chi siano i fascisti. Non sapeva, in effetti, chi fossero i piemontesi e, ancor prima, gli spagnoli. ‎Qualsiasi potere che si è succeduto nel tempo era, comunque, qualcosa di lontano da loro. Un ‎popolo straniero, come gli altri. Straniero alle logiche dei paesi del sud, straniero ai bisogni della ‎gente, straniero alla povertà che affligge il Sud. Ma c'è una cosa a Tricase, piccolo centro del Sud ‎Salento, che crea sollievo alla miseria più nera. L'Acait, un tabacchificio che dà lavoro a tanta ‎gente, che permette, nel bene e nel male, di avere un reddito sicuro. Ebbene si sparge la voce, tra la ‎gente del posto, che il regime fascista vuole spostare lo stabilimento a Lecce. E' solo una voce, ‎niente di confermato. Ma tanto basta per scatenare la rivolta. Una rivolta che, badate bene, non ‎prende piede solo da una notizia, peraltro non confermata, è una rivolta che trova origine nel ‎passato, che non può permettere di togliere al paese l'unico mezzo di sostentamento per tante ‎famiglie. Non si vuole sprofondare nella più nera miseria. Le tabacchine, così, si organizzano e si ‎ritrovano sotto il portone del Comune. Il podestà, i fascisti, i carabinieri, hanno paura, non si ‎aspettano una protesta. Qualcuno sostiene, per giunta, che si tratta di una manifestazione ‎antifascista. Già le manifestazioni sono mal tollerate, ma quelle antifasciste ancor meno. E si spara. ‎Si spara sulla folla. Si spara ad altezza d'uomo. Muoiono cinque persone. E ancora oggi a Tricase si ‎sente la ferita aperta per quella vicenda. Luigi Chiriatti, un ricercatore di culture popolari, ha scritto ‎che qualche anziano ancor oggi dice che a Tricase non si canta più dalla strage del 1935.”‎
‎(Introduzione al brano da ‎‎La ‎Putea)‎

Sulla “rivolta di Tricase” e la storia del lavoro del tabacco nel Salento, si veda anche Fimmine fimmine ed il ‎‎fondamentale volume ‎‎‎“Tabacco e ‎‎tabacchine nella memoria storica. Una ricerca di storia orale a Tricase e nel Salento”, a cura di ‎‎Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, con una introduzione di Alessandro Portelli (2002)
Sciamu vedere ‎
sciamu vagnuni mei ‎
sciamu vedere ‎
ddhra fore c'è rivoluzione ‎
di tabacchine, ‎
sta sparane a mitraglia ‎
sulle tabacchine ‎
cu chiodi e fierri rrugginiti ‎
ma le carrare ‎
de sangu s'ane chine le carrare ‎
e de dhru giurnu ‎
no se cantau cchiui

inviata da Dead End - 17/9/2012 - 15:21



Lingua: Italiano

Traduzione italiana da ‎‎La ‎Putea
A TRICASE NON SI CANTA PIU’‎

Andiamo a vedere
andiamo ragazzi miei
andiamo a vedere
la fuori c'è la rivoluzione
delle tabacchine
stanno sparando a mitraglia
sulle tabacchine
con chiodi e ferri arrugginiti
ma le strade
si sono riempite di sangue
e da quel giorno
non si canta più.‎

inviata da Dead End - 17/9/2012 - 15:22



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