Lingua   

The Preacher and the Slave, or Pie in the Sky, or Long Haired Preachers

Joe Hill


Lingua: Inglese


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The Factory Girl
(anonimo)
The Preacher, The Rabbi And The Slave
(Adhamh Roland)
Ayúdame Valentina
(Violeta Parra)


[1911]
Lyrics by Joe Hill
Testo di Joe Hill
To the tune of In the Sweet Bye and Bye
(music by / musica di Joseph P. Webster)

1st Edition/1a edizione: Little Red Songbook, IV, 1911

hagglund

The Preacher and the Slave (“Il predicatore e lo schiavo”) è una canzone scritta da Joe Hill nel 1911. Si tratta, e non certamente a caso, di una parodia dell'inno In the Sweet Bye and Bye; gli Industrial Workers of the World (IWW, noti come Wobblies), il sindacato anarchico di cui Joe Hill era uno dei principali esponenti, concentravano molta della loro attività sull'organizzazione dei lavoratori migranti negli ambiti del legname e dell'edilizia. Quando i lavoratori tornavano alle loro città e ai loro paesi, i Wobblies dovevano vedersela con l'Esercito della Salvezza (in inglese Salvation Army; da qui il nome satirico dato loro dagli IWW, Starvation Army, “esercito della morte di fame”, “esercito della carestia”). Da notare che Joe Hill aveva già incontrato l'Esercito della Salvezza nella sua prima giovinezza in Svezia, quando ancora il suo nome era Joel Emmanuel Hägglund. Furono scritte parecchie canzoni che parodiavano gli inni dell'Esercito della Salvezza, ma The Preacher and the Slave fu e rimane senz'altro la più famosa. Nella canzone, Joe Hill creò la frase pie in the sky (“torta in cielo”, il mitico premio per la salvezza eterna); tant'è che la canzone è nota anche con questo titolo, oppure con quello di Long Haired Preachers (“Predicatori capelloni”), che peraltro sembra essere stato il titolo originale datole da Joe Hill stesso. Fu pubblicata nella 4a edizione del Little Red Songbook nel 1911.

"The Preacher and the Slave" is a song written by Joe Hill in 1911. It was written as a parody of the hymn "In the Sweet Bye and Bye". The Industrial Workers of the World (commonly known as the Wobblies) concentrated much of its labor trying to organize migrant workers in lumber and construction camps. When the workers returned to the cities, the Wobblies faced the Salvation Army (which they satirized as the "Starvation Army"). Hill had first encountered the Salvation Army in Sweden when he was a child.
Several songs were written parodying the Salvation Army's hymns, "The Preacher and the Slave" being the most successful. In this song, Joe Hill coined the phrase "pie in the sky." The song is often referred to as "Pie in the Sky", or as "Long Haired Preachers" (which was its original title). It was first published in the 4th edition of the Little Red Songbook in 1911.

Avvertenza. La canzone era già stata inserita a suo tempo negli "Extra"; per la sua natura è stata "rimessa in circolo". Arrivo a dire che una canzone di Joe Hill, in fondo, non è mai un "extra". Riporto comunque qui la breve introduzione originale di Alessandro "Bartleby":

Non so... come al solito mi appello al buon cuore degli amministratori... questa non è una canzone contro la guerra, ma contro i preti e i predicatori che alla gente promettono il paradiso in cielo senza far nulla, anzi, per alleviare l'inferno in terra... Questa canzone mi ha fatto sorridere perché mi ha ricordato uno dei tanti proverbi della mia bisnonna (che l'era toscana): "Preti, frati, porci e polli non si trovan mai satolli!"

A Alessandro (e a tutti) consiglio l'ascolto di un'altra canzone, anche più allo zolfo di questa, che parla di predicatori e compagnia bella: Ayúdame Valentina di Violeta Parra. [RV]
Long-haired preachers come out every night
Try to tell you what's wrong and what's right
But when asked how 'bout something to eat
They will answer in voices so sweet

You will eat, bye and bye
In that glorious land above the sky
- Way up high!
Work and pray, live on hay
You'll get pie in the sky when you die
- that's a lie!


And the Starvation Army, they play
And they sing and they clap and they pray
Till they get all your coin on the drum
Then they tell you when you're on the bum

You will eat, bye and bye
In that glorious land above the sky
- Way up high!
Work and pray, live on hay
You'll get pie in the sky when you die
- that's a lie!


Holy Rollers and Jumpers come out
And they holler, they jump and they shout
Give your money to Jesus, they say
He will cure all diseases today

You will eat, bye and bye
In that glorious land above the sky
- Way up high!
Work and pray, live on hay
You'll get pie in the sky when you die
- that's a lie!


If you fight hard for children and wife
Try to get something good in this life
You're a sinner and bad man, they tell
When you die you will sure go to hell.

You will eat, bye and bye
In that glorious land above the sky
- Way up high!
Work and pray, live on hay
You'll get pie in the sky when you die
- that's a lie!


Workingmen of all countries, unite
Side by side we for freedom will fight
When the world and its wealth we have gained
To the grafters we'll sing this refrain

You will eat, bye and bye
When you've learned how to cook and how to fry
Chop some wood, 'twill do you good
Then you'll eat in the sweet bye and bye
- that's no lie!
Nota al testo / Note to lyrics


The chorus is sung in a call and response pattern.

You will eat [You will eat] bye and bye [bye and bye]
In that glorious land above the sky [Way up high]
Work and pray [Work and pray] live on hay [live on hay]
You'll get pie in the sky when you die [That's a lie!]


Thus the final verse becomes

You will eat [You will eat] bye and bye [bye and bye]
When you've learned how to cook and how to fry [How to fry]
Chop some wood [Chop some wood], 'twill do you good [do you good]
Then you'll eat in the sweet bye and bye [That's no lie]


The fourth verse is not normally sung today, probably because of the reference to "children and wife" not being gender-neutral. Other variations include changing the second line of the chorus to "In that glorious land up in the sky" and the last line of the third verse to "And you will eat on that glorious day." Workingmen is normally changed to working folks, as well. The above lyrics are from the 19th edition of the Little Red Songbook.

(en:wikipedia)

inviata da Riccardo Venturi - 31/5/2012 - 16:53




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
31 maggio 2012


johi


L'intenzione era quella di farne una versione cantabile (o canticchiabile); per ora ci sono riuscito solo col ritornello, ma ci rimetterò mano. Dopo che iersera mi sono imbattuto nel "fan" dei Genrosso, mi ci voleva un antidoto urgente. [RV]
IL PREDICATORE E LO SCHIAVO
LA TORTA IN CIELO, o PREDICATORI CAPELLONI

Predicatori capelloni saltan fuori ogni sera
e provano a dirti quel che è bene e quel che è male,
ma quando gli si chiede qualcosa da mangiare
quelli rispondono con vocine vellutate:

Mangerai, mangerai, ies bài bài,
quando in cielo glorioso tu andrai,
- lassù, dai!
ora et labora, fieno mangerai,
la torta in cielo avrai quando morrai,
- son cazzate, sai!


È l'Esercito della Morte di Fame, e suonano,
e cantano, e batton le mani, e pregano
finché non hanno i tuoi $oldi in saccoccia
e poi ti dicono, quando sei col culo a terra:

Mangerai, mangerai, ies bài bài,
quando in cielo glorioso tu andrai,
- lassù, dai!
ora et labora, fieno mangerai,
la torta in cielo avrai quando morrai,
- son cazzate, sai!


Saltan fuori santi Saltatori e Salvatori 1
e strepitano, e saltano e gridano:
Dai i tuoi soldi a Gesù, ti dicono,
Lui curerà oggi tutte le malattie

Mangerai, mangerai, ies bài bài,
quando in cielo glorioso tu andrai,
- lassù, dai!
ora et labora, fieno mangerai,
la torta in cielo avrai quando morrai,
- son cazzate, sai!


Se lotti duro per i tuoi figli e tua moglie
per avere qualcosa di buono in questa vita,
dicon che sei un peccatore e un malvagio,
e che da morto di sicuro andrai all'inferno

Mangerai, mangerai, ies bài bài,
quando in cielo glorioso tu andrai,
- lassù, dai!
ora et labora, fieno mangerai,
la torta in cielo avrai quando morrai,
- son cazzate, sai!


Lavoratori di tutti i paesi, unitevi,
fianco a fianco lotteremo per la libertà,
quando avremo il mondo e la sua ricchezza
a quei mangiapane a ufo canteremo così:

Mangerai, mangerai, ies bài bài,
quando appreso a cucinare tu avrai,
taglia legna finché abbastanza ne avrai,
e così mangerai, e bài bài,
- non son cazzate, sai!
NOTE alla traduzione

[1] Gli Holy Jumpers, o Holy Rollers, o Holy Rollers and Jumpers erano i membri di una setta metodista di origine gallese, il cui rituale comprendeva una serie di balzi, salti e rotolamenti per terra.

31/5/2012 - 17:34




Lingua: Francese

Version française de Fred B.
Versione francese di Fred B.

Dal repertorio della Chorale Karaoke, p. 230. L'autore della traduzione avverte: "Quelques syllabes en trop par-ci par-là, mais ça rentre" ("Qualche sillaba di troppo qua e là, ma ci sta nella metrica"). Non è stata tradotta la 4a strofa. [CCG/AWS Staff]
[LE PRECHEUR ET L'ESCLAVE]

Chaq' soir sortent des prêtres aux cheveux longs
qui t'expliquent c'qui est mal, c'qui est bon,
mais si tu d'mandes quekchose à manger,
ils te répondront d'une voix sucrée:

Tu mang'ras, plaise à Dieu,
dans ce glorieux pays au d'là des cieux
(monte-là d'ssus)
Travaille et prie, et bouffe du foin,
t'auras d'la tarte au ciel quand tu s'ras défunt
(c'est du flan!)


A l'Armée du Salut ils font du bruit,
ils chantent et applaudissent et ils prient
pour avoir ta monnaie dans la timballe
et constater que tu crèves la dalle

Tu mang'ras, plaise à Dieu,
dans ce glorieux pays au d'là des cieux
(monte-là d'ssus)
Travaille et prie, et bouffe du foin,
t'auras d'la tarte au ciel quand tu s'ras défunt
(c'est du flan!)


Quand tu t'bats pour tout' les bonnes choses de la vie,
ils te conseillent d'arrêter tous les conflits,
d'te mettre à genoux devant les patrons
à moins d'aller direct en enfer sinon.

Tu mang'ras, plaise à Dieu,
dans ce glorieux pays au d'là des cieux
(monte-là d'ssus)
Travaille et prie, et bouffe du foin,
t'auras d'la tarte au ciel quand tu s'ras défunt
(c'est du flan!)


Compagnes et compagnons de tous pays, unité,
côte à côte luttons pour la liberté,
la terre entière et ses richesses dans nos mains
nous chant'rons à tous les escrocs ce refrain:

Tu mang'ras, nom de Dieu,
quans tu sauras cuisiner et faire un feu,
coupe du bois, couds un peu,
et tu mang'ras ici-bas, nom de dieu,
(j'veux mon n'veu!)

inviata da CCG/AWS Staff - 31/5/2012 - 17:56


Per Lorenzo: beh, elimino la pagina "extra", mi sembra che questa canzone sia tutt'altro che un extra...

Riccardo Venturi - 31/5/2012 - 17:05


Giorgio, come anche segnalato da Holger Terp i link audio non funzionano. Ce la faresti a scovarne di altri...? (Grazie)

CCG/AWS Staff - 1/6/2012 - 00:38


Ahimè, i links sono più ballerini dell’Emilia… Hai fatto bene a non cancellarli subito così che io possa individuare i siti “con l’attender corto”.

Bella paginona, Riccardo. Hai veramente rimesso le cose a posto.
Sistematemi, però, anche il link nella pagina di Adhamh Roland
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=24823

giorgio - 1/6/2012 - 08:32


Ciao Giorgio, ora senz'altro mi occuperò anche del "derivato" di Adhamh Roland, che pure mi sembra degnissimo di una pagina "commilfò" (o "ammodino", in livornese). Io credo che il problema dei link audio sia specificamente con le pagine tipo Rapidshare, che si cancellano dopo poco... Saluti!

Riccardo Venturi - 1/6/2012 - 13:25


Non solo Rapidshare,… anche zShare, MediaFire, Depositfiles, SendSpace, FileFactory, Badongo, e chi ne ha più ne metta, sono tutti purtroppo combinati in modo tale che i loro file possono essere cancellati da qualunque pinco pallino si trovi a passare di lì – e non necessariamente dall’utente che li ha caricati – quando non vengono eliminati dai gestori stessi per i soliti motivi di copyright. L’unico sito che dava una certa affidabilità, Megaupload, è stato di recente chiuso dall’FBI.
-Questo per quel che concerne gli album interi.
Per quanto riguarda invece i singoli brani è sempre più difficile che un link che consenta il download diretto (vecchia maniera) duri più di tanto. E i vari siti musicali vanno riducendosi di numero e di prestazioni facendoci grazia del solo ascolto, molto spesso ridotto a soli 30”.
Mala tempora currunt. Non c’è proprio di che stare allegri…

Cari saluti anche a te e.. in gamba!

giorgio - 3/6/2012 - 13:19


Che dirti, Giorgio...s'andrà tutti in Germania a votare per i "Piraten" :-(

Riccardo Venturi - 3/6/2012 - 20:25




Lingua: Svedese

Traduzione svedese / Swedish translation / Svensk översättning: Ture Nerman
PRÄSTEN OCH SLAVEN (Svarta präster)

Svarta präster står upp titt och tätt,
lär dej skilja på synd och på rätt,
men begär du ett torrt stycke bröd,
sjunger kören i trossäker glöd.

Du får mat, o kamrat
uti himmelens härliga stat!
Svält förnöjd! O vad fröjd!
Du får kalvstek i himmelens höjd.

Du står arbetslös på trottoarn,
du får svälta med hustru och barn.
Men var tålig, som Herren befallt –
se, därovanom ordnar sig allt.

Du får mat, o kamrat
uti himmelens härliga stat!
Svält förnöjd! O vad fröjd!
Du får kalvstek i himmelens höjd.

Bränner nöden därhemma, så vet:
Varje jul finns det välgörenhet!
Om du bugar dej djupt, kan du få
en kopp kaffe att fortsätta på.

Du får mat, o kamrat
uti himmelens härliga stat!
Svält förnöjd! O vad fröjd!
Du får kalvstek i himmelens höjd.

Du blir gammal och bräcklig och grå,
du blir körd från ditt arbete då,
du får folkpension lagom till snus,
men din framtid är ljuvlig och ljus!

Du får mat, o kamrat
uti himmelens härliga stat!
Svält förnöjd! O vad fröjd!
Du får kalvstek i himmelens höjd.

Alla arbetets folk, kom till oss
i vårt land att för friheten slåss!
När vi segrat, förtryckarnas gäng
får i ödmjukhet dra sin refräng:

Du får mat, o kamrat,
när du lärt dej att laga din mat.
Hugg din ved, slit och bed!
Du får kalvstek i himlen, du med!

inviata da Juha Rämö - 22/5/2015 - 10:49




Lingua: Svedese

Traduzione svedese 2 / Swedish translation 2 / Svensk översättning 2: Rune Lindström
PRÄSTEN OCH SLAVEN

Feta präster stod upp i vårt mitt:
»Lär dig skilja på svart och på vitt.«
När du tiggde om mat i din nöd
såg de fromt på ditt stenhårda bröd.

Du får mat, saligt mör.
Du får sjunga i himmelens kör.
Bed och slit! Gnag din bit!
Du får smör ovanför när du dör.

Och de talte med tungor till tröst
och med sirapslen frimickelröst
att de trogna skall skåda en syn
se ett festbord därovan i skyn.

Du får mat, saligt mör.
Du får sjunga i himmelens kör.
Bed och slit! Gnag din bit!
Du får smör ovanför när du dör.

Om för frugan och barnen du gnor
om du gör nånting gott som du tror
får du veta att syndarens död
skall dig vänta i helvetets glöd.

Du får mat, saligt mör.
Du får sjunga i himmelens kör.
Bed och slit! Gnag din bit!
Du får smör ovanför när du dör.

Arbetsbröder, vak upp och slå till!
Vi kan skapa en värld om vi vill.
De skall höra oss innan vi dör
vi skall sjunga för dem i vår kör.

Du får mat, saligt mör.
Du får sjunga i himmelens kör.
Bed och slit! Gnag din bit!
Du får smör ovanför när du dör.

inviata da Juha Rämö - 22/5/2015 - 10:51




Lingua: Svedese

Traduzione svedese 3 / Swedish translation 3 / Svensk översättning 3

Published in »Socialistiska kampsånger« (Socialist Fight Songs) from 1925.
PRÄSTEN OCH SLAVEN

Våra pråster stå upp titt och tätt,
lär oss skilja på synd och på rätt.
Men begär du ett torrt stycke bröd
de dig svara med trossäker glöd:

Du får mat, o kamrat,
uti himmelens ljuvliga stat.
Svält förnöjd: I guds höjd
får du mat uppå gyllene fat.

Sedan svältningsarmén får du se
och de sjunga, de klappa, de be
tills de fått allt ditt mynt i sin håv,
då så får du som mat för ditt skrov:

Du får mat, o kamrat,
uti himmelens ljuvliga stat.
Svält förnöjd: I guds höjd
får du mat uppå gyllene fat.

Ja, sen pingstvännerna du ock ser,
och de skrika och väsnas och ber,
giv ditt mynt allt till Jesu behag,
han vill stilla din hunger i dag.

Du får mat, o kamrat,
uti himmelens ljuvliga stat.
Svält förnöjd: I guds höjd
får du mat uppå gyllene fat.

Om du kämpar för barn och för viv,
gör det bästa utav detta liv.
Du en syndare är och man spår
när du dör, du till helvete går.

Du får mat, o kamrat,
uti himmelens ljuvliga stat.
Svält förnöjd: I guds höjd
får du mat uppå gyllene fat.

Arbetsmän, sluten er nu till oss!
Hand i hand vi för frihet vill slåss!
När sen, världen vi ha, mat och säng,
utsugarn' får denna refräng:

Du får mat, o kamrat,
uti himmelens ljuvliga stat.
Svält förnöjd: I guds höjd
får du mat uppå gyllene fat.

inviata da Juha Rämö - 22/5/2015 - 10:53




Lingua: Finlandese

Traduzione finlandese / Finnish translation / Suomennos: Olli J. Pellikka

From the 1977 album »Joe Hillin lauluja« (Joe Hill Songs) by Turun Ylioppilasteatteri (Turku Student Theatre).
PIIRAKKA TAIVAASSA

Papit nuo iltaisin saapuu luo,
sulle totuuden sanoman tuo.
Vaan jos kaipaatkin sä syötävää,
sulle kauniisti he selittää:

Ruokaa saa maittavaa,
enkelkuorossa laulella saa.
Rukoilkaa, raatakaa,
Luoja taivaassa suo piirakkaa.

Nämä saarnaajat sua lohduttaa,
kauniill' äänellä näin selittää
Herran luona tuoll' taivaassa on
pitopöytä ain' loppumaton.

Ruokaa saa maittavaa,
enkelkuorossa laulella saa.
Rukoilkaa, raatakaa,
Luoja taivaassa suo piirakkaa.

Perhees' eestä jos sä taistelet,
yhä eteenpäin yrittelet,
olet paha ja syntinen mies,
kuollessas' helvettiin vie sun ties.

Ruokaa saa maittavaa,
enkelkuorossa laulella saa.
Rukoilkaa, raatakaa,
Luoja taivaassa suo piirakkaa.

Kaikki työläiset taistelemaan,
uutta maailmaa rakentamaan.
Valta meidän kun on, silloin me
riemuissamme näin laulelemme.

Ruokaa saa maittavaa,
kunhan sen osaa vain valmistaa.
Keittäkää, paistakaa,
syödä voi vaikkapa piirakkaa.

inviata da Juha Rämö - 28/5/2015 - 09:06


Joe Hill: 1915-2015

Era la fine del 1915, cent’anni fa. A Salt Lake City, Utah, i tribunali e lo stato uccisero Joe Hill, militante e bardo del sindacato rivoluzionario degli Industrial Workers of the World (IWW). Dal carcere, aveva scritto: “So che molti ribelli importanti dicono che la satira e la canzone sono fuori luogo in un’organizzazione di lavoratori, e ammetto che le canzoni non sono indispensabili alla causa; ma ogni volta che mi viene, continuerò a scrivere queste mie sciocchezze cantate, anche se so bene che la lotta di classe è una cosa seria.” Scrive Tom Morello, musicista ribelle di oggi: “Senza Joe Hill, non ci sarebbero Woody Guthrie, Bob Dylan, Bruce Springsteen, i Clash, i Public Enemy, Minor Threat, System of a Down, Rage against the Machine.” Joe Hill spiegava: “Un opuscolo, per buono che sia, lo leggi una volta e basta, ma una canzone la impari a memoria e la canti e la canti; se prendi un po’ di nudi fatti e di senso comune, li rivesti con un po’ di umorismo per renderli meno aridi, e li metti in una canzone puoi raggiungere tanti lavoratori troppo poco istruiti o troppo indifferenti per leggere un opuscolo o un editoriale.” La base degli IWW erano lavoratori migranti e stagionali, e niente è più leggero, resistente e trasportabile di una canzone; come poi il movimento dei diritti civili, gli IWW saranno un singing movement , i cui militanti girano l’America portandosi in tasca due cose: la tessera che li fa riconoscere come compagni dovunque vanno, e il canzoniere rosso, The little red songbook, il cui fine dichiarato era di “fan the flames”, alimentare le fiamme della rivolta. Joe Hill era un genio della parodia. Prendeva canzonette di successo, canti popolari, brani gospel, e rovesciava il senso mantenendo il suono. Prende una canzone popolare, la storia dell’eroico ferroviere Casey Jones, e lo trasforma in Casey Jones il crumiro, che si ammazza per far corere i treni durante uno sciopero, arriva in paradiso dove gli angeli sono in lotta, fa il crumiro anche lì e finisce a spalare zolfo all’inferno. Dalle canzoni di chiesa riprende la capacità di creare comunità, di cantare e improvvisare tutti insieme, e le trasforma in inni all’unità operaia. “There is power in the blood of the lamb,” c’è potere nel sangue dell’Agnello, diventa “there is power in a band of working man,” c’è potere in una schiera di lavoratori, quando sono uniti, mano nella mano. A forza di sentire le bande dell’Esercito della Salvezza annunciare la beatitudine futura nella dolcezza del cielo (“in the sweet bye and bye”), si inventa una frase diventata familiare anche da noi: “mangia e prega, campa di niente, e avrai la torta in cielo (“pie in the sky”)”. Senza Joe Hill, anche un po’ di Gianni Rodari (La torta in cielo, 1966) non ci sarebbe. Scrive Tom Morello: “Joe Hill non si limitava a scrivere canzoni contro l’ingiustizia. Era in prima linea, a rischio della vita, per creare un mondo migliore e più giusto. Per questo il potere aveva paura di lui. Per questo l’hanno ucciso”. Le sue canzoni hanno avuto un impatto così straordinario e duraturo perché nascono da dentro il proletariato ribelle, intrise del linguaggio che Joe Hill, immigrato proletario, aveva assorbito sui moli del porto di San Diego, fra i boscaioli dell’Oregon, nelle miniere di rame, nei saloon della Bowery, in tutti i posti dove aveva lavorato e lottato. Joe Hill rimane un’icona della sinistra (c’è anche un film di Bo Widerberg, Joe Hill, 1971. Peccato che nella versione italiana le canzoni siano cantate in pedestri traduzioni italiane) sia per le sue canzoni, sia per l’ ingiustizia simbolica della sua morte. L’accusa di omicidio per rapina fu sostenuta solo da vaghi indizi; i testimoni cambiarono versione in vista del processo; gli atti del processo scomparvero dagli archivi; il governo dello Utah rifiutò di ascoltare le proteste di tutto il mondo e il messaggio del presidente Wilson che chiedeva una revisione del processo. Ogni somiglianza con la storia di Sacco e Vanzetti è storicamente fondata. Nel 1938, Alfred Hayes ed Earl Robinson lo ricordavano in una canzone subito resa classica dall’interpretazione di Paul Robeson: “Ho sognato di vedere Joe Hill stanotte, vivo come e te. Gli dissi, ma Joe, sei morto da anni; e lui: non sono morto mai. Dovunque i lavoratori sono in sciopero, in ogni fabbrica e miniera, dove i lavoratori lottano per i loro diritti, è lì che troverai Joe Hill.” C’è traccia di questa canzone nel discorso di Tom Joad in Furore di Steinbeck (e nel film John Ford): “Dove si lotta per dar da mangiare a chi fame, io sarò lì. Dove c’è uno sbirro che picchia qualcuno, io sarò lì…” Dal romanzo e dal film, queste parole arrivano a Woody Guthrie e poi a Bruce Springsteen: “Dove c’è un poliziotto che picchia qualcuno, dove c’è una lotta contro il sangue e l’odio nell’aria, cercami e sarò lì…” “Il mio testamento,” scrisse Joe Hill il giorno prima dell’esecuzione, “è facile da fare: non c’è niente da spartirsi, perché il muschio non si attacca a una pietra che rotola”( già: a rolling stone). Se potessi decidere, vorrei che Il mio corpo fosse fatto cenere e la cenere sparsa al vento, che la porterà dove crescono i fiori, e forse aiuterà un fiore appassito a rinascere.” Al suo funerale, marciarono in 30.000. Ma forse avevano ragione Hayes e Robinson: Joe Hill non è morto, il suo fantasma è qui insieme a quello di Tom Joad. Chissà che ricordarlo e cantarlo non aiuti a far rifiorire quel movimento operaio per cui è vissuto ed è stato ucciso cento anni fa.

ALESSANDRO PORTELLI

dq82 - 2/1/2016 - 13:15


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